Un calendario che “lega” Sole e Luna: perché il 150 Heritage è diverso dal solito perpetuo
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Per il 150° anniversario, Audemars Piguet presenta un orologio da tasca in platino da 50 mm con Calibro 1150 a carica manuale e un Calendario Universale lunisolare integrato nel fondello: un progetto che unisce suonerie Supersonnerie, grandi complicazioni e Métiers d’Art (incisioni a mano e smalto Grand Feu) in una produzione ultra limitata.

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Per celebrare i 150 anni di storia, Audemars Piguet ha scelto di guardare indietro per andare avanti, recuperando il formato dell’orologio da tasca come terreno ideale per spingere al limite la propria visione tecnica. Il risultato è il 150 Heritage Ultra-complicato Calendario Universale (ref. 75150PT.OO.01), una creazione che concentra secoli di osservazione astronomica, ingegneria meccanica e maestria artigianale in un unico oggetto. Al centro di questo progetto c’è il nuovo Calibro 1150, affiancato da un Calendario Universale indipendente integrato nel fondello, un dispositivo lunisolare pensato per leggere il tempo non solo come successione di ore, ma come sistema complesso di cicli celesti e culturali. Più che un esercizio celebrativo, questo segnatempo mi sembra una dichiarazione d’intenti: usare la tradizione come piattaforma per ridefinire cosa possa essere oggi l’alta complicazione.
| Modello | 150 Heritage Ultra-complicato Calendario Universale |
| Referenza | 75150PT.OO.01 |
| Prezzo | Su richiesta |

La scelta del formato tascabile non è solo simbolica, ma profondamente funzionale. Con una cassa in platino da 50 mm e uno spessore di 23,4 mm, il 150 Heritage è stato chiaramente progettato senza compromessi dimensionali, lasciando al movimento tutto lo spazio necessario per esprimersi. Proprio osservando queste proporzioni diventa evidente l’approccio ingegneristico adottato: non un ingrandimento forzato di un calibro da polso, ma una costruzione pensata fin dall’inizio per l’uso a mano. La disposizione concentrata di pulsanti e correttori intorno alla corona riduce il rischio di azionamenti involontari e restituisce un’interazione sorprendentemente ordinata per un orologio con questo livello di complessità. È un tema che riconosco nelle più recenti complicazioni della Manifattura, dove ergonomia e leggibilità non sono più sacrifici necessari, ma parti integranti del progetto tecnico.
Uno degli elementi che trovo più riusciti è il modo in cui la cassa diventa parte attiva dell’esperienza, e non un semplice contenitore. Sul profilo inferiore, a ore 6, un pulsante discreto consente di aprire il fondello segreto, che ruota completamente di 180 gradi rivelando sia il movimento sia il Calendario Universale. Questa soluzione non ha solo una funzione spettacolare: il fondello integra una vera e propria tavola armonica Supersonnerie in vetro zaffiro, studiata per ottimizzare la resa acustica delle suonerie. È interessante notare come Audemars Piguet abbia applicato qui le stesse logiche di progettazione già viste nelle sue ripetizioni minuti più avanzate, trasformando una scelta costruttiva in un vantaggio concreto sul piano sonoro e visivo.

Dal punto di vista decorativo, la cassa in platino è un vero manifesto di Métiers d’Art: è interamente incisa a mano e sfrutta le superfici libere – rese ancora più pulite dalla concentrazione dei comandi in un’area limitata – per raccontare la dimensione celebrativa del 150° anniversario. Qui compaiono motivi commemorativi e simboli dedicati alla ricorrenza, con un linguaggio che richiama la tradizione di Audemars Piguet senza scadere nella semplice retorica. È proprio in questi dettagli che, secondo me, si misura la differenza tra un “pezzo complicato” e un oggetto di alta orologeria completo: quando l’incisione non è un ornamento aggiunto, ma una parte coerente della narrazione tecnica ed estetica.

Il quadrante principale segue la stessa logica di coerenza tra tecnica e decorazione. Realizzato in oro bianco 18 carati e rifinito con smalto Grand Feu blu traslucido, gioca su una profondità cromatica che cambia con la luce, valorizzando le incisioni ispirate alle scie stellari. I numeri romani, incisi a mano, emergono con discrezione senza appesantire la lettura, mentre le lancette in oro rosa 18 carati creano un contrasto caldo e immediatamente leggibile. È una scelta che trovo particolarmente riuscita, perché riesce a tenere insieme due esigenze spesso opposte: rendere comprensibile un quadrante estremamente complesso e, allo stesso tempo, evocare in modo sottile il legame con l’astronomia che attraversa l’intero progetto.

Girando l’attenzione sul fondello, il Calendario Universale riprende la stessa grammatica estetica: incisioni a scie stellari riempite di smalto blu, elementi tono su tono e dischi con finitura color titanio. Qui, però, la decorazione ha anche un ruolo “didattico”, perché accompagna un display che non si limita a mostrare dati, ma propone una lettura ampia del tempo. Quando si parla di calendari complessi, il rischio è sempre quello di creare una sovrapposizione visiva difficile da interpretare; la scelta di mantenere un linguaggio coerente tra i due lati dell’orologio, invece, aiuta a orientarsi e a capire che le indicazioni sono parte di un unico racconto: quello dei cicli che regolano il nostro modo di misurare giorni, mesi e ricorrenze.

Il cuore meccanico di questo progetto è il Calibro 1150, un movimento a carica manuale sviluppato partendo dalla piattaforma dell’Universelle presentata nel 2023 e ripensato per l’uso tascabile. Qui non c’è traccia di compromessi: la massa oscillante è assente e l’architettura è stata riprogettata per una gestione coerente delle funzioni. Parliamo di 1.099 componenti, una riserva di carica di 60 ore e una frequenza di 21.600 alternanze/ora (3 Hz), numeri che da soli spiegano il livello di ambizione. Quello che colpisce, però, non è solo la complessità dichiarata, ma la sensazione di progetto “organico”: ogni funzione sembra pensata per dialogare con le altre, non per stupire in modo isolato.
All’interno di questa architettura trovano posto alcune delle complicazioni più rappresentative dell’alta orologeria contemporanea firmata Audemars Piguet. Il movimento integra una Grande Sonnerie Supersonnerie con ripetizione minuti, un cronografo con funzione fly-back e cronografo rattrappante, un tourbillon volante e un calendario perpetuo, affiancati da indicazioni astronomiche come la luna astronomica e le fasi lunari. La scheda tecnica parla di 40 funzioni (di cui 22 complicazioni), con la nota che il conteggio può variare a seconda degli standard utilizzati. Al di là dei numeri, ciò che mi sembra rilevante è l’equilibrio raggiunto: anche con una meccanica così stratificata, il progetto continua a inseguire ordine, leggibilità e fruibilità.
Questa chiarezza si riflette anche nel modo in cui l’orologio viene gestito: qui l’idea di “ingegneria incentrata sull’utente” non è una formula, ma un obiettivo misurabile. In generale, quando le funzioni aumentano, aumentano anche i rischi di errori e regolazioni sbagliate; concentrare controlli e logiche d’uso in punti precisi riduce l’attrito e rende più intuitiva la consultazione. Il risultato, almeno sulla carta, è un oggetto che prova a trasformare la complessità in un’esperienza controllabile, evitando che le complicazioni restino patrimonio esclusivo di chi le conosce già a memoria.

La vera anima concettuale del 150 Heritage emerge però nel Calendario Universale, alloggiato nel fondello e progettato come sistema indipendente dal