Hamilton PSR Pulsar: Ritorno al Futuro

In questo modello Hamilton fa rivivere il design del Pulsar, il primo orologio da polso elettronico al mondo presentato alla stampa nel 1970 ed entrato in produzione nei due anni successivi. Diverso dalla versione originale (a Led rossi) è il display ibrido, che combina tecnologie Lcd e Oled a emissione.

Premendo il pulsante al 3 vengono visualizzati gli iconici numeri rosso chiaro in stile “digit dot”, mentre il display Lcd garantisce che l’ora sia sempre visibile anche con la luce del giorno.

Edizione limitata a 1.970 esemplari per questo allestimento in acciaio trattato pvd oro giallo (disponibile anche in versione acciaio tout court).

Caratteristiche e Referenze Hamilton PSR

HAMILTON PSR REF. H52414130

  • CASSA E BRACCIALE IN ACCIAIO,
  • DISPLAY IBRIDO LCD E OLED
  • MOVIMENTO AL QUARZO DIGITALE
  • EURO 695,00

HAMILTON PSR REF. H52424130

  • CASSA E BRACCIALE IN ACCIAIO CON TRATTAMENTO PVD COLOR ORO GIALLO,
  • DISPLAY IBRIDO LCD E OLED
  • MOVIMENTO AL QUARZO DIGITALE
  • EURO 945,00

Storia Hamilton Pulsar

Storia Hamilton PSR Pulsar

Stati Uniti, Anni 60. La «Space Craze» dilaga inarrestabile contaminando usi e costumi della società. Sulla Terra c’è ancora tanto da scoprire ma l’attenzione generale si rivolge all’improvviso verso nuovi territori di conquista localizzati ben oltre l’atmosfera terrestre.

La corsa allo Spazio entra nella vita di tutti i giorni, generando un’autentica ed irrefrenabile ossessione che cambia stili ed abitudini quotidiane. Così prima che l’uomo finalmente conquisti lo Spazio, è quello stesso Spazio a conquistare l’uomo, il suo pensiero, e poi a cascata il design, l’architettura, la moda.

Dai complementi di arredo agli elettrodomestici, dall’abbigliamento alle acconciature, tutto assume una dimensione futuribile. Si guidano station wagon con fiancate ancora in stile «woody» ma ad accendere la fantasia sono le auto volanti dei Jetsons protagonisti dei cartoon.

Il mondo è ancora analogico eppure la mente è già digitale. In quest’atmosfera, pochi mesi dopo lo sbarco sulla Luna (è il 6 maggio del 1970), Hamilton presenta al mondo il prototipo del Pulsar, il primo elettronico digitale ad accomodarsi ad un polso.

Si schiaccia un pulsante, l’unico sulla cassa, e sullo schermo compaiono numeri a Led rossi. Fantascienza se si pensa che persino le sofisticate apparecchiature installate nella Mission Control — la sala della Nasa da cui vengono supervisionate da terra le missioni Apollo — viaggiano ancora a bottoni e contatori analogici.

L’impatto del Pulsar è dirompente. Al punto che la prima serie limitata viene addirittura lanciata con cassa in oro. Una cosa oggi impensabile, vista l’obsolescenza fulminante di un dispositivo digitale.

Chi conta ne indossa uno: l’allora presidente Gerald Ford, Elvis, Elton John, Keith Richards, «Smokin’ Joe» Frazier. E l’avvocato Agnelli, naturalmente sopra il polsino. Nel 1970 il Pulsar è il futuro fatto presente.

Hamilton PSR vs Hamilton Pulsar

E, col senno di poi, il pensiero tanto bislacco non era. Perché a 50 anni di distanza, oggi che è tornato, appare incredibilmente moderno. Se non si chiama più Pulsar ma PSR, è semplicemente perché alla fine degli Anni 70, in un momento di difficoltà, l’azienda si è trovata costretta a vendere il marchio a Seiko.

