Ai Geneva Watch Days 2026 Zenith ha fatto una cosa che nella sua storia recente non aveva mai fatto: mettere in commercio un Chronomaster senza cronografo. È un’operazione che tocca l’identità stessa della collezione e che apre la famiglia a un pubblico diverso, quello che cerca un solo tempo da usare ogni giorno. Abbiamo provato al polso tutte e quattro le referenze in fiera.
Zenith Chronomaster Solo Sport: 200 metri e alta frequenza in 40 mm di acciaio
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Lo Zenith Chronomaster Solo Sport è il primo tre lancette della collezione Chronomaster. Cassa in acciaio da 40 mm, lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica, quadrante in ceramica con motivo ad alta frequenza e calibro di manifattura El Primero 3620 a 5 Hz. Quattro referenze, di cui tre con datario a 10.500 euro e una senza data a 9.500 euro. L’elemento che lo distingue dal resto della famiglia sono i 200 metri di impermeabilità, il doppio del cronografo da cui deriva.
Ho provato direttamente tutte e quattro le referenze ai Geneva Watch Days 2026. Le valutazioni su vestibilità, finiture, comportamento della lunetta e della corona, resa del quadrante e luminescenza derivano dall’osservazione diretta dell’orologio. Diametro, impermeabilità, caratteristiche del calibro e dati sulla fibbia sono invece dichiarati da Zenith. Non ho effettuato misurazioni strumentali né test di precisione, di tenuta in acqua o di durata del lume: i valori di spessore e distanza tra le anse sono indicati come approssimativi e non compaiono nella documentazione ufficiale della Maison.
Togliere il cronografo a un Chronomaster è un’operazione che, sulla carta, suona quasi contraddittoria. È la collezione che porta il cronografo nel nome e che dal 1969 è cresciuta attorno a El Primero, il primo calibro cronografico automatico integrato ad alta frequenza. Zenith ha deciso comunque di provarci, e ai Geneva Watch Days 2026 ho scelto di arrivare al tavolo senza aver letto una riga del comunicato: volevo capire che effetto facesse un Chronomaster a tre lancette prima che qualcuno me lo spiegasse.
| Modello | Zenith Chronomaster Solo Sport |
| Referenza | 03.5000.3620/21.M5000 (nero senza data) |
| Materiale cassa | Acciaio |
| Funzione principale | Solo tempo con secondi centrali, senza datario |
| Disponibilità | Collezione permanente, dal 2 settembre 2026 |
| Prezzo | 9.500 € (senza data) · 10.500 € (con data) |
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Il risultato si chiama Chronomaster Solo Sport e arriva in quattro referenze: tre con datario, in bianco, nero e marrone, più una versione nera priva di data. Le ho avute tutte davanti, provandole al polso una dopo l’altra, e la domanda che mi porto dietro da quella sessione è semplice: quando elimini la funzione che ha reso celebre un movimento, resta abbastanza per giustificare l’operazione? Zenith sostiene di sì, perché l’identità di El Primero starebbe nella cadenza dell’alta frequenza più che nella misurazione dei tempi parziali. È una tesi che si verifica al polso, non sulla scheda tecnica.
Un Chronomaster che cambia registro
La cassa in acciaio da 40 mm è il punto di partenza di tutto. Senza pulsanti ai lati, il profilo si semplifica e la lettura dell’insieme diventa più immediata, ma il carattere resta quello di un orologio costruito per essere usato: corona a vite incorniciata da protezioni pronunciate, lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica, impermeabilità dichiarata a 20 ATM. Il dato merita attenzione, perché il Chronomaster Sport da cui questo modello discende si ferma a 10 ATM. Il tre lancette, paradossalmente, è la versione tecnicamente più robusta della collezione.
La lunetta è uno degli elementi che mi ha convinto di più in fase di manipolazione. La graduazione copre l’intero arco dei sessanta minuti, com’è corretto che sia su un orologio con questa impermeabilità, e non la scala ridotta al decimo di secondo che caratterizza il cronografo della collezione: è una scelta coerente, non un compromesso. Gli scatti sono netti, privi di gioco laterale, con una resistenza calibrata. La ceramica dell’inserto, poi, restituisce una percezione di qualità immediata già a occhio, prima ancora di toccarla.
La corona segue la stessa logica. È protetta da fianchi robusti, come ci si aspetta da un segnatempo con questa vocazione, e nonostante questo resta perfettamente manovrabile: la zigrinatura offre una presa sicura e l’avvitamento è progressivo, senza impuntamenti. È una combinazione che sui diver non è affatto scontata, perché protezioni troppo invadenti finiscono spesso per rendere scomoda l’operazione più banale.
