Dopo le edizioni con quadrante in meteorite e quella per il 150° anniversario, Bulova interviene finalmente sul punto che la comunità di appassionati contestava da un decennio: le dimensioni della cassa del Lunar Pilot. La risposta arriva sotto forma di una serie numerata a diffusione limitata, e questo cambia il modo in cui va valutata.
Bulova Lunar Pilot Black Hole da 41 mm: specifiche, prezzo e differenze con la collezione
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Il Bulova Lunar Pilot Black Hole, referenza 98A335, è la prima versione da 41 mm del cronografo legato alla missione Apollo 15 nella storia del marchio. Monta il calibro NP20 High Precision Quartz a 262 kHz, adotta un quadrante in vernice Musou con assorbimento dichiarato del 99,4% della luce ed è impermeabile fino a 100 metri, il doppio delle versioni precedenti. È prodotto in 6.000 esemplari numerati, dei quali 500 riservati al mercato italiano, e il prezzo di listino è di 1.460 euro.

Per anni la richiesta rivolta a Bulova è stata sempre la stessa: rimpicciolire la cassa del Lunar Pilot. Dai 45 mm della riedizione ai 43,5 mm del 2023, il percorso si chiude sui 41 mm dichiarati del Lunar Pilot “Black Hole”, proposto a 1.460 euro con 500 esemplari riservati al mercato italiano. Il formato più atteso della collezione arriva quindi vestito di nero integrale, in serie numerata e a un listino che moltiplica quello dei modelli di produzione corrente.
| Nome modello | Bulova Lunar Pilot Black Hole |
|---|---|
| Referenza / Edizione | 98A335, edizione limitata numerata |
| Materiale cassa | Acciaio con rivestimento nero, finitura sabbiata |
| Complicazione principale | Cronografo al ventesimo di secondo |
| Edizione | 6.000 esemplari nel mondo, 500 in Italia |
| Prezzo | 1.460 euro |
La referenza 98A335 esce in 6.000 esemplari numerati, con il fondello a vite che riporta la data del 2 agosto 1971 e la sigla dell’EVA-3 dell’Apollo 15. Restano però due questioni che il comunicato non può risolvere. La prima riguarda le proporzioni: sulla carta i millimetri guadagnati sono pochi, e su una cassa a cuscino asimmetrica come questa il diametro racconta solo metà della storia. La seconda è il quadrante in vernice Musou, dichiarato capace di assorbire il 99,4% della luce, una soluzione che promette un effetto visivo inedito ma che su un cronografo a tre contatori mette in gioco la leggibilità. C’è poi il dato che più di ogni altro dividerà gli appassionati: rispetto ai 599 euro dei Lunar Pilot di produzione corrente, qui il listino più che raddoppia.
Perché si chiama “Black Hole”
Il 2 agosto 1971 David Scott, comandante dell’Apollo 15, si preparava alla terza e ultima attività extraveicolare della missione. Il cronografo fornito dalla NASA, quello indossato durante le prime due uscite, aveva perso il vetro: per tenere sotto controllo ossigeno, acqua e carica delle batterie dello zaino di supporto vitale restava un solo strumento utilizzabile al polso, il cronografo Bulova che Scott si era portato dietro di propria iniziativa. Non figurava in alcun manifesto ufficiale e non era equipaggiamento assegnato. Lo tenne addosso per tutta la durata dell’uscita, poi durante il volo di rientro, fino all’ammaraggio. Che un orologio americano non previsto finisse a svolgere quel compito era meno improbabile di quanto sembri: la tecnologia Accutron di Bulova era integrata negli apparati NASA dalla metà degli anni Cinquanta e aveva accompagnato la cronometria di 46 missioni.
