Gagà Laboratorio Labormatic Superleggero: il titanio cambia il carattere della collezione

I Geneva Watch Days sono diventati il momento dell’anno in cui i marchi indipendenti presentano le novità che nelle fiere tradizionali faticherebbero a farsi notare. Gagà Laboratorio esiste dal 2024 e finora aveva costruito la propria identità attorno a un’unica direzione formale e a un solo materiale. L’arrivo del titanio segna il punto in cui un progetto di design prova a trasformarsi in una collezione articolata.

Labormatic Superleggero LMTT-001: titanio Grado 5, calibro La Joux-Perret G100 e cento esemplari

Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:

Il Gagà Laboratorio Labormatic Superleggero, referenza LMTT-001, è la prima Labormatic in titanio Grado 5. Mantiene la cassa da 42 mm per 13,3 mm della collezione e il calibro automatico La Joux-Perret G100 con 68 ore di autonomia, ma introduce una sabbiatura opaca e un quadrante più aperto con quattro settori in zaffiro inciso al laser. È un’edizione limitata a cento esemplari, proposta a 4.700 franchi svizzeri IVA esclusa.

Ho indossato questa referenza nella suite del brand ai Geneva Watch Days. Le valutazioni su vestibilità, leggibilità, finiture, uso della corona e comfort del cinturino derivano da quella prova diretta. Dimensioni, peso, materiali e specifiche del movimento sono invece dati dichiarati dal produttore: la redazione non ha effettuato misurazioni strumentali, test cronometrici, prove in acqua o valutazioni di durata.

Gagà Laboratorio Labormatic Superleggero

Il Labormatic è nato nel 2024 come manifesto di una certa idea di design italiano applicata all’orologeria meccanica svizzera, e fino a oggi si era espresso soltanto in acciaio. Con il Superleggero, referenza LMTT-001 presentata durante i Geneva Watch Days ed edita in cento esemplari, Gagà Laboratorio introduce per la prima volta il titanio Grado 5 nella collezione. Il nome rimanda alla tradizione italiana della costruzione leggera, quella delle carrozzerie e delle vetture da competizione costruite togliendo materiale invece di aggiungerlo, e promette quindi qualcosa di più di una semplice variante cromatica. L’ho indossato nella suite del marchio a Ginevra, con l’Aqualab a pochi centimetri di distanza per capire dove si collochi realmente all’interno del catalogo. La domanda a cui questa recensione cerca di rispondere è se il cambio di materiale sia un aggiornamento estetico o se modifichi davvero il modo in cui l’orologio si comporta al polso.

Modello Gagà Laboratorio Labormatic Superleggero
Referenza LMTT-001
Materiale cassa Titanio Grado 5 (TT GR5), sabbiatura opaca
Indicazione principale Ore digitali su disco, minuti centrali, secondi su disco
Edizione e disponibilità Edizione limitata di 100 esemplari, consegne da ottobre
Prezzo 4.700 CHF IVA esclusa

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Gagà Laboratorio Labormatic Superleggero

Il titanio Grado 5 è la lega più dura e strutturalmente stabile della famiglia, quella che consente spigoli netti e superfici che non si smussano nel tempo, ed è anche la più impegnativa da lavorare. Su un disegno come questo la scelta ha una logica precisa: la cassa del Labormatic vive di volumi articolati, di anse svasate e a gradini, di passaggi improvvisi tra un piano e l’altro. L’acciaio lucido delle referenze precedenti tende a riflettere e ad ammorbidire quei passaggi; la sabbiatura opaca del titanio li restituisce invece con una nitidezza diversa, che al primo sguardo cambia la percezione dell’oggetto. Dal vivo la sensazione è quella di un pezzo lavorato più che di un pezzo decorato, e il carattere complessivo si sposta verso il tecnico.

Il dettaglio che merita attenzione riguarda il trattamento delle anse. La superficie superiore è sabbiata, mentre quella inferiore, quella agganciata alla carrure, è spazzolata: due finiture diverse su un elemento che avrebbe potuto essere risolto in un colpo solo. Il contrasto è ben fatto e si coglie soprattutto osservando l’orologio di profilo, dove il gradino tra i due piani prende luce in modo differente e disegna il perimetro della cassa. La corona a ore 12, con i suoi rilievi arrotondati e il cabochon in acciaio dichiarato dal marchio, resta l’elemento firma del progetto, ma sul titanio grigio smorza quel tono un po’ dandy che aveva sulle versioni precedenti. Nel complesso è un lavoro di finitura che regge l’esame ravvicinato, che è poi la prova più severa per un orologio costruito su forme così esposte.

