Patek Philippe 5978P: il calendario istantaneo lascia le sonerie ed entra nel cronografo perpetuo

Patek Philippe 5978P-010: cronografo con calendario perpetuo istantaneo in platino, 120 esemplari per Milano a 320.756 euro

Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:

La Ref. 5978P-010 è un cronografo con calendario perpetuo istantaneo in platino 950, con cassa da 42 mm e 14,24 mm di spessore da vetro a vetro, presentato alla Watch Art Grand Exhibition di Milano (2-18 ottobre 2026). Monta il nuovo calibro a carica manuale CH 29-535 PS QI (500 componenti, 42 rubini, 4 Hz, riserva da 55 a 65 ore), che abbina per la prima volta il cronografo CH 29-535 al calendario istantaneo di Patek: giorno, data, mese e anno bisestile cambiano insieme in 30 millisecondi. È un’edizione limitata di 120 esemplari con prezzo consigliato di 320.756 euro.

Patek Philippe 5978P

Per la Watch Art Grand Exhibition di Milano, aperta al CityOval dal 2 al 18 ottobre, Patek Philippe presenta la Ref. 5978P-010. Il punto di partenza è un abbinamento che la Manifattura non aveva mai realizzato: il suo cronografo a carica manuale CH 29-535 unito al calendario perpetuo istantaneo. Finora quel calendario, che fa avanzare tutte le indicazioni nello stesso istante, era rimasto riservato a grandi complicazioni con ripetizione minuti. Con il 5978 arriva sul cronografo con calendario perpetuo, una delle combinazioni su cui Patek ha costruito buona parte della propria reputazione.

Il cronografo con calendario perpetuo istantaneo Ref. 5978P-010 ha una cassa Calatrava in platino da 42 mm e monta il nuovo calibro a carica manuale CH 29-535 PS QI. Esce in 120 esemplari destinati al mercato italiano, con un prezzo consigliato di 320.756 euro.

Ciò che mi convince è la sostanza meccanica: un calendario istantaneo che finora richiedeva di salire fino alla ripetizione minuti, qui servito da un quadrante ad arco che si legge meglio di quello del 5270. Mi convince meno il prezzo in spessore che questa soluzione impone rispetto al modello di collezione, e il cinturino composito, una scelta sportiva che su una cassa in platino divide più di quanto unisca. È un orologio per il collezionista Patek che al cronografo con calendario perpetuo chiede indicazioni a finestrella anziché la data a lancetta, e che ha accesso a una tiratura pensata per l’Italia.

Il calendario istantaneo lascia le sonerie

Patek Philippe 5978P

In un calendario perpetuo tradizionale il cambio di data non avviene in un istante: gli ingranaggi spostano le indicazioni gradualmente, in un arco che può durare anche ore intorno alla mezzanotte, e per un tratto il quadrante mostra informazioni a metà strada. Lo scatto istantaneo rovescia la logica: il meccanismo accumula energia per diverse ore e la rilascia in un colpo solo, così che giorno della settimana, data, mese e ciclo degli anni bisestili cambiano insieme in trenta millisecondi. La difficoltà sta nel fatto che a muoversi non sono lancette ma quattro dischi, la cui massa è nettamente superiore, e Patek dichiara che lo scatto resta garantito anche quando nel bariletto restano soltanto dieci ore di riserva.

Il problema da risolvere è l’ampiezza variabile del salto. Alla fine di un mese di trentuno giorni il disco della data avanza di una sola posizione, mentre alla fine di febbraio di un anno non bisestile deve percorrerne quattro in un colpo, passando dal 28 all’1. Patek affronta la questione con due brevetti. Il primo riguarda una grande bascula di quindici elementi, alcuni dei quali mobili, che comanda il salto simultaneo di tutte le indicazioni. Il secondo riguarda due saltarelli complementari che lavorano in direzioni opposte, così che l’energia spesa per ogni cambio resti costante qualunque sia l’angolo da coprire. Il risultato pratico è un calendario che non si ferma a metà per mancanza di forza né oltrepassa la posizione giusta per un eccesso di spinta, i due difetti tipici di un meccanismo che deve muovere masse diverse con la stessa carica.

