La presentazione della collezione Big Bang Summer 2026 cade nel momento dell’anno in cui l’attenzione verso gli orologi pensati per l’estate raggiunge il suo picco. La scelta di Hublot di puntare su tonalità pastello, dopo stagioni dominate dai colori pieni, segna un cambio di direzione nella ricerca del marchio sulla ceramica colorata.
Big Bang Summer 2026: cosa cambia nei nuovi Hublot in ceramica colorata
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
La collezione Hublot Big Bang Summer 2026 riunisce due cronografi con calibro Unico flyback (uno multicolore limitato a 200 pezzi a 33.700 €, uno in titanio pesca a 23.500 €), un tourbillon HUB6035 in soli 10 esemplari a 116.000 € e tre modelli da 33 mm in ceramica monocromatica a 15.200 € ciascuno. Tutti i segnatempo, tranne il tourbillon, offrono impermeabilità fino a 100 metri.
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Ci sono lanci estivi che si esauriscono nel colore, e altri che usano il colore come pretesto per mostrare di cosa è capace una manifattura. La collezione che Hublot porta a Saint-Tropez per il 2026 appartiene chiaramente alla seconda categoria. Da quasi un decennio il marchio ha fatto del Mediterraneo il proprio terreno di sperimentazione stagionale, e ogni giugno trasforma la presentazione dei nuovi Big Bang in un appuntamento atteso. Quest’anno la direzione cromatica cambia registro: si abbandonano le tinte sature più aggressive per una palette pastello di menta, rosa e celeste, ispirata alle luci costiere tra alba e tramonto.
| Nome modello | Hublot Big Bang Summer Multi-Coloured Ceramic 42 mm |
|---|---|
| Referenza | 441.ERG.6610.RX |
| Materiale cassa | Ceramica rosa e verde menta micropallinata |
| Complicazione principale | Cronografo flyback automatico |
| Edizione | Limitata a 200 esemplari |
| Prezzo | 33.700 € |
Pastello sì, ma high-tech: la ceramica come banco di prova
Trovo interessante che dietro a un’estetica così rilassata si nasconda invece un esercizio tecnico tutt’altro che leggero. La collezione è più ampia di quanto il tema “vacanziero” lascerebbe immaginare: si va da due cronografi di manifattura a un tourbillon in edizione ultra-ridotta, fino a un terzetto di modelli compatti pensati per un polso diverso. I due segnatempo che reggono il concept della stagione condividono lo stesso vestito multicolore ma nascono attorno a meccaniche profondamente diverse, e già questo basta a capire che la ceramica pastello, per Hublot, è il punto di partenza e non l’obiettivo. Nelle righe che seguono ho cercato di mettere in fila cosa cambia davvero, modello per modello, e per chi ha senso ciascuna versione.
Per anni la ceramica colorata firmata Hublot ha significato tinte piene, quasi dichiarative: rossi, blu elettrici, verdi profondi pensati per farsi notare a distanza. La novità del 2026 sta proprio nello spostamento di tono. Le stesse competenze sui materiali vengono qui usate per ottenere sfumature attenuate, morbide alla vista prima ancora che al tatto, in cui menta, rosa e celeste convivono senza prevaricarsi.
La stagione si articola su due registri distinti. Da un lato c’è l’anima multicolore, dove le tre tonalità si combinano sullo stesso orologio in una composizione cromatica che gioca sui contrasti tenui. Dall’altro debutta una lettura monocromatica, affidata a tre modelli compatti declinati ciascuno in un’unica tinta: pesca, verde menta e blu petrolio. È un’idea che cambia completamente la percezione del segnatempo: nel primo caso il colore racconta una scena estiva, nel secondo diventa una scelta di carattere netta, dove la tinta avvolge l’intero orologio senza interruzioni. Due modi diversi di interpretare la stessa materia, pensati per due tipi di acquirente che difficilmente si sovrappongono.
