Da un anno chi segue Rolex aspettava questo annuncio: un marchio registrato e un brevetto pubblicato avevano lasciato intendere che a Ginevra si lavorasse al ritorno del calendario completo. Il Perpetual Padellone conferma quella traiettoria e la porta oltre, mettendo dentro un orologio da vestire la tecnologia di scappamento più recente della manifattura. Per il lettore italiano c’è un motivo in più di interesse: il nome, per una volta, è nostro.
Perpetual Padellone 53505 e 53506: calendario completo annuale, calibro 7190 e disco lunare in smalto e meteorite
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Rolex Perpetual Padellone, tre referenze (53505-0002 e 53505-0003 in oro Everose 18 ct, 53506-0002 in platino 950), cassa da 39 mm, calibro di manifattura 7190 a 5 hertz con scappamento Dynapulse, calendario completo annuale a salto istantaneo con sistema Haplos e fasi lunari su disco in smalto blu con lune in meteorite. Collezione permanente, prezzi indicativi da circa 53.000 a circa 65.500 euro.

Rolex ha presentato il 15 settembre il Perpetual Padellone, un orologio con calendario completo annuale a salto istantaneo e indicazione delle fasi lunari, annunciato lontano dal calendario fieristico che scandisce da sempre le novità della manifattura. Tre referenze, un movimento inedito e riservato a questo solo modello, il calibro 7190, e un nome che Ginevra non aveva mai usato ufficialmente: Padellone è il soprannome che i collezionisti italiani avevano cucito addosso alla Ref. 8171 di fine anni Quaranta, e che ora compare in un comunicato stampa. Il dettaglio non è folkloristico. Con questo modello Rolex torna al calendario completo con fasi lunari, una configurazione che aveva abbandonato nel 1953 e che da allora non aveva più ripreso.
| Nome modello | Rolex Perpetual Padellone |
| Referenza / Edizione | 53505-0002 · 53505-0003 · 53506-0002 |
| Materiale cassa | Oro Everose 18 ct o platino 950 |
| Complicazione principale | Calendario completo annuale a salto istantaneo (sistema Haplos) con fasi lunari |
| Edizione / Disponibilità | Collezione permanente |
| Prezzo | circa 53.000 € (Everose, pelle) · circa 59.500 € (platino, pelle) · circa 65.500 € (Everose, Settimo) — prezzi indicativi |
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Il segnale era arrivato un anno prima
Nel settembre del 2025 Rolex ha depositato come marchio la parola “Padellone”. Il gesto ha un peso preciso: la manifattura non registra i soprannomi nati nelle comunità di collezionisti, e in un secolo di storia non lo aveva quasi mai fatto. Un mese dopo, il 16 ottobre, viene resa pubblica una domanda di brevetto che descrive un meccanismo di calendario con le finestrelle del giorno e del mese affiancate sotto le ore 12 e la data affidata a una lancetta centrale, con la possibilità di aggiungere un’indicazione delle fasi lunari. È la pianta del quadrante che vediamo oggi. Chi in quelle settimane leggeva i documenti invece delle indiscrezioni aveva già la risposta in mano, e sbagliava soltanto la data dell’annuncio.
Per capire perché conti, bisogna sapere che cosa fosse la Ref. 8171. Presentata nel 1949, misurava 38 mm di diametro e circa 47 da ansa ad ansa, dimensioni che all’epoca sconfinavano nel bizzarro e le valsero il soprannome che oggi Rolex ha adottato. Sul quadrante portava giorno, data, mese e fasi lunari; sotto, un movimento automatico certificato cronometro. Era l’orologio più complicato che il Marchio avesse mai costruito, e lo è rimasto per il resto del Novecento. Aveva anche una stranezza che nessuno ha mai spiegato del tutto: la cassa non era impermeabile, chiusa da un fondello a pressione, proprio mentre l’Oyster era già il fondamento dell’identità Rolex. La produzione si fermò nel 1953, insieme a quella della Ref. 6062 — l’unica altra referenza del Marchio con triplo calendario e fasi lunari, questa sì racchiusa in una cassa Oyster da 36 mm — e le stime dei ricercatori parlano di poco più di mille esemplari complessivi per la 8171. Nello stesso anno arrivavano il Submariner e l’Explorer. Rolex scelse la strada degli orologi professionali e chiuse la porta alle complicazioni, lasciando dietro di sé due referenze che i collezionisti avrebbero trasformato in leggenda: un esemplare in oro della 6062 è stato battuto all’asta nel 2025 per circa 6,2 milioni di dollari, cifra che lo colloca ai vertici assoluti della classifica dei Rolex più pagati.
