Oris ProPilot Calibre 111: cassa da 43 mm, quadrante ridisegnato e prezzi da 5.900 euro
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicazione prevista:
Il nuovo Oris ProPilot Calibre 111 arriva con quadranti nero o verde pino, cassa in acciaio da 43 mm e calibro Oris 111 a carica manuale con riserva dichiarata di 240 ore. Le quattro referenze combinano due colori e due configurazioni: 01 111 7808 4164 07 6 20 19LC e 01 111 7808 4167 07 6 20 19LC con cinturino in Cordovan a 5.900 euro; 01 111 7808 4164 07 8 20 04LC e 01 111 7808 4167 07 8 20 04LC con bracciale in acciaio a 6.100 euro. La disponibilità è indicata da ottobre 2026.

Oris rinnova il ProPilot Calibre 111, uno dei modelli più rappresentativi della sua produzione meccanica, intervenendo sulle proporzioni della cassa e soprattutto sul design del quadrante. Il cambiamento è principalmente estetico: il movimento a carica manuale rimane quello già conosciuto, mentre l’orologio assume un aspetto più contemporaneo, senza rinunciare agli elementi che ne richiamano le origini aeronautiche. Una scelta che punta a far evolvere un progetto consolidato, piuttosto che a reinventarlo. Il nuovo modello è proposto con quadrante nero o verde pino e una cassa in acciaio da 43 mm, abbinata al movimento meccanico di manifattura Oris 111 a carica manuale, capace di offrire 10 giorni di riserva di carica (240 ore). Disponibile da ottobre 2026, viene proposto a 5.900 euro con cinturino in pelle Cordovan marrone scuro e a 6.100 euro con bracciale in acciaio.
Quello che considero più interessante di questo aggiornamento è la capacità di Oris di dare un’identità più matura a un progetto meccanico che conserva ancora oggi caratteristiche poco comuni. Il nuovo quadrante mi convince, ma restano due aspetti da valutare con attenzione: le dimensioni generose e un prezzo importante, a fronte di una meccanica sostanzialmente invariata. È un orologio che vedo rivolto soprattutto agli appassionati della carica manuale e delle soluzioni tecniche meno convenzionali, disposti a privilegiare il carattere del movimento rispetto alla praticità di un automatico.
Il nuovo volto del ProPilot nel 2026
Il primo cambiamento riguarda le proporzioni. Rispetto al precedente Big Crown ProPilot Calibre 111 da 44 mm, Oris ha ridotto il diametro della cassa di un millimetro, un intervento contenuto che non trasforma certo questo modello in un orologio compatto. La distanza tra le estremità delle anse è infatti di 51 mm, mentre lo spessore dichiarato raggiunge i 13,2 mm: misure che confermano una presenza importante al polso, soprattutto in senso longitudinale. Cambia anche la larghezza tra le anse, che passa dai precedenti 22 a 20 mm, modificando le proporzioni del cinturino rispetto alla cassa. Più che inseguire la tendenza degli orologi di piccolo diametro, Oris sembra aver cercato un equilibrio diverso, mantenendo quella struttura robusta che appartiene da sempre all’identità del ProPilot.
L’identità aeronautica del ProPilot rimane ben riconoscibile, soprattutto nella lunetta con scanalature inclinate, che richiama le turbine dei motori degli aerei, e nella grande corona a vite, pensata per offrire una presa agevole. Il disegno della cassa riprende il linguaggio stilistico introdotto con il recente ProPilot Date, con superfici dalle linee più essenziali e una maggiore attenzione alla continuità tra i diversi elementi. La costruzione prevede un vetro zaffiro bombato con trattamento antiriflesso interno e un fondello avvitato con oblò trasparente, anch’esso in zaffiro, al posto del vetro minerale indicato nella scheda della precedente generazione. L’impermeabilità rimane di 10 bar, equivalenti a 100 metri, un valore adeguato a un utilizzo quotidiano anche lontano dall’ambiente aeronautico. Nel complesso, trovo interessante che Oris abbia conservato i tratti più riconoscibili del modello, lavorando sulla loro integrazione anziché cercare una rottura stilistica.
Il quadrante cambia gerarchia
È osservando il quadrante che si comprende meglio la direzione intrapresa da Oris. Nelle due nuove varianti, nera e verde pino, la superficie non presenta più una finitura uniforme, ma si sviluppa attraverso lavorazioni differenti che danno profondità alla composizione. La parte centrale è caratterizzata da una spazzolatura verticale, mentre la texture più irregolare, già introdotta con il rinnovamento del ProPilot Date, rimane visibile lungo la periferia e nelle aree sottostanti. Questa sovrapposizione crea una distinzione più marcata tra le diverse indicazioni, alleggerendo visivamente un quadrante che deve comunque ospitare numerose informazioni. A mio avviso, è proprio qui che il nuovo ProPilot acquista maggiore personalità: conserva l’impostazione strumentale di un orologio da aviatore, ma la interpreta con un linguaggio meno tecnico nell’aspetto e più vicino a quello di un segnatempo contemporaneo. L’organizzazione delle indicazioni conserva l’impostazione asimmetrica caratteristica del Calibro 111, con i piccoli secondi a ore 9 e l’indicatore non lineare della riserva di carica a ore 3, riconoscibile per il settore rosso che segnala l’avvicinarsi dell’esaurimento dell’energia. Cambia invece la posizione del datario, che dalla precedente collocazione a ore 9 si sposta nella parte inferiore del quadrante, in prossimità delle ore 6, lasciando maggiore autonomia visiva al contatore dei secondi.
