Audemars Piguet Neo Frame Jumping Hour: la nuova collezione 2026 tra Streamline e ore saltanti
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Audemars Piguet apre il 2026 con una mossa inattesa: nasce la collezione Neo Frame e debutta il Neo Frame Jumping Hour, un rettangolare in oro rosa con display a finestrella e il primo movimento automatico AP con ore saltanti (Calibro 7122). Un progetto che guarda allo Streamline anni ’30, ma con costruzione e soluzioni tecniche decisamente contemporanee.

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Quando Audemars Piguet decide di uscire dalla comfort zone delle sue icone più riconoscibili, il risultato tende a spaccare l’opinione degli appassionati. Il Neo Frame Jumping Hour mi sembra proprio uno di quei lanci “che non ti aspetti”: non nasce attorno al Royal Oak e non si appoggia alle geometrie a cui il brand ci ha abituati negli ultimi anni, ma inaugura una collezione completamente nuova, Neo Frame, pensata per ospitare casse sagomate e display ad apertura. L’ispirazione dichiarata arriva dal linguaggio Streamline Moderne e da alcuni esperimenti della Manifattura tra 1929 e 1930, ma qui non leggo una nostalgia da riedizione: vedo piuttosto la volontà di costruire un pilastro alternativo, con regole proprie, da far crescere nel tempo.
| Modello | Audemars Piguet Neo Frame Jumping Hour |
| Referenza | 15245OR.OO.A206VE.01 |
| Prezzo di listino | 65.400 € |
Prima ancora di entrare nel “come è fatto”, trovo utile mettere a fuoco il “perché” di un’ora saltante oggi. Questo tipo di lettura nasce per essere rapida: al posto della lancetta delle ore, un numero che scatta ogni 60 minuti. È un modo di interpretare il tempo che punta sull’immediatezza e sull’ordine grafico, non sulla teatralità. In un panorama pieno di quadranti saturi e dettagli decorativi, un display a finestrella ben progettato può diventare una scelta quasi radicale: meno elementi, più chiarezza. Ed è proprio questa essenzialità che, a mio avviso, Audemars Piguet prova a portare nella contemporaneità con Neo Frame, facendo leva su una tradizione reale del marchio, non su un richiamo generico al “vintage”.
La storia interna di AP, in effetti, è più ricca di quanto si pensi quando si parla di ore saltanti. Tra il 1924 e il 1951 la Manifattura vendette 347 orologi con questa complicazione, e 135 adottavano la doppia apertura per ore e minuti. Il riferimento più diretto, qui, è il pre-modello 1271 del 1929, un rettangolare con impostazione a guichet che oggi fa parte del patrimonio museale di Audemars Piguet. Quello che mi colpisce non è la citazione “uno a uno”, quanto l’idea di cornice: i brancard scanalati che accompagnano la cassa e, di fatto, costruiscono l’identità dell’orologio. Nel Neo Frame Jumping Hour questa intuizione ritorna, ma tradotta con lavorazioni moderne e con proporzioni pensate per un uso attuale.

E a proposito di proporzioni: questo Neo Frame non è un mini dress watch da polso sottile, né un oggetto volutamente esagerato. Le misure dichiarate sono 47,1 mm da ansa ad ansa, 34 mm di larghezza (senza corona) e 8,8 mm di spessore, con una presenza che dovrebbe essere più importante di quanto il “34 mm” possa far immaginare a una prima lettura. Il materiale è oro rosa 18 carati, e la cassa rettangolare è incorniciata da godronature laterali: otto per lato, lavorate in modo da creare una tensione visiva che si assottiglia verso le anse appuntite. È una soluzione intelligente anche sul piano percettivo, perché spezza la massa dell’oro e rende l’insieme più dinamico.

La parte frontale è il vero colpo di scena. Al posto di una classica faccia metallica, Audemars Piguet utilizza un vetro zaffiro piatto con trattamento PVD nero: in pratica l’intera parte anteriore è una lastra scura su cui “galleggiano” due aperture color oro rosa micropallinate. A ore 12 compare l’ora saltante in finestra rettangolare; a ore 6 i minuti finali in apertura arcuata. Il contrasto è netto: numeri bianchi su dischi neri opachi, su uno sfondo profondo e lucido. Da vicino, l’effetto è quasi architettonico, come se il tempo fosse incastonato sotto la superficie.

Questa scelta estetica, però, porta con sé una complessità tecnica concreta. Qui non esistono traverse metalliche visibili a ore 12 e 6 che “chiudono” la struttura: la piastra del quadrante viene incollata al vetro zaffiro e l’intero modulo è poi avvitato alla cassa. È un approccio sviluppato appositamente per questo modello, utile a nascondere la costruzione e a ottenere un’impermeabilità di 20 metri (che resta limitata, ma non scontata con un frontale impostato in questo modo). È uno di quei casi in cui il design non è solo estetica: impone soluzioni e compromessi, e diventa parte del racconto tecnico dell’orologio.

