La Master Collection è la linea con cui Longines presidia il segmento classico dal 2005, e il 2026 è il primo anno in cui il marchio la ridisegna per intero anziché aggiornarla modello per modello. L’annuncio del Chrono Moonphase arriva insieme a quello del primo Chrono Monopusher mai entrato nella collezione e chiude un riassetto partito in estate con i modelli tre sfere.
Longines Master Chrono Moonphase 41 mm: Cronografo, calendario completo e fasi lunari
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Il Longines Master Collection Chrono Moonphase è disponibile in due referenze, L2.962.4.73.2 su alligatore blu e L2.962.4.73.6 su bracciale in acciaio, entrambe a 4.150 euro. La cassa in acciaio misura 41 mm per 13,80 mm di spessore e ospita il calibro automatico L687.5 con ruota a colonne. L’intervento più rilevante non riguarda la meccanica: le due misure precedenti, 40 e 42 mm, lasciano il posto a un unico formato intermedio.
Longines aggiorna il Master Collection Chrono Moonphase e lo porta dentro il ridisegno che ha interessato l’intera collezione Master nel corso del 2026. Le referenze sono due, entrambe con cassa in acciaio da 41 mm: la L2.962.4.73.2 su cinturino in alligatore blu e la L2.962.4.73.6 su bracciale in acciaio. Il modello resta quello che concentra il maggior numero di indicazioni su un solo quadrante nel catalogo del marchio, con cronografo, calendario completo e fasi lunari riuniti in un formato che Longines continua a interpretare in chiave classica.
| Nome modello | Longines Master Collection Chrono Moonphase |
| Referenza / Edizione | L2.962.4.73.2 (alligatore blu) / L2.962.4.73.6 (bracciale acciaio) |
| Materiale cassa | Acciaio inossidabile, 41 mm |
| Complicazione principale | Cronografo con calendario completo e fasi lunari |
| Edizione / Disponibilità | Collezione permanente, già a catalogo |
| Prezzo | 4.150 euro (entrambe le referenze) |
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La notizia però non sta nel restyling estetico. Fino a oggi questo cronografo esisteva in due taglie, 40 e 42 mm, con listini distinti; da adesso ne esiste una sola, collocata esattamente a metà strada tra le due anche nel prezzo. È una decisione di catalogo prima che di design, e riguarda chi comprava la versione più contenuta almeno quanto chi cercava quella più generosa. Il calibro, intanto, resta lo stesso: l’aggiornamento passa tutto dalla cassa e dal quadrante.
Una sola misura al posto di due
Lo spessore dichiarato è di 13,80 mm. Le generazioni precedenti non avevano una quota ufficiale a catalogo, ma le misurazioni pubblicate da chi le ha avute in mano si collocavano intorno ai 14 mm: il guadagno, quindi, esiste ma si conta in decimi. Chiamarlo un orologio più sottile sarebbe generoso. La riduzione è la conseguenza aritmetica di una cassa ridisegnata attorno allo stesso movimento, non di un intervento sull’architettura meccanica, che avrebbe richiesto un calibro diverso.
Più significativa è la quota che Longines pubblica per la prima volta con questa chiarezza: 48,60 mm tra ansa e ansa, con attacchi da 21 mm. È un valore che va letto insieme al diametro, perché è quello che determina davvero l’ingombro sul polso, e che colloca il nuovo modello sopra al 40 mm uscente. Chi cercava la versione più raccolta di questo cronografo non la trova più in listino, anche se le referenze precedenti restano per ora acquistabili sul sito del marchio: una finestra utile, e destinata a chiudersi.
Il resto della costruzione segue i codici aggiornati della collezione. Vetro zaffiro con trattamento antiriflesso multistrato su entrambi i lati, fondello a vite trasparente sempre in zaffiro, corona con il logo della clessidra alata stampato a rilievo. L’impermeabilità si ferma a 3 bar, valore invariato e coerente con la destinazione del modello: sono 30 metri, sufficienti per pioggia e lavaggio delle mani, non per il nuoto. Su un orologio con pulsanti a pompa e correttore laterale, del resto, il manuale stesso raccomanda di non azionare nulla a contatto con l’acqua, il che rende il dato meno un limite che una conseguenza progettuale.