Il ritorno passa da una porta aperta tre anni fa. Quando nel 2023 debutta il Perpetual 1908, la lettura corrente è che Rolex stia sostituendo la collezione Cellini con un orologio elegante e sottile. A distanza di tempo quella lettura appare incompleta. Il 1908 inaugura la famiglia di calibri 71XX, movimenti che la manifattura dichiara più piatti della maggior parte dei propri, e soprattutto è l’unico Rolex di produzione corrente a mostrare il movimento attraverso un fondello in zaffiro: una scelta che ha senso solo se c’è qualcosa da far vedere, oggi o più avanti. Il 7140 del 1908 e il 7135 comparso nel 2025 sul Land-Dweller sono i due precedenti diretti del 7190. Nel catalogo attuale della Corona non esistono tourbillon, calendari perpetui né suonerie, e l’unica complicazione in listino da oltre settant’anni era il calendario annuale dello Sky-Dweller, arrivato nel 2012. Il Padellone è il secondo modello a entrare nella collezione Perpetual, ed è la prima volta che quella piattaforma viene usata per ciò che sembra sia stata concepita.
Trentanove millimetri e un impegno diverso
La cassa misura 39 mm di diametro per 12,20 mm di spessore, con anse distanziate di 20 mm. Il primo numero è lo stesso del Perpetual 1908, il secondo no: si passa da 9,50 a 12,20 mm, quasi tre millimetri in più a parità di larghezza. È il costo fisico della complicazione, e Rolex ha scelto di pagarlo in altezza pur di non toccare le proporzioni del quadrante. Il confronto con la Ref. 8171 è meno scontato di quanto sembri: l’orologio del 1949 aveva un diametro inferiore ma un ingombro tra le anse più lungo di circa due millimetri, quindi il Padellone del 2026 è più largo e insieme più corto sul polso. Il resto è linguaggio della collezione Perpetual. Lunetta bombata nella parte superiore e finemente scanalata in quella inferiore, superfici tutte lucide, anse con gli spigoli superiori leggermente smussati, vetro zaffiro bombato con doppio trattamento antiriflesso, corona a pressione, fondello a vite in zaffiro anch’esso trattato contro i riflessi e bordato da scanalature sottili. L’impermeabilità si ferma a 50 metri, dato coerente con un orologio pensato per la giacca e non per l’acqua, e in ogni caso una promessa che la 8171, con il suo fondello a pressione, non poteva fare. Le casse sono due: oro Everose 18 ct, che entra qui per la prima volta nella collezione, e platino 950.
Sui fianchi della carrure compaiono quattro pulsanti a filo, uno per ciascuna indicazione: il mese a ore 2, la data a ore 4, le fasi lunari a ore 8, il giorno della settimana a ore 10. Si azionano con uno stilo di correzione, come vuole la tradizione del calendario completo, ed è la soluzione che ha diviso di più chi ha visto l’orologio: molti calendari annuali contemporanei concentrano tutte le regolazioni sulla corona, e lo Sky-Dweller lo fa da quattordici anni attraverso la lunetta Ring Command, evitando al proprietario ogni contatto con la cassa. La scelta di Rolex è dichiaratamente un richiamo alla Ref. 8171. I pulsanti possono essere premuti in qualsiasi ordine e in qualunque momento del giorno senza che l’integrità del movimento ne risenta, il che elimina il vincolo più fastidioso dei calendari tradizionali, dove esistono finestre orarie proibite e sequenze sbagliate capaci di danneggiare il meccanismo. È un baratto esplicito: si rinuncia all’eleganza d’uso di una regolazione centralizzata e si guadagna un margine d’errore che nella pratica quotidiana vale probabilmente di più.
