Gallet torna dopo 200 anni: dentro il rilancio firmato Breitling

Riportare in vita un marchio dormiente è diventata una delle mosse più frequenti dell’orologeria svizzera, ma quasi sempre riguarda nomi collocati in alto. Con Gallet succede il contrario: il gruppo guidato da Georges Kern usa duecento anni di archivio per presidiare la fascia d’ingresso al lusso, quella compresa tra i duemila e i seimila euro, dove la concorrenza è più fitta e il margine d’errore più stretto.

Gallet: quattro collezioni, undici modelli e un listino da 2.600 a 6.100 euro

Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:

Il rilancio comprende Flying Officer (40 mm, cronografo o tre lancette), Multichron Pilot (42 mm), Multichron Sport (41 mm) e i tre Gallet Classics da 38 mm a carica manuale. I primi tre gruppi montano calibri automatici di fornitura, mentre i modelli celebrativi adottano il B09 di manifattura Breitling certificato COSC. Tutte le casse sono in acciaio, impermeabili fino a 100 metri, con anse da 20 mm e sgancio rapido comune all’intero catalogo.

Gallet torna dopo 200 anni: dentro il rilancio firmato Breitling

Gallet è tornata il 3 settembre, duecento anni esatti dopo la fondazione a La Chaux-de-Fonds, e lo ha fatto nel modo meno prudente possibile: non con una referenza-manifesto, ma con un catalogo già completo, quattro collezioni presentate in blocco durante i Geneva Watch Days. Ero in sala mentre Georges Kern raccontava il progetto e ho potuto vedere e maneggiare i modelli subito dopo. L’impressione, uscendo, è che la vera notizia non fosse il risveglio di un marchio rimasto in silenzio per decenni, ma il completamento di un’architettura industriale che Breitling sta montando pezzo per pezzo da tre anni.

Nome modello Gallet — Flying Officer, Multichron Pilot, Multichron Sport, Gallet Classics
Referenza / Edizione Undici modelli al debutto su quattro collezioni
Materiale cassa Acciaio
Funzione principale Cronografo, con lunetta oraria e anello delle città sul Flying Officer
Edizione / Disponibilità Collezione permanente, in vendita dal 3 settembre 2026
Prezzo Da 2.600 a 6.100 euro

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House of Brands, la struttura annunciata a novembre 2025 durante la Dubai Watch Week, poggia su tre livelli: Universal Genève in alto, Breitling al centro, Gallet alla base. I primi due erano già in piedi, con Universal Genève rilanciata all’inizio di quest’anno e collocata sopra il marchio di Grenchen. Mancava l’ingresso, cioè la fascia di prezzo che Breitling ha progressivamente lasciato scoperta salendo di listino negli ultimi anni. Il marchio che la occupa non è stato inventato: è stato comprato dormiente e riportato in produzione, una scelta che porta in dote una storia verificabile senza le complicazioni di un’azienda da riorganizzare. Leggo il rilancio soprattutto come il collaudo di questa idea, più che come un’operazione nostalgia.

«Realizzato da Breitling»: cosa cambia davvero per Gallet

Gallet torna dopo 200 anni: dentro il rilancio firmato Breitling

La riorganizzazione dei vertici, decisa in primavera, dice parecchio su quanto il gruppo creda nell’operazione. Georges Kern ha lasciato la guida operativa di Breitling a Jean-Marc Pontroué, arrivato da Panerai a maggio, per concentrarsi sulla strategia dei tre marchi. Universal Genève resta affidata a Grégory Bruttin, mentre Gallet ha ricevuto per la prima volta un amministratore delegato dedicato: Erwan Rossignol, fino a poco prima responsabile globale del canale wholesale di Breitling. È un dettaglio che di solito finisce nelle pagine economiche e non in quelle di orologeria, e che invece qui conta: il marchio non è stato affidato a una divisione interna con qualche risorsa in prestito, ma a una squadra che risponde di conti e obiettivi propri.

La formula “manufactured by Breitling” stampata su ogni comunicazione non è una firma di cortesia. Gli orologi vengono assemblati dentro l’infrastruttura di Grenchen, l’assistenza post-vendita passa dalla rete Breitling e la distribuzione parte già strutturata: 160 punti vendita nel mondo, di cui 90 boutique Breitling, con 85 indirizzi in Europa e 45 tra Stati Uniti, Canada e Messico. In alcune boutique sono comparsi corner dedicati, allestiti con un’estetica da safari. Per un marchio che torna dopo decenni di assenza è l’argomento meno appariscente e probabilmente il più pesante: chi compra un cronografo da qualche migliaio di euro vuole sapere chi glielo revisionerà fra dieci anni, e in questo caso la risposta esiste già prima del primo orologio venduto.