Il quadrante è però la vera novità di questo progetto, e dal vivo funziona meglio di quanto lascino intuire le immagini di lancio. La superficie è in ceramica e ospita un motivo a Z inclinato di 45° che si ripete su tutta l’area utile: nelle fotografie ufficiali sembra una texture uniforme, al polso è una trama fitta, quasi tessile, che cambia sensibilmente inclinando il segnatempo. Sul nero lucido l’effetto è più marcato, perché il gioco tra le zone che restituiscono luce e quelle che la assorbono crea un movimento continuo. La stessa Z torna sul contrappeso della lancetta dei secondi, mentre lungo il perimetro corre una minuteria a “denti di squalo” ripresa da riferimenti storici del marchio.
Sopra le sei compare l’indicazione “36’000 VpH – High Frequency”, e qui si nasconde una differenza: sulle tre referenze con datario la scritta è rossa, sulla versione senza data è bianca. Cambia poco in termini funzionali, molto in termini di equilibrio visivo, perché il no-date risulta più compatto cromaticamente. Indici applicati sfaccettati e lancette rivestite di Super-LumiNova SLN C1 completano il quadro. Sul lume ho fatto una prova diretta durante la sessione: la resa è ottima, con indici e lancette che si accendono in modo uniforme e senza zone deboli.
Le tre configurazioni con datario giocano su registri diversi. La bianca, con finitura soleil sotto la trama, è la più luminosa e quella che si allontana maggiormente dall’immaginario sportivo; la marrone, abbinata a lunetta dello stesso colore e a lancette e indici dorati, è la più ricercata e probabilmente la più divisiva; la nera lucida resta la scelta più neutra. In tutte, la finestrella a ore 3 è integrata con attenzione: non spezza la trama, non obbliga a sacrificare un indice in modo goffo, e la cornice segue il disegno del quadrante invece di sovrapporsi. È uno dei datari meglio risolti che abbia visto di recente su un tre lancette sportivo.
Detto questo, la referenza che terrei per me è quella senza data. Non per un difetto delle altre, ma perché su un quadrante costruito interamente attorno a un motivo ripetuto la simmetria completa vale più della comodità dell’indicazione. Il nero senza datario è anche la versione con la scala cromatica più coerente, ed è quella che ho indossato più a lungo durante la prova. Zenith la descrive come la variante destinata ai puristi: definizione un po’ facile, ma in questo caso corrisponde al risultato.
Come si comporta al polso
Con un polso da 17,5 cm il Solo Sport si posiziona senza incertezze. Il merito non è solo del diametro, che resta nella misura più equilibrata per un orologio sportivo contemporaneo, ma soprattutto del disegno delle anse: scendono in modo deciso verso il bracciale e abbracciano la curvatura del polso invece di proiettarsi verso l’esterno. Lo sviluppo tra le due estremità si aggira attorno ai 46 mm, mentre lo spessore complessivo si attesta intorno ai 13 mm, con la sola cassa che resta sotto i dodici prima del contributo del vetro. Sono valori che al polso si traducono in un appoggio stabile, senza quella sensazione di piattaforma sospesa che affligge diversi segnatempo di analoga impermeabilità.
La conseguenza pratica è una versatilità superiore a quella che il profilo tecnico lascerebbe prevedere. Con una lunetta girevole, una corona protetta e la tenuta all’acqua di un vero diver ci si aspetterebbe un ingombro difficile da gestire sotto una camicia; nella pratica il segnatempo passa sotto il polsino senza forzature, come mostrano gli scatti realizzati durante la prova. È probabilmente il punto in cui l’espressione “né apertamente sportivo né rigorosamente elegante” usata da Zenith trova riscontro concreto, e non resta una formula da comunicato.
Il bracciale a tre maglie in acciaio chiude su una fibbia déployante ZENCLASP, introdotta da Zenith nel corso del 2026 e ora adottata su tutta questa serie. La caratteristica che conta è il sistema di microregolazione integrato: sollevando un coperchio secondario si modifica la lunghezza con incrementi di 2,5 mm su un’escursione complessiva di 10 mm, senza attrezzi e senza togliere l’orologio. Sulla carta è un dettaglio minore, nella realtà è la differenza tra un bracciale che va bene la mattina e uno che continua ad andare bene a fine giornata, quando il polso si è dilatato.
L’aspetto che mi ha colpito di più, però, è il compromesso che questa chiusura riesce a tenere: l’apertura è immediata, quasi immediata al primo tentativo, e allo stesso tempo la sicurezza percepita resta notevole grazie al sistema di bloccaggio integrato. È una combinazione che colloca la fibbia su un piano diverso rispetto a quanto si trova abitualmente in questa fascia, dove di solito si sceglie tra facilità d’uso e tenuta. Zenith dichiara 41 componenti per il solo dispositivo e tre anni di sviluppo, con test di durabilità equivalenti a oltre dieci anni di utilizzo: numeri che restano dichiarazioni del produttore e che una sessione di prova non può confermare, ma che trovano un riscontro coerente nella sensazione di solidità del meccanismo.
