Il ritorno dell’Oris Artelier Complication è rilevante perché mostra come una maison indipendente stia rileggendo una complicazione classica in chiave più contemporanea, senza trasformarla in un esercizio nostalgico. In un momento in cui il design dei dress watch sta cambiando sensibilmente, questo modello offre spunti concreti su proporzioni, leggibilità e posizionamento nella fascia accessibile dell’orologeria Swiss Made.
Oris Artelier Complication 2026: cosa cambia davvero nel nuovo dress watch urbano con fasi lunari
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
L’Oris Artelier Complication 2026 reinterpreta la storica linea elegante del marchio con un design più urbano, un quadrante semplificato a due contatori e il nuovo calibro 782. Le complicazioni restano le fasi lunari e il secondo fuso orario a 24 ore, mentre prezzi e configurazioni partono da 2.300 euro con cinturino e arrivano a 2.500 euro con bracciale.

Indice dei contenuti
Quello che mi colpisce subito in questo aggiornamento non è tanto il ritorno dell’Artelier, quanto il modo in cui Oris ha deciso di riposizionarlo: non più semplice dress watch tradizionale, ma un segnatempo pensato per un contesto urbano, più dinamico e contemporaneo. La scelta di mantenere due complicazioni iconiche come le fasi lunari e il secondo fuso orario a 24 ore va letta proprio in questa direzione: non un esercizio di stile fine a sé stesso, ma un equilibrio tra funzione e identità. In un mercato dove molti orologi eleganti restano ancorati a codici classici, qui percepisco un tentativo concreto di parlare a una nuova generazione, senza rinunciare alla componente meccanica che da sempre definisce il carattere del marchio.
| Nome modello | Oris Artelier Complication |
| Referenza | 782 7811 4055-07 / 782 7811 4051-07 / 782 7811 4056-07 |
| Prezzo | 2.300 euro con cinturino in pelle, 2.500 euro con bracciale in acciaio |
Per capire questa evoluzione, parto dalla posizione che l’Artelier ha sempre occupato all’interno del catalogo Oris: una linea nata nei primi anni 2000 per rappresentare il lato più raffinato del marchio, lontano dall’anima sportiva dei diver che tutti conoscono. Proprio per questo motivo, l’intervento affidato a Lena Huwiler non si limita a un semplice restyling, ma diventa un cambio di linguaggio. Ridisegnare un modello con questa identità significa ribilanciare proporzioni, funzioni e percezione al polso, cercando di renderlo più attuale senza snaturarlo. Ed è qui che entra in gioco la scelta più evidente: semplificare, togliere il superfluo e lasciare spazio a ciò che oggi ha davvero senso leggere su un quadrante.

La svolta più evidente, a mio avviso, si legge proprio nel quadrante: il passaggio da quattro indicazioni separate a una configurazione con soli due contatori cambia completamente la percezione dell’orologio. Portare le fasi lunari a ore 12 e il secondo fuso a ore 6, in un asse verticale, non è solo una scelta estetica, ma un modo per restituire ordine e immediatezza alla lettura. Eliminando giorno e data, Oris ha liberato spazio visivo e ridotto il “rumore” informativo, ottenendo un layout più arioso e contemporaneo. È una decisione che può sembrare radicale per chi era affezionato alla versione precedente, ma che in realtà rende il segnatempo molto più coerente con un utilizzo quotidiano moderno, dove la chiarezza viene prima della quantità di informazioni.
Le due complicazioni rimaste non sono lì per riempire il quadrante, ma per definire il carattere di questo modello. Le fasi lunari a ore 12 mantengono quella componente poetica che, in un orologio meccanico, continua ad avere un fascino speciale, mentre l’indicazione delle 24 ore a ore 6 introduce una funzione concreta per chi vive tra viaggi, lavoro e riferimenti temporali diversi. In pratica, Oris ha scelto di conservare una complicazione emozionale e una utile, evitando di appesantire il quadrante con informazioni meno centrali. Mi sembra una sintesi intelligente: da una parte il richiamo alla tradizione orologiera, dall’altra una lettura più aderente alle esigenze di chi oggi cerca un dress watch con un minimo di versatilità reale.