Lo stesso apparato che dà solidità al progetto ne definisce anche il limite. Un marchio prodotto, distribuito e assistito dalla struttura del fratello maggiore rischia di sembrarne una derivazione commerciale, e la separazione regge solo finché restano distinti i prodotti e la meccanica. Su questo Gallet ha tracciato una linea netta: i modelli di serie montano calibri di fornitura, mentre il movimento di manifattura del gruppo resta riservato ai tre pezzi celebrativi. Kern sostiene di non temere sovrapposizioni interne e descrive Gallet come un marchio semplice, robusto e accessibile, pensato per un pubblico più giovane e per chi entra ora nell’orologeria meccanica. La tenuta di quel confine si misurerà sul listino, non sui comunicati.

Gallet torna dopo 200 anni: dentro il rilancio firmato Breitling

Il Flying Officer è il punto di partenza di tutto il resto. Nato nel 1939, quando i voli intercontinentali imponevano scali di rifornimento e calcoli continui sui fusi orari, portava sulla lunetta girevole un anello delle città che permetteva ai piloti di leggere l’ora della tappa successiva. Truman ne possedeva un esemplare e lo definì l’orologio più elaborato che avesse mai visto. La versione 2026 conserva quell’impianto e ne aggiorna la geografia: la lunetta è stata ridisegnata attorno a ventiquattro destinazioni, mescolando i grandi snodi aeroportuali a mete più isolate. Da questo modello arriva anche la palette arancio e verde adottata su tutta l’identità del marchio, ripresa dalla patina di un esemplare d’epoca. È il progetto che detta il linguaggio, prima ancora di essere il prodotto d’ingresso.

La collezione si articola su due interpretazioni della stessa idea, entrambe in acciaio da 40 mm e impermeabili fino a 100 metri. Il cronografo resta la lettura più fedele all’originale e monta il calibro Gallet 23, sviluppato su base Sellita SW510, con circa 65 ore di autonomia: si sceglie tra quadrante nero o azzurro, in entrambi i casi con contatori tono su tono. La versione a tre lancette e data adotta invece il Gallet 17, derivato dal Sellita SW200, che si ferma a circa 41 ore e porta lo stesso impianto da viaggio in un orologio più semplice da indossare tutti i giorni; qui i quadranti sono arancione e blu scuro. La differenza di spessore tra le due è netta e si vede a occhio: il cronografo supera i 15 mm, l’automatico resta sotto gli 11.

Il Multichron Pilot occupa un territorio diverso. La referenza storica risale al 1969 ed era pensata per cronometraggi lunghi e per seguire un secondo fuso orario in condizioni di luce difficili. La riedizione è la più grande delle novità, con cassa da 42 mm, e utilizza lo stesso cronografo automatico del Flying Officer, qui con contatore delle ore e data alle 6. La lunetta bidirezionale su scala oraria resta al suo posto, mentre sul quadrante compare una scala telemetrica, che misura la distanza da un evento sfruttando lo scarto tra la luce e il suono. È una funzione che oggi ha un impiego pratico ridotto e un valore soprattutto di carattere: dichiara l’origine strumentale del modello. Il quadrante granuloso, disponibile in nero con contatori bianchi o blu con contatori neri, è il dettaglio che più di ogni altro allontana questa collezione dal resto del catalogo.

Il nome Multichron Sport non esiste negli archivi e serve a coprire il versante motoristico della collezione, quello che negli anni Sessanta faceva capo a modelli come il Multichron 12 Scientific. Con i suoi 41 mm si colloca in mezzo agli altri due cronografi e ne condivide la meccanica, ma abbandona la lunetta girevole in favore di una fissa e sostituisce il calcolo delle distanze con una scala tachimetrica, che restituisce la velocità media su un tratto noto. Le lancette cronografiche arancioni separano a colpo d’occhio la misurazione in corso dalla lettura dell’ora, e le smussature lucide sui fianchi spezzano la spazzolatura della cassa. È l’unico dei tre a non avere alcun riferimento al volo, e probabilmente il più immediato da capire per chi si avvicina al marchio senza conoscerne la storia.