Finora il calendario istantaneo di Patek era comparso soltanto in tre grandi complicazioni, tutte con ripetizione minuti. La prima è stata la Ref. 5207 del 2008, con tourbillon. Nel 2011 è arrivata la tripla complicazione 5208, con cronografo monopulsante, e nel 2023 la quadrupla 5308, con cronografo rattrapante. Il 5978 quindi non è il primo cronografo di Patek con calendario istantaneo. Il comunicato rivendica una cosa più circoscritta: l’abbinamento, per la prima volta, del movimento cronografico manuale CH 29-535 a questo tipo di calendario. Leggo la novità soprattutto così: per la prima volta il calendario istantaneo arriva su una referenza senza suoneria, dentro la famiglia del cronografo con calendario perpetuo, che per Patek è la combinazione classica per eccellenza.

Un cronografo rimasto tradizionale

Patek Philippe 5978P

La parte cronografica arriva dal CH 29-535, il calibro che Patek ha presentato nel 2009 e protetto con sei innovazioni brevettate. L’impostazione è quella classica dei cronografi a carica manuale: una ruota a colonne, con il cappello lucido tipico della Manifattura, che comanda un innesto orizzontale a ruote dentate. Il punto debole storico di questa architettura è il momento in cui le dentature entrano in presa: se l’ingranamento non è preciso, la lancetta dei secondi cronografici può sobbalzare alla partenza e i denti si consumano. Patek interviene su entrambi i fronti. Le ruote coinvolte hanno profili brevettati che evitano il contatto punta contro punta e riducono l’usura. La profondità d’innesto non si regola con il consueto eccentrico ma con un grande “cappello eccentrico” montato sulla ruota a colonne, che definisce con più finezza la posizione della leva. Completano il quadro i martelli di azzeramento che si regolano da soli e ruotano su rubini, così che l’azzeramento resti preciso nel tempo senza continue correzioni dell’orologiaio.

Il calibro completo, CH 29-535 PS QI, conta cinquecento componenti e quarantadue rubini. È regolato da un bilanciere Gyromax con spirale a curva Breguet che oscilla a 28.800 alternanze l’ora (4 Hz), e Patek dichiara una riserva di carica compresa tra 55 e 65 ore con il cronografo disinnestato. La carica manuale, coerente con la tradizione del cronografo, ha però una conseguenza pratica su un calendario che vive di energia accumulata: l’orologio va caricato con regolarità. Se il bariletto si esaurisce e il movimento si ferma, il calendario perpetuo si ferma con lui e va riportato alla data corretta, un’operazione che su questo tipo di meccanismo richiede attenzione. Dal fondo in vetro zaffiro, avvitato, si vedono architettura e finiture. La scritta “Patek Philippe Milano 2026” è applicata in stampa a trasferimento, non incisa come riportano alcune prime coperture.

Cosa costa rispetto al 5270

Patek Philippe 5978P

Il termine di paragone è la Ref. 5270, il cronografo con calendario perpetuo che Patek produce dal 2011 con il calibro CH 29-535 PS Q, cioè la stessa base cronografica abbinata a un calendario a scatto progressivo. Sul 5270 giorno e mese compaiono in una doppia finestrella a ore 12, mentre la data è affidata a una lancetta a ore 6, dentro il quadrante delle fasi lunari. Il 5978 cambia logica: giorno, data e mese stanno in tre finestrelle disposte ad arco nella parte alta del quadrante, ciascuna con una cornice in oro bianco, e quella centrale della data è leggermente più grande delle altre due. Le fasi lunari restano a ore 6 ma da sole, mentre l’indicazione giorno/notte e il ciclo degli anni bisestili passano in due piccole finestrelle tonde dentro i contatori laterali. È l’impostazione del 5208, ed è la scelta più leggibile: le tre informazioni del calendario si leggono in un’unica riga, invece di essere divise tra la parte alta e la parte bassa del quadrante.