Il quadrante è il punto in cui la citazione si fa selettiva. L’impianto viene da lontano: due finestrelle affiancate sotto le ore 12 per il giorno della settimana e il mese, entrambi in inglese, e una scala del calendario che corre lungo il bordo, letta da una lancetta centrale con la punta a mezzaluna. La superficie ha una finitura grainé opaca al centro e una satinatura fine lungo la fascia rialzata che ospita i numeri, due trattamenti diversi che si incontrano su un gradino appena percettibile. I numeri 3 e 9 sono applicati, gli altri riferimenti sono indici sfaccettati, in oro rosa sulle versioni Everose e in oro bianco su quella in platino, dove il quadrante passa dal bianco intenso al blu ghiaccio. Sulla Ref. 8171 le cifre del datario periferico erano blu; qui sono nere, e il blu si sposta interamente sulla lancetta della data, rivestita con tecnica PVD. Rolex prende la pianta del quadrante storico e ne riscrive il codice cromatico, concentrando in un solo elemento mobile quello che nell’originale era una cornice fissa. La struttura è la citazione, il colore è la firma.
Due lune, nessuna maschera
A ore 6 c’è l’elemento che più di ogni altro attira lo sguardo, e che quasi nessuno sta raccontando per quello che è. Il disco in smalto blu è interamente a vista e compie una rotazione completa nell’arco di un mese lunare, pari a 29,53 giorni. Porta due astri realizzati in meteorite, la Luna piena in tonalità argentea e la Luna nuova impreziosita da un trattamento PVD blu scuro, entrambi con un volto riprodotto mediante tampografia, e un cielo di stelle ottenute con la stessa tecnica. Nel corso del ciclo le due lune si posizionano alternativamente davanti a un indicatore di forma triangolare collocato sopra il disco. Questo cambia la natura stessa dell’indicazione: la fase visualizzata non nasce dall’oscuramento parziale di un’immagine della Luna, come accade nella stragrande maggioranza degli orologi con questa funzione, dove una maschera fissa copre progressivamente un disco che scorre sotto. Qui il tempo trascorso tra una Luna nuova e l’altra è raccontato dal movimento continuo di due rappresentazioni contrapposte. È, a rigore, un indicatore del ciclo lunare più che una fase lunare, e la sua discendenza non è la Ref. 8171 ma il Cellini Moonphase del 2017, che aveva introdotto lo stesso principio in casa Rolex.
Il volto è la parte più dichiaratamente sentimentale dell’orologio, e va guardata senza indulgenza. Sulle referenze degli anni Cinquanta l’astro notturno era raffigurato con lineamenti circondati da stelle su un disco inciso a mano, un lavoro artigianale che rendeva ogni esemplare leggermente diverso dagli altri. Nel 2017 il Cellini Moonphase aveva scelto una terza via, incidendo il meteorite per far emergere le figure di Widmanstätten, il disegno cristallino che quella materia porta dentro di sé da qualche milione di anni. Il Padellone torna al volto, ma lo ottiene con la tampografia, una tecnica di stampa che garantisce ripetibilità perfetta su ogni pezzo. Chi si aspettava l’incisione resterà deluso, e ha le sue ragioni: tra un disco lavorato a mano e uno stampato la distanza non è soltanto di procedimento. Ha senso anche la scelta opposta, perché un orologio destinato alla produzione continua non può permettersi la variabilità di un pezzo prodotto in mille esemplari settant’anni fa. Resta un’omissione da segnalare: Rolex non dichiara ogni quanto l’indicazione accumuli un giorno di scarto rispetto al ciclo reale, un dato che su questa complicazione è consuetudine fornire e che il Cellini aveva reso pubblico.
