Al polso di Brad Pitt c’è un Submariner senza data su un cinturino in tessuto, con una bussola da polso accanto. Non è un accessorio di scena qualunque: dietro ci sono un regista che ha servito in Marina, un Navy SEAL che portava lo stesso tipo di orologio la notte del raid contro Bin Laden e un piccolo produttore inglese di cinturini contattato senza sapere per quale film. Ma nel passaggio da un sito all’altro la storia è stata anche gonfiata, e vale la pena separare i fatti dalle leggende.
Heart of the Beast: il Submariner di Brad Pitt, il cinturino NDC e la storia di Will Chesney
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
In Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, nelle sale italiane dal 24 settembre 2026, Brad Pitt indossa un Rolex Submariner No-Date a due righe con scritta “SWISS MADE”, riconducibile alla ref. 14060M con calibro 3130, su un cinturino NDC verde con riga rossa e con una bussola da polso in stile Waltham. Secondo Watches of Espionage, David Ayer ha lasciato intendere che la scelta richiami Will Chesney, il SEAL che portava un Submariner senza data durante l’Operation Neptune Spear del 2011. Non c’è però una conferma ufficiale del regista, la referenza incisa sulla cassa non è stata letta da nessuno e il cinturino oggi in vendita non è dichiarato identico a quello del film.
In Heart of the Beast, il film di David Ayer da pochi giorni nelle sale italiane, Brad Pitt porta al polso un Rolex Submariner senza data montato su un cinturino in tessuto e affiancato da una bussola da polso. Non è una scelta di costume qualunque: secondo Watches of Espionage, la testata che per prima ha identificato l’orologio, il regista ha lasciato intendere che dietro ci sia la storia di Will Chesney, il Navy SEAL che portava un Submariner simile durante il raid del 2011 contro Osama bin Laden, insieme al suo cane Cairo.
L’orologio è un Rolex Submariner No-Date della famiglia 14060 con quadrante a due righe e scritta “SWISS MADE”, quindi con ogni probabilità una 14060M con calibro 3130, su un cinturino NDC verde con riga rossa e con una bussola da polso in stile Waltham.
Il punto che considero più interessante non è il divo al polso, ma la coerenza dell’insieme: orologio, cinturino e bussola raccontano il personaggio meglio di molte righe di sceneggiatura. Va però separato ciò che è documentato da ciò che è stato gonfiato nel passaggio da un sito all’altro: Ayer non ha mai confermato pubblicamente l’omaggio a Chesney, nessuno ha letto la referenza incisa sulla cassa e il cinturino oggi in vendita non è dichiarato identico a quello del film. È un articolo per chi vuole sapere che cosa c’è davvero dietro quel Submariner, non per chi cerca il gossip.
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Il Submariner al polso di Belmont
Pitt interpreta James Belmont, che Paramount presenta come un ufficiale delle Forze Speciali rimasto bloccato nella natura selvaggia dell’Alaska, dopo un incidente aereo, insieme al suo cane da combattimento Odin. Un personaggio costruito anche attraverso ciò che indossa, e l’orologio è uno di quei dettagli che difficilmente passano inosservati a chi segue questo mondo. Watches of Espionage ha pubblicato la prima identificazione il 16 giugno 2026, basandosi sulle immagini di produzione: un Submariner No-Date con quadrante a due righe, inserto della lunetta in alluminio e anse forate, montato su un cinturino in tessuto a righe verdi e rossa e affiancato da una bussola da polso. È una configurazione lontana dall’immagine patinata del Submariner moderno con lunetta in ceramica e, proprio per questo, coerente con un uomo abituato a strumenti che si usano, non che si esibiscono.
Cosa ha detto davvero Ayer
Qui serve precisione, perché il racconto si è deformato strada facendo. Watches of Espionage scrive di aver chiesto ad Ayer il perché di quella scelta, e che il regista “ha lasciato intendere”, con una certa reticenza, che fosse ispirata a “una storia familiare”. È la testata a leggere quella storia come un omaggio a Will Chesney. Pochi giorni dopo Esquire ha scritto che Ayer “ha spiegato” la scelta, e altri siti sono arrivati a parlare di “conferma”. Nelle interviste rilasciate dal regista per l’uscita del film, invece, dell’orologio non si parla. La lettura più corretta, quindi, è quella di un indizio lasciato cadere dal regista e interpretato da chi di orologi militari si occupa da anni, non di una dichiarazione ufficiale.
