Un cronografo monopulsante a ruota di colonne, con calibro esclusivo e carica manuale, sotto i quattromila euro: è questa la ragione per cui il debutto conta più dei due quadranti che lo presentano. A un mese dalla presentazione la referenza blu ghiaccio non risulta ancora ordinabile sul sito ufficiale italiano.
Chrono Monopusher: due referenze, calibro L799.5, 3.800 euro
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Longines presenta il primo cronografo monopulsante della Master Collection: cassa in acciaio da 41 mm, calibro esclusivo L799.5 a carica manuale con ruota a colonne e 68 ore di autonomia, scala pulsometrica sul quadrante. Due referenze, opalino argentato (L2.960.4.78.2) e blu ghiaccio (L2.960.4.93.2), entrambe a 3.800 euro di listino in Italia.
La Master Collection ha il suo primo cronografo monopulsante. Longines completa così il rinnovo della sua collezione più classica, avviato a giugno con i modelli tre sfere ridisegnati, e lo fa con due referenze presentate a fine agosto 2026 che portano nella linea una complicazione mai vista prima al suo interno. Sarebbe facile fermarsi ai quadranti, curati e riconoscibili, ma la vera notizia sta altrove: nella scelta del movimento e in un posizionamento di prezzo che, per questa tipologia di cronografo, non ha oggi confronti diretti tra i marchi storici.
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Il monopulsante entra per la prima volta nella Master Collection
Un cronografo monopulsante concentra in un unico comando l’intera sequenza di funzionamento: una prima pressione avvia la lancetta dei secondi, la seconda la arresta, la terza azzera tutto. Qui il pulsante è integrato nella corona a ore 3, una soluzione che elimina i due tasti laterali dei cronografi convenzionali e restituisce alla cassa un profilo pulito, quasi da orologio solo tempo. È una coerenza formale che sulla Master Collection ha senso doppio, perché la collezione ha sempre fatto della sobrietà il proprio codice. Le proporzioni restano da cronografo classico contemporaneo: 41 mm di diametro per 12,60 mm di spessore in acciaio, con una distanza ansa-ansa di 48,60 mm che ne definisce l’ingombro reale sul polso più del solo diametro.
Le due referenze si distinguono per il quadrante, entrambe lavorate con il motivo guilloché grain d’orge al centro. La L2.960.4.78.2 abbina una finitura opalina argentata a numeri arabi applicati e lancette in oro rosa 5N, per una lettura più calda e vintage; la L2.960.4.93.2 punta sul blu ghiaccio con elementi rodiati, ed è la variante che lega il modello al linguaggio cromatico Longines del 2026, visto che la stessa tonalità è comparsa poche settimane prima su HydroConquest e Conquest Heritage Central Power Reserve. Sul bordo esterno corre la scala pulsometrica con la dicitura “Gradué pour 30 pulsations”: nata per medici e infermieri prima dei monitor elettronici, permette di leggere la frequenza cardiaca cronometrando trenta battiti e ricavando il valore direttamente dalla scala. Oggi è soprattutto una firma estetica dei cronografi d’epoca, che qui giustifica anche l’assenza della classica scala tachimetrica. Completano il quadrante i due contatori incassati con finitura a spirale, piccoli secondi a ore 9 e minuti del cronografo a ore 3.
Calibro L799.5, la carica manuale come dichiarazione
Attraverso il fondello in vetro zaffiro si osserva il calibro esclusivo L799.5, un cronografo a ruota di colonne con frizione verticale che batte a 28.800 alternanze/ora e garantisce fino a 68 ore di riserva di carica con un solo bariletto, 23 rubini e spirale in silicio a protezione da magnetismo e sbalzi termici. Il dato che considero più significativo è la carica manuale: nel catalogo Longines attuale, dominato dagli automatici, è una rarità assoluta. Non la leggo come un ripiego ma come una scelta filologica, dato che fino al 1969 ogni cronografo da polso era a carica manuale, e insieme funzionale, perché l’assenza del rotore contribuisce a contenere lo spessore sotto i 13 mm. La decorazione è al livello che ci si aspetta da un calibro pensato per essere guardato: viti e ruota a colonne azzurrate, Côtes de Genève sul ponte superiore, perlage sulla platina e incisioni riempite di lacca blu.
La legittimità di Longines su questa complicazione non è una costruzione di marketing. Il marchio di Saint-Imier presentò uno dei primi cronografi monopulsante da polso già nel 1911, in un’epoca in cui la misurazione dei tempi brevi passava ancora per movimenti di derivazione tasca, e due anni dopo perfezionò il concetto con il calibro 13.33Z, riconosciuto tra i primi movimenti cronografici compatti sviluppati specificamente per il polso. Sono pochi i nomi che possono rivendicare una paternità così diretta su questa architettura, e il nuovo modello si aggancia a quella storia senza citarla in modo didascalico: la richiama nella logica del comando unico, nella scala pulsometrica e nella scelta della carica manuale.
