Con l’ultimo Gran Premio di Formula 1 in calendario a Zandvoort, l’orologeria sportiva incrocia un momento che il motorsport non rivivrà: un circuito che esce di scena. È in questo scenario che TAG Heuer lega due segnatempo a carica solare all’addio della pista olandese, in un anno in cui il marchio è cronometrista ufficiale del campionato.
TAG Heuer saluta Zandvoort con due Formula 1 Solargraph a ricarica solare
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Due edizioni limitate del TAG Heuer Formula 1 Solargraph da 38 mm celebrano l’ultimo Gran Premio d’Olanda a Zandvoort: cassa in acciaio sabbiato, quadrante grigio-arancio e movimento solare TH50-00 con autonomia fino a 10 mesi. Si scelgono nella versione in caucciù (1.500 pezzi, da 2.100 €) o in acciaio (1.000 pezzi, da 2.200 €), sul mercato da agosto 2026.

C’è un modo rapido per inquadrare questi due segnatempo: sono la stessa idea calata su due polsi diversi. Per l’ultimo Gran Premio d’Olanda, TAG Heuer congeda il circuito di Zandvoort con due edizioni limitate del Formula 1 Solargraph da 38 mm, gemelle nell’anima — cassa in acciaio sabbiato, quadrante grigio opalino acceso da arancio e rosso, movimento solare TH50-00 — e separate solo da ciò che le lega al polso. La prima monta un caucciù arancione (ref. WBY111H.FT8128), è tirata in 1.500 pezzi e parte da 2.100 euro; la seconda porta un bracciale in acciaio (ref. WBY111L.BA0042), scende a 1.000 esemplari ed è proposta a 2.200 euro, entrambe attese sul mercato da agosto 2026. Il mio verdetto in una riga: è il Formula 1 più maturo e rifinito mai uscito, con un’autonomia che di fatto cancella la manutenzione, e la vera domanda non è se prenderlo, ma quale delle due versioni scegliere.
| Nome modello | TAG Heuer Formula 1 Solargraph 38 mm |
| Referenza / Edizione | WBY111H.FT8128 (caucciù) · WBY111L.BA0042 (acciaio) |
| Materiale cassa | Acciaio sabbiato |
| Complicazione principale | Movimento solare Calibre TH50-00 con data |
| Edizione (esemplari) | 1.500 (caucciù) · 1.000 (acciaio) |
| Prezzo | Da 2.100 € (caucciù) · da 2.200 € (acciaio) |
Leggi anche: la collezione TAG Heuer Formula 1 Solargraph e il TAG Heuer Formula 1 Chronograph x Senna.
Zandvoort e l’eredità che pesa su ogni scelta
Zandvoort non è un tracciato qualsiasi da salutare con un orologio dedicato. Incastonata tra le dune del Mare del Nord, la pista olandese vive di curve sopraelevate e di un pubblico che resta a un passo dall’asfalto, e negli ultimi anni si è trasformata in una marea arancione che inghiotte le tribune a ogni giro. Da quel colpo d’occhio nasce la scelta cromatica di questi due segnatempo: l’arancione qui è il colore del tifo prima ancora che del prodotto, e riprende in modo esplicito l’atmosfera densa che accompagna il weekend. Legare una serie numerata all’addio della Formula 1 dal circuito ha una logica limpida — un luogo che esce di scena merita un oggetto che ne fissi l’istante — e chiarisce perché la maison abbia preferito due tirature contenute a un modello di listino ordinario.
Per capire il peso di questa operazione bisogna tornare al 1986, quando il Formula 1 portò il colore e l’attitudine da pista dentro un orologio pensato per tutti i giorni, e di fatto lanciò il nome TAG Heuer. Quella formula — segnatempo sportivo, accessibile, con un piede nel paddock e l’altro nella vita quotidiana — è rimasta il codice genetico della storica collezione Formula 1, e queste due serie ne rappresentano l’evoluzione più recente e rifinita. Il segmento Solargraph, in particolare, è la scommessa con cui la maison porta l’alimentazione a luce dentro quel DNA racing: due edizioni numerate che non nascono isolate, ma come tappa celebrativa all’interno di una collezione Formula 1 Solargraph già ampia. Il contesto conta anche sul piano commerciale, perché il legame con la Formula 1 non è solo estetico: TAG Heuer è oggi cronometrista ufficiale del campionato, e ancorare un lancio a un circuito che chiude i battenti trasforma l’orologio in un piccolo cimelio sportivo più che in un semplice esercizio di stile.