Il nome scritto dove nessuno guarda
Il nome dell’edizione nasce da ciò che accadde dopo. Nell’agosto del 1972 Scott testimoniò davanti al Congresso sull’uso di quell’orologio: la documentazione fu prodotta, ma la NASA scelse deliberatamente di omettere il nome del costruttore dai registri pubblici per non offrire al marchio un argomento commerciale. L’episodio era formalmente di dominio pubblico e di fatto invisibile, archiviato senza il dettaglio che lo rendeva identificabile. È esattamente il comportamento di un buco nero, dove l’informazione che supera l’orizzonte degli eventi non è più recuperabile, e Bulova ha costruito su questa analogia l’intera edizione. Il fondello a vite la porta a compimento: sotto l’inserto in vetro compaiono la figura dell’astronauta sulla superficie lunare, la sigla EVA-3 con la data della passeggiata, la dicitura “The Black Hole” e la numerazione progressiva su 6.000 esemplari. La scelta è coerente e un po’ ironica, perché la storia rimasta fuori dai documenti finisce incisa nel punto dell’orologio che nessuno guarda mai.
41 mm: cosa cambia davvero
La riedizione del 2015 era arrivata a 45 mm, più larga dello stesso prototipo indossato da Scott, e nel 2023 la versione da 43,5 mm aveva ridotto il problema senza risolverlo. Qui Bulova dichiara 41 mm, ma il numero che conta è un altro: la distanza fra le anse si ferma a 48 mm, con uno spessore indicato in 13,05 mm e attacchi da 20 mm. Su una cassa a cuscino asimmetrica come quella del Lunar Pilot, dove il fianco destro si allarga per proteggere corona e pulsanti, l’ingombro reale dipende quasi interamente da quanto la cassa si estende verso il polso, e 48 mm sono una misura che un polso da 17 cm gestisce senza sforzo. Lo spessore resta invece quello di un cronografo a tre contatori con fondello a vite: non è un profilo sottile, e chi cerca un orologio da infilare sotto un polsino stretto dovrebbe saperlo prima. La riduzione, insomma, non rende il segnatempo discreto, lo rende proporzionato.
Nero opaco e riflessi calibrati: la logica delle finiture
Il trattamento superficiale è il secondo elemento che distingue questa referenza dal resto della collezione. Bulova combina una sabbiatura con un rivestimento nero applicato per deposizione fisica, ottenendo una superficie opaca che restituisce pochissima luce; lunetta e pulsanti restano invece lucidi, e sono l’unico punto in cui la cassa produce un riflesso definito. È una scelta che evita l’effetto piatto tipico dei total black mal calibrati, perché il contrasto fra le due finiture disegna il perimetro dell’orologio anche quando il resto sparisce nell’ombra. Il rovescio della medaglia riguarda la durata nel tempo: un rivestimento sottile applicato su acciaio si consuma sugli spigoli vivi e sui bordi delle maglie prima che altrove, e su un cronografo con pulsanti a lama e una cassa spigolosa quei punti sono numerosi. È il compromesso implicito di ogni orologio in PVD nero, e vale la pena tenerlo presente su un pezzo numerato che molti acquirenti terranno a lungo.
Il quadrante Musou Black alla prova della luce
La vernice Musou è il vero motivo per cui questa referenza esiste. Bulova la dichiara capace di assorbire il 99,4% della luce incidente, un valore che colloca il rivestimento nella categoria dei materiali super-neri usati in ottica e nella ricerca, dove serve eliminare qualsiasi riflessione parassita. Applicata a un quadrante, la conseguenza è controintuitiva: una superficie che non rimanda luce non viene letta dall’occhio come una superficie scura, ma come un’assenza di superficie. Sparisce la percezione della profondità, e con essa il riferimento visivo che di norma indica dove finisce il quadrante e dove comincia il vetro. Il progetto sfrutta proprio questo effetto per far emergere il resto: i tre contatori sono incassati e percorsi da scanalature circolari, quindi restituiscono un minimo di luce e restano visibili come dischi sospesi, mentre la scala tachimetrica canna di fucile disegna un anello periferico che chiude la composizione. Il risultato dipende però in modo netto dall’illuminazione, ed è la ragione per cui questo quadrante va valutato dal vivo prima dell’acquisto: superfici di questo tipo possono apparire straordinarie sotto una luce laterale e completamente prive di carattere sotto una plafoniera diffusa.
