Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage, la prova al polso del diver più rétro della collezione

Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage alla prova: 44 mm, quadrante grigio fumé, bracciale milanese e listino di 1.650 euro

Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:

La Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage ref. 795.10.101B.10, presentata a marzo 2026, ha cassa in acciaio 316L da 44 mm di diametro, 48 mm di lunghezza e 12,80 mm di spessore, anse da 20 mm, quadrante grigio fumé con finitura moiré, lunetta unidirezionale a 120 scatti con inserto in alluminio nero e impermeabilità di 200 metri. Monta il calibro automatico Sellita SW200 (4 Hz, 38 ore di riserva di carica) e costa 1.650 euro con bracciale in maglia milanese e chiusura déployante, 1.590 euro con cinturino in caucciù Dive Flex. Rispetto al SUB 200 del 2019, ancora a listino da 1.290 euro, è più grande ma più sottile e rinuncia all’inserto della lunetta in zaffiro.

Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage

A fine marzo Doxa ha rinnovato il suo diver d’ingresso andando in controtendenza: il SUB 200 II cresce nel diametro invece di ridursi, ma diventa più sottile. Fra le cinque versioni della nuova collezione, la Sharkhunter Vintage è quella che spinge più a fondo sul registro rétro, con quadrante grigio fumé, luminescente color crema e bracciale in maglia milanese, ed è quindi quella in cui si vede meglio se un’estetica così classica regge una cassa più generosa. L’ho provata al polso nella configurazione con lunetta nera.

La Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage ref. 795.10.101B.10 ha cassa in acciaio da 44 mm di diametro e 12,80 mm di spessore, lunetta con inserto nero e bracciale in acciaio, a 1.650 euro di listino, che diventano 1.590 con il cinturino in caucciù.

Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage

Mi convince la coerenza: quadrante, luminescente e bracciale raccontano la stessa storia vintage senza forzature, le finiture alternano bene lucido e satinato e le anse corte rendono la cassa molto più portabile di quanto il diametro lasci pensare. Mi convince meno il conto, perché il SUB 200 della prima serie resta a listino a un prezzo sensibilmente più basso e con l’inserto della lunetta in zaffiro invece che in alluminio, mentre la riserva di carica rimane modesta. È l’orologio giusto per chi vuole un subacqueo da portare ogni giorno con un’estetica d’epoca coerente fino al bracciale; chi guarda soprattutto alla dotazione per euro trova di più nel modello precedente.

Ho provato direttamente l’orologio, al polso, nella versione con lunetta nera e bracciale in maglia milanese: le valutazioni su finiture, vestibilità, lunetta, corona, bracciale e luminescente derivano da questa esperienza. Misure, frequenza, riserva di carica, impermeabilità e prezzi sono quelli dichiarati da Doxa; il nome del calibro non compare sulla scheda ufficiale. Non ho effettuato misurazioni strumentali di spessore, peso o precisione, e le fotografie sono dell’autore, salvo le immagini ufficiali Doxa indicate in didascalia.

Più grande, più sottile e cambio prezzo

Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage

L’aumento del diametro è bilanciato da due scelte che pesano più del numero in sé: il profilo più basso e le anse corte, che contengono la lunghezza complessiva in 48 mm. In pratica le anse sporgono di appena un paio di millimetri per lato oltre la lunetta, ed è su questo che Doxa fonda la promessa di un orologio che al polso si comporta come un 42 mm. La cassa è in acciaio 316L e sui fianchi alterna superfici lucide e satinate con una resa che trovo ottima: è un’alternanza che dà al diver un aspetto più curato di quanto la sua vocazione strumentale richiederebbe. Chiude il quadro l’ansa da 20 mm, che mantiene il bracciale in proporzione con la cassa.

Al mio polso, che misura 17,5 cm, la promessa regge: il SUB 200 II mi sta molto bene, e il merito va alle anse corte più che al diametro. È il punto su cui, alla presentazione, si erano concentrate le perplessità di alcune testate estere, preoccupate da un orologio troppo ingombrante; indossato, su un polso nella media come il mio il problema non si pone. Chi ha un polso più sottile farebbe comunque bene a provarlo prima dell’acquisto, perché la lunetta resta larga e il diametro non cambia per effetto delle proporzioni.

Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage

Il confronto più utile non è con la concorrenza ma con il SUB 200 del 2019, che Doxa continua a vendere accanto alla nuova serie. La prima generazione misura 42 mm di diametro, 46 mm di lunghezza e 13,80 mm di spessore, ha anse da 19 mm e l’inserto della lunetta in zaffiro, o in acciaio a seconda della versione, e costa 1.290 euro sul bracciale a grani di riso, con chiusura dotata di estensione per la muta, e 1.250 su caucciù. Il SUB 200 II chiede 360 euro in più e in cambio offre un millimetro di spessore in meno, un’ansa di misura standard, il quadrante fumé e la milanese, ma rinuncia allo zaffiro sulla lunetta. Non è quindi un’evoluzione che rende superato il modello precedente: la differenza di prezzo compra proporzioni e stile, non contenuto tecnico, e chi mette al primo posto la resistenza della lunetta ai graffi ha ancora buone ragioni per scegliere la prima serie.

SUB 200 (2019) SUB 200 II Sharkhunter Vintage
Misure 42 × 46 mm, spessore 13,80 mm 44 × 48 mm, spessore 12,80 mm
Ansa 19 mm 20 mm
Inserto lunetta Zaffiro o acciaio Alluminio
Bracciale Grani di riso, chiusura con estensione per la muta Maglia milanese, chiusura déployante
Prezzo bracciale / caucciù 1.290 / 1.250 euro 1.650 / 1.590 euro
Punto forte Dotazione per euro Proporzioni e stile

Il cuore vintage è nel quadrante

Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage

Il quadrante è un grigio fumé che si scurisce verso il bordo, con una finitura moiré che Doxa aggiunge per dare profondità alla superficie. Secondo la Casa è la prima volta che un fumé entra nella collezione permanente SUB, e il perimetro va rispettato: a inizio marzo una serie limitata a 50 esemplari realizzata per un rivenditore italiano, il SUB 200 Grande Roma, aveva già un quadrante sfumato. Il grigio è anche ciò che separa la Sharkhunter Vintage dalla Sharkhunter, che ha un fumé nero, insieme alla possibilità di scegliere l’inserto della lunetta nero o grigio. Nella configurazione che ho provato è proprio il contrasto con la lunetta nera a convincermi di più: il bordo scuro incornicia la sfumatura e le dà risalto.

Il registro vintage lo completa il luminescente color crema, steso sugli indici, sulle lancette e sugli indicatori della lunetta. Anche la lancetta dei secondi ha un piccolo inserto dello stesso materiale, che al buio permette di capire a colpo d’occhio se l’orologio è in marcia. Doxa non specifica il tipo di luminescente sulla scheda ufficiale, mentre la stampa internazionale lo indica come Super-LumiNova in tonalità “Old Radium”. Quando si spegne la luce, il crema lascia il posto a un’emissione verde: la tinta calda è il colore diurno del pigmento, pensata per richiamare i quadranti invecchiati, e come accade in genere con i pigmenti colorati rende meno del luminescente standard. Lo stesso crema ritorna nella cornice della finestrella della data, a ore 3.

Lunetta, corona, tenuta e calibro

Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage

La lunetta gira in un solo senso, come su ogni subacqueo pensato per l’immersione: se viene urtata può soltanto indicare un tempo trascorso maggiore di quello reale, e quindi sbagliare dalla parte della prudenza. Conta 120 scatti per giro, come sulla prima serie, e nella prova l’ho trovata molto precisa nella rotazione. La zigrinatura sul bordo esterno si rivela pratica e offre una buona presa. L’inserto in alluminio, più leggero e dalla resa opaca, richiama le lunette dei diver d’epoca ed è coerente con l’impostazione del modello, anche se rinuncia alla resistenza dello zaffiro.

La corona è a vite e, come su molti diver d’epoca, non ha spallette di protezione. Nella prova si è svitata e manovrata con facilità, e nelle regolazioni si è dimostrata molto precisa. Anche il fondello è a vite e chiuso, una scelta coerente con la vocazione subacquea e con l’impostazione vintage del modello. Sopra il quadrante c’è un vetro zaffiro bombato con trattamento antiriflesso, in una costruzione “glass box” che riprende la forma dei vetri acrilici di un tempo. L’impermeabilità dichiarata è di 200 metri, più che sufficiente per il nuoto e per le immersioni ricreative.

Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintagev

All’interno troviamo un movimento meccanico svizzero a carica automatica, con frequenza di 28.800 alternanze/ora (4 Hz), riserva di carica di 38 ore e decorazioni firmate dalla Casa, che restano nascoste dal fondello chiuso. Il calibro è il Sellita SW200, costruito sul progetto dell’ETA 2824-2 che equipaggiava il SUB 200 al debutto: architettura e frequenza sono le stesse, e il vantaggio pratico è una diffusione che rende la manutenzione semplice in qualsiasi laboratorio attrezzato. Il limite vero è l’autonomia: a carica piena, un orologio tolto il venerdì sera è già fermo la domenica mattina, e chi alterna più segnatempo dovrà rimetterlo in ora spesso.