Un dettaglio funzionale che trovo ben risolto riguarda la gestione del secondo fuso orario. In questo caso Oris affianca alla corona un pulsante correttore integrato nella carrure, posizionato tra le 4 e le 5, dedicato proprio alla regolazione dell’indicazione a 24 ore. È una soluzione pratica perché consente di intervenire in modo diretto su questa funzione senza dover passare da regolazioni più articolate, mantenendo separata l’impostazione dell’ora principale. Nell’uso quotidiano, soprattutto per chi ha bisogno di tenere sotto controllo un secondo riferimento temporale, questo tipo di comando rende l’interazione più immediata e coerente con la filosofia semplificata del quadrante.

Dal punto di vista stilistico, il lavoro fatto sul quadrante è più sofisticato di quanto sembri a un primo sguardo. La costruzione su tre livelli – con una zona centrale leggermente bombata e materica, un anello esterno liscio e inclinato e i due contatori integrati – crea profondità senza ricorrere a soluzioni decorative invasive. Mi ha colpito in particolare il modo in cui la fase lunare è stata reinterpretata: non la classica finestra isolata, ma un elemento inserito in un cielo stellato coordinato con il resto del quadrante, così da risultare più armonico e meno “applicato”. Anche gli indici affusolati e le lancette più geometriche vanno nella stessa direzione, rendendo l’insieme più pulito e leggibile, soprattutto nella vita quotidiana dove riflessi e luce naturale fanno davvero la differenza.
Anche la scelta cromatica contribuisce in modo evidente a ridefinire il carattere di questo modello. Le tre varianti – avorio, blu notte e castagna – non sono semplici alternative estetiche, ma vere e proprie interpretazioni dello stesso progetto. L’avorio, ad esempio, restituisce un’immagine più rilassata e luminosa, mentre il blu notte si muove su un terreno più elegante e deciso. Il castagna, invece, è forse quello più interessante in ottica contemporanea: caldo, meno scontato e facilmente abbinabile. In tutte le versioni, i contatori sono studiati per integrarsi con il quadrante, evitando contrasti eccessivi e mantenendo una coerenza visiva che, nella pratica, migliora anche la leggibilità complessiva.
Passando alla cassa, qui Oris ha mantenuto un approccio molto equilibrato, senza inseguire dimensioni estreme. I 39,5 mm di diametro, con uno spessore di 11,8 mm e una distanza tra le anse di 45,5 mm, collocano questo modello in una fascia estremamente versatile. Sulla carta può sembrare un classico dress watch, ma in realtà queste proporzioni lo rendono facilmente portabile anche in contesti meno formali. Il vetro zaffiro bombato contribuisce a dare profondità al quadrante, mentre il pulsante correttore posizionato tra le 4 e le 5 consente di intervenire sul secondo fuso orario in modo pratico. Considerando anche l’impermeabilità di 3 atmosfere, è chiaro che non nasce per un uso sportivo, ma nell’uso quotidiano si difende bene, soprattutto per chi cerca eleganza senza rigidità.

Sotto il quadrante troviamo il nuovo calibro Oris 782, che rappresenta un’evoluzione diretta del precedente 781, ma con una filosofia diversa. Qui il lavoro non è stato quello di aggiungere funzioni, bensì di semplificare la struttura eliminando gli ingranaggi legati alle indicazioni non più presenti. La base resta quella affidabile del Sellita SW200-1, rivista da Oris per integrare la fase lunare a ore 12 e il secondo fuso a 24 ore a ore 6. Il risultato è un movimento automatico a 4 Hz con circa 41 ore di riserva di carica, dotato di arresto dei secondi e regolazione fine. In termini pratici, questa scelta porta un vantaggio concreto: meno complessità visiva e meccanica, ma senza rinunciare a due complicazioni che danno personalità al segnatempo.
Un elemento che considero tutt’altro che secondario è il ruolo di Lena Huwiler in questo progetto. Non capita spesso di vedere una designer così giovane intervenire su una linea già consolidata, e proprio per questo il risultato assume ancora più valore. La decisione di ridurre drasticamente le indicazioni non è solo una scelta tecnica, ma un gesto progettuale preciso: mettere al centro la fase lunare e darle lo spazio che merita. In questo senso, l’Artelier Complication diventa quasi una dichiarazione di intenti, dove tradizione e sensibilità contemporanea si incontrano. Mi sembra evidente che l’obiettivo non fosse semplicemente aggiornare un modello, ma ridefinirne il linguaggio per renderlo più vicino a chi oggi si avvicina all’orologeria con uno sguardo diverso.