Cosa resta leggibile quando il fondo sparisce
Su un fondo che non riflette nulla, la leggibilità dipende interamente da ciò che vi si appoggia sopra. Bulova ha scelto lancette sottili e indici applicati in tonalità chiara, trattati con Super-LumiNova grigia a emissione blu: una combinazione che al buio funziona come su qualsiasi cronografo ben eseguito, ma che di giorno lavora per contrasto puro, senza l’aiuto dei riflessi che di norma aiutano a individuare le lancette su un quadrante lucido. In compenso il contrasto disponibile è il massimo possibile, ed è questa la contropartita del Musou: quando la lancetta dei minuti attraversa il quadrante, non c’è nulla che possa confondersi con essa. Il vetro zaffiro piatto con cinque strati di trattamento antiriflesso completa il ragionamento, perché un rivestimento del genere ha senso soprattutto qui, dove un solo riflesso residuo basterebbe a vanificare l’effetto e a rendere la superficie una specchiera. Il punto critico riguarda semmai i contatori: numerazione e lancette ausiliarie sono piccole e poco contrastate rispetto agli indici principali, e la lettura del cronometraggio richiede più attenzione della lettura dell’ora. Il compromesso è dichiarato, e chi acquista un cronografo per usarlo davvero dovrebbe metterlo in conto.
Bracciale, tenuta e calibro NP20
Il bracciale a tre maglie riprende la stessa finitura della cassa e si chiude con una deployante a pulsanti, soluzione più solida e più comoda della fibbia ad ardiglione su un cronografo di questo peso. Le maglie centrali leggermente rilevate spezzano la monotonia di una superficie interamente opaca e, sul piano pratico, offrono al polso una zona di appoggio meno rigida. Gli attacchi da 20 mm sono la misura più diffusa in assoluto, quindi passare a un cinturino in pelle o a un NATO nero richiede pochi euro e nessuna ricerca: su un orologio dall’estetica così caratterizzata è una possibilità concreta, perché un cinturino cambia radicalmente il carattere di un total black. Più rilevante è la novità sulla tenuta: i 100 metri dichiarati raddoppiano i 50 metri delle versioni precedenti del Lunar Pilot e spostano il modello dalla categoria degli orologi da proteggere a quella dei segnatempo che si possono tenere al polso senza pensarci, doccia e nuoto in superficie compresi. Su un cronografo con pulsanti non a vite resta la regola di sempre, ossia non azionarli in immersione, ma il margine operativo quotidiano cambia in modo sostanziale.
262 kHz e un contatore che sa risparmiarsi
Il calibro NP20 High Precision Quartz oscilla a 262 kHz, otto volte la frequenza di un movimento al quarzo convenzionale, che lavora a 32.768 Hz. La frequenza più alta produce due conseguenze visibili: la lancetta del cronografo scorre in modo continuo invece di avanzare a scatti di un secondo, e il cronometraggio viene risolto al ventesimo di secondo, come indica la dicitura sul contatore. Il dettaglio più interessante riguarda la gestione dell’energia. Il contatore dei ventesimi ruota senza interruzione soltanto nei primi trenta secondi, poi torna a zero mentre il movimento continua a registrare internamente la frazione trascorsa: alla pressione del pulsante di stop la lancetta salta direttamente sul valore corretto. È un accorgimento che evita di consumare la batteria facendo girare a vuoto una lancetta che nessuno guarda durante un cronometraggio lungo, e spiega perché un calibro tanto veloce riesca comunque a garantire un’autonomia ragionevole. Chi arriva da un cronografo meccanico farà bene a saperlo in anticipo, perché al primo utilizzo il ritorno a zero del contatore sembra un malfunzionamento e non lo è.