Il quadrante è il vero terreno dell’aggiornamento
Il fondo argentato conserva il motivo grain d’orge che accompagna la collezione fin dalle origini, qui ridisegnato con una trama più fitta, mentre il bordo esterno riceve una finitura sabbiata che stacca la scala della data dal resto della composizione. I contatori mantengono la decorazione azzurrata a chiocciola. La minuteria resta collocata sul réhaut, ed è una differenza che vale la pena notare: nei nuovi tre sfere Longines ha eliminato il réhaut proprio per aprire il quadrante, mentre qui non poteva permetterselo. Con una lancetta del calendario che corre lungo tutta la circonferenza, quello spazio verticale serve a separare le scale invece di sovrapporle.
Sopra questa base compaiono nove numeri arabi blu applicati, abbinati a lancette in acciaio azzurrato. La scelta dei numeri applicati al posto di indici stampati è quella che incide di più sulla percezione dell’oggetto: aggiunge rilievo, produce ombre e cambia la lettura del quadrante a seconda dell’inclinazione.
È anche un intervento che alza il livello percepito senza toccare il costo della meccanica, e in un segmento dove il confronto si gioca proprio sulla finitura del quadrante non è un dettaglio secondario.
La disposizione delle indicazioni resta quella storica di questo modello e va letta come un calendario completo, anche se Longines non insiste su questa definizione. A ore 9 convivono i piccoli secondi e l’indicatore delle 24 ore, che serve a orientare la regolazione tra mattina e pomeriggio. A ore 12 il contatore dei 30 minuti ospita le finestrelle di giorno e mese, in inglese. A ore 6 il contatore delle 12 ore incornicia il disco delle fasi lunari. La data resta affidata a una lancetta centrale con punta a mezzaluna che punta alla scala periferica: soluzione più elegante di una finestrella, e più impegnativa da leggere di colpo, perché richiede di seguire una quarta lancetta fino al bordo.
L687.5, la parte che non cambia
Sotto il quadrante lavora il calibro L687.5, movimento automatico esclusivo Longines con ruota a colonne, 13 linee ¼, 27 rubini, frequenza di 28.800 alternanze l’ora e autonomia dichiarata fino a 66 ore. È lo stesso che equipaggiava le versioni precedenti, e questo definisce con precisione la natura dell’operazione: nessuna evoluzione meccanica, nessuna nuova complicazione, nessun guadagno di riserva. La spirale in silicio resta il tratto tecnicamente più rilevante, perché il materiale è insensibile ai campi magnetici e stabile alle variazioni di temperatura. Non rende il movimento automaticamente più preciso di uno tradizionale ben regolato, ma ne rende la marcia più costante nel tempo, ed è la ragione per cui Longines può estendere la garanzia a cinque anni sui suoi meccanici.
Il fondello trasparente lascia vedere una finitura curata più di quanto la fascia di prezzo imporrebbe, con Côtes de Genève sui ponti, perlage sulla platina e una massa oscillante sagomata secondo il profilo della clessidra alata. Chi ha già potuto osservare il movimento dal vivo segnala anche la ruota a colonne rifinita in blu, dettaglio visibile solo controluce. Resta il punto di fondo: su un orologio che si affida alla vista posteriore per giustificare il posizionamento, la decorazione conta quanto la scheda tecnica, e qui il marchio ha lavorato dove il cliente guarda.
Referenze, prezzo e collocazione nella collezione
Le due configurazioni si distinguono solo per il collegamento al polso. La L2.962.4.73.2 monta un cinturino in alligatore blu scelto per rispondere al colore di numeri e lancette; la L2.962.4.73.6 adotta il bracciale in acciaio con maglie ridisegnate, lo stesso adottato dai Master 41 mm tre sfere. Entrambe chiudono su un fermaglio déployant a tripla sicurezza con apertura a pulsanti e sistema di microregolazione. Su un orologio di questo spessore la microregolazione pesa più della scelta tra pelle e metallo, perché consente di recuperare il gioco che una cassa alta amplifica quando il polso cambia volume nell’arco della giornata.