Il calibro 7190 e il sistema Haplos
Rolex definisce il 7190 un’evoluzione del 7135, il movimento del Land-Dweller, e la parentela si vede prima ancora di leggere la scheda. Dal predecessore arriva l’intero organo regolatore: la frequenza di 36.000 alternanze all’ora, cioè 5 hertz, la spirale Syloxi in silicio, l’asse del bilanciere in ceramica brevettata ed esclusiva della manifattura, il bilanciere in ottone ottimizzato a inerzia variabile, il ponte passante, gli ammortizzatori Paraflex. Arriva soprattutto lo scappamento Dynapulse, un dispositivo a distribuzione sequenziale realizzato in silicio: al suo debutto, l’anno scorso, aveva richiesto da solo il deposito di sette brevetti.
Ereditare una frequenza è facile; sostenerla, meno. La spirale del 7190 ha spire più spesse delle abituali, irrigidite apposta per erogare la potenza necessaria a far battere il movimento a quel ritmo, e la regolazione fine passa per due soli dadi Microstella in oro. La carica è bidirezionale con rotore Perpetual, i rubini sono trentacinque, la riserva di carica arriva a circa 66 ore. Riserva e frequenza vanno lette insieme. Alzare la frequenza costa normalmente autonomia, perché l’oscillatore consuma di più; qui il rendimento dello scappamento compensa l’aumento e regge anche il carico aggiuntivo di un calendario. La velocità del bilanciere, presa da sola, sarebbe una curiosità da scheda tecnica. Che un movimento così veloce, con una complicazione in più, conservi la stessa autonomia del 7140 del 1908, che di calendari non ne muove, è il dato che descrive meglio la generazione 71XX.
Il calendario è il territorio in cui il 7190 smette di somigliare al fratello maggiore. Il sistema si chiama Haplos, è oggetto di una domanda di brevetto e la sua qualità sta nell’economia: al meccanismo della data si aggiungono due sole parti, una leva annuale e un dito di trascinamento supplementare, mentre la programmazione dei mesi lunghi e corti è incisa sul retro del disco dei mesi, che informa la leva di quale mese si stia attraversando. Nessuna ruota di programma separata, nessuna catena di trasmissione su più livelli. Il risultato è doppio. Da un lato il movimento distingue da solo i mesi di trenta giorni da quelli di trentuno, e chiede una sola correzione manuale all’anno, al passaggio da febbraio a marzo. Dall’altro il cambio avviene a mezzanotte in un batter d’occhio, con data, giorno della settimana e mese che scattano simultaneamente. Ottenere le due cose insieme è un problema meccanico serio. Il calendario annuale è un’invenzione relativamente recente, nata in casa Patek Philippe a metà degli anni Novanta, e nella maggior parte delle sue applicazioni il passaggio è graduale: le indicazioni strisciano per minuti, a volte per ore, prima di assestarsi. Un salto istantaneo richiede di accumulare e rilasciare energia in una frazione di secondo senza disturbare la marcia del bilanciere, ed è esattamente il motivo per cui Rolex ha dovuto ridurre il conto delle parti prima ancora di pensare al quadrante.
Tutto questo è visibile, e non è un dettaglio secondario in una manifattura che per decenni ha tenuto i propri movimenti al riparo dagli sguardi. Attraverso il fondello si riconoscono i ponti decorati a Côtes de Genève Rolex, una variante che si distingue da quella tradizionale per una sottile scanalatura lucida ricavata tra una striatura e l’altra, e la massa oscillante traforata in oro giallo. L’insieme dei perfezionamenti introdotti con questo movimento è coperto da trenta domande di brevetto, due delle quali riguardano in esclusiva il Padellone. Sul fronte delle prestazioni vale la certificazione Superlative Chronometer, che impone uno scarto compreso tra due secondi in meno e due secondi in più al giorno misurato a orologio finito, non sul solo movimento: una differenza sostanziale, perché è nella cassa che un calibro incontra i vincoli reali. Dal 2026 quella certificazione si è irrigidita, aggiungendo ai criteri fissati nel 2015 tre parametri nuovi, monitorati lungo la progettazione e la produzione di ogni pezzo: la resistenza ai campi magnetici, l’affidabilità e la durata nel tempo. L’ultimo è il più interessante, perché riguarda la vita utile dell’orologio e non il suo comportamento all’uscita di fabbrica. A corredo, la garanzia internazionale di cinque anni.
