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INVENZIONI e RIVOLUZIONI

L’alta orologeria da polso parte sempre da ricerca e innovazione. Spesso, strategie azzardate diventano consolidate e segnano il tempo quasi all’infinito. Quali sono le innovazioni più importanti di questo periodo 2017/2018?

Nuovo movimento ZO 342 dove ZO sta per Zenith Oscillator

Precisione prima di tutto

La precisione è il primo requisito di un orologio da polso. Se si parla di brand consolidati, poi, è davvero tutto. Per ottenere maggiore precisione possibile, in una sfida con se stessi e con la concorrenza, i marchi cercano le soluzioni migliori, declinandole in materiali e strategie.

Il nemico è l’attrito, e, paradossalmente, anche il tempo. L’errore concesso dal COSC è di massimo 3 minuti al mese, ovvero 40 secondi di ritardo ogni 10 giorni. In alternativa, l’orologio da polso può dare un minuto prima rispetto al previsto nello stesso periodo di tempo. La media è, quindi, -4/+6 secondi al giorno di scarto.

Naturalmente, prima della commercializzazione, questo aspetto viene verificato con massima cura.

Patek Philippe Aquanaut Travel Time Ref. 5650G "Advanced Research"

La soluzione Patek Philippe si chiama calibro automatico 324 S C FUS. Gestisce più fusi orari grazie alla nuova spirale Spiromax in Silinvar che permette di migliorare le prestazioni del bilanciere quando serve.

Le soluzioni Omega e Patek Philippe

Anche se il COSC offre degli standard, le aziende sono in competizione tra loro per ottenere risultati ancora migliori. Come? Attraverso brevetti e certificazioni private. Lo hanno fatto tutti lo scorso anno, da Omega ( 0/+5 secondi al giorno per i Master Chronometer) a Patek Philippe (-3/+2 secondi al giorno).

Il brand non si è fermato qui. Infatti, per l’Aquanaut Travel Time, il bilanciere Gyromax è aiutato dalla spirale brevettata a doppia curva finale. Questa è interamente in silicio e garantisce uno scarto di -0,5/+0,5 secondi al giorno.

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La guerra all’attrito di Ulysse Nardin e Panerai

Lo scappamento Dual Constant di Ulysse Nardin

Lo scappamento Dual Constant di Ulysse Nardin, che implementa alcune delle caratteristiche del Dual Direct e dell’Ulysse Anchor, è una delle dieci innovazioni presentate su InnoVision 2

All’InnoVision 2, Ulysse Nardin ha presentato lo scappamento Dual Constant di Ulysse Nardin, che unisce le sperimentazioni fatte con Dual Direct e Ulysse Anchor.

L’attrito si combatte in due modi: cambiando materiali e ottimizzando i pezzi esistenti. Per fortuna, la tecnologia sposa l’orologeria da polso con Ulysse Nardin, che da sempre usa materiali prima considerati assurdi, come il silicio.

Panerai LAB-ID Luminor 1950 Carbotech 3 Days

Panerai LAB-ID Luminor 1950 Carbotech 3 Days: quando l’innovazione diventa personalizzazione grazie all’uso sapiente del carbonio. 

Anche l’Italia si è fatta valere in questa corsa. Lo conferma Panerai, che l’anno scorso ha brevettato un sistema di lubrificazione a secco. In questo modo, carbonio e diamante convivono nel calibro Luminor 1950 LAB-ID, garantendo personalizzazione e durata. Da Panerai sono tanto convinti della bontà del proprio lavoro che hanno garantito i 50 modelli realizzati così per 50 anni.

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OMEGA Seamaster Planet Ocean ETNZ

Il calibro 8906 del Seamaster Planet Ocean “Deep Black” di Omega resiste ai campi magnetici (15mila gauss). Omega certifica anche lo scarto grazie alla garanzia Master Chronometer.

Il ruolo dello scappamento

Lo scappamento deve “dare la spinta” senza consumare energia inutilmente. Per questo scopo, ogni brand ha creato una propria soluzione. Omega, per esempio, utilizza il sistema Co-Axial. Girard-Perregaux sceglie, invece, il  Constant Escapement. Ulysse Nardin, infine, il Dual Constant Escapement.

Gli ultimi due sistemi, però, hanno la marcia in più dell’uso del silicio. In più, hanno una carica di energia a parte, riservata allo scappamento.

Sull’eliminazione dell’attrito, o almeno dei suoi effetti, giocano anche gli scappamenti alternativi a quello ad ancora, come il Co-Axial di Omega, ormai più che collaudato, e il di , realizzato in silicio, così come il Dual Constant Escapement di Ulysse Nardin.

LEGGI ANCHE: OMEGA SEAMASTER PLANET OCEAN ETNZ “DEEP BLACK” MASTER CHRONOMETER

Il futuro è ancora meglio!

Recensione Zenith Defy Lab

L’oscillatore dello Zenith Defy Lab non ha bisogno né di bilanciere né di spirale. Tutto merito del silicio.

Zenith, innovatore per eccellenza, ha lanciato un supporto che elimina la presenza di bilanciere e spirale. Per farlo, ha utilizzato il silicio monocristallino e la sua vibrazione. In questo modo, lo scarto -0,5/+0,5 si ottiene in due giorni. Questo tipo di calibro sta affrontando ora la sfida con il tempo. Infatti, si dovrà vedere se questo sistema sarà capace di superare quello bilanciere/spirale anche nel futuro, ovvero se mantiene alte le prestazioni dell’orologio nel tempo.

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