El Primero senza cronografo: ha senso?
Il calibro è l’El Primero 3620, derivato dall’architettura del 3600 che equipaggia i cronografi della collezione. Conserva l’organo regolatore a 5 Hz, pari a 36.000 alternanze/ora, e aggiunge scappamento in silicio, meccanismo di arresto dei secondi e carica bidirezionale, con una riserva dichiarata di 60 ore e una massa oscillante traforata a forma di stella.
Il fondello è uno dei dettagli che raccontano meglio l’ambizione del progetto. Su un orologio con questa tenuta all’acqua sarebbe stato più semplice ricorrere a un fondo chiuso e avvitato; Zenith ha scelto invece un vetro zaffiro fissato da quattro viti, soluzione che richiede una tenuta più curata e che dice qualcosa sul livello costruttivo. Il risultato è che la meccanica resta visibile, e vale la pena guardarla: la struttura del rotore, la lavorazione delle superfici alternate tra satinature e grane, la pulizia dei bordi. Da questo lato Zenith continua a stare tra i costruttori più solidi in circolazione, e non è un giudizio di circostanza.
La domanda vera, però, è cosa si compra quando si acquista alta frequenza senza cronografo. Si compra una lancetta dei secondi che scorre con una fluidità che a 4 Hz non si ottiene, un potenziale di stabilità cronometrica superiore e, soprattutto, l’accesso al calibro di manifattura più identitario del marchio alla soglia più bassa della collezione. Si rinuncia invece a una funzione che, va detto, sui cronografi Zenith è ancora quella che giustifica gran parte del prezzo. Il compromesso più concreto riguarda l’autonomia: sessanta ore sono un valore corretto, non generoso, e chi alterna più orologi durante la settimana dovrà mettere in conto una ricarica. È il prezzo fisiologico dell’alta frequenza, non una svista progettuale.
Prezzo e giudizio finale
In Italia le tre referenze con datario sono proposte a 10.500 euro, mentre la versione nera senza data si ferma a 9.500 euro. La disponibilità è immediata, con debutto fissato al 2 settembre 2026 tra boutique, canale online e rivenditori autorizzati. Il posizionamento colloca questa serie sul gradino d’ingresso della collezione Chronomaster, e quel differenziale di mille euro tra le due configurazioni non è un dettaglio: è una delle poche occasioni in cui rinunciare al datario produce un vantaggio economico tangibile invece di un semplice esercizio di stile.
A questa cifra il territorio è quello presidiato dai grandi riferimenti dell’orologeria sportiva in acciaio, il Submariner in testa. Il Solo Sport non prova a batterli sul loro terreno, che è quello della liquidità sul mercato dell’usato, e sceglie di rispondere su un altro piano: un calibro di manifattura ad alta frequenza, ceramica su quadrante e lunetta, una microregolazione realmente utile e la reperibilità immediata presso i rivenditori. Chi acquista pensando alla rivendita sa già dove guardare; chi compra per l’orologio in sé trova qui più contenuto tecnico di quanto la cifra lasci prevedere.
Ai Geneva Watch Days sono arrivato a questo tavolo senza aspettative precise e me ne sono andato convinto. Ampliare una collezione tanto identitaria è un esercizio in cui è facile produrre una variante superflua, e invece qui si riconosce uno studio serio: il progetto aggiunge alla famiglia Chronomaster qualcosa che effettivamente mancava, un segnatempo da usare tutti i giorni senza rinunciare al calibro che definisce il marchio. Il rapporto tra ciò che offre e ciò che chiede è tra i più solidi visti quest’anno in questa fascia.
Mi ha convinto soprattutto la coerenza dell’insieme: la qualità degli organi di comando, la percezione che restituisce la ceramica, una vestibilità che non impone compromessi e una meccanica che merita di essere guardata. Mi convince meno l’autonomia, adeguata ma non competitiva rispetto ad alcuni concorrenti diretti. Se dovessi sceglierne uno prenderei la versione senza datario, per una questione di equilibrio del quadrante prima ancora che di prezzo, pur riconoscendo che l’indicazione della data è integrata meglio di quanto accada di solito. È l’orologio giusto per chi cerca un solo tempo sportivo che regga anche sotto il polsino di una camicia; lo è meno per chi punta soprattutto alla tenuta del valore nel tempo o ha bisogno di una riserva di carica lunga.