Resta un dato assente, ed è quello che il nome del modello renderebbe più interessante di tutti: nessuno, marchio compreso, dichiara quanto pesa. Il titanio Grado 5 ha una densità di circa 4,4 g/cm³ contro gli 8 circa dell’acciaio inossidabile, quindi a parità di volume la riduzione è nell’ordine della metà, ma senza un valore ufficiale il confronto resta teorico. Quello che posso dire è che al polso la differenza si sente subito: l’orologio è molto leggero, e questa leggerezza è la prima cosa che comunica quando lo si allaccia. È anche l’aspetto che giustifica meglio il nome scelto, perché non si tratta di un guadagno marginale ma di un cambio evidente di rapporto tra la massa dell’oggetto e la sua presenza visiva. Un dato numerico ufficiale renderebbe la cosa verificabile, e sarebbe utile che il marchio lo comunicasse.

Come si legge l’ora su un Labormatic

Gagà Laboratorio Labormatic Superleggero

La lettura dell’ora è il punto in cui questo progetto si allontana di più dalla convenzione. Le ore compaiono in forma digitale in una piccola apertura a ore 12, sotto la corona, su un disco che scorre. I minuti restano al centro, indicati da una lancetta gialla che ruota sopra un disco blu-grigiastro percorso da una raggiera. I secondi continui girano su un ulteriore disco, alloggiato in un cappuccio grigio opaco al centro del quadrante. Detta così sembra una costruzione da decifrare, e per qualche istante lo è. Dal vivo, invece, la leggibilità è ottima: il contrasto tra il giallo e i fondi scuri è forte, la gerarchia visiva funziona e dopo il primo colpo d’occhio la lettura diventa immediata. È uno di quei quadranti che sembrano complicati in fotografia e risultano semplici al polso.

Sul Superleggero il quadrante è stato aperto più che in passato. Quattro finestre ad arco, oltre alla piccola apertura delle ore, sono chiuse da cristalli di zaffiro incisi al laser e protette da griglie, e lasciano intravedere porzioni del disco orario. I numeri pari sono in giallo brillante su un fondo puntinato in bianco e nero; accanto a ciascuno compaiono una versione ridotta a sinistra e il numero precedente a destra, un gioco che non serve alla lettura ma racconta bene lo spirito del progetto. Le incisioni sullo zaffiro sono l’elemento che guadagna di più dall’osservazione ravvicinata, perché cambiano aspetto a seconda dell’angolazione e alternano trasparenza e riflesso a ogni movimento del polso. È il tipo di dettaglio che spiega perché un orologio come questo abbia senso solo se lo si guarda spesso, e non solo per sapere che ore sono.

Al polso: proporzioni, cinturino e uso reale

Gagà Laboratorio Labormatic Superleggero

Le misure restano quelle della collezione: 42 mm di diametro e 13,3 mm di spessore, con un lug-to-lug di 50 mm. È il terzo numero quello che conta davvero, perché su una cassa da 42 mm una distanza tra le anse contenuta in mezzo centimetro di margine per lato significa che l’orologio non deborda. Sul mio polso da 17,5 cm si appoggia bene, e il baricentro basso dato dalla leggerezza aiuta a tenerlo fermo dove lo si è allacciato. Va detto con chiarezza: questo non è un orologio discreto, e non vuole esserlo. Ha una presenza scenica evidente, le anse svasate lo fanno sembrare più largo di quanto sia, e chi lo indossa mette in conto che venga notato. Su polsi sotto i 16,5 cm consiglierei comunque una prova diretta, più per il disegno che per le dimensioni. La corona a ore 12 è la scelta che richiede il periodo di adattamento più lungo. Non è una posizione istintiva: la mano cerca il lato destro della cassa e trova invece il vertice, e le prime volte la presa risulta scomoda, soprattutto con l’orologio ancora al polso. Dopo qualche tentativo il gesto si riorganizza e diventa gestibile senza particolari difficoltà, ma vale la pena saperlo prima dell’acquisto perché è una piccola curva di apprendimento reale, non un dettaglio di stile.

Gagà Laboratorio Labormatic Superleggero

Il cinturino in tessuto tecnico elastico grigio va nella direzione opposta e semplifica tutto: si infila senza regolazioni, si adatta da solo alla circonferenza e risulta comodo fin dal primo momento. È chiuso da una fibbia in acciaio incisa al laser e contribuisce a mantenere leggero l’insieme, coerentemente con l’impostazione del progetto. Sul fronte della resistenza il posizionamento è dichiarato senza ambiguità: 50 metri, sufficienti per la pioggia, per lavarsi le mani e per un uso quotidiano tranquillo, non per nuotare con continuità né per immergersi. È una scelta coerente con la natura dell’orologio e con la costruzione del quadrante, che di aperture ne ha parecchie. Il vetro zaffiro è doppiamente bombato e trattato antiriflesso, e all’atto pratico si comporta bene: la curvatura crea qualche riflesso sui bordi quando la luce arriva di lato, mentre la zona centrale, quella dove si legge l’ora, resta pulita. Chi cerca un orologio da portare anche in acqua deve guardare altrove, e per rimanere in casa Gagà Laboratorio la risposta è l’Aqualab, che avevo accanto durante la prova e che appartiene a una concezione completamente diversa.