Quadrante e cassa: identità accesa, costruzione da sportivo vero
La base è un grigio opalino, scelta meno scontata di quanto sembri: rinuncia al bianco e al nero primari dei Formula 1 storici per una tonalità neutra che smorza l’aggressività e regge meglio i due accenti caldi. Su quel fondo lavorano l’arancio del rehaut e il rosso laccato di indici, lancette e lancetta centrale dei secondi, con il logo stampato nella stessa tinta. È una composizione in cui il colore ha una funzione di segnalazione più che estetica: guida l’occhio verso i punti che contano, invece di riempire il quadrante. A completare il codice visivo ci sono gli scudetti applicati a ore 6, 9 e 12, firma inconfondibile della collezione, e il datario a ore 3. Di notte il quadro cambia registro, perché gli indici e le lancette in Super-LumiNova nella tonalità guscio d’uovo virano su una luminescenza verde, mantenendo leggibilità quando la luce cala.
All’atto pratico questa impostazione funziona: il rosso pieno delle lancette stacca sul fondo neutro con un contrasto netto, e la lettura dell’ora resta immediata anche con un’occhiata di sfuggita, che su un orologio di ispirazione sportiva è il vero banco di prova. Il grigio, poi, ha il pregio di reggere la luce cangiante meglio di un quadrante lucido, restituendo una profondità quasi lattiginosa quando lo si inclina. Non tutto mi convince allo stesso modo. La scritta su tre righe a ore 6 — nome del modello, Solargraph e Swiss Made — mi pare l’elemento meno equilibrato dell’insieme, e il carattere squadrato e vagamente futuristico usato per numeri e testo è la scelta più divisiva del progetto: chi cerca il richiamo ottantiano lo apprezzerà, chi guarda alla sobrietà lo troverà un filo caricato. È un dettaglio, non un difetto sostanziale, ma su un quadrante costruito con questa cura salta all’occhio.
I 38 mm di diametro raccontano solo metà della storia. A dare il carattere al polso è soprattutto lo spessore di 9,9 mm, contenuto per un orologio con corona e fondello a vite, che tiene il profilo basso e la sensazione di leggerezza tipica della collezione. La distanza fra le anse si ferma a 18,5 mm, misura che mantiene l’ingombro compatto e rende il segnatempo adatto anche a polsi non generosi. L’acciaio della cassa è sabbiato, una finitura opaca che assorbe la luce invece di rifletterla e dialoga bene con l’immaginario da pista, lontano dal luccichio di un lucidato a specchio. Sul fronte della tenuta non ci sono compromessi di facciata: vetro zaffiro piatto con trattamento antiriflesso, corona in acciaio a vite a ore 3, fondello avvitato e 100 metri di impermeabilità: numeri da orologio sportivo reale, non da semplice accessorio a tema.
Il pezzo forte del profilo è la lunetta girevole bidirezionale in TH-Polylight, il polimero proprietario che TAG Heuer preferisce all’acciaio per questo componente. La scelta ha una doppia ragione: alleggerisce ulteriormente l’insieme e introduce una tattilità particolare, con una rotazione che si sente decisa sotto le dita ma non gommosa. Sul suo bordo torna il disegno a tacche che ha sempre identificato il Formula 1, qui riletto con transizioni più nette e un arancio pieno che incornicia il quadrante. È il punto in cui il legame con l’antenato anni ’80 si fa più evidente, ma il formato più generoso e le finiture più curate spostano il risultato lontano dal giocattolo colorato di allora: al polso l’orologio si legge come un oggetto pensato per un adulto, non come un vezzo nostalgico. Chi arriva dal Formula 1 originale noterà proprio questo — stessa silhouette riconoscibile, esecuzione di un altro livello.
Solargraph TH50-00: la carica a luce che cancella la manutenzione
Il cuore delle due edizioni è il Calibre TH50-00, un movimento al quarzo alimentato dalla luce sviluppato per TAG Heuer, che indica ore, minuti, secondi e data. La logica è la stessa della tecnologia solare di tipo Eco-Drive: una cella converte in energia sia la luce naturale sia quella artificiale, ricaricando l’orologio nell’uso quotidiano senza che ci si debba pensare. I numeri dichiarati danno la misura della sua efficienza. Un solo minuto di sole diretto basta ad alimentare il segnatempo per un’intera giornata, mentre una carica completa — raggiunta in meno di 40 ore di esposizione — garantisce fino a 10 mesi di autonomia nel buio totale. Se l’orologio si ferma riparte con appena 10 secondi di luce, e l’accumulatore ha una vita stimata fino a 15 anni: cifre che riducono la manutenzione quasi a zero, senza il cambio pila periodico di un quarzo tradizionale.
