Il Monza non fa parte del catalogo permanente di TAG Heuer: torna in produzione solo a intervalli, e l’ultima occasione risaliva al 2023. Il cinquantesimo anniversario del nome cadeva nel 2026 ed era la ricorrenza più prevedibile da onorare, ma il modo in cui il marchio ha scelto di farlo dice qualcosa sulla direzione della collezione.
Monza Flyback Chronograph CR5092.FC8372: l’edizione limitata per i cinquant’anni della collezione
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Il TAG Heuer Monza Flyback Chronograph è un cronografo automatico con cassa in carbonio forgiato da 42 mm, calibro di manifattura TH20-12 certificato COSC con funzione flyback e impermeabilità di 100 metri. È prodotto in 500 esemplari numerati, disponibile da settembre 2026 al prezzo di 13.350 euro. L’elemento che lo separa dalla referenza del 2023 è il quadrante nero pieno al posto di quello scheletrato.
Il TAG Heuer Monza compie cinquant’anni e torna in 500 esemplari numerati. La referenza CR5092.FC8372 è stata presentata il 1° settembre, alla vigilia di un Gran Premio d’Italia che ieri ha consegnato la vittoria a Kimi Antonelli, primo italiano a imporsi sull’Autodromo Nazionale dopo sessant’anni, con TAG Heuer nel ruolo di cronometrista ufficiale della Formula 1. Un tempismo che il marchio aveva costruito e che la gara ha ripagato oltre le previsioni. L’orologio, però, racconta una storia diversa da quella che l’anniversario lascerebbe immaginare: non è una riedizione del cronografo del 1976.
| Nome modello | TAG Heuer Monza Flyback Chronograph |
| Referenza / Edizione | CR5092.FC8372 — 500 esemplari numerati |
| Materiale cassa | Carbonio forgiato |
| Funzione principale | Cronografo flyback certificato COSC |
| Disponibilità | Da settembre 2026 |
| Prezzo | 13.350 euro |
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La base progettuale di questa edizione limitata è il Monza Flyback presentato nel 2023, non il cronografo di cinquant’anni fa. Cassa, materiale, architettura e calibro appartengono alla generazione contemporanea della collezione; dal 1976 arrivano soprattutto i codici cromatici e alcune scelte di lettura del quadrante. Leggo questa referenza soprattutto come un secondo tentativo: TAG Heuer ha ripreso in mano il Monza moderno e ne ha corretto la parte che aveva diviso di più, aggiungendo una tiratura chiusa che nel 2023 non c’era. L’anniversario, insomma, è l’occasione più che il progetto.
Cinquant’anni dopo Lauda, ma la base è del 2023
Nel 1971 Heuer entra nei box della Scuderia Ferrari come cronometrista ufficiale: è la prima azienda orologiera a legarsi a una squadra di Formula 1. Quattro anni più tardi Niki Lauda conquista il titolo piloti, il primo per Maranello dal 1964, e il cronografo che nel 1976 celebra quel risultato prende il nome del circuito più veloce del calendario. Il Monza nasce quindi da una vittoria concreta, non da una ricorrenza, e da subito si distingue per una scelta estetica che nessun altro cronografo del marchio adottava: il nero integrale, cassa compresa. È l’elemento che ha attraversato tutte le generazioni successive e che ancora oggi identifica la collezione più di qualsiasi dettaglio tecnico.
La cassa a cuscino misura 42 mm, con uno spessore di 15,22 mm e una distanza fra le anse di 50,85 mm: un profilo largo ma corto, tipico della forma squadrata che il Monza ha adottato nelle sue interpretazioni moderne. Il materiale è carbonio forgiato, impiegato anche per la lunetta fissa e per la corona, mentre i pulsanti sono in acciaio con rivestimento DLC nero e il fondello avvitato è in titanio grado 2, anch’esso trattato in nero, con vetro zaffiro che lascia in vista il movimento. L’impermeabilità dichiarata è di 100 metri. Il carbonio forgiato non è una novità per la collezione — lo aveva già introdotto la versione del 2023, dopo il titanio rivestito in carburo di titanio del modello celebrativo del 2016 — ma resta la scelta che più incide sull’aspetto: le fibre disposte in modo casuale generano una venatura marmorizzata diversa su ogni esemplare, così che due orologi della stessa serie limitata non risultino mai identici. Sul comfort non mi esprimo, non avendo provato l’orologio; il dato da tenere presente è che lo spessore supera i 15 mm, mentre le anse contenute limitano l’ingombro in lunghezza.