Bracciale milanese o caucciù

Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage

Il bracciale in maglia milanese è l’elemento che più di ogni altro dà carattere alla configurazione provata. Doxa ne parla come di un ritorno legato alla storia dell’immersione, e l’accostamento regge: la maglia fitta si addice a un diver d’impostazione vintage più di un bracciale a maglie piene. La fattura è ottima, e lo stesso vale per la chiusura déployante firmata DOXA. La regolazione non avviene per scorrimento, come su molte milanesi, ma attraverso una serie di fori nella maglia in cui entra l’ardiglione della chiusura: il sistema è semplice, però procede a passi fissi e non consente una regolazione continua.

Chi preferisce un’impostazione più sportiva può scegliere la versione su cinturino Dive Flex in caucciù, che costa 60 euro in meno ed è disponibile anche come accessorio: Doxa lo vende a 220 euro con fibbia ad ardiglione, o a 175 senza, in nero, blu marino e verde. Allo stesso modo il bracciale milanese si acquista separatamente a 280 euro e la chiusura déployante a 140, così che la configurazione scelta al momento dell’acquisto non è definitiva. L’ansa di misura standard, infine, apre al vasto mercato dei cinturini di terze parti, più ristretto con la misura meno diffusa della prima serie.

A chi lo consiglio

Doxa SUB 200 II Sharkhunter Vintage

Esclusa la Redcoral con trattamento DLC, tutte le versioni del SUB 200 II hanno lo stesso listino, quindi la scelta della Sharkhunter Vintage dipende solo dal gusto. È fra le più sobrie della collezione e quella che sfrutta meglio la milanese: grigio e crema si accostano con naturalezza anche a un abbigliamento più formale, e il diver può diventare l’unico orologio da portare ogni giorno. È pensata per l’appassionato che ama il linguaggio dei subacquei d’epoca e vuole ritrovarlo in un oggetto nuovo. Non fa invece per chi cerca un diver dall’aspetto tecnico e contemporaneo, con lunetta in ceramica e luminescente bianco ad alta intensità: in questa impostazione troverebbe solo compromessi.

Fra le versioni del SUB 200 II, la Sharkhunter Vintage è quella in cui l’operazione di Doxa riesce meglio, perché colore, luminescente e bracciale lavorano nella stessa direzione invece di limitarsi a convivere. Fra le due configurazioni sceglierei senza esitazioni la milanese: la piccola differenza di prezzo compra l’elemento che tiene insieme il progetto, e senza di esso resterebbe un buon diver con un bel quadrante. È su questo equilibrio, più che sui millimetri in più, che la nuova serie si gioca il confronto con la prima, e nella versione Vintage lo vince sul piano del carattere.

Scheda tecnica

Referenze 795.10.101B.10 (bracciale), 795.10.101B.20 (caucciù)
Cassa Acciaio inox 316L, corona e fondello a vite
Diametro e lunghezza 44 mm × 48 mm
Spessore 12,80 mm
Quadrante Grigio fumé con finitura moiré
Vetro Zaffiro bombato “glass box”, antiriflesso
Lunetta Unidirezionale, 120 scatti, inserto in alluminio nero
Calibro Sellita SW200, automatico
Frequenza 28.800 alternanze/ora (4 Hz)
Riserva di carica 38 ore
Funzioni Ore, minuti, secondi, data
Impermeabilità 20 ATM (200 metri)
Bracciale e ansa Maglia milanese in acciaio, chiusura déployante; ansa 20 mm
Prezzo 1.650 euro con bracciale, 1.590 euro con cinturino in caucciù Dive Flex

Domande frequenti

Che differenza c’è fra le referenze 795.10.101B e 795.10.101V?

La lettera indica il colore dell’inserto della lunetta: B per il nero, V per il grigio. Il suffisso finale indica la configurazione, .10 per il bracciale in maglia milanese e .20 per il cinturino in caucciù Dive Flex. Il colore della lunetta non cambia il listino: 1.650 euro su bracciale, 1.590 euro su caucciù.

Quando è stato presentato il SUB 200 II e in quante versioni?

Doxa ha presentato la collezione il 24 marzo 2026 con cinque versioni: Sharkhunter, Sharkhunter Vintage, Caribbean e Sea Emerald in acciaio, più la Redcoral in acciaio con trattamento DLC nero. Le quattro versioni in acciaio hanno lo stesso listino, mentre la Redcoral costa di più.

Dove si acquista e quali sono i tempi di consegna?

Si trova presso i rivenditori autorizzati Doxa e sul negozio online europeo del marchio. A fine settembre 2026 il sito ufficiale indica una consegna in dieci giorni lavorativi.

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