Le cifre arabe applicate e le lancette con materiale luminescente Super-LumiNova mantengono il riferimento agli strumenti di bordo, mentre la disposizione delle complicazioni conferisce al modello una personalità ben distinta da quella di un classico tre sfere. Il risultato mi sembra più ordinato rispetto alla generazione precedente, anche se la presenza di numerose indicazioni richiede inevitabilmente qualche compromesso sul piano della pulizia grafica. Il ProPilot Calibre 111 si allontana così dall’impostazione più tradizionale degli orologi da pilota, generalmente caratterizzati da quadranti essenziali e progettati per privilegiare la lettura immediata dell’ora. Oris sceglie invece di mantenere un legame con l’aviazione attraverso il linguaggio della cassa, lasciando che il quadrante racconti soprattutto la complessità del movimento. Non siamo quindi di fronte a uno strumento che cerca di riprodurre fedelmente gli orologi aeronautici del passato, ma a un segnatempo che utilizza quell’identità come punto di partenza per esprimere una propria personalità. È un’impostazione che trovo coerente con la filosofia della collezione, anche perché permette al Calibro 111 di diventare protagonista non soltanto per le sue caratteristiche tecniche, ma anche per il modo in cui queste vengono rappresentate sul quadrante.
Dieci giorni da caricare a mano
Per comprendere il valore del Calibro 111 bisogna tornare al 2014, quando Oris celebrò il suo 110° anniversario presentando il Calibro 110, il primo movimento meccanico sviluppato internamente dopo circa 35 anni. Fu un passaggio importante per la manifattura svizzera, che tornava a investire nella progettazione di calibri proprietari dopo un lungo periodo caratterizzato dall’impiego di movimenti di fornitura esterna. Nel 2015 arrivò il Calibro 111, che riprendeva l’architettura del predecessore aggiungendo la funzione di calendario e introducendo un processo produttivo più industrializzato, realizzato in collaborazione con aziende svizzere specializzate. Il movimento che ritroviamo nel nuovo ProPilot appartiene dunque a un progetto ormai consolidato, la cui particolarità non risiede soltanto nell’autonomia, ma soprattutto nella soluzione tecnica adottata per ottenerla.
La riserva di carica di 240 ore è ottenuta attraverso un unico bariletto, al cui interno trova posto una molla motrice lunga circa 1,8 metri, una soluzione già introdotta con il Calibro 110. Ma c’è un altro dettaglio che considero particolarmente interessante: l’indicatore non lineare posizionato a ore 3. A differenza di una scala tradizionale, nella quale gli intervalli sono distribuiti uniformemente, quella sviluppata da Oris offre una lettura più dettagliata dell’energia residua quando la riserva si avvicina all’esaurimento. È proprio in questa fase, segnalata anche dal settore rosso, che sapere quanto tempo rimane prima di dover intervenire sulla corona diventa più utile.
Non bisogna però confondere questa soluzione con un miglioramento della precisione cronometrica: l’indicatore permette di interpretare meglio l’autonomia disponibile, ma non garantisce di per sé una maggiore regolarità di marcia. Una distinzione importante per comprendere il valore tecnico del Calibro 111, senza attribuirgli caratteristiche che Oris non dichiara. Nell’utilizzo quotidiano, la lunga autonomia del Calibro 111 presenta un vantaggio evidente: permette di lasciare l’orologio fermo per diversi giorni senza dover necessariamente regolare nuovamente ora e calendario. È una caratteristica che apprezzo soprattutto pensando a chi possiede più segnatempo e ama alternarli. La carica manuale richiede però un approccio diverso rispetto a un movimento automatico: quando l’energia si esaurisce, bisogna intervenire sulla corona e dedicare il tempo necessario a ricaricare una molla di dimensioni importanti. Non è necessariamente un difetto, perché per molti appassionati questo gesto rappresenta parte del piacere di possedere un orologio meccanico. Resta però un aspetto da considerare prima dell’acquisto. A mio avviso, il Calibro 111 ha senso soprattutto per chi cerca un rapporto più consapevole con la meccanica e considera la ricarica periodica un piccolo rituale, anziché una scomodità da evitare.