Calibro, prezzo e alternative

Gagà Laboratorio Labormatic Superleggero

Sotto il fondello in zaffiro, fissato da quattro viti, lavora il La Joux-Perret G100, calibro automatico svizzero prodotto dalla manifattura di La Chaux-de-Fonds oggi parte del gruppo Citizen. Batte a 28.800 alternanze all’ora, monta 24 rubini e dichiara 68 ore di autonomia, un valore che va letto in prospettiva: l’ETA 2824-2 e il Sellita SW200, con cui il G100 condivide gli ingombri ed è direttamente intercambiabile, si fermano tra le 38 e le 42 ore. La differenza è concreta per chi ruota più orologi, perché consente di posare il segnatempo il venerdì sera e ritrovarlo in funzione all’inizio della settimana. Gagà Laboratorio lo personalizza con un rotore traforato rifinito in tono antracite e montato su un cuscinetto a sfere in ceramica, ed è l’elemento che si osserva meglio attraverso l’oblò posteriore. Resta una curiosità tecnica che il marchio non chiarisce: il G100 nella sua configurazione base è un tre sfere con datario, mentre qui l’indicazione avviene su dischi, il che lascia supporre un modulo dedicato di cui non esiste però documentazione ufficiale.

Il listino è fissato in 4.700 franchi svizzeri IVA esclusa, con vendita diretta sul sito del marchio e presso rivenditori selezionati e consegne annunciate a partire da ottobre. Per un acquirente italiano la conversione è il passaggio da fare con attenzione: al cambio di inizio settembre 2026 si tratta di circa 5.000 euro al netto delle imposte, che diventano attorno ai 6.100 euro considerando l’IVA al 22% su un acquisto importato dalla Svizzera. Sono valori indicativi, legati all’andamento del cambio e alle modalità di acquisto, ma servono a inquadrare correttamente il posizionamento. Il confronto interno alla collezione aiuta a leggerlo meglio: le Labormatic in acciaio, dalla Cinquanta alla Bauhaus, sono proposte a 3.900 franchi. Gli 800 franchi di differenza pagano il titanio Grado 5, la lavorazione più impegnativa della cassa, l’apertura supplementare del quadrante con i settori in zaffiro inciso e la tiratura chiusa a cento pezzi. Non è un sovrapprezzo simbolico, ma nemmeno una forzatura rispetto a quanto cambia.

Dal mio punto di vista, paradossalmente, il vero problema di questo orologio è che non ha concorrenti diretti, e questo è insieme il suo punto di forza e il suo limite commerciale. In quella fascia di prezzo, con un calibro svizzero di serie e una costruzione in titanio, la scelta razionale porta altrove: un Longines Spirit Zulu Time Titanium, un Baltic Aquascaphe Titanium con un investimento molto inferiore, un cronografo Angelus in titanio se si sale di livello. Sono tutti orologi che offrono più prestazioni per l’euro speso e nessuno dei quali attira uno sguardo. Il perimetro competitivo reale del Superleggero è quello degli orologi comprati per il progetto: le proposte di Anoma, certe referenze di Ming, il mondo dei marchi indipendenti che vendono un’idea formale prima di una specifica tecnica. In quel contesto il conto torna, perché il valore percepito non si misura in metri di impermeabilità ma in quante volte si abbassa lo sguardo per guardarlo.

Pro e contro

Pro

  • Leggerezza reale al polso. Il titanio Grado 5 non è una scelta estetica: si percepisce immediatamente e cambia il rapporto tra l’ingombro visivo dell’orologio e quello che si sente indossandolo.
  • Finiture curate anche nei passaggi difficili. Il doppio trattamento delle anse, sabbiato sopra e spazzolato sotto, regge l’osservazione ravvicinata e valorizza il disegno della cassa.
  • Leggibilità migliore di quanto lasci pensare. Superato il primo impatto, il contrasto tra i numeri gialli e i fondi scuri rende la lettura immediata.
  • Settori in zaffiro inciso al laser. Cambiano aspetto con l’inclinazione della luce e sono l’elemento che guadagna di più dal vivo rispetto alla fotografia.
  • 68 ore di autonomia. Un vantaggio concreto per chi alterna più orologi, superiore ai calibri svizzeri di pari ingombro.
  • Cinturino elastico comodo dal primo momento. Nessuna regolazione, buona aderenza, coerente con l’impostazione leggera del progetto.
  • Tiratura contenuta. Cento esemplari su un design già poco diffuso riducono sensibilmente le probabilità di incontrarne un altro.