Il quadrante è la vera modifica
Nel 2023 il Monza mostrava un quadrante scheletrato, con i contatori realizzati in zaffiro blu traslucido e la meccanica visibile attraverso le aperture. Qui la superficie torna piena e nera opaca, e i contatori diventano zone a contrasto anziché finestre. La disposizione, invece, non cambia: contatore dei 30 minuti del cronografo a ore 3, secondi continui a ore 6, datario inclinato a ore 9. È l’architettura imposta dal calibro della generazione contemporanea, e infatti sopravvive intatta. Il passaggio dal quadrante aperto a quello chiuso è la modifica più sostanziale di questa edizione, e va nella direzione opposta rispetto a tre anni fa: meno esibizione della meccanica, più leggibilità immediata. Considero questa la correzione di rotta che rende il modello coerente con il ruolo strumentale che il nome Monza porta con sé, anche se toglie l’elemento che nel 2023 lo rendeva riconoscibile a distanza.
È qui che riemerge il 1976. La flangia inclinata combina scala tachimetrica e pulsometrica, una doppia graduazione che rimanda alle due anime originarie del cronografo, quella sportiva e quella medica, e che nell’orologeria contemporanea è diventata rara. Gli indici stampati e le lancette laccate bianche ricevono Super-LumiNova bianca, la lancetta centrale del cronografo è rossa laccata e lo stesso rosso si ritrova sulla lancetta del contatore a ore 3: un’inversione cromatica che lega i due indicatori del tempo cronometrato e li stacca dal resto della lettura. Due scelte, però, si prestano alla discussione. La prima riguarda i settori da cinque minuti sul contatore, che sull’originale erano rossi e qui sono resi in bianco: la citazione resta leggibile, ma perde la forza del riferimento Ferrari da cui nasceva. La seconda è il logo a scudo TAG Heuer a ore 12, dove chi cerca l’omaggio si aspetterebbe la firma Heuer storica. Trovo che sia la scelta più difendibile sul piano industriale e la meno soddisfacente su quello celebrativo: un anniversario dei cinquant’anni firmato con l’identità odierna chiarisce che il marchio non intende trattare il Monza come pezzo da museo, ma toglie all’operazione l’unico dettaglio che l’avrebbe resa davvero filologica.
TH20-12: cambia il nome più della sostanza
Il movimento è il Calibre TH20-12, automatico, di manifattura, certificato cronometro dal COSC, con 80 ore di riserva di carica e una frequenza di 28.800 alternanze/ora. L’architettura è quella dei cronografi integrati moderni: ruota a colonne per la gestione delle funzioni e frizione verticale per l’innesto. Vale la pena chiarire un punto che il comunicato non esplicita: non si tratta di un calibro inedito. La sigla TH20-12 è la denominazione attuale di quello che nel 2023 veniva presentato come Heuer 02 COSC Flyback, e sulla scheda della referenza del 2023 pubblicata oggi da TAG Heuer compare infatti lo stesso nome. Il rinominamento rientra nella riorganizzazione della famiglia di calibri TH20 e non implica una revisione meccanica. Sul piano pratico, ruota a colonne e frizione verticale non rendono un cronografo più preciso: incidono sulla progressione dei pulsanti e sull’avvio della lancetta, che parte senza il sussulto tipico degli innesti orizzontali. La precisione, quella, la certifica il COSC.
La funzione che dà il nome all’orologio è il flyback, e la sua utilità si capisce meglio confrontandola con un cronografo tradizionale. Per misurare due intervalli consecutivi servono normalmente tre gesti: arresto, azzeramento, riavvio. Il flyback li comprime in una sola pressione, che riporta a zero le lancette e fa ripartire il conteggio senza interruzione. In pista, dove si cronometrano giri uno dopo l’altro, è la differenza fra seguire il ritmo della gara e restare indietro di un gesto. Attraverso il fondello si vedono il rotore scheletrato annerito, inciso e riempito di inchiostro rosso, e la ruota a colonne trattata anch’essa in rosso: un modo per estendere la palette del quadrante alla parte meccanica. Sullo stesso fondello compare l’incisione progressiva XXX/500, che identifica ogni esemplare della serie. Sulle differenze di scheletratura rispetto alla versione precedente le fonti disponibili si contraddicono, e preferisco non prendere posizione finché non avrò un confronto diretto fra i due movimenti.