Referenze, prezzo e il mio pensiero
Entrambe le versioni arrivano su cinturino in pelle di alligatore, antracite per il quadrante blu ghiaccio e marrone per l’opalino, chiuso da un fermaglio déployant con triplo sistema di sicurezza e microregolazione azionata da un pulsante sulla fibbia. È un dettaglio che vale la pena sottolineare, perché la regolazione fine della vestibilità è ormai diffusa sugli sportivi ma resta rara sugli orologi eleganti. L’impermeabilità si ferma a 3 bar, coerente con la vocazione del modello. Il prezzo per il mercato italiano è di 3.800 euro, ed è qui che il Chrono Monopusher diventa difficile da inquadrare per la concorrenza: un monopulsante a ruota di colonne con calibro esclusivo, da un marchio con oltre un secolo di storia sulla complicazione, a questa cifra semplicemente non esiste altrove. Le alternative reali nella stessa fascia sono cronografi bicompax classici a due pulsanti, che si fermano un gradino sotto sul piano della raffinatezza meccanica.
Con questo debutto, affiancato dal rinnovato Chrono Moonphase presentato nello stesso momento, il ridisegno della Master Collection può dirsi completo: dai tre sfere alle complicazioni, la collezione ha ora un vertice meccanico chiaramente identificabile. E il messaggio che ne emerge va oltre il singolo orologio. Longines sta occupando uno spazio che i grandi gruppi hanno lasciato scoperto, quello delle complicazioni storiche rese accessibili senza semplificarle: il comando unico, la ruota di colonne e la lunga autonomia di questo cronografo sarebbero credibili anche a un prezzo sensibilmente più alto. Chi cercava un motivo concreto per tornare a guardare la collezione più classica del marchio, ora lo ha.
Scheda tecnica e dati principali
| Referenze | L2.960.4.78.2 / L2.960.4.93.2 |
| Cassa | Tonda, acciaio inossidabile lucido |
| Diametro | 41 mm |
| Spessore | 12,60 mm |
| Ansa-ansa / passo anse | 48,60 mm / 21 mm |
| Vetro | Zaffiro con antiriflesso multistrato sopra e sotto; fondello a vite in zaffiro |
| Quadrante | Opalino argentato o blu ghiaccio, motivo grain d’orge, scala pulsometrica |
| Numeri e lancette | Applicati, rodiati lucidi o oro rosa 5N |
| Movimento | Calibro L799.5 esclusivo Longines, carica manuale, ruota a colonne, frizione verticale |
| Frequenza / rubini | 28.800 alternanze/ora, 23 rubini, spirale in silicio |
| Riserva di carica | Fino a 68 ore |
| Funzioni | Ore, minuti, piccoli secondi a ore 9; cronografo con secondi centrali e contatore 30 minuti a ore 3 |
| Impermeabilità | 3 bar (30 metri) |
| Cinturino | Alligatore antracite o marrone, fermaglio déployant triplo con microregolazione |
| Garanzia | 5 anni |
| Prezzo | 3.800 € (listino Italia) |
FAQ – Domande frequenti
Quanto costa il Longines Master Collection Chrono Monopusher?
Il listino italiano è di 3.800 euro per entrambe le referenze, come indicato sul sito ufficiale Longines. Non si tratta di un’edizione limitata ma di un modello di collezione permanente.
È già acquistabile in Italia?
Al momento della pubblicazione la referenza blu ghiaccio L2.960.4.93.2 risulta non disponibile sul sito ufficiale Longines, che propone l’opzione “Avvisami quando è disponibile”. Per la consegna conviene rivolgersi ai rivenditori autorizzati.
Che movimento monta e quanta autonomia offre?
Il calibro esclusivo Longines L799.5, cronografo a carica manuale con ruota a colonne, frizione verticale e spirale in silicio. La riserva di carica dichiarata arriva a 68 ore con un solo bariletto.
Quali sono le differenze tra le due referenze?
Cambiano solo estetica e abbinamenti: la L2.960.4.78.2 ha quadrante opalino argentato con numeri e lancette oro rosa 5N su cinturino marrone, la L2.960.4.93.2 ha quadrante blu ghiaccio con finiture rodiate su cinturino antracite. Meccanica e dimensioni sono identiche.
A cosa serve la scala pulsometrica sul quadrante?
Permette di misurare la frequenza cardiaca: si avvia il cronografo, si contano 30 battiti e si legge il valore corrispondente sulla scala. Nasce come strumento per il personale medico, oggi è soprattutto un richiamo ai cronografi d’epoca.
È adatto all’uso quotidiano?
È pensato come cronografo elegante: l’impermeabilità di 3 bar lo esclude da qualsiasi contatto prolungato con l’acqua e la carica manuale richiede di ricaricarlo regolarmente. La garanzia è di 5 anni.