Tradotto nella vita di tutti i giorni, questo significa un orologio che non chiede attenzioni. Chi lo indossa con regolarità non lo vedrà mai fermarsi, perché la luce d’ufficio o quella di una giornata all’aperto bastano a tenerlo carico; chi invece lo lascia nel cassetto lo ritrova pronto con pochi istanti alla finestra. È una comodità che un automatico non offre — lì bastano un paio di giorni di stop per costringere a rimettere data e ora — e che un quarzo a pila paga con la manutenzione ricorrente e lo smaltimento della batteria. Su un Formula 1 la scelta ha una coerenza precisa: questa è una collezione nata per essere sportiva, robusta e senza pensieri, non per esibire una complicazione meccanica. Il motore solare asseconda quel carattere invece di tradirlo, e sposta il valore del segnatempo dall’orgoglio del calibro alla pura affidabilità d’uso. Chi cerca il fascino di un bilanciere che pulsa guarderà altrove; chi vuole un compagno che segna l’ora e sparisce dai suoi pensieri ha qui esattamente ciò che serve.
Caucciù o acciaio: prezzo, pro e contro, verdetto
Qui sta l’unica vera scelta da fare, perché tutto il resto è identico. La referenza WBY111H.FT8128 monta un caucciù arancione traforato, in tinta con la lunetta, chiuso da una fibbia ad ardiglione in acciaio: è la versione che spinge sul lato racing, morbida al polso e diretta nel richiamo al mondo delle corse, prodotta in 1.500 esemplari. La WBY111L.BA0042 cambia registro con un bracciale in acciaio sabbiato a tre file e un fermaglio déployant dotato di doppio pulsante di sicurezza ed estensione a maglie per la regolazione fine: costruzione più strutturata, presenza maggiore e un carattere complessivamente più deciso, in una tiratura ancora più stretta di 1.000 pezzi. C’è anche una differenza di dettaglio sul quadrante — la finestrella della data è incorniciata di rosso sulla versione in caucciù e resa con un taglio angolato su quella in acciaio — e un elemento distributivo da non trascurare: la variante con bracciale è proposta come esclusiva e-commerce, quindi passa per il canale online anziché per la vetrina fisica.
| Criterio | WBY111H.FT8128 in caucciù | WBY111L.BA0042 in acciaio |
|---|---|---|
| Carattere | Sportivo e diretto, pieno spirito da pista | Più strutturato e deciso, presenza da tutti i giorni |
| Al polso | Morbido e leggero, in tinta con la lunetta | Più corposo e “solido”, look coordinato in acciaio |
| Versatilità | Perfetto per il tempo libero, meno per contesti formali | Passa con più naturalezza dal casual al semi-formale |
| Rarità | 1.500 esemplari | 1.000 esemplari (più difficile da trovare) |
| Dove si compra | Canale tradizionale | Esclusiva e-commerce |
| Prezzo | 2.100 € | 2.200 € |
| Ideale per | Chi vuole il richiamo racing più immediato e leggero | Chi cerca la versione più rara e versatile, e la usa spesso |
Al netto delle preferenze estetiche, la scelta si gioca su tre variabili concrete. Se il criterio è la spontaneità del richiamo racing e la leggerezza assoluta, il caucciù è la strada più coerente, e i cento euro di risparmio non guastano. Se invece contano la versatilità quotidiana e la voglia di un oggetto più difficile da incrociare al polso di qualcun altro, la versione in acciaio ha due argomenti forti: si adatta a più contesti e la tiratura più stretta la rende oggettivamente più rara. Su quest’ultima pesa anche la modalità d’acquisto, perché passando solo dal canale online richiede di muoversi con un minimo di anticipo. Il mio consiglio pratico: prendi il caucciù se cerchi il Formula 1 nella sua veste più autentica e diretta, punta sull’acciaio se lo vedi come un segnatempo da rotazione frequente e ti interessa il valore aggiunto della rarità.
La disponibilità è fissata da agosto 2026, e su edizioni così contenute il fattore tempo conta più del solito, soprattutto per la variante venduta unicamente online. Il rapporto qualità/prezzo va letto per quello che questo orologio è, non per quello che il cartellino potrebbe far pensare a chi associa il quarzo alla fascia bassa. Il valore qui non sta in un calibro meccanico, ma nella somma di elementi concreti: una costruzione da sportivo vero, un motore a luce che azzera di fatto la manutenzione per anni, finiture curate e la sicurezza di un oggetto in serie chiusa con confezione dedicata. Chi cerca il prestigio della meccanica troverà alternative più “nobili” a questa cifra e farà bene a orientarsi altrove. Chi invece dà valore all’affidabilità senza pensieri, all’identità racing e alla rarità di un pezzo legato a un momento irripetibile, ha davanti una proposta sensata, il cui prezzo si giustifica più con l’esclusività che con la meccanica. È un acquisto che ha senso soprattutto per chi lo compra sapendo cosa sta comprando.