Prezzo, alternative e considerazioni finali
Il listino italiano è di 1.460 euro, con 500 esemplari riservati al nostro mercato sui 6.000 complessivi. È il punto su cui la discussione si concentrerà, perché i Lunar Pilot di produzione corrente si trovano a listino intorno ai 599 euro con lo stesso identico calibro. La differenza non sta quindi nella meccanica: sta nel formato da 41 mm, nella lavorazione del quadrante, nel raddoppio della tenuta stagna, nella numerazione e nel corredo, che comprende una confezione dedicata con astuccio da viaggio e una sveglia ispirata alla strumentazione di bordo della capsula lunare. Quanto di questo valga la differenza dipende da cosa si sta cercando. Chi vuole semplicemente un cronografo Bulova con la storia dell’Apollo 15 al polso ha già la risposta a un terzo del prezzo, e il modello da 43,5 mm resta la scelta razionale. Chi aspettava da anni un Lunar Pilot proporzionato e considera il quadrante Musou un motivo di acquisto in sé sta invece comprando l’unica configurazione che offre entrambe le cose, in tiratura chiusa. Il rischio implicito è quello di ogni edizione limitata pensata per introdurre una novità di formato: se in futuro il 41 mm entrasse in produzione corrente in acciaio spazzolato, una parte dell’esclusività verrebbe ridimensionata.
Per capire dove si colloca questa referenza conviene metterla accanto alle alternative che un acquirente valuta realmente prima di firmare l’assegno, dentro e fuori la collezione Bulova.
| Modello | Ø | Movimento | Impermeabilità | Prezzo indicativo | Punto forte | Limite |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Bulova Lunar Pilot Black Hole | 41 mm | NP20 HPQ 262 kHz | 100 m | 1.460 € | Unico Lunar Pilot da 41 mm, quadrante Musou, numerato | Solo total black, tiratura chiusa, listino oltre il doppio |
| Bulova Lunar Pilot 43,5 mm | 43,5 mm | NP20 HPQ 262 kHz | 50 m | 599 € | Stessa meccanica e stessa storia a un terzo del prezzo | Più ingombrante, metà della tenuta stagna |
| Seiko Prospex Speedtimer Solar SSC813P1 | 39 mm | V192 quarzo solare | 100 m | circa 690 € | Nessuna batteria da sostituire, quadrante molto leggibile | Cronometraggio al quinto di secondo, lancetta a scatti |
| Omega x Swatch MoonSwatch Mission to the Moon | 42 mm | Mecaquarzo | 30 m | circa 270 € | Il modo più economico di portare al polso la storia lunare | Cassa in bioceramica, vetro non zaffiro, tenuta minima |
I Lunar Pilot di produzione corrente: quale scegliere
Chi legge fin qui e conclude che il formato da 41 mm non è una priorità ha davanti quattro configurazioni della collezione ordinaria, tutte con lo stesso calibro e tutte reperibili senza attese. Cambiano dimensioni, quadrante e tipo di cinturino, e ognuna risponde a un’esigenza diversa.
- Lunar Pilot 96B251, cinturino in pelle — la configurazione più vicina allo spirito dell’originale, con cassa da 45 mm e cinturino morbido. È la scelta di chi vuole il carattere da strumento senza la rigidità del metallo, e la più indulgente sui polsi sottili proprio perché il cinturino segue la curvatura.
- Lunar Pilot 96B258, bracciale in acciaio — stessa cassa da 45 mm con bracciale integrato. È la versione più solida e più facile da abbinare tutti i giorni, con l’avvertenza che il metallo aggiunge peso su un orologio già generoso.
- Lunar Pilot 98A186, versione integralmente nera — (presente anche nella mia collezione privata) per chi cerca l’estetica scura del Black Hole senza la tiratura chiusa e senza il relativo listino. Non ha il quadrante Musou né la tenuta raddoppiata, ma il colpo d’occhio è quello.