Ma per il resto è identico all’originale. Ha mantenuto la cassa a cuscino, le dimensioni d’ordinanza, anche il tono — ma solo quello — del metallo nobile. Ma la tecnologia al suo interno è quella del 2020, implementata da un display ibrido Lcd/Oled e coadiuvata da un cristallo con trattamento antiriflesso per consentire la visualizzazione dell’ora con chiarezza in ogni condizione di luce.

Soprattutto è una tecnologia Swiss Made, aspetto reso possibile dalla forza e dalle economie di scala di Swatch Group, al quale il brand appartiene. Ma anche dalla sua mentalità. Perché che il PRS fosse o meno marcatamente di origine svizzera non sarebbe probabilmente importato niente a nessuno.

assemblaggio Hamilton PSR

Una fase dell’assemblaggio del Psr di Hamilton: il matrimonio tra il modulo elettronico con display ibrido Lcd/Oled e la cassa (40,8 x 34,7 mm) in acciaio

E farne produrre il contenuto elettronico nel lontano Oriente avrebbe sicuramente portato vantaggi sul piano dei costi di produzione. E invece, la tecnologia alla base del Psr di Hamilton è di proprietà, progettata dal reparto di ricerca e sviluppo del Gruppo e realizzata da due delle sue aziende sussidiarie con sede in territorio elvetico: Em Marin ed Asulab.

Artefici, tra l’altro, anche di un circuito integrato a basso consumo in grado di garantire un’autonomia di 5 anni, nove volte superiore a quella del modello originale. Nonostante l’orario, ora sempre visibile sullo schermo.

Recensione Hamilton PSR

Nonostante l’80% del fatturato di Hamilton sia riconducibile all’orologeria meccanica, la riedizione «moderna» del Pulsar elettronico è molto più che un atto dovuto.

Il modello, iconico, ha segnato un’era, finendo perfino al polso di Roger Moore nel film «007 – Vivi e lascia morire» del 1973.

Disponibile in due versioni, acciaio e acciaio con trattamento PVD oro giallo, quest’ultima in serie limitata a 1.970 esemplari, l’orologio riproduce fedelmente l’originale cassa coussin del P2 e le sue stesse dimensioni di 40,8 x 34,7 millimetri.

Differente, rispetto al modello originario, il display per la visualizzazione dell’ora, protetto da vetro zaffiro con trattamento antiriflesso: l’Hamilton PSR è caratterizzato ad un display ibrido che riesce a combinare tecnologie LCD riflettenti, ossia il display OLED a emissione, a cristalli liquidi e a emissione di luce.

Il modello originale aveva un display solo a LED, il quale quando non attivo lasciava il quadrante completamente scuro (ossia quando il pulsante non veniva attivato), invece, con il suo quadrante ibrido il PSR, permette di essere sempre leggibile anche durante le ore diurne.

Digitando il pulsante verranno in questo modo visualizzati gli iconici numeri in OLED rosso chiaro dal design “digit dot”, caratteristica che riesce a donare al nuovo Hamilton PSR un look scarlatto come l’originale, mentre il display LCD permette, appunto, che la funzione dell’ora possa essere sempre visibile anche con zone molto luminose come alla luce del giorno; il display è privo di retroilluminazione e assicura, cosa molto importante, un consumo energetico molto basso.

Particolarmente confortevole il bracciale, realizzato nello stesso materiale della cassa e formato da tre file di maglie stondate e sagomate che si restringono verso il polso per chiudersi in una sicura fibbia déployante. Il movimento è al quarzo digitale, e l’impermeabilità è garantita fino a 10 atmosfere di pressione.

Per maggiori informazioni vi lascio di seguito i link delle due referenze:

Come sempre spero che questa recensione vi sia stata utile. Carmine

Dettagli
Data Recensione
Nome Orologio
Hamilton PSR
Autore
51star1star1star1star1star
Name
Hamilton PSR Pulsar
Prezzo
EUR 695
Disponibilità del prodotto
Available in Stock

© 2019 Recensioni Orologi © Copyright 2016, Tutti i diritti riservati.
E’ vietata la duplicazione dei contenuti, anche parziale. I loghi, marchi e immagini rappresentate appartengono ai rispettivi proprietari
RecensioniOrologi.it Contattaci: [email protected]