Quanto costa entrare nel nuovo capitolo
Le configurazioni sono tre, tutte in collezione permanente. La referenza 53505-0002 abbina l’oro Everose a un cinturino in pelle di alligatore marrone opaco e costa circa 53.000 euro; la 53506-0002, in platino con quadrante blu ghiaccio e alligatore nero, si colloca intorno ai 59.500; la 53505-0003, ancora in Everose ma con il bracciale Settimo, sfiora i 65.500. I cinturini condividono una fodera interna verde in pelle di vitello, cuciture tono su tono e il fermaglio Dualclasp a doppia chiusura pieghevole. Il Settimo, sette file di maglie massicce leggermente bombate chiuse da un fermaglio invisibile Crownclasp, era comparso nel 2025 sul Perpetual 1908 e fino a oggi era riservato a quel modello. L’oro con bracciale supera il platino su pelle di quasi seimila euro, e il solo passaggio dalla pelle al metallo ne vale oltre dodicimila: qui Rolex sta vendendo anche il bracciale, non soltanto l’orologio. Per collocare le cifre dentro il catalogo, un Land-Dweller in Everose viaggia su valori sensibilmente inferiori e uno in platino si avvicina alla versione più cara del Padellone — segno che in questo caso la complicazione costa quanto altrove costa il metallo nobile.
Restano alcune cose che soltanto la prova diretta potrà chiarire: come si comporti lo spessore aggiuntivo su un orologio da vestire, quanto sia immediato leggere una data indicata su una scala periferica, se i correttori laterali risultino davvero pratici o restino una concessione all’archeologia. Il quadro d’insieme, però, è già leggibile. Rolex ha costruito per tre anni una piattaforma, l’ha equipaggiata con il proprio scappamento più avanzato e ci ha montato sopra la complicazione che aveva abbandonato quando Hans Wilsdorf era ancora alla guida dell’azienda. Il Padellone risponde a una domanda che i collezionisti facevano da decenni e ne apre subito un’altra: la collezione Perpetual ha ora due modelli, e il secondo è un orologio complicato. Il terzo dirà se il 2026 è stato un’eccezione o un programma.
Padellone, Perpetual 1908 e Sky-Dweller a confronto
| Perpetual Padellone | Perpetual 1908 | Sky-Dweller | |
|---|---|---|---|
| Diametro | 39 mm | 39 mm | 42 mm |
| Spessore | 12,20 mm | 9,50 mm | non dichiarato |
| Calibro | 7190 | 7140 | 9001 |
| Frequenza | 5 Hz | 4 Hz | 4 Hz |
| Riserva di carica | circa 66 ore | circa 66 ore | circa 72 ore |
| Calendario | completo annuale istantaneo (Haplos) con fasi lunari | nessuno | annuale (Saros) con doppio fuso orario |
| Regolazione | quattro correttori laterali e corona | corona | lunetta Ring Command e corona |
| Impermeabilità | 50 m | 50 m | 100 m |
| Fondello | zaffiro | zaffiro | pieno |
| Compromesso principale | spessore e regolazioni dai fianchi della cassa | solo ore, minuti e piccoli secondi | cassa più grande, nessuna fase lunare |
| A chi si rivolge | chi vuole una complicazione classica da vestire | chi cerca un Rolex sottile ed essenziale | chi viaggia e vuole un calendario annuale in cassa Oyster |
Scheda tecnica e dati principali
| Referenze | 53505-0002 (Everose, pelle) · 53505-0003 (Everose, Settimo) · 53506-0002 (platino, pelle) |
| Cassa | Oro Everose 18 ct o platino 950, finitura lucida; lunetta bombata e zigrinata; quattro correttori sui fianchi |
| Dimensioni | 39 mm di diametro, 12,20 mm di spessore, anse da 20 mm |