- Lunar Pilot 98A305 da 43,5 mm — la referenza che introduce gli accenti in blu e la cassa ridotta. Fino all’arrivo dell’edizione limitata era la scelta più equilibrata della collezione, e a conti fatti lo resta per chi non vuole spendere il doppio.
Un’ultima considerazione pratica: tutte queste referenze montano lo stesso calibro ad alta frequenza, quindi la differenza di prezzo fra loro riguarda materiali, dimensioni e finiture, mai la precisione. Se il budget è il vincolo principale, conviene scegliere in base a come l’orologio starà al polso e non in base alla scheda tecnica, che è sostanzialmente la stessa.
Il quadro che ne esce è chiaro. Sul terreno delle specifiche pure il Black Hole non domina: il Seiko offre la stessa tenuta e l’alimentazione solare per meno della metà, e all’interno della collezione Bulova la referenza da 43,5 mm porta al polso lo stesso calibro e la stessa storia spendendo un terzo. Quello che nessuno degli altri offre è la combinazione fra il formato da 41 mm, il quadrante Musou e la numerazione, ed è esattamente su questo che il prezzo va giudicato. Vale la pena aggiungere che a 1.460 euro si entra nella fascia dei cronografi meccanici di marchi svizzeri consolidati: chi considera irrinunciabile un movimento automatico troverà alternative, rinunciando però alla precisione e alla lancetta a scorrimento continuo dell’NP20.
Il Black Hole convince perché è un progetto coerente, e la coerenza è la cosa più rara in un’edizione limitata. Il nome nasce da un fatto documentato, il fondello lo racconta, il quadrante ne è la traduzione visiva e il formato risolve la sola obiezione che la collezione si portava dietro da dieci anni. Il calibro resta quello che rende il Lunar Pilot un oggetto tecnicamente interessante e non solo evocativo, e il raddoppio della tenuta stagna è il tipo di miglioramento silenzioso che si apprezza nell’uso, non nella scheda. Ciò che convince meno è la logica commerciale: Bulova introduce il formato più richiesto vincolandolo a una livrea integrale che non tutti vorranno e a un listino che si spiega solo in parte con il contenuto. Chi aspettava il 41 mm e ama il total black ha davanti l’unica occasione disponibile oggi, e con 500 pezzi per l’Italia non è un’occasione destinata a durare. Chi invece aspettava semplicemente un Lunar Pilot proporzionato farebbe bene a valutare quanto pesa, nella propria decisione, il rischio che quel formato arrivi in acciaio spazzolato e a listino ordinario. Resta un punto che nessuna scheda tecnica può chiarire: come si comporta davvero un quadrante che assorbe quasi tutta la luce nelle condizioni di illuminazione di una giornata normale. È la verifica che vale il viaggio fino a un concessionario, e quella che ci riserviamo di fare appena avremo l’orologio al polso.
