Girard-Perregaux Laureato Chronograph 42 mm Azzurro: 20 esemplari dedicati all’Italia a 22.300 euro
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Girard-Perregaux presenta alla Milano Watch Week il Laureato Chronograph 42 mm Azzurro, referenza 81020-11-3724-1GM, edizione limitata a 20 esemplari con iscrizione «Uno di 20» sul fondello. La cassa in acciaio 904L misura 42 mm di diametro e 12,16 mm di spessore, il quadrante Clous de Paris è in tonalità Azzurro e il contrappeso della lancetta centrale del cronografo riproduce il Tricolore. Il movimento è il calibro di manifattura GP3300 automatico con cronografo, 4 Hz, almeno 46 ore di riserva di carica. Prezzo consigliato: 22.300 euro, con bracciale in acciaio e secondo cinturino in gomma Azzurro.

Girard-Perregaux ha scelto la Milano Watch Week per presentare il 2 ottobre 2026, un Laureato pensato prima di tutto per il pubblico italiano. È un cronografo da 20 esemplari che, senza toccare cassa e meccanica, veste il colore delle Nazionali. Conta perché non è un semplice omaggio cromatico: la Maison lega questa edizione alla nascita stessa del modello, che negli anni Settanta prese forma su richiesta del suo distributore italiano.
Il Laureato Chronograph 42 mm Azzurro, referenza 81020-11-3724-1GM, abbina alla cassa in acciaio 904L un quadrante Clous de Paris in tonalità Azzurro e il Tricolore dipinto sul contrappeso della lancetta centrale del cronografo. All’interno lavora il calibro di manifattura GP3300 a carica automatica con modulo cronografico, e il prezzo consigliato è di 22.300 euro.
Questo Laureato vale soprattutto come oggetto di appartenenza. Convincono la coerenza con la storia del modello e la cura dei segni discreti, dall’iscrizione «Uno di 20» sul fondello al secondo cinturino in gomma Azzurro incluso nella dotazione. Convince meno la distanza dal Laureato Chronograph blu di serie, con cui condivide cassa e calibro: la differenza si paga in significato, non in contenuto tecnico. È adatto al collezionista italiano che il Laureato Chronograph lo desiderava già e ne cerca una versione con una ragione d’essere precisa.
L’Italia dietro il nome Laureato
Quel distributore si chiamava Giovanni Sutti. All’inizio degli anni Settanta chiese alla Manifattura un orologio sportivo ma elegante, sofisticato senza essere ostentato, in un Paese dove architettura, design industriale, moda e automobile stavano ridefinendo l’idea stessa di eleganza contemporanea. La risposta arrivò nel 1975: un segnatempo in acciaio con lunetta ottagonale e bracciale integrato che, secondo Girard-Perregaux, fu immaginato, sviluppato e prodotto interamente all’interno della Manifattura.
Secondo le ricostruzioni storiche, il primo Laureato montava un movimento al quarzo di manifattura. Non era una scelta di ripiego: nel 1971 Girard-Perregaux aveva fissato a 32.768 Hz la frequenza dell’oscillatore al quarzo, valore poi adottato come standard dall’industria. In quegli anni l’elettronica era per la Maison un terreno di ricerca e di prestigio, e il Laureato ne raccoglieva i frutti dentro una cassa dal disegno nuovo. L’immagine meccanica che oggi associamo al modello sarebbe arrivata solo vent’anni dopo.
Secondo Girard-Perregaux, anche il nome viene dall’Italia. Il progetto doveva chiamarsi «Il Diplomato», e fu un’agenzia italiana a proporre «Laureato», parola che evoca il traguardo degli studi e la corona d’alloro. Circolano altre ricostruzioni, la più diffusa delle quali lo collega al film di Mike Nichols del 1967, arrivato nelle sale italiane l’anno successivo con lo stesso titolo. La versione della Maison ha il merito di spiegare perché un orologio svizzero, venduto in tutto il mondo, porti da oltre cinquant’anni un nome che un italiano legge senza bisogno di traduzione.