| Vetro | Zaffiro bombato antiscalfitture con doppio trattamento antiriflesso |
| Fondello | A vite, in zaffiro con trattamento antiriflesso, bordo con scanalature sottili |
| Impermeabilità | 50 metri; corona a pressione |
| Quadrante | Bianco intenso (Everose) o blu ghiaccio (platino), finitura grainé opaca, bordo del datario satinato; numeri 3 e 9 applicati e indici sfaccettati in oro 18 ct |
| Fasi lunari | Disco in smalto blu; Luna piena e Luna nuova in meteorite (la nuova con PVD blu scuro); volti e stelle tampografati; rotazione in 29,53 giorni |
| Movimento | Calibro 7190, manifattura Rolex, automatico a carica bidirezionale con rotore Perpetual |
| Scappamento | Dynapulse in silicio: bascula d’impulso, ruote di distribuzione e ruota di trasmissione |
| Organo regolatore | 36.000 alternanze/ora (5 Hz); spirale Syloxi in silicio; asse del bilanciere in ceramica; bilanciere a inerzia variabile con 2 dadi Microstella in oro; ponte passante; Paraflex |
| Funzioni | Ore, minuti e secondi al centro con arresto dei secondi; calendario completo annuale istantaneo con sistema Haplos (data a lancetta centrale, giorno e mese in finestrelle a ore 12); fasi lunari |
| Rubini e riserva di carica | 35 rubini; circa 66 ore |
| Precisione | Superlative Chronometer, −2/+2 secondi al giorno a orologio finito |
| Bracciale / cinturino | Settimo in oro Everose 18 ct con fermaglio invisibile Crownclasp; oppure alligatore marrone o nero opaco con fodera verde in vitello e fermaglio Dualclasp |
| Garanzia e prezzo | Garanzia internazionale 5 anni; prezzi indicativi circa 53.000 € (Everose, pelle), 59.500 € (platino), 65.500 € (Everose, Settimo) |
FAQ – Domande frequenti
Cosa significa “Padellone” e perché Rolex ha adottato questo nome?
È il soprannome che i collezionisti italiani diedero alla Ref. 8171 del 1949 per via della cassa da 38 mm, enorme per l’epoca: una padella grande. Rolex ha registrato il marchio nel settembre 2025 e con il Perpetual Padellone lo usa ufficialmente per la prima volta.
Ogni quanto va corretto il calendario del Perpetual Padellone?
Una sola volta all’anno, al passaggio da febbraio a marzo. Il sistema Haplos distingue automaticamente i mesi di 30 giorni da quelli di 31; è un calendario annuale, non perpetuo, quindi la lunghezza di febbraio non viene gestita dal meccanismo.
Che differenza c’è tra il calendario del Padellone e quello dello Sky-Dweller?
Sono entrambi calendari annuali, ma con architetture e visualizzazioni diverse. Lo Sky-Dweller usa il sistema Saros, mostra il mese in una piccola finestrella accanto agli indici e si regola tramite la lunetta Ring Command; il Padellone usa il sistema Haplos, visualizza giorno e mese in due finestrelle a ore 12 con la data a lancetta centrale, e si regola con quattro correttori sulla cassa.
Il bracciale Settimo del Padellone è compatibile con il Perpetual 1908?
Rolex non ha comunicato alcuna intercambiabilità. Il Settimo si aggancia alla cassa con un sistema oggetto di brevetto e la versione montata sul Padellone ha una referenza dedicata, la 13HC05.
Perché l’impermeabilità è di soli 50 metri?
Il Padellone non usa la cassa Oyster: ha una corona a pressione e un fondello a vite in zaffiro, come il Perpetual 1908. I 50 metri sono il valore comune a tutta la collezione Perpetual, adeguato all’uso quotidiano ma non pensato per il nuoto o le immersioni.