Il prezzo della meccanica
Un altro aspetto che merita attenzione riguarda la scelta tra cinturino e bracciale, due configurazioni che contribuiscono a definire il carattere. La pelle Cordovan marrone scuro introduce un contrasto più caldo con la cassa in acciaio e si accompagna a un sistema di regolazione continua, integrato nella chiusura pieghevole LIFT, che permette di adattare la vestibilità senza ricorrere ai tradizionali fori del cinturino. Il bracciale in acciaio, anch’esso dotato di chiusura LIFT, accentua invece l’impostazione sportiva del modello. Considerando che la differenza di listino tra le due versioni è di appena 200 euro, personalmente trovo più interessante la configurazione con bracciale, anche per la possibilità di sostituirlo successivamente con un cinturino. La variante in Cordovan conserva però un fascino particolare, soprattutto per chi preferisce valorizzare il lato più elegante del nuovo quadrante.
Per capire meglio il posizionamento del nuovo Calibre 111, trovo utile confrontarlo con il ProPilot Date presentato nel 2025, dal quale riprende buona parte del linguaggio stilistico. Quest’ultimo rappresenta l’interpretazione più pratica e accessibile della collezione, con una cassa da 41 mm, uno spessore di 11,7 mm e il Calibro 733-1, movimento automatico basato sul Sellita SW200 con 41 ore di autonomia. Anche il prezzo racconta due filosofie differenti: il ProPilot Date parte da 1.950 euro e raggiunge i 2.150 euro con bracciale, collocandosi in una fascia decisamente inferiore. La distanza economica non si spiega quindi soltanto attraverso le finiture o le complicazioni aggiuntive, ma riflette soprattutto la diversa concezione meccanica dei due modelli. Personalmente, considero il ProPilot Date la scelta più razionale per chi cerca un orologio sportivo da indossare quotidianamente, mentre il Calibre 111 si rivolge a un pubblico più specifico, interessato a un movimento sviluppato da Oris e a un’esperienza d’uso meno convenzionale. Due interpretazioni della stessa identità estetica, ma con priorità e destinatari molto diversi.
| Aspetto | ProPilot Date 2025 | ProPilot Calibre 111 |
|---|---|---|
| Movimento | Calibro 733-1 automatico, base Sellita SW200 | Calibro 111 Oris a carica manuale |
| Misure principali | 41 mm; spessore 11,7 mm | 43 mm; spessore 13,2 mm |
| Riserva di carica | 41 ore | 240 ore |
| Scelta e compromesso | Automatico più pratico; autonomia inferiore | Lunga autonomia; ricarica manuale e cassa più grande |
| Prezzi di listino | 1.950 euro su cinturino; 2.150 euro su bracciale | 5.900 euro su cinturino; 6.100 euro su bracciale |
Questo ProPilot Calibre 111 non rappresenta una rivoluzione, e credo sia giusto sottolinearlo. Oris ha scelto di perfezionare un progetto già consolidato, rendendolo esteticamente più attuale senza intervenire sulla sua architettura meccanica. Una decisione che apprezzo, perché dimostra la volontà di valorizzare ciò che rende questo orologio riconoscibile, anziché inseguire necessariamente qualcosa di nuovo. Rimangono però alcune considerazioni: a questo livello di prezzo avrei trovato interessante anche un’evoluzione tecnica, mentre le proporzioni della cassa meritano una verifica al polso prima di esprimere un giudizio definitivo sulla vestibilità. Il vero punto di forza del roPilot Calibre 111, secondo me, resta la sua capacità di distinguersi in un mercato dove molte proposte finiscono per somigliarsi. Non è un orologio pensato per soddisfare tutti, e probabilmente è proprio questa la sua qualità più interessante: offre un’identità precisa, una meccanica particolare e un’esperienza di utilizzo che richiede una scelta consapevole.
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Scheda tecnica
| Referenze | Nero: 01 111 7808 4164 07 6 20 19LC (cinturino), 01 111 7808 4164 07 8 20 04LC (bracciale). Verde: 01 111 7808 4167 07 6 20 19LC (cinturino), 01 111 7808 4167 07 8 20 04LC (bracciale). |
| Cassa | Acciaio inossidabile in più parti; corona a vite |
| Diametro | 43 mm |
| Spessore | 13,2 mm |
| Lug to lug | 51 mm |
| Larghezza anse | 20 mm |
| Vetro e fondello | Zaffiro bombato con antiriflesso interno; fondello avvitato con oblò in zaffiro |
| Movimento | Oris Calibro 111, sviluppato in-house |
| Carica e autonomia | Manuale; 240 ore (10 giorni) |
| Funzioni | Ore e minuti centrali, piccoli secondi, riserva di carica non lineare, datario |
| Quadranti | Nero o verde pino; finitura centrale spazzolata verticale e texture periferica; Super-LumiNova su indici e lancette |
| Impermeabilità | 10 bar (100 m) |
| Cinturino e chiusura | Pelle Cordovan marrone scuro con regolazione continua e LIFT, oppure bracciale in acciaio con LIFT |
| Prezzi e disponibilità | 5.900 euro con Cordovan; 6.100 euro con bracciale; ottobre 2026 |