Prezzo e tiratura: cosa si paga davvero
Il listino è di 13.350 euro, con equivalenti fissati a 12.600 franchi svizzeri e 13.400 dollari, e l’orologio è a catalogo da settembre 2026. Il cinturino è in pelle di vitello nera traforata con cuciture rosse a contrasto, chiuso da una fibbia déployante in titanio con rivestimento DLC nero. Il confronto con il 2023 è il dato più eloquente di tutta l’operazione: quella referenza era proposta esattamente allo stesso prezzo in Europa, e negli Stati Uniti costava anzi qualcosa di più. La differenza è che non era limitata, montava un cinturino in tessuto e una fibbia in carbonio. A parità di cassa, di materiale e di meccanica, quindi, il sovrapprezzo dell’anniversario è pari a zero: quello che cambia è lo status. Chi compra oggi paga la stessa cifra di tre anni fa per un pezzo numerato su cinquecento e per un quadrante costruito in modo diverso, non per un contenuto tecnico superiore. È una scelta di posizionamento che considero più onesta di quanto accada di solito con le edizioni celebrative, dove la tiratura chiusa tende a giustificare un ritocco al rialzo.
Resta da capire perché il Monza continui a comparire per intervalli anziché stabilirsi in catalogo, e la risposta ha meno a che vedere con la nostalgia che con l’organizzazione della collezione. TAG Heuer presidia il segmento dei cronografi sportivi con Carrera, Monaco e Formula 1; un Monza permanente si sovrapporrebbe a tutti e tre senza aggiungere un territorio proprio. In forma di serie chiusa, invece, il nome mantiene un valore che una presenza continuativa eroderebbe. Il limite di questa edizione è che la meccanica non porta nulla di nuovo e la sua identità si gioca quasi per intero sul quadrante e sulla numerazione. Il merito è che quel quadrante risolve il punto più fragile della versione precedente e lo fa senza chiedere niente in più al compratore. Per chi aveva guardato il Monza del 2023 senza decidersi, è probabilmente questa la versione che aspettava; per chi lo possiede già, è meno chiaro cosa giustifichi il passaggio, al di là dei cinquecento numeri incisi sul fondo.
Scheda tecnica e dati principali
| Modello | TAG Heuer Monza Flyback Chronograph |
| Referenza | CR5092.FC8372 |
| Cassa | Carbonio forgiato, lunetta fissa e corona in carbonio, pulsanti in acciaio DLC nero |
| Diametro | 42 mm |
| Spessore | 15,22 mm |
| Distanza fra le anse | 50,85 mm |
| Vetro | Zaffiro bombato con doppio trattamento antiriflesso |
| Fondello | Titanio grado 2 con DLC nero, avvitato, vetro zaffiro, incisione XXX/500 |
| Quadrante | Nero opaco, indici stampati con Super-LumiNova bianca, flangia con scala tachimetrica e pulsometrica |
| Contatori | 30 minuti a ore 3, secondi continui a ore 6, data inclinata a ore 9 |
| Impermeabilità | 100 metri |
| Movimento | Calibre TH20-12, automatico di manifattura, cronografo flyback certificato COSC |
| Frequenza | 28.800 alternanze/ora (4 Hz) |
| Riserva di carica | 80 ore |
| Cinturino | Pelle di vitello nera traforata con cuciture rosse, fibbia déployante in titanio DLC nero con doppi pulsanti di sicurezza |
| Edizione e prezzo | 500 esemplari numerati — 13.350 euro |
FAQ – Domande frequenti
Il TAG Heuer Monza Flyback Chronograph è già acquistabile?
Sì. La disponibilità comunicata dal marchio parte da settembre 2026 e la referenza CR5092.FC8372 compare già a listino sul sito ufficiale TAG Heuer per il mercato italiano.
In cosa si differenzia dal Monza del 2023?
Le differenze riguardano il quadrante, che da scheletrato con contatori in zaffiro blu diventa nero pieno, il cinturino, che passa dal tessuto alla pelle traforata, e la fibbia, in titanio anziché in carbonio. Cambia inoltre lo status: la referenza del 2023 non era limitata.
Il calibro TH20-12 è un movimento nuovo?
No. La sigla corrisponde al cronografo flyback COSC di manifattura che TAG Heuer indicava in precedenza come Heuer 02 COSC Flyback, e che oggi il marchio denomina TH20-12 anche sulla scheda della referenza del 2023.
Quanti esemplari sono previsti e come sono identificati?
La produzione è chiusa a 500 pezzi. Ogni esemplare porta sul fondello un’incisione progressiva nel formato XXX/500.
L’impermeabilità di 100 metri consente di nuotarci?
La classificazione dichiarata copre nuoto e contatto con l’acqua, non l’immersione con bombole. Va però considerato che la corona non è avvitata e che i pulsanti di un cronografo non vanno mai azionati sott’acqua.