Gli anni Macaluso e il primo automatico
Il secondo capitolo italiano porta il nome di Luigi «Gino» Macaluso, imprenditore torinese con un passato nei rally. La coincidenza è curiosa: si laureò in architettura a Torino proprio nell’anno in cui nacque il Laureato. Agente di Girard-Perregaux per l’Italia dal 1987, entrò nel consiglio di amministrazione della Manifattura nel 1989 e la guidò dal 1992 fino alla scomparsa, nel 2010.
Con lui il rapporto con l’Italia smette di essere commerciale e diventa di gestione. La Maison restituisce centralità ai Tre Ponti, il suo simbolo, e torna a investire nei movimenti di manifattura e nelle grandi complicazioni, dai tourbillon ai calendari perpetui. Alcuni progetti avviati in quegli anni hanno dato frutti anche dopo di lui: il Constant Escapement, presentato nel 2008, ha ricevuto l’Aiguille d’Or al Grand Prix d’Horlogerie de Genève nel 2013.
Nel frattempo il Laureato cambia natura. Nel 1995 riceve per la prima volta un movimento automatico, il GP3100, della famiglia di calibri ultrapiatti presentata dalla Manifattura l’anno prima, che Girard-Perregaux descrive come tra i più sottili e compatti della sua categoria. Il comunicato ne ricorda tre soluzioni: un pulsante al posto della tradizionale vite per sganciare lo stelo, un pulsante per scaricare la molla motrice e la possibilità di trasformarlo in un movimento a carica manuale rimuovendo il sistema automatico. Secondo Swisswatches Magazine, nello stesso anno arrivò anche il primo cronografo automatico del Laureato, chiamato Olympico. È il passaggio che porta il modello dal quarzo alla meccanica e ne prepara l’identità attuale.
Il disegno che conosciamo oggi risale al 2016, quando la Maison ha rilanciato il Laureato per i propri 225 anni. Dal 2017 la collezione comprende anche casse da 42 e 38 mm, e nel 2025 il modello ha compiuto cinquant’anni, celebrati con il Laureato Fifty. È su questa base contemporanea, e non sugli orologi degli anni Novanta, che si innesta l’edizione Azzurro.
Cosa cambia rispetto al Laureato blu
Sul quadrante la novità va letta con precisione. Il Laureato Chronograph blu esiste già nel catalogo: la Maison presenta come prima volta la tonalità chiamata Azzurro, scelta per il legame con lo sport e con l’identità italiana, abbinata al motivo Clous de Paris. La trama a minuscole piramidi che caratterizza i quadranti del Laureato moderno lavora sui riflessi e fa variare la percezione del colore con la luce: le immagini ufficiali restituiscono quindi solo in parte la tonalità reale. Gli indici applicati e le lancette ore e minuti a bastone hanno materiale luminescente a emissione bianca, mentre le lancette dei contatori sono rodiate. Il dettaglio tricolore è l’unico punto di colore estraneo all’azzurro e all’acciaio: occupa pochi millimetri e si nota solo da vicino. È un modo di personalizzare l’orologio senza trasformarlo in un oggetto celebrativo.
Cassa e calibro sono quelli del cronografo di serie. La cassa misura 42 mm di diametro e 12,16 mm di spessore ed è in acciaio 904L, una lega austenitica con più cromo, nichel e molibdeno del comune 316L: resiste meglio alla corrosione, ma è più impegnativa da lavorare e da lucidare. Vetro zaffiro antiriflesso, fondello trasparente e impermeabilità fino a 100 metri completano una dotazione da sportivo elegante, non da strumento subacqueo.
Il calibro GP3300 con cronografo conta 419 componenti e 63 rubini, oscilla a 28.800 alternanze/ora (4 Hz) e dichiara una riserva di carica minima di 46 ore: abbastanza per superare una notte sul comodino, non un fine settimana lontano dal polso. Il suo diametro di 25,60 mm coincide con quello del GP3100 del 1995, mentre lo spessore sale a 6,50 mm per fare spazio al cronografo. La stessa base meccanica equipaggia il Laureato Chronograph Chocolate Brown presentato a maggio in 50 esemplari: in entrambe le serie limitate a cambiare è l’identità visiva, non la meccanica.