La differenza più concreta tra i due orologi si misura con il calibro. Il 5270 ha una cassa da 41 mm di diametro e 12,4 mm di spessore, con un movimento alto 7 mm e composto da 456 elementi. Il 5978 guadagna un millimetro di diametro e arriva a 14,24 mm da vetro a vetro, 14,45 mm in totale, mentre il suo movimento sale a 8,1 mm e aggiunge una quarantina di componenti. Il millimetro abbondante in più di meccanica si traduce in quasi due millimetri in più di cassa. È il costo dei quattro dischi del calendario, impilati su livelli diversi, e del meccanismo che accumula e rilascia l’energia per farli scattare. La lunetta concava e la carrure lucidata aiutano a far sembrare la cassa meno alta, ma non cambiano le proporzioni: a parità di famiglia, il 5978 è un orologio sensibilmente più massiccio del suo riferimento in collezione.

5270P 5978P-010
Calendario Perpetuo a scatto progressivo Perpetuo istantaneo
Data A lancetta, a ore 6 In finestrella, in un arco con giorno e mese
Cassa 41 x 12,4 mm 42 x 14,24 mm (vetro-vetro)
Movimento CH 29-535 PS Q, 7 mm, 456 componenti CH 29-535 PS QI, 8,1 mm, 500 componenti
Disponibilità In collezione Edizione limitata, 120 esemplari

Il confronto di prezzo con il 5270 in platino non riguarda soltanto la meccanica. Il listino del 5978 comprende insieme il calendario istantaneo, la tiratura limitata e il valore simbolico di un’edizione legata a una Grand Exhibition, e queste tre componenti non si possono separare. Più netta è la differenza di disponibilità: il 5270 resta in collezione e si ordina attraverso la rete dei rivenditori autorizzati, mentre i centoventi esemplari del 5978 sono già distribuiti sulla carta prima ancora che la mostra apra. Chi cerca la meccanica istantanea senza ripetizione minuti, oggi, non ha alternative nel catalogo Patek. Chi cerca il cronografo con calendario perpetuo come oggetto da indossare con proporzioni più contenute trova nel 5270 la scelta più razionale.

Un’edizione costruita per Milano

Patek Philippe 5978P

Il quadrante lavora sui livelli più che sui colori. La superficie blu marino soleil sfuma verso il nero sul bordo. Il centro è leggermente scavato e ha una finitura materica che lo separa dalla corona esterna, mentre i due contatori, decorati azuré, stanno su un piano ancora diverso. Gli indici sono in oro bianco 18 carati, sette a bastone e quattro quadrati, tutti sfaccettati. Il rivestimento luminescente bianco prosegue sulla minuteria e si ritrova sulle lancette dauphine, anch’esse in oro bianco. Il rosso è riservato alla misura dei tempi: la lancetta cronografica centrale a freccia, in Pfinodal con contrappeso, e quella del contatore dei trenta minuti sono entrambe laccate. Le scritte del calendario sono stampate in blu e in italiano (“SAB”, “MAR”), un dettaglio che lega l’orologio alla mostra senza ricorrere a loghi o scritte celebrative sul quadrante.

La cassa resta nel linguaggio Calatrava ed è lucidata a mano. Le anse ricurve sono finemente scavate e i pulsanti rettangolari, con gli angoli smussati, si raccordano al profilo senza sporgere troppo. Come su tutti i Patek in platino, un diamante taglio brillante incastonato a ore 6 segnala il metallo a chi sa dove guardare. L’impermeabilità dichiarata è di 30 metri, la norma per questo tipo di complicazione. Sul cinturino il mio giudizio è più articolato. Il materiale composito blu marino, con motivo tessile e cuciture rosse, è coerente con le lancette laccate e dà all’orologio un’impronta sportiva che il 5270 non ha. I punti d’arresto delle cuciture nei colori della bandiera italiana sono un omaggio discreto. Resta però una scelta che porta un cronografo con calendario perpetuo in platino verso un registro informale, e su un pezzo di questo livello molti collezionisti si aspetterebbero almeno un cinturino in alligatore in alternativa, che Patek non comunica. Il fermaglio déployant brevettato a tre lame, in platino e con sistema di sicurezza, completa l’insieme.