Contro

  • Corona a ore 12 poco intuitiva all’inizio. Richiede un breve periodo di adattamento prima che il gesto diventi naturale.
  • Peso non dichiarato. Su un orologio chiamato Superleggero l’assenza del dato ufficiale è un’omissione difficile da giustificare.
  • 50 metri di impermeabilità. Adeguati all’uso quotidiano, insufficienti per chi vuole un orologio da portare in acqua.
  • Presenza scenica non per tutti. Le anse svasate e il quadrante aperto rendono l’orologio impossibile da indossare in modo discreto.
  • Rapporto specifiche/prezzo sfavorevole in assoluto. Alla stessa cifra si trovano orologi tecnicamente più completi, se il criterio di scelta è quello.
  • Prezzo in franchi svizzeri IVA esclusa. Per l’acquirente italiano il costo finale richiede un calcolo aggiuntivo e non è immediatamente leggibile.

Scheda tecnica e dati principali

Modello Gagà Laboratorio Labormatic Superleggero
Referenza LMTT-001
Cassa Titanio Grado 5 (TT GR5), sabbiatura opaca; anse a gradini con superficie superiore sabbiata e inferiore spazzolata
Dimensioni 42 mm di diametro, 13,3 mm di spessore, 50 mm da ansa ad ansa
Peso Non dichiarato dal produttore
Vetro Zaffiro doppiamente bombato con trattamento antiriflesso
Fondello Zaffiro trasparente, fissato da quattro viti
Corona A ore 12, rilievi arrotondati, cabochon in acciaio
Quadrante Quattro settori ad arco in zaffiro inciso al laser con griglie; numeri pari gialli su fondo puntinato bianco e nero
Indicazioni Ore digitali su disco in apertura a ore 12, minuti centrali con lancetta gialla, secondi continui su disco centrale
Movimento La Joux-Perret G100, automatico, 24 rubini
Frequenza e autonomia 28.800 A/h (4 Hz), 68 ore di riserva di carica
Rotore Personalizzato Gagà Laboratorio, traforato, finitura antracite, cuscinetto a sfere in ceramica
Impermeabilità 50 metri
Cinturino Tessuto tecnico elastico grigio, fibbia in acciaio incisa al laser
Edizione e prezzo 100 esemplari, 4.700 CHF IVA esclusa, consegne dal mese di ottobre

FAQ – Domande frequenti

Quanto costa in euro il Labormatic Superleggero?

Il listino ufficiale è in franchi svizzeri, IVA esclusa. Al cambio di inizio settembre 2026 corrisponde a circa 5.000 euro al netto delle imposte, che salgono attorno ai 6.100 euro applicando l’IVA italiana su un acquisto importato dalla Svizzera. Sono valori indicativi e variano con il cambio.

Va bene su un polso piccolo?

Sul mio polso da 17,5 cm si appoggia senza sbordare, aiutato dai 50 mm da ansa ad ansa dichiarati dal produttore. Sotto i 16,5 cm il limite non è la misura ma il disegno delle anse svasate, che aumenta l’ingombro visivo: in quel caso conviene provarlo prima di acquistarlo.

La corona a ore 12 è davvero scomoda?

All’inizio sì, perché la mano cerca istintivamente il lato destro della cassa. Dopo qualche regolazione il gesto si riorganizza e la corona diventa gestibile senza problemi. È una curva di apprendimento breve, ma esiste.

Si può portare in acqua?

I 50 metri dichiarati coprono pioggia, lavaggio delle mani e uso quotidiano, non il nuoto abituale o le immersioni. Chi cerca un orologio da acqua all’interno della collezione deve orientarsi sull’Aqualab.

Cosa cambia rispetto alle Labormatic in acciaio?

Cambiano il materiale della cassa, la finitura sabbiata opaca, l’apertura del quadrante con i quattro settori in zaffiro inciso e la tiratura, qui chiusa a cento pezzi. Dimensioni e calibro restano gli stessi, mentre il listino sale di 800 franchi rispetto ai modelli in acciaio.

Quando e dove si acquista?

Le consegne sono annunciate a partire da ottobre, con vendita sul sito ufficiale Gagà Laboratorio e presso rivenditori selezionati. Trattandosi di cento esemplari, la disponibilità presso i singoli punti vendita può essere limitata.

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