Girando il segnatempo, si entra nel cuore della novità: il Calibro 7122. Per me è il punto che rende Neo Frame qualcosa di più di un esercizio stilistico, perché si tratta del primo movimento automatico Audemars Piguet con ore saltanti. La base tecnica è imparentata con il 7121 introdotto sul Royal Oak Jumbo, e l’architettura dei ponti è riconoscibile attraverso il fondello in vetro zaffiro antiriflesso. Proprio la modularità di quella piattaforma ha permesso ad AP di lavorare sul display: qui l’ora scatta in modo istantaneo, mentre i minuti finali scorrono su un disco dedicato.
I numeri raccontano una meccanica moderna e densamente progettata: 4 Hz di frequenza, 52 ore di riserva di carica, 43 rubini, 293 componenti. Il diametro totale del movimento è 29,6 mm, con 4 mm di spessore: un dato che aiuta a capire come si sia potuto mantenere una cassa relativamente sottile per la tipologia. Mi interessa anche la scelta dei materiali dei dischi: titanio per le ore e alluminio per i minuti, per ridurre la massa in rotazione e migliorare la resistenza agli urti, contenendo il consumo energetico del meccanismo a scatto. A completare il pacchetto, un sistema antiurto brevettato che impedisce meccanicamente lo “sbalzo” dell’ora in caso di impatto: è il genere di dettaglio che racconta un’ambizione d’uso reale, non una complicazione da vetrina.

Sul polso, l’orologio è pensato per essere coerente e compatto. Il cinturino è in pelle di vitello nera testurizzata e integrata tra le anse, una scelta che crea continuità con il quadrante scuro e rende l’insieme più monolitico, quasi “a blocco”. La chiusura è una fibbia ad ardiglione in oro rosa 18 carati firmata AP, in linea con il posizionamento del pezzo. Non c’è lume, e questa è una decisione che leggo come coerente con l’idea di un oggetto più grafico che sportivo: la leggibilità è affidata a contrasto e pulizia, non alla luminescenza.
L’aspetto che considero più interessante, al netto del gusto personale, è la strategia: Neo Frame debutta con un solo modello, ma Audemars Piguet ha già lasciato intendere che la collezione verrà ampliata. Allo stesso tempo, la serie [RE]Master non viene accantonata e continuerà con edizioni future (verosimilmente limitate), mentre il Neo Frame Jumping Hour entra come struttura permanente. È un messaggio chiaro: questo orologio non vuole essere un episodio isolato, ma un linguaggio pronto a ospitare nuove interpretazioni.
Il Neo Frame Jumping Hour è una proposta che richiede qualche minuto di “metabolizzazione”, perché rompe gli schemi con cui molti identificano Audemars Piguet. Io lo leggo come un progetto doppio: da una parte una dichiarazione estetica (Streamline, rettangolo, guichet, nero profondo), dall’altra un investimento tecnico reale (Calibro 7122 e costruzione del frontale). Se Neo Frame sarà davvero il terreno creativo su cui AP costruirà varianti e complicazioni, questo debutto ha già centrato un punto: dimostrare che la Manifattura può essere riconoscibile anche quando non disegna un ottagono.
Scheda tecnica – Dati principali
| Marca | Audemars Piguet |
| Collezione | Neo Frame |
| Modello | Neo Frame Jumping Hour |
| Referenza | 15245OR.OO.A206VE.01 |
| Cassa | Oro rosa 18 carati, fondello in vetro zaffiro antiriflesso |
| Dimensioni | 47,1 mm ansa-ansa; 34 mm larghezza (senza corona); spessore 8,8 mm |
| Impermeabilità | 20 m |
| Quadrante | Vetro zaffiro con trattamento PVD nero; aperture micropallinate color oro rosa |
| Visualizzazione | Ore saltanti (ore 12) e minuti finali (ore 6) a finestrella |
| Lume | No |
| Movimento | Calibro 7122 automatico |
| Specifiche movimento | 4 Hz; riserva di carica 52 h; 43 rubini; 293 componenti; Ø 29,6 mm; spessore 4 mm |
| Cinturino | Pelle di vitello nera testurizzata integrata |
| Fibbia | Ardiglione AP in oro rosa 18 carati |
| Prezzo di listino | 65.400 € |
FAQ – Domande frequenti
Che cos’è la collezione Neo Frame di Audemars Piguet?
È una nuova linea introdotta nel 2026, costruita attorno a casse sagomate e display ad apertura. Il Neo Frame Jumping Hour è il primo modello della collezione.
Il Neo Frame Jumping Hour è un [RE]Master?
No. Ha affinità concettuali con l’idea di rilettura storica, ma appartiene a una collezione diversa. [RE]Master prosegue come progetto separato.
Perché questo modello è importante sul piano tecnico?
Introduce il Calibro 7122: è il primo movimento automatico di Audemars Piguet con ore saltanti, con scatto istantaneo e gestione dell’energia ottimizzata.
Come funziona la lettura “ore saltanti” e “minuti finali”?
L’ora compare in finestra e scatta al cambio dell’ora. I minuti sono mostrati su un disco dedicato in un’apertura separata: è una lettura rapida, a colpo d’occhio.
Perché il quadrante è in vetro zaffiro PVD nero?
Serve a creare un frontale “a lastra” molto pulito e profondo. La piastra del quadrante viene incollata al vetro e avvitata alla cassa, soluzione utile per mantenere l’impermeabilità a 20 m.
Quali sono dimensioni e impermeabilità?
Misura 47,1 mm ansa-ansa, 34 mm di larghezza (senza corona) e 8,8 mm di spessore. L’impermeabilità dichiarata è di 20 metri.
Il Neo Frame Jumping Hour è in edizione limitata?
No. È presentato come modello di collezione permanente e come base per l’evoluzione futura della linea Neo Frame.