Vale la pena fermarsi un attimo sul materiale, perché è qui che si gioca buona parte del valore di questi orologi. Ottenere una ceramica colorata stabile e uniforme è uno dei problemi più ostici dell’orologeria contemporanea: la pigmentazione deve resistere alle altissime temperature di sinterizzazione senza sbiadire né alterarsi, e il risultato deve restare identico a sé stesso per anni. Dal 2018 Hublot lavora su questo fronte costruendo quella che rivendica come la prima e unica gamma al mondo di ceramiche high-tech colorate, e i toni tenui di questa estate rappresentano l’ultimo passo di quel percorso.
Il dato che traduce in numeri questo lavoro è la durezza: la formulazione della Maison arriva fino a 300 Vickers in più rispetto a una ceramica tradizionale. In pratica significa una superficie estremamente difficile da graffiare e una brillantezza che non si opacizza con l’uso quotidiano, due qualità che su un orologio destinato alla spiaggia e al sole contano più di quanto sembri. A completare il quadro c’è la finitura micropallinata e lucida che caratterizza le casse, ottenuta bombardando la superficie con microsfere per creare quell’effetto satinato finissimo che poi viene alternato a zone specchiate. Aggiungo un dettaglio pratico spesso trascurato: la ceramica è anche notevolmente leggera, e su misure generose come quelle del Big Bang fa una differenza concreta sul comfort, un aspetto su cui torno più avanti parlando di indossabilità.
Due cronografi Unico e un tourbillon: le anime meccaniche
È questo il pezzo attorno a cui ruota l’intera operazione estiva, e basta guardarlo per capirne il ruolo. La cassa da 42 millimetri mette in scena la triade pastello nel modo più esplicito: rosa e verde menta si dividono il corpo dell’orologio con la consueta finitura satinata e lucida, mentre il celeste è riservato alla lunetta e al fondello, che si rispondono cromaticamente come due estremità della stessa idea. Il quadrante prosegue il discorso con un rosa e un menta volutamente opachi, scelta che a mio avviso ha senso: una superficie troppo brillante avrebbe creato riflessi in contrasto con la delicatezza dell’insieme, mentre l’effetto matte tiene tutto su un registro più sobrio di quanto la combinazione di tre colori lascerebbe temere.
La struttura è quella riconoscibile della casa, con la cassa a strati serrata dalle sei viti a forma di H in titanio che da vent’anni sono una firma del Big Bang. Lo spessore si attesta a 14,5 millimetri e l’impermeabilità raggiunge i 100 metri, un valore che colloca questo cronografo ben oltre il semplice ruolo di orologio da bella stagione e lo rende utilizzabile senza pensieri anche fuori dal contesto balneare per cui è stato concepito. La produzione è contingentata a 200 esemplari (referenza 441.ERG.6610.RX), con un listino di 33.700 euro: una cifra che, va detto, si spiega solo guardando al meccanismo che batte sotto il quadrante, ed è il discorso che apro subito dopo.
Quando si parla di cronografi Hublot di manifattura, il punto di riferimento è l’Unico, e il HUB1280 che equipaggia questo modello ne è l’evoluzione più recente. È un movimento nato nel 2010 come primo calibro interamente progettato e prodotto in casa dal marchio, e da allora è stato rifinito stagione dopo stagione fino a diventare uno dei cronografi integrati più sofisticati della sua categoria. La sua particolarità più visibile è la ruota a colonne posizionata sul lato anteriore, scelta architettonica che lo rende leggibile attraverso il quadrante scheletrato e che ne fa un componente estetico oltre che funzionale.
Sul piano delle prestazioni i numeri parlano chiaro: funzione flyback che azzera e fa ripartire il cronografo con una sola pressione, scappamento in silicio per limitare gli effetti del magnetismo, una precisione dichiarata di −2/+4 secondi al giorno e un’autonomia di 72 ore a pieno carico. Il bilanciere oscilla a 4 Hz, ovvero 28.800 alternanze l’ora, e l’intero meccanismo si compone di 354 componenti animati da 43 rubini. Hublot rivendica per questo calibro cinque brevetti, tra cui un sistema anti-vibrazione della lancetta del cronografo e un dispositivo di blocco a “zero friction” che riduce gli attriti interni; tutto viene sottoposto al protocollo di test Chronofiable, uno standard severo che simula anni di utilizzo per certificarne resistenza e affidabilità. Su un orologio dal look così disinvolto, questa densità ingegneristica è ciò che separa un accessorio colorato da uno strumento vero.