Chronomaster Solo Sport e Chronomaster Sport a confronto
| Chronomaster Solo Sport | Chronomaster Sport | |
|---|---|---|
| Differenza principale | Tre lancette, con o senza data | Cronografo con lettura al 1/10 di secondo |
| Cassa | 40 mm | 40 mm |
| Movimento | El Primero 3620, 5 Hz, 60 ore | El Primero 3600, 5 Hz, 60 ore |
| Impermeabilità | 20 ATM | 10 ATM |
| Lunetta | Girevole unidirezionale, scala 60 minuti | Fissa, scala 1/10 di secondo |
| Vantaggio | Più versatile ogni giorno, più resistente all’acqua, listino inferiore | Funzione cronografica e identità storica della collezione |
| Compromesso | Rinuncia al cronografo, argomento centrale del marchio | Tenuta all’acqua inferiore al tre lancette che ne deriva |
| Per chi | Chi cerca alta frequenza in un solo tempo da usare ogni giorno | Chi vuole il cronografo El Primero nella sua forma più riconoscibile |
Scheda tecnica e dati principali
| Referenza in prova | 03.5000.3620/21.M5000 (nero senza data) |
| Altre referenze | 03.5000.3620/69.M5000 bianco · 03.5000.3620/22.M5000 nero · 03.5001.3620/72.M5000 marrone, tutte con data |
| Cassa | Acciaio inossidabile, 40 mm |
| Dimensioni indicative | Spessore circa 13 mm, anse circa 46 mm (valori non dichiarati da Zenith) |
| Lunetta | Girevole unidirezionale, inserto in ceramica graduato su 60 minuti |
| Corona e fondello | Corona a vite con protezioni; fondello in vetro zaffiro fissato da quattro viti |
| Impermeabilità | 20 ATM (200 metri) |
| Quadrante | Ceramica nera lucida, motivo a Z a 45°, minuteria a “denti di squalo”. Altre versioni in ceramica bianca soleil o marrone lucida |
| Indici e lancette | Applicati e sfaccettati, Super-LumiNova SLN C1 |
| Movimento | El Primero 3620, automatico di manifattura |
| Frequenza | 36.000 A/ora (5 Hz) |
| Riserva di carica | 60 ore |
| Dotazione tecnica | Scappamento in silicio, arresto dei secondi, carica bidirezionale, massa oscillante traforata a forma di stella |
| Funzioni | Ore, minuti e secondi al centro. Data a ore 3 sulle versioni con datario |
| Bracciale | Acciaio a tre maglie, fibbia déployante ZENCLASP con microregolazione da 2,5 mm su 10 mm |
| Prezzo | 9.500 € / 8.900 CHF senza data · 10.500 € / 9.900 CHF con data |
FAQ – Domande frequenti
Che differenza c’è tra Chronomaster Solo Sport e Chronomaster Sport?
Il Chronomaster Sport è un cronografo da 40 mm con calibro El Primero 3600 e 10 ATM di impermeabilità. Il Solo Sport è un tre lancette da 40 mm con calibro 3620, lunetta girevole e 20 ATM. Rinuncia alla funzione cronografica ma è più resistente all’acqua e costa meno.
Quanto è spesso il Chronomaster Solo Sport?
Zenith non indica lo spessore nella documentazione ufficiale. Il valore complessivo si aggira attorno ai 13 mm, con la sola cassa sotto i dodici millimetri prima del contributo del vetro. Su un orologio con lunetta girevole e 200 metri è una misura contenuta.
Va bene su un polso piccolo?
Sul mio polso da 17,5 cm si appoggia in modo stabile e la conformazione delle anse aiuta molto. Il diametro contenuto lo rende compatibile anche con polsi più sottili, ma su circonferenze molto ridotte resta consigliabile una prova diretta in boutique.
Il calibro El Primero 3620 è affidabile?
È un movimento già in produzione da tempo, utilizzato su Defy Skyline, Defy Extreme Diver e sulla collezione Pilot. Deriva dall’architettura del 3600 e adotta uno scappamento in silicio, materiale che riduce l’attrito e l’influenza dei campi magnetici.
Perché la riserva di carica è di 60 ore?
Un organo regolatore che opera a 5 Hz consuma più energia di uno a 4 Hz, riducendo l’autonomia a parità di bariletto. È una conseguenza diretta dell’alta frequenza, non un limite progettuale.
Quanto costa e dove si trova?
Le tre referenze con datario costano 10.500 euro, la versione nera senza data 9.500 euro. La commercializzazione è iniziata il 2 settembre 2026 presso boutique Zenith, canale online e rivenditori autorizzati.