Il listino italiano fissa entrambe le versioni a 4.150 euro, senza differenza tra cinturino e bracciale. Il dato acquista senso solo confrontandolo con quanto Longines chiede ancora per le referenze uscenti, che al momento convivono a catalogo con la nuova: il 40 mm resta compreso tra 3.950 e 4.000 euro, il 42 mm tra 4.200 e 4.250. Il nuovo modello si colloca quindi nello spazio esatto lasciato libero dalle due misure che sostituisce, e non introduce il rincaro che un restyling di questa portata avrebbe potuto giustificare. Alcune testate internazionali hanno parlato di prezzo del tutto invariato: sul mercato italiano la lettura corretta è un riallineamento verso il centro, che penalizza leggermente chi puntava alla versione compatta e favorisce chi guardava alla più grande.
Nel nuovo assetto della collezione questo cronografo occupa una posizione precisa: sopra ai tre sfere per contenuto tecnico, e su un terreno diverso rispetto al Chrono Monopusher, che il marchio ha promosso a linea autonoma con una logica opposta, fatta di sottrazione e di una sola scala funzionale. Qui il registro è quello dell’accumulo controllato, ed è la ragione per cui il modello ha un pubblico riconoscibile da vent’anni: chi vuole un quadrante che dia molto da guardare, senza spostarsi su cifre da alta orologeria. L’aggiornamento del 2026 non riscrive questa premessa, la mette in ordine.
Scheda tecnica e dati principali
| Referenze | L2.962.4.73.2 / L2.962.4.73.6 |
| Cassa | Tonda, acciaio inossidabile |
| Diametro / spessore | 41 mm / 13,80 mm |
| Ansa-ansa / attacco | 48,60 mm / 21 mm |
| Vetro | Zaffiro con antiriflesso multistrato su entrambi i lati |
| Fondello | A vite, trasparente in vetro zaffiro |
| Quadrante e lancette | Argentato grain d’orge, 9 numeri arabi blu applicati, minuteria sul réhaut, lancette in acciaio azzurrato |
| Calibro | Longines L687.5, automatico, ruota a colonne, spirale in silicio, 13 linee ¼, 27 rubini |
| Frequenza | 28.800 alternanze l’ora |
| Riserva di carica | Fino a 66 ore |
| Funzioni | Ore, minuti, piccoli secondi e indicazione 24 ore a ore 9; data sul bordo tramite lancetta centrale a mezzaluna |
| Cronografo | Lancetta centrale 60 secondi; contatore 30 minuti con giorno e mese a ore 12; contatore 12 ore con fasi lunari a ore 6 |
| Impermeabilità | 3 bar (30 metri) |
| Bracciale / cinturino | Alligatore blu o bracciale in acciaio, fermaglio déployant a tripla sicurezza con microregolazione |
| Prezzo | 4.150 euro |
| Garanzia | 5 anni |
FAQ – Domande frequenti
Quanto costa il nuovo Longines Master Collection Chrono Moonphase?
Il prezzo è di 4.150 euro sul listino italiano ed è identico per le due referenze. Scegliere il bracciale in acciaio o il cinturino in alligatore blu non comporta alcuna differenza di spesa.
Che differenze ci sono rispetto alle versioni da 40 e 42 mm?
Le due misure precedenti vengono sostituite da un solo diametro da 41 mm, con quadrante ridisegnato e numeri arabi applicati. Cambiano anche l’ingombro tra le anse e il prezzo, che si posiziona tra quelli delle referenze uscenti.
Il movimento è nuovo?
No. Il calibro L687.5 con ruota a colonne e spirale in silicio è lo stesso della generazione precedente, con frequenza e autonomia invariate. L’aggiornamento riguarda esclusivamente cassa, quadrante e sistemi di chiusura.
Si può portare in acqua?
L’impermeabilità dichiarata è di 3 bar, pari a 30 metri: copre pioggia e schizzi, non il nuoto né la doccia. Il manuale Longines raccomanda inoltre di non azionare corona, pulsanti e correttore quando l’orologio è a contatto con l’acqua.
Le versioni precedenti sono ancora acquistabili?
Al momento sì: le referenze da 40 e 42 mm risultano ancora presenti sul sito ufficiale accanto alla nuova. Trattandosi di modelli sostituiti a listino, la disponibilità è però destinata a esaurirsi.