L’indizio, però, è credibile. Ayer conosce la Marina dall’interno: tra il 1986 e il 1988 ha prestato servizio come tecnico sonar a bordo del sottomarino USS Haddo. Un ex sommergibilista che mette un Submariner al polso del protagonista come richiamo alla storia di un altro marinaio è una scelta che si spiega da sola. E l’attenzione del regista per questi dettagli è documentata: già nel 2025, ben prima che circolassero le immagini del film, si era rivolto a Watches of Espionage per documentarsi sulle bussole da polso.
Chesney, Cairo e il raid
Will Chesney era un operatore del DEVGRU, il SEAL Team Six, e conduttore di Cairo, un pastore belga Malinois addestrato alla ricerca di esplosivi, che partecipò con lui all’Operation Neptune Spear del 2 maggio 2011 in Pakistan. Tutto ciò che sappiamo del suo orologio viene da una lunga conversazione pubblicata da Watches of Espionage nel 2023. Chesney aveva comprato il Submariner nuovo nel 2008, da un concessionario Rolex di Virginia Beach, subito dopo aver superato la selezione: un regalo a se stesso per avercela fatta. Nel 2009 fece incidere sul fondello l’insegna “Red Man” del suo squadrone, il Red Squadron.
Non era il suo orologio operativo. In Afghanistan lo portava durante i trasferimenti e lo sostituiva con un digitale Suunto o Garmin una volta in teatro. La notte del raid fece un’eccezione, per una ragione che dice molto più di qualsiasi scheda tecnica: era convinto che la squadra non sarebbe tornata, e tanto valeva morire con al polso il regalo che si era fatto per arrivare fin lì. Tornarono tutti. Pochi giorni dopo Chesney indossava lo stesso Submariner all’incontro con il presidente Obama e il vicepresidente Biden, con Cairo al suo fianco. Il cane, poi adottato da Chesney al momento del ritiro, è morto nel 2015; la loro storia è raccontata nel libro No Ordinary Dog.
Il legame con il film riguarda solo il costume, non la trama. Heart of the Beast nasce da una sceneggiatura originale di Cameron Alexander e nessuna fonte collega Chesney alla produzione. Resta il parallelismo evidente fra le due coppie, l’operatore e il suo cane, ed è su quello che l’orologio lavora. Un’ultima cautela: il tipo di quadrante del Submariner di Chesney non è documentato. Un No-Date acquistato nuovo nel 2008 era con ogni probabilità già della versione successiva, quella a quattro righe, quindi l’idea di un orologio “identico” a quello del film va evitata.
14060 o 14060M: lo dice il quadrante
Watches of Espionage parla genericamente di una referenza 14060. Esquire è più preciso e indica una 14060M a due righe “SWISS MADE”, prodotta in questa configurazione indicativamente fra il 2001 e il 2007, all’interno di una famiglia rimasta in catalogo fino al 2012, quando fu sostituita dalla 114060. La differenza non è un cavillo. La 14060 originale montava il calibro 3000 e, nell’ultima fase, aveva quadranti con la sola scritta “SWISS”. Con la 14060M arriva il calibro 3130 e, sul quadrante, la dicitura “SWISS MADE”. Dal 2007 la stessa referenza passa al quadrante a quattro righe con certificazione cronometrica e al rehaut inciso. Un due righe con “SWISS MADE” ben leggibile corrisponde quindi, in pratica, a una 14060M. Le cronologie dei rivenditori non documentano quadranti “SWISS MADE” sulla 14060 con calibro 3000; resta solo la possibilità, sempre presente sugli orologi usati, di un quadrante sostituito in assistenza. La verifica definitiva sarebbe la referenza incisa fra le anse, che nessuno ha potuto leggere.
| 14060 | 14060M due righe | |
| Calibro | 3000 | 3130 |
| Dicitura a ore 6 | “SWISS – T<25”, poi “SWISS” | “SWISS”, poi “SWISS MADE” |
| Certificazione cronometro | No | No (arriva con il quadrante a quattro righe) |
| Compatibile con il film | Solo con un quadrante sostituito | Sì |

Il resto della configurazione è quello che ha reso questa generazione tanto amata dagli appassionati: cassa in acciaio da 40 mm con anse forate, lunetta girevole con inserto in alluminio, vetro zaffiro, impermeabilità fino a 300 metri e nessun datario, quindi nessuna lente Cyclope a interrompere il vetro. Il calibro 3130 lavora a 28.800 alternanze/ora con circa 48 ore di riserva di carica. È un Submariner ancora vicino, almeno visivamente, all’idea originaria di strumento subacqueo, prima della ceramica e delle casse più massicce della generazione successiva. Per lo stesso motivo non ha senso definirlo “rarissimo”, come ha fatto qualche titolo in lingua inglese: la famiglia è rimasta in produzione per oltre vent’anni. Il suo fascino sta nella sobrietà, non nella scarsità.