Chi guarda alla collezione cercando qualcosa di realmente raro trova qui la sua risposta. Il tourbillon condivide con il cronografo la stessa veste multicolore — cassa in rosa e verde menta, lunetta e fondello celesti — ma cambia completamente il modo di mostrarsi. Al posto di un quadrante tradizionale c’è una lastra di vetro zaffiro rosa trasparente, attraverso cui lo sguardo penetra direttamente nel movimento: la luce filtra tra i ponti e i meccanismi, e l’effetto è quello di una vetrina meccanica più che di un semplice segnatempo. La cassa cresce a 44 millimetri di diametro, ma lo spessore resta sorprendentemente contenuto a 14,4, segno di un’architettura studiata per non appesantire il polso nonostante la complicazione.
A muovere il tutto è il calibro HUB6035, un tourbillon automatico di manifattura con una soluzione che apprezzo particolarmente: il micro-rotore di carica è collocato sul lato del quadrante, anziché nascosto sul retro, così da non interrompere la visione del movimento e da ottimizzare lo spazio interno. L’autonomia rimane sulle 72 ore tipiche delle meccaniche di punta della casa, mentre il ritmo scende a 3 Hz, ovvero 21.600 alternanze l’ora, una cadenza più posata coerente con la natura del tourbillon. Il movimento riunisce 293 componenti e 26 rubini. Un dettaglio merita attenzione perché segna una scelta precisa: l’impermeabilità si ferma a 30 metri, un terzo di quella del cronografo, a conferma che questo non è un orologio pensato per il mare ma un oggetto da collezione da maneggiare con cura. La rarità è estrema, appena 10 esemplari (referenza 429.ERG.6610.RX), e il prezzo di 116.000 euro lo colloca su un piano del tutto diverso dal resto della famiglia.
Accanto alle due versioni multicolore, la stagione propone un terzo cronografo che imbocca una strada diversa sia nella tinta sia nella costruzione. Qui domina un’unica tonalità, il pesca, distribuita sulla lunetta in ceramica, sul quadrante scheletrato, sulle lancette e sul cinturino in caucciù: un’estetica compatta e coerente, lontana dal gioco di accostamenti dei modelli da Saint-Tropez. La differenza più sostanziale, però, sta nella cassa, realizzata in titanio lucido e satinato anziché interamente in ceramica. È una scelta che alleggerisce ulteriormente l’orologio e gli conferisce un carattere più sportivo e “tecnico”, in cui il colore caldo della ceramica fa da contrappunto alla freddezza metallica della struttura.
Sul fronte meccanico non ci sono compromessi rispetto ai fratelli più colorati: pulsa lo stesso Unico flyback di manifattura, con la medesima architettura a ruota a colonne e l’identica dotazione di prestazioni. Restano invariate anche le misure chiave, con i 42 millimetri di diametro, lo spessore di 14,5 e l’impermeabilità a 100 metri che ne fanno un compagno quotidiano affidabile. La vera notizia, per chi guarda anche al portafoglio, è il listino: 23.500 euro (referenza 441.NCU.5920.RX), una cifra che lo posiziona come la porta d’ingresso al mondo dei cronografi di questa serie e che, a parità di motore, lo rende l’opzione più razionale per chi vuole l’Unico senza l’esclusività numerata della versione multicolore.