Sul prezzo il confronto più utile è con il Laureato Chronograph blu di serie, esposto a 19.900 euro da un rivenditore autorizzato. Il listino dell’Azzurro chiede quindi circa 2.400 euro in più. In cambio offre la tonalità dedicata, il dettaglio tricolore, la tiratura ristretta e il secondo cinturino in gomma con motivo Clous de Paris e chiusura pieghevole, che la scheda del modello di serie presso lo stesso rivenditore non elenca. Il Chocolate Brown si colloca più in alto anche perché aggiunge l’oro rosa su lunetta, corona e pulsanti. Qui si paga soltanto il segno distintivo, ed è giusto saperlo prima di scegliere.
| Azzurro | Blu di serie | |
|---|---|---|
| Quadrante | Azzurro Clous de Paris, Tricolore sul contrappeso | Blu |
| Cassa e calibro | Acciaio 904L, GP3300 con cronografo | Stessi |
| Tiratura | 20 esemplari | Produzione di serie |
| Cinturino in gomma | Incluso, oltre al bracciale | Non elencato dal rivenditore |
| Prezzo | 22.300 € (listino) | 19.900 € (rivenditore autorizzato) |
Per chi ha senso
A chi si rivolge, allora? Al collezionista italiano che apprezza il disegno del Laureato e vuole una versione con una storia precisa, più che un colore nuovo. Con così pochi pezzi le occasioni di acquisto saranno limitate, ma la rarità non garantisce una rivalutazione: a mio avviso un’edizione pensata per un solo Paese può avere poco richiamo fuori dall’Italia, e chi compra con un’ottica di investimento farebbe bene a tenerlo presente. Sul piano pratico, il doppio cinturino amplia l’uso dell’orologio: il bracciale integrato resta la scelta naturale in città, la gomma è più adatta all’estate e al contatto con l’acqua che l’impermeabilità dichiarata consente.
La vera novità di questo Laureato non sta sul quadrante ma nel modo in cui Girard-Perregaux sceglie di raccontarsi: mette in fila, su un prodotto, i nomi italiani che hanno segnato la storia del modello. È una scelta di comunicazione prima che di orologeria, e regge perché quella storia è documentata, non costruita per l’occasione. Chi vuole un legame con l’Italia trova qui una versione che lo dichiara apertamente, e il sovrapprezzo è il costo di quella dichiarazione.
Scheda tecnica
| Referenza | 81020-11-3724-1GM |
| Edizione | Limitata a 20 esemplari, iscrizione «Uno di 20» sul fondello |
| Cassa | Acciaio 904L, vetro zaffiro antiriflesso, fondello in vetro zaffiro |
| Diametro | 42,00 mm |
| Spessore | 12,16 mm |
| Quadrante | Azzurro con motivo Clous de Paris, indici applicati con materiale luminescente (emissione bianca) |
| Lancette | Ore e minuti a bastone luminescenti, lancetta centrale del cronografo con contrappeso tricolore, lancette dei contatori rodiate |
| Calibro | GP3300-2872, manifattura, carica automatica; 25,60 mm di diametro, 6,50 mm di spessore |
| Frequenza e componenti | 28.800 alt/h (4 Hz), 419 componenti, 63 rubini |
| Riserva di carica | Minimo 46 ore |
| Funzioni | Cronografo, ore, minuti, piccoli secondi, data |
| Impermeabilità | 100 metri (10 ATM) |
| Bracciale e cinturino | Bracciale in acciaio 904L e cinturino in gomma Azzurro con motivo Clous de Paris, entrambi con tripla chiusura pieghevole in acciaio |
| Prezzo consigliato | 22.300 € |
Domande frequenti
Gli esemplari sono numerati singolarmente?
Le immagini ufficiali mostrano sul fondello solo l’iscrizione «Uno di 20», senza numero progressivo. Il comunicato stampa non parla di numerazione individuale.
Il Tricolore è sulla lancetta dei secondi o su quella del cronografo?
È sul contrappeso della lancetta centrale, che in questo orologio è quella del cronografo e resta ferma finché il cronografo non viene avviato. I secondi correnti sono indicati da un contatore separato.
Il Laureato Azzurro è venduto solo in Italia?
Girard-Perregaux lo definisce un segnatempo strategico per il mercato italiano e lo ha presentato alla Milano Watch Week. Il comunicato non specifica però se la vendita sia riservata alla rete italiana.
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