I tre Gallet Classics seguono regole tutte loro. Sono cronografi a carica manuale da 38 mm, sviluppati insieme a storici e collezionisti del marchio e ricavati da altrettanti modelli d’archivio: il Tribute to Multichron Yachting Big Eye riprende il contatore sovradimensionato dei cronografi da regata degli anni Sessanta, con quadrante bianco e registro per le partenze in blu e rosso; il Tribute to Multichron 45 lavora su un quadrante nero profondo con contatori tono su tono; il Tribute to Silverlight guarda al Multichron Navigator e ne conserva i numeri stilizzati su fondo argentato. A muoverli è il calibro di manifattura B09 di Breitling, certificato COSC, con circa 70 ore di autonomia e visibile attraverso un fondello in zaffiro che sugli altri modelli è invece pieno. Sono venduti solo con cinturino. Qui il legame con il fratello maggiore smette di essere un fatto organizzativo e diventa un argomento tecnico.

C’è un elemento che attraversa tutto il catalogo ed è forse la scelta progettuale più coerente con il tema del viaggio: le anse hanno la stessa larghezza di 20 mm su ogni modello e integrano un sistema a sgancio rapido, così pelle, caucciù, nylon e tessuto si sostituiscono in pochi secondi senza attrezzi. I bracciali in acciaio usano lo stesso aggancio e aggiungono una micro-regolazione nella chiusura. Il meccanismo funziona bene e la standardizzazione ha una conseguenza pratica che vale più di qualsiasi dichiarazione sull’avventura: un cinturino comprato per un Flying Officer si monta su un Multichron senza pensarci. Undici modelli al debutto, cinque tipologie di attacco, una sola misura di ansa.

Prezzi e posizionamento: dove si colloca il nuovo Gallet

Gallet torna dopo 200 anni: dentro il rilancio firmato Breitling

Il listino italiano parte da 2.600 euro per il Flying Officer a tre lancette e si ferma a 6.100 euro per i tre cronografi celebrativi. In mezzo stanno tutti i cronografi automatici, allineati sulla stessa cifra a prescindere dalla collezione: 4.100 euro su cinturino e 4.300 euro su bracciale, che si tratti del modello da viaggio, di quello da esplorazione o di quello motoristico. È una scelta che semplifica la lettura del catalogo e sposta la decisione d’acquisto sull’uso e sull’estetica, non sulla spesa. Il salto vero è un altro: tra un cronografo di serie e uno dei tre pezzi d’anniversario ballano duemila euro, e la differenza non sta nel numero di funzioni ma nella provenienza del movimento e nella certificazione cronometrica.

In quella fascia Gallet non trova spazio libero. Tudor, Longines e TAG Heuer la presidiano da anni con cataloghi ampi, reti di assistenza consolidate e, in più di un caso, movimenti di manifattura a cifre analoghe o inferiori. Chi valuta un cronografo automatico su base Sellita intorno ai quattromila euro ha alternative concrete, e il marchio dovrà farsi scegliere per il disegno, per la qualità costruttiva e per una storia che in Italia quasi nessuno conosce. Il punto più delicato riguarda i tre modelli celebrativi: a 6.100 euro si avvicinano parecchio all’ingresso del listino Breitling, che condivide con loro il movimento. È la conseguenza inevitabile di aver riservato il calibro di manifattura alla sola serie d’anniversario, e resta il compromesso più discutibile dell’intera operazione.

Wanderlust: identità di marca o esercizio di comunicazione?

L. Renee, fotografa e arrampicatrice della Bay Area

La piattaforma narrativa scelta si chiama “The Great Escape — Wanderlust Since 1826” e ruota attorno a un termine tedesco che unisce il vagare e il desiderio. Tradotto in pratica, significa cinque professionisti che dal 22 luglio pubblicano reportage settimanali dal campo sul sito del marchio, raccolti sotto il nome di Appunti di viaggio. A Ginevra ne sono stati presentati due: Benjamin Kellett, che attraversa l’Himalaya in parapendio, e L. Renee, fotografa e arrampicatrice della Bay Area che documenta la Sierra Nevada. Gli altri tre sono Donal Boyd, impegnato sulla conservazione degli elefanti in Kenya, Benjamin Hardman tra i ghiacci e Dhir Jakharia sulla fauna selvatica di Nairobi.