Trentatré millimetri di colore puro e il comfort al polso
La parte forse più interessante della collezione, almeno dal punto di vista del racconto, sta in tre orologi che nessuno definirebbe “da Saint-Tropez” eppure ne incarnano lo spirito nel modo più diretto. Si tratta di tre Big Bang dal diametro contenuto di 33 millimetri, ciascuno costruito attorno a una sola tinta: pesca brillante (referenza 485.CUP.5920.RX), verde menta (485.GS.5271.RX) e blu petrolio (485.ES.5171.RX). Il colore qui non si limita al quadrante ma riveste l’intero orologio, dalla cassa alla lunetta fino al cinturino in caucciù strutturato, per un effetto immersivo che trasforma il segnatempo in un blocco cromatico unico.
C’è un dettaglio che merita di essere sottolineato, perché rappresenta una prima volta assoluta: in questa misura il Big Bang ha sempre montato diamanti sulla lunetta, e qui invece la casa rinuncia del tutto alle pietre. È una decisione che cambia la natura stessa del modello, spostandolo da oggetto-gioiello a esercizio di purezza cromatica, dove a parlare è solo il colore. Dal punto di vista tecnico questi esemplari sono più sobri rispetto ai cronografi: spessore di appena 10,55 millimetri, calibro automatico HUB1120 a tre lancette con una riserva di carica intorno alle 40 ore, 169 componenti e 18 rubini, con fibbia deployante in acciaio. La tenuta stagna resta comunque sui 100 metri, in linea con il resto della famiglia. Il prezzo è il più accessibile dell’intera serie, fissato a 15.200 euro per ciascuna delle tre varianti: la via d’accesso ideale per chi vuole entrare nel mondo della ceramica colorata Hublot senza affrontare l’impegno di un cronografo di manifattura.
Un tratto che accomuna i modelli di punta della stagione è la versatilità del cinturino, ed è un aspetto che incide più di quanto si creda sull’esperienza d’uso reale. Le versioni multicolore e il tourbillon arrivano con cinturini intercambiabili in caucciù foderato bianco, declinati nelle tre tinte della collezione e fissati da una fibbia deployante in titanio. A rendere tutto immediato è il sistema One-Click, un meccanismo a pulsante che permette di sganciare e sostituire il cinturino in pochi secondi, senza attrezzi: nel concreto significa poter passare dal rosa al celeste al verde menta a seconda dell’outfit o dell’umore, di fatto avendo più orologi in uno.
Sul comfort vero e proprio entra in gioco quanto anticipavo a proposito del materiale. La leggerezza intrinseca della ceramica rende i 42 e i 44 millimetri molto più gestibili di quanto le cifre lascerebbero pensare, e il caucciù foderato appoggia sulla pelle in modo morbido anche con il caldo, quando un bracciale metallico risulterebbe meno piacevole. I 33 millimetri del trio compatto giocano ovviamente su un altro piano, indirizzandosi a chi preferisce un ingombro discreto o a un polso più minuto. È una gamma costruita per coprire esigenze diverse di vestibilità, più che per imporre un’unica taglia a tutti.
Prezzi, garanzia decennale e l’eredità del Big Bang
Messi in fila, i modelli della stagione coprono una forbice di prezzo molto ampia e rispondono a esigenze nettamente distinte. La tabella seguente riassume le caratteristiche chiave per orientarsi a colpo d’occhio.
| Modello | Ø / Spessore | Movimento | Impermeabilità | Edizione | Prezzo |
|---|---|---|---|---|---|
| Big Bang 33 mm Peach / Mint Green / Petrol Blue |
33 mm / 10,55 mm | HUB1120 automatico, ~40h | 100 m | Serie | 15.200 € |
| Big Bang Titanium Peach Ceramic | 42 mm / 14,5 mm | HUB1280 Unico flyback, 72h | 100 m | Serie | 23.500 € |
| Big Bang Summer Multi-Coloured Ceramic | 42 mm / 14,5 mm | HUB1280 Unico flyback, 72h | 100 m | 200 esemplari | 33.700 € |
| Big Bang Summer Tourbillon | 44 mm / 14,4 mm | HUB6035 tourbillon, 72h | 30 m | 10 esemplari | 116.000 € |
La logica di scelta è piuttosto leggibile. Chi si affaccia per la prima volta al colore Hublot e cerca un orologio dal profilo sottile e dall’ingombro discreto troverà nel trio da 33 millimetri la soluzione più equilibrata, con il vantaggio di poter scegliere la tinta che sente più propria. Il Titanium Peach è invece l’opzione che ha più senso per chi vuole un cronografo di manifattura completo spendendo il meno possibile, accettando una sola tonalità in cambio di un motore di alto livello. La versione multicolore si rivolge a chi mette al primo posto l’esclusività e l’effetto cromatico, ed è disposto a pagare il sovrapprezzo della tiratura limitata e della cassa interamente in ceramica. Il tourbillon, infine, gioca un campionato a parte: non è un acquisto comparabile con gli altri, ma un oggetto da collezione destinato a una manciata di appassionati.
