Il marchio nasce da Desco von Schulthess, società commerciale di Zurigo che dal 1961 aveva un laboratorio a Saignelégier. Nel 1990 arriva il Calypso, da cui deriverà l'Aikon, e subito dopo la linea meccanica Masterpiece; nel 2006 il primo calibro di manifattura, il cronografo ML106. DKSH, gruppo svizzero di distribuzione molto presente in Asia, ha rilevato la marca quando era in difficoltà. Ad agosto 2026 Stéphane Waser, direttore generale dal 2014, ha annunciato su LinkedIn che lascerà la marca dopo 18 anni.
L'Aikon, lanciato nel 2016, regge la casa: secondo Finews nel 2024 valeva circa il 70 per cento del fatturato. Ha la lunetta a sei griffe, il bracciale integrato e il cambio rapido del cinturino; nel 2026 l'Aikon Automatic da 39 mm con calibro ML115 (base Sellita SW200, 38 ore) costa 2.250 euro su bracciale. Un gradino sopra c'è l'Aikonic da 43 mm, con il calibro ML1000 sviluppato con Soprod: 60 ore di carica e uno scarto dichiarato di ±4 secondi al giorno. A settembre la linea si è allargata con la serie Frozen Carbon, sei referenze con quadrante in carbonio forgiato, da 3.850 euro sul sito italiano.
L'Aikon lo conosco bene: ho provato il 39 mm nel 2020 e ne ho uno in collezione, che porto spesso in ufficio. Sul mio polso da 17,5 cm è maneggevole e passa sotto il polsino della camicia, e le finiture sono migliori di quanto ci si aspetta a quel prezzo; il punto debole è la luminescenza, modesta. Il listino però è salito: nel 2020 il 39 mm costava 1.690 euro, quindi conviene guardare anche l'usato. L'Aikon Chronograph da 44 mm, provato nel 2021, è comodo e stabile ma non si dimentica di averlo al polso: chi ha un polso sottile farà meglio a partire dal 39 mm.
Sul sito ci sono anche le versioni più particolari, dall'Aikon Label Noir scheletrato in 100 esemplari al Pontos S Diver con lunetta interna, fino all'Aikon Venturer, il subacqueo da 300 metri della famiglia. Le prove complete sono raccolte nella pagina prove al polso.