Dal lato commerciale, Oris ha mantenuto una proposta piuttosto chiara: l’Artelier Complication arriverà a maggio 2026 con un prezzo di 2.300 euro nella versione con cinturino in pelle e di 2.500 euro con bracciale in acciaio. È una fascia che, a mio parere, lo colloca in modo interessante nel panorama degli orologi meccanici Swiss Made con complicazioni classiche, soprattutto se si considera il lavoro fatto sul design e sulla pulizia del quadrante. La differenza di prezzo tra le due configurazioni è contenuta, e questo lascia spazio a una scelta più legata allo stile d’uso che al budget puro: cinturino per un’impostazione più morbida ed elegante, bracciale per una presenza più urbana e continua nell’utilizzo quotidiano.
Quello che emerge a mio avviso, è un progetto che non cerca di stupire con soluzioni estreme, ma di lavorare in modo mirato su ciò che oggi ha davvero senso per un dress watch contemporaneo. La semplificazione del quadrante, l’attenzione alle proporzioni e la scelta di mantenere solo due complicazioni ben integrate raccontano una direzione precisa: rendere l’orologio più leggibile, più versatile e più vicino alla quotidianità. Mi sembra un passaggio interessante anche per il posizionamento del marchio, perché dimostra come si possa reinterpretare una complicazione classica senza trasformarla in un esercizio nostalgico. In fondo, la vera domanda è questa: serve davvero aggiungere funzioni, o è più efficace scegliere quelle giuste e valorizzarle? Qui la risposta sembra piuttosto chiara.
Scheda tecnica e dati principali
| Modello | Oris Artelier Complication |
| Calibro | Oris 782 automatico |
| Base movimento | Sellita SW200-1 modificato da Oris |
| Funzioni | Ore, minuti, secondi centrali, fasi lunari a ore 12, secondo fuso orario 24 ore a ore 6, arresto dei secondi |
| Riserva di carica | 41 ore |
| Frequenza | 4 Hz |
| Cassa | Acciaio inox |
| Diametro | 39,5 mm |
| Spessore | 11,8 mm |
| Lug to lug | 45,5 mm |
| Quadranti | Avorio, blu notte, castagna |
| Vetro | Zaffiro ricurvo su entrambi i lati, antiriflesso interno |
| Fondello | Acciaio avvitato con oblò in vetro minerale |
| Impermeabilità | 3 ATM |
| Cinturini e bracciale | Pelle marrone scuro o bracciale in acciaio |
| Prezzo | 2.300 euro con cinturino, 2.500 euro con bracciale |
| Disponibilità | Maggio 2026 |
FAQ – Domande frequenti
Che cos’è l’Oris Artelier Complication 2026?
È la nuova interpretazione dell’Artelier firmata Oris, con design più urbano, quadrante semplificato e due complicazioni: fasi lunari e secondo fuso orario a 24 ore.
Quali complicazioni offre il nuovo Artelier Complication?
Mostra le fasi lunari a ore 12 e un secondo fuso orario con indicazione 24 ore a ore 6, oltre a ore, minuti e secondi centrali.
Che dimensioni ha la cassa?
La cassa in acciaio misura 39,5 mm di diametro, 11,8 mm di spessore e 45,5 mm da ansa ad ansa.
Quale movimento monta?
Monta il calibro Oris 782, automatico, basato su Sellita SW200-1 modificato, con 41 ore di riserva di carica.
Quanto costa l’Oris Artelier Complication 2026?
Il prezzo è di 2.300 euro con cinturino in pelle e di 2.500 euro con bracciale in acciaio.
Quando sarà disponibile?
La disponibilità è prevista a partire da maggio 2026.