C’è un elemento che vale per tutti i modelli della collezione e che incide sul valore di possesso nel medio periodo: la nuova formula di garanzia introdotta dalla casa. Per gli orologi idonei acquistati a partire dal 1° gennaio 2026 è prevista una copertura base di cinque anni, estendibile di altri cinque tramite il programma di fidelizzazione riservato ai proprietari, fino ad arrivare a un totale di dieci anni. È una mossa che allinea il marchio agli standard più generosi del settore e che, su orologi di questa fascia, rappresenta una rassicurazione concreta più che un dettaglio di contorno.
Quanto alla reperibilità, le edizioni estive e i modelli monocromatici sono proposti nelle boutique Hublot selezionate e attraverso lo store ufficiale online. Le tirature più contenute — i 200 esemplari del cronografo multicolore e soprattutto i 10 del tourbillon — rendono però verosimile che le versioni numerate vadano esaurite in tempi rapidi, soprattutto nei mercati dove la domanda di pezzi limitati è più vivace. Per chi punta a una di queste referenze, muoversi presto e rivolgersi direttamente a un rivenditore autorizzato resta la strada più sicura.
Per capire perché una collezione estiva possa permettersi tanta densità tecnica conviene ricordare da dove arriva questa famiglia. Il Big Bang nasce nel 2005 e si impone fin da subito grazie alla sua cassa a strati e a un linguaggio estetico che gli vale, lo stesso anno, il premio per il miglior design al Grand Prix d’Horlogerie de Genève, la più autorevole vetrina dell’alta orologeria. Da allora il modello si è reinventato in continuazione, e la capacità di trattare materiali inediti — la ceramica colorata su tutti — è una delle direzioni in cui quella spinta si è espressa con maggiore coerenza.
Dietro c’è la filosofia che la casa riassume nella formula “Art of Fusion”: l’idea di combinare materiali, competenze e mondi apparentemente distanti in un insieme armonico. Le edizioni pastello di questa stagione ne sono una traduzione diretta, perché fondono la leggerezza di un’estetica vacanziera con la serietà di meccaniche di manifattura. È un equilibrio che, sulla carta, sembrerebbe difficile da tenere, e che invece costituisce da vent’anni la cifra riconoscibile del marchio.
La collezione estiva 2026 funziona perché non chiede di scegliere tra forma e sostanza. I toni pastello danno alla famiglia Big Bang un volto inedito, più rilassato e accessibile nello sguardo, mentre sotto la superficie restano le meccaniche di manifattura e la ricerca sui materiali che giustificano il nome sul quadrante. È un equilibrio che pochi marchi sanno tenere con questa naturalezza, e che qui si declina su quattro proposte capaci di parlare a pubblici molto diversi.
Il mio consiglio dipende interamente da cosa si cerca. Per un primo orologio colorato della casa, dal profilo discreto e dal prezzo più contenuto, il terzetto monocromatico da 33 millimetri è la scelta più sensata. Chi vuole un vero cronografo di manifattura senza l’aggravio dell’esclusività numerata troverà nel Titanium Peach l’acquisto più razionale. La versione multicolore è invece per chi cerca l’oggetto-dichiarazione, disposto a pagare il premio della tiratura limitata. Il tourbillon, infine, resta un capitolo a sé, un pezzo da collezione che gioca su altri valori e altre logiche. Se devo indicare il modello che meglio sintetizza lo spirito della stagione — colore, tecnica e indossabilità — è il cronografo multicolore in ceramica a centrare l’obiettivo con più precisione.