La scelta di puntare su fotografi e documentaristi invece che su volti dello sport professionistico è la parte più convincente del racconto, perché mette in scena mestieri in cui un cronografo resistente ha ancora una funzione plausibile. Quanto regga nel tempo lo dirà il prodotto, non la narrazione. Gallet riparte con un catalogo ordinato, un sistema di cinturini pensato bene e una struttura industriale che le garantisce assistenza ovunque, e con due questioni ancora aperte: convincere un pubblico che nella maggior parte dei mercati europei non ha memoria del marchio, e mantenere una distanza credibile dal fratello maggiore quando il listino arriverà a sfiorarlo. I prossimi passaggi saranno l’ampliamento del catalogo oltre i cronografi e il comportamento dei primi esemplari sul mercato dell’usato. Su entrambi torneremo, modello per modello.

Scheda tecnica e dati principali

Modello Cassa Movimento Riserva Prezzo
Flying Officer Chronograph 40 Acciaio, 40 × 15,02 mm, 100 m Gallet 23 automatico (base Sellita SW510) ca. 65 ore 4.100 € / 4.300 €
Flying Officer Automatic 40 Acciaio, 40 × 10,67 mm, 100 m Gallet 17 automatico (base Sellita SW200) ca. 41 ore 2.600 €
Multichron Pilot Chronograph 42 Acciaio, 42 × 11,30 mm, 100 m Gallet 23 automatico ca. 65 ore 4.100 € / 4.300 €
Multichron Sport Chronograph 41 Acciaio, 41 × 13,87 mm, 100 m Gallet 23 automatico ca. 65 ore 4.100 € / 4.300 €
Gallet Classics (3 modelli) Acciaio, 38 × 12,50 mm, 100 m Breitling B09 a carica manuale, COSC ca. 70 ore 6.100 €
Frequenza 28.800 alternanze/ora (4 Hz) su tutti i calibri
Vetro Zaffiro bombato con trattamento antiriflesso su entrambi i lati
Fondello Acciaio avvitato pieno sui modelli di serie; con vetro zaffiro sui Gallet Classics
Lunetta Bidirezionale su scala 12 ore (Flying Officer, Multichron Pilot); fissa (Multichron Sport, Gallet Classics)
Distanza ansa-ansa 47,55 mm / 47,49 mm / 45,59 mm / 49,20 mm / 46,00 mm secondo il modello
Cinturini Anse da 20 mm con sgancio rapido; pelle, caucciù, nylon, tessuto e bracciale in acciaio con micro-regolazione (Classics solo su cinturino)
Referenze principali AG2301131B1X2 e AG2301131C1W1; AG1701131O1W1 e AG1701131C1W1; AG2303251B1W1 e AG2303171C1W1; AG2302131B1X1 e AG2302101C1X1; AG0910121A1S1, AG0910121B1W1, AG0910121G1X1

FAQ – Domande frequenti

Gallet appartiene a Breitling?

Sì. Gallet fa parte di House of Brands insieme a Breitling e Universal Genève e ogni orologio viene prodotto all’interno della struttura industriale di Breitling, che fornisce anche assistenza e distribuzione. Il marchio mantiene però un amministratore delegato, un catalogo e un’identità propri.

Quali movimenti montano i nuovi Gallet?

I cronografi di serie usano il Gallet 23 su base Sellita SW510, il Flying Officer a tre lancette il Gallet 17 su base Sellita SW200. I tre Gallet Classics adottano invece il calibro B09 di manifattura Breitling, a carica manuale e certificato COSC.

I Gallet Classics sono in edizione limitata?

Il marchio li presenta come tre pezzi speciali legati al bicentenario, senza indicare un numero chiuso di esemplari. Non sono quindi dichiarati come edizione limitata numerata.

Dove si acquistano gli orologi Gallet in Italia?

La vendita passa dal sito ufficiale del marchio e da una rete di 160 punti vendita nel mondo, 85 dei quali in Europa. Una parte è costituita da boutique Breitling con corner dedicati.

I cinturini sono compatibili tra un modello e l’altro?

Sì, perché tutte le collezioni condividono anse da 20 mm e lo stesso sistema a sgancio rapido. Cambiano soltanto le opzioni di acquisto: i Gallet Classics sono proposti unicamente su cinturino, senza bracciale in acciaio.

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