Patek Philippe 5978P

Il 5978 è una delle sette edizioni limitate che Patek ha preparato per la Watch Art Grand Exhibition di Milano, tutte rivolte al mercato italiano. Le altre spaziano da un Aquanaut in acciaio a una ripetizione minuti in cinque esemplari, fino a due 5531 con decorazioni a smalto dedicate alla città. Tra queste, il 5978 è l’unica con un calibro nuovo, ed è questo a dargli un peso diverso dalle altre. Per la Manifattura le Grand Exhibition sono un appuntamento ricorrente, e quelle di New York nel 2017, Singapore nel 2019 e Tokyo nel 2023 hanno avuto ciascuna le proprie serie dedicate. Questa volta però Patek ha usato l’occasione per presentare un abbinamento meccanico, non soltanto una variante estetica. L’ingresso alla mostra, al CityOval di Milano, è libero con prenotazione consigliata.

A distanza di qualche giorno dalla presentazione, la cosa che resterà di Milano non sarà il quadrante blu né le scritte in italiano. Resterà il calibro. Patek ha dimostrato di poter separare il calendario istantaneo dalla ripetizione minuti e di montarlo su una base cronografica che ha già in produzione, e un’operazione del genere raramente si esaurisce in centoventi pezzi. Se il CH 29-535 PS QI entrerà in collezione, la sfida sarà riportarlo verso proporzioni più vicine a quelle del 5270, perché è lì che questa edizione paga il prezzo più alto. Per ora il 5978 vale più come segnale di direzione che come punto d’arrivo: un orologio da osservare con attenzione, soprattutto per ciò che potrebbe annunciare.

Scheda tecnica

Referenza 5978P-010, edizione limitata Milano 2026
Cassa Platino 950, Calatrava, lucidata a mano, diamante taglio brillante a ore 6; fondo in vetro zaffiro a vite con scritta “Patek Philippe Milano 2026”
Diametro 42 mm (spazio tra le anse 22 mm)
Spessore 14,24 mm da vetro a vetro; 14,45 mm totale
Quadrante Blu marino soleil sfumato nero sul bordo, centro scavato e testurizzato, indici e lancette dauphine in oro bianco con rivestimento luminescente
Calibro CH 29-535 PS QI, carica manuale, diametro 32 mm, spessore 8,1 mm
Componenti e rubini 500 componenti, 42 rubini
Frequenza 28.800 alternanze/ora (4 Hz), bilanciere Gyromax, spirale Breguet
Riserva di carica Minimo 55 ore, massimo 65 ore a cronografo disinnestato
Funzioni Ore, minuti, piccoli secondi; cronografo con ruota a colonne e contatore istantaneo 30 minuti; calendario perpetuo istantaneo con giorno, data, mese, anno bisestile e giorno/notte in finestrella; fasi lunari
Impermeabilità 30 metri
Cinturino e fibbia Materiale composito blu marino con motivo tessile e cuciture rosse; fermaglio déployant brevettato a tre lame in platino
Tiratura 120 esemplari
Prezzo 320.756 euro (prezzo consigliato)
Che cosa significa che il contatore dei 30 minuti è istantaneo?

La lancetta del contatore non avanza in modo continuo ma resta ferma e scatta di una posizione allo scadere di ogni minuto cronometrato. In questo modo la lettura dei minuti trascorsi è univoca, senza la lancetta a metà tra due tacche. È una caratteristica già presente sulla base CH 29-535.

Il cronografo del 5978P ha la funzione flyback?

No. La scheda tecnica ufficiale indica due pulsanti: uno per avvio e arresto e uno per l’azzeramento. Il ritorno in volo non è previsto.

A cosa serve l’indicazione giorno/notte?

Su un orologio con lancette le ore 8 del mattino e le 20 sono identiche. La finestrella giorno/notte indica in quale metà della giornata si trova l’orologio. Serve soprattutto quando lo si rimette all’ora, per non regolarlo con dodici ore di scarto e far scattare il calendario a mezzogiorno invece che a mezzanotte.

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