Scheda tecnica e dati principali
Confronto tra i modelli principali della collezione Big Bang Summer e Big Bang Ceramic 2026.
| Caratteristica | Summer Multi-Coloured | Summer Tourbillon | Titanium Peach | 33 mm (Peach/Mint/Petrol) |
|---|---|---|---|---|
| Referenza | 441.ERG.6610.RX | 429.ERG.6610.RX | 441.NCU.5920.RX | 485.CUP / GS / ES |
| Diametro | 42 mm | 44 mm | 42 mm | 33 mm |
| Spessore | 14,5 mm | 14,4 mm | 14,5 mm | 10,55 mm |
| Materiale cassa | Ceramica rosa e menta | Ceramica rosa e menta | Titanio lucido/satinato | Ceramica monocromatica |
| Quadrante | Rosa e menta opaco | Zaffiro rosa trasparente | Scheletrato pesca | Tinta unita brillante |
| Calibro | HUB1280 Unico | HUB6035 tourbillon | HUB1280 Unico | HUB1120 automatico |
| Complicazione | Cronografo flyback | Tourbillon | Cronografo flyback | Tre lancette |
| Frequenza | 4 Hz | 3 Hz | 4 Hz | 4 Hz |
| Riserva di carica | 72 ore | 72 ore | 72 ore | ~40 ore |
| Componenti / Rubini | 354 / 43 | 293 / 26 | 354 / 43 | 169 / 18 |
| Impermeabilità | 100 m | 30 m | 100 m | 100 m |
| Chiusura | Fibbia deployante titanio | Fibbia deployante titanio | Fibbia deployante titanio | Fibbia deployante acciaio |
| Edizione | 200 esemplari | 10 esemplari | Serie | Serie |
| Prezzo | 33.700 € | 116.000 € | 23.500 € | 15.200 € |
FAQ – Domande frequenti
Quanto costa il Big Bang Summer Multi-Coloured Ceramic?
Il cronografo multicolore in ceramica ha un listino di 33.700 euro ed è proposto in edizione limitata a 200 esemplari (referenza 441.ERG.6610.RX).
Il cronografo Summer misura 42 o 45 mm?
Il diametro corretto è 42 mm, con uno spessore di 14,5 mm. Alcune fonti riportano erroneamente 45 mm: la scheda ufficiale Hublot indica 42 mm.
Qual è la differenza tra le due versioni multicolore?
Condividono la stessa veste pastello ma montano meccaniche diverse: il cronografo da 42 mm usa il calibro Unico flyback HUB1280 (200 pezzi), mentre il tourbillon da 44 mm monta il calibro HUB6035 ed è limitato a soli 10 esemplari.
Qual è il modello più economico della collezione?
I tre Big Bang da 33 mm in ceramica monocromatica (pesca, verde menta, blu petrolio) sono i più accessibili, a 15.200 euro ciascuno.
Che impermeabilità hanno questi orologi?
I modelli in ceramica e quello in titanio arrivano a 100 metri (10 ATM). Il tourbillon fa eccezione, fermandosi a 30 metri: è pensato come pezzo da collezione, non per l’uso in acqua.
Perché il Big Bang da 33 mm non ha diamanti?
Per la prima volta in questa misura Hublot rinuncia alle pietre sulla lunetta. La scelta valorizza l’estetica monocromatica e lascia che sia il colore della ceramica a definire il modello.
Quanto dura la riserva di carica?
I due cronografi Unico e il tourbillon offrono circa 72 ore di autonomia. I tre modelli da 33 mm, con calibro HUB1120, si attestano intorno alle 40 ore.