Pro e contro
Pro
- Formato da 41 mm con 48 mm fra le anse: il Lunar Pilot più portabile mai prodotto
- Tenuta stagna raddoppiata rispetto a tutte le versioni precedenti della collezione
- Calibro NP20 a 262 kHz con lancetta a scorrimento continuo e cronometraggio al ventesimo di secondo
- Quadrante Musou: una soluzione tecnica reale, non un semplice trattamento nero
- Contrasto fra sabbiatura e parti lucide ben calibrato, il total black non risulta piatto
- Fondello coerente con la narrazione dell’edizione e numerazione progressiva
- Attacchi da 20 mm: cinturini alternativi facili da reperire
- Corredo completo con confezione dedicata, astuccio da viaggio e sveglia
Contro
- Listino oltre il doppio rispetto ai Lunar Pilot di produzione corrente, a parità di calibro
- Il formato più atteso arriva solo in versione integralmente nera e in tiratura chiusa
- Spessore importante, poco adatto sotto un polsino stretto
- Resa del quadrante fortemente dipendente dall’illuminazione: va visto dal vivo
Scheda tecnica e dati principali
| Referenza | 98A335, collezione Lunar Pilot |
|---|---|
| Diametro cassa | 41 mm |
| Spessore | 13,05 mm |
| Anse | 48 mm di distanza, attacchi da 20 mm |
| Materiale e finitura cassa | Acciaio inossidabile con rivestimento nero (PVD / black ion plating), sabbiata; lunetta e pulsanti lucidi |
| Vetro | Zaffiro piatto, cinque strati antiriflesso |
| Fondello | A vite, inserto in vetro con decorazione Apollo 15 |
| Quadrante | Vernice Musou, assorbimento dichiarato del 99,4% della luce |
| Lancette e indici | Applicati, Super-LumiNova grigia a emissione blu |
| Contatori e scala | 1/20 a ore 3, piccoli secondi a ore 6, 60 minuti a ore 9; scala tachimetrica canna di fucile |
| Movimento | Bulova NP20 High Precision Quartz, 262 kHz |
| Funzioni | Ore, minuti, secondi, cronografo al ventesimo di secondo |
| Impermeabilità | 100 m (10 ATM) |
| Bracciale | Tre maglie in acciaio con lo stesso rivestimento nero, deployante a pulsanti |
| Edizione e corredo | 6.000 esemplari numerati (500 per l’Italia); confezione “Black Hole”, astuccio e sveglia da viaggio |
| Prezzo | 1.460 € |
FAQ – Domande frequenti
Quanto misura davvero il Bulova Lunar Pilot Black Hole al polso?
Bulova dichiara 41 mm di diametro, ma sul polso pesa soprattutto la distanza fra le anse, pari a 48 mm, con attacchi da 20 mm e spessore di 13,05 mm. È una misura gestibile da un polso di circa 17 cm. Le versioni precedenti arrivavano a 43,5 e 45 mm.
Che differenza c’è rispetto al Lunar Pilot da 43,5 mm?
Il calibro è lo stesso NP20 a 262 kHz. Cambiano formato della cassa, quadrante in vernice Musou, rivestimento nero, impermeabilità che passa da 50 a 100 metri, numerazione e corredo. Il modello da 43,5 mm costa circa un terzo.
I 262 kHz sono otto o dieci volte la frequenza di un quarzo normale?
Otto. Un quarzo convenzionale oscilla a 32.768 Hz e 262.144 diviso 32.768 dà esattamente otto. Il valore circola talvolta come “dieci volte”, ma il rapporto corretto è quello indicato da Bulova nelle proprie schede tecniche.
Perché il contatore dei ventesimi di secondo si ferma dopo mezzo minuto?
È il funzionamento previsto. La lancetta ruota in modo continuo solo nei primi trenta secondi, poi torna a zero mentre il movimento continua a registrare internamente la frazione trascorsa. Premendo lo stop, la lancetta salta sul valore corretto: serve a preservare la batteria e non è un difetto.
Ci si può nuotare o fare la doccia?
I 100 metri dichiarati coprono senza problemi doccia e nuoto in superficie. Come su ogni cronografo con pulsanti non a vite, i pulsanti non vanno azionati mentre l’orologio è immerso.
Il quadrante Musou rende difficile leggere l’ora?
Per la lettura dell’ora no: lancette e indici chiari lavorano sul massimo contrasto possibile, perché il fondo non restituisce riflessi. Più impegnativa è la lettura dei contatori del cronografo, la cui numerazione è piccola e poco contrastata rispetto agli indici principali.
Vale 1.460 euro?
Dipende da cosa si cerca. A parità di calibro e di storia, la collezione corrente offre la stessa sostanza tecnica a circa un terzo del prezzo. La differenza si paga per il formato da 41 mm, il quadrante Musou, la tenuta raddoppiata, la numerazione e il corredo, oggi non disponibili in nessun’altra configurazione del Lunar Pilot.
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