A favore
- Autonomia solare che azzera di fatto la manutenzione, con accumulatore dalla vita lunga
- Costruzione da sportivo reale: acciaio a vite, zaffiro antiriflesso e 100 metri di tenuta
- Formato da 38 mm e profilo sottile, comodo anche su polsi contenuti
- Quadrante leggibile, con il colore usato per guidare l’occhio più che per decorare
- Serie numerate con confezione dedicata e legame celebrativo a un evento preciso
- Due anime distinte tra caucciù e acciaio, per gusti e usi diversi
Contro
- Movimento al quarzo: non fa per chi cerca il fascino della meccanica
- Scritta su tre righe a ore 6 poco equilibrata e carattere tipografico divisivo
- Prezzo giustificato più dall’esclusività della serie che dai contenuti tecnici
- Versione in acciaio disponibile solo online e in tiratura molto stretta
Se il concept ti convince ma vuoi valutare la concorrenza, ci sono due direzioni da esplorare. La prima resta dentro l’universo racing e l’estetica accesa: il TAG Heuer Formula 1 x Gulf gioca sullo stesso immaginario da pista con una veste cromatica altrettanto identitaria, mentre il Carrera x Porsche Orange Racing porta lo stesso arancione da corsa su una base cronografica più sofisticata, per chi è disposto a salire di categoria. La seconda direzione guarda al motore a luce: chi mette l’autonomia solare davanti al nome sportivo può considerare un Seiko Prospex Speedtimer Solar, che sposa la stessa filosofia senza pila a un’anima cronografica. Ognuna di queste vie sposta l’accento su una priorità diversa — colore, complicazione o tecnologia — e aiuta a capire meglio cosa si sta scegliendo davvero con le due edizioni di Zandvoort.
Scheda tecnica e dati principali
| Cassa e lunetta | |
|---|---|
| Diametro | 38 mm |
| Spessore | 9,9 mm |
| Distanza fra le anse | 18,5 mm |
| Vetro | Zaffiro piatto con trattamento antiriflesso |
| Corona e fondello | Acciaio, entrambi a vite |
| Impermeabilità | 100 metri |
| Lunetta | TH-Polylight arancione, bidirezionale, scala 60 secondi/minuti |
| Quadrante | |
| Fondo | Grigio opalino con rehaut arancio/rosso |
| Indici e lancette | Laccati rossi, Super-LumiNova guscio d’uovo (verde di notte) |
| Data | A ore 3 (cornice rossa su caucciù, angolata su acciaio) |
| Movimento | |
| Calibro | TH50-00 Solargraph (quarzo alimentato dalla luce) |
| Funzioni e autonomia | Ore, minuti, secondi, data; fino a 10 mesi al buio, accumulatore fino a 15 anni |
| Edizione | |
| Terminali | Caucciù arancione (WBY111H.FT8128) / bracciale acciaio 3 file (WBY111L.BA0042) |
| Tiratura | 1.500 / 1.000 esemplari |
| Prezzo e uscita | Da 2.100 € / 2.200 €, da agosto 2026 |
FAQ – Domande frequenti
Il Formula 1 Solargraph è al quarzo?
Sì: monta il Calibre TH50-00, un movimento al quarzo alimentato dalla luce naturale e artificiale. Indica ore, minuti, secondi e data e non richiede il cambio pila periodico di un quarzo tradizionale.
Quanto dura la carica del movimento?
A carica piena garantisce fino a 10 mesi di autonomia al buio totale. Un minuto di sole diretto basta per un giorno di marcia, e l’accumulatore ha una vita stimata fino a quindici anni.
Quanto costano e quando escono?
La versione in caucciù (WBY111H.FT8128) parte da 2.100 euro, quella in acciaio (WBY111L.BA0042) da 2.200 euro. Entrambe sono disponibili da agosto 2026.
Quanti esemplari esistono?
Sono due serie numerate: 1.500 pezzi per la versione in caucciù e 1.000 per quella in acciaio. Quest’ultima, più rara, è proposta come esclusiva e-commerce.
Che differenza c’è tra la versione in caucciù e quella in acciaio?
Cambiano solo il terminale al polso, la tiratura, il prezzo e un dettaglio della data. Cassa, quadrante e movimento sono identici: il caucciù è più leggero e diretto, l’acciaio più versatile e strutturato.
Costano come gli altri Formula 1 Solargraph?
No: queste due edizioni si collocano sopra i modelli Solargraph di normale produzione. Il sovrapprezzo si spiega con la serie numerata, la confezione dedicata e il legame celebrativo con l’ultimo Gran Premio di Zandvoort.
Si può indossare in acqua?
Sì, entro i 100 metri di impermeabilità. Con corona e fondello a vite regge nuoto e attività in acqua, ma non è pensato per l’immersione con bombole.