Il cinturino NDC e la bussola
A rendere particolare il Submariner di Pitt non è soltanto la referenza. Il cinturino verde con riga rossa è un NDC, e la sua storia l’ha raccontata l’azienda stessa. Nel febbraio 2025 un costume buyer impegnato in una produzione in Nuova Zelanda, vincolato da un accordo di riservatezza che gli impediva di rivelare titolo e interpreti, chiese a NDC quattro esemplari identici di un modello fuori produzione da tempo, che il fondatore dovette recuperare fra le vecchie scorte. Quel cinturino era stato notato da David Ayer al polso dell’amico e appassionato Owen Thornton, e secondo NDC il regista volle proprio quella combinazione di orologio, cinturino e bussola per il suo personaggio. Nessuna fonte, però, chiarisce se il Submariner usato sul set sia lo stesso esemplare di Thornton o soltanto la stessa referenza. L’azienda precisa che non ci sono stati sponsorizzazioni, product placement né accordi commerciali.
Chi volesse replicare l’insieme deve sapere che NDC non ha rimesso in vendita il cinturino del film. In catalogo c’è un “Original NDC strap – Khaki with Red Stripe”, realizzato con elastico da paracadute della Marine Nationale, molto simile nell’aspetto, ma il marchio non lo presenta come lo stesso modello usato sul set, che le cronache descrivono come un intreccio tipo cintura di sicurezza.
Accanto al Submariner, Pitt porta una bussola da polso in stile Waltham, ed è il dettaglio che, a mio avviso, completa meglio il personaggio. Watches of Espionage ricorda che dalla guerra del Vietnam alla Guerra Fredda non era raro vedere operatori delle Army Special Forces e di altri reparti speciali con Rolex o Tudor Submariner su cinturini in tessuto, abbinati a bussole da polso di questo tipo. Il riferimento è dunque più storico che contemporaneo: la stessa testata osserva che un operatore di oggi porterebbe probabilmente una bussola di tutt’altra generazione. Ma l’insieme crea subito un linguaggio visivo preciso, riconoscibile da chi conosce questa cultura e invisibile per quasi tutti gli altri spettatori.
Il film nelle sale italiane
Heart of the Beast è arrivato nei cinema italiani giovedì 24 settembre 2026 con il titolo Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio, un giorno prima dell’uscita negli Stati Uniti. Accanto a Pitt ci sono J.K. Simmons e Anna Lambe. La storia è ambientata in Alaska, ma le riprese si sono svolte a Queenstown, in Nuova Zelanda, fra marzo e maggio 2025. Odin è interpretato da Uber, un pastore tedesco ex cane da ricerca e soccorso, affiancato sul set da tre dei suoi figli. È il ritorno della coppia Pitt-Ayer dopo Fury, e la critica americana lo ha accolto bene: al 27 settembre il film ha l’87% di recensioni positive su Rotten Tomatoes.
Un Rolex che racconta il personaggio
Alla fine, il dettaglio più interessante di questo Submariner non è il fatto che sia al polso di Brad Pitt, ma il modo in cui viene usato per raccontare James Belmont. Un No-Date a due righe, un cinturino in tessuto, una bussola da polso e l’eco della storia di Chesney e Cairo costruiscono l’immagine di un uomo abituato a strumenti affidabili, funzionali e con un passato. Qui il Rolex non comunica lusso o status, ma esperienza, memoria e appartenenza a un certo mondo. Ed è la ragione per cui il Submariner continua a funzionare anche lontano dal contesto per cui è nato: resta immediatamente riconoscibile, ma cambia significato a seconda di chi lo indossa e di come entra nella storia.
FAQ – Domande frequenti
Il Rolex di Brad Pitt nel film è un orologio vero o una replica?
Nessuna fonte ha chiarito la provenienza dell’esemplare usato sul set né quanti orologi siano stati impiegati durante le riprese. L’identificazione come Submariner No-Date a due righe si basa sulle immagini di produzione.
Qual è l’erede attuale di questo Submariner senza data?
Dopo la 14060M, Rolex ha prodotto la 114060, con lunetta in ceramica, e oggi la 124060 da 41 mm. Entrambe hanno abbandonato l’inserto in alluminio e le anse forate che caratterizzano l’orologio del film.
Il film è ispirato alla storia di Will Chesney e del cane Cairo?
No. La sceneggiatura è originale e firmata da Cameron Alexander. Il richiamo a Chesney riguarda l’orologio e, secondo Watches of Espionage, è un omaggio suggerito dal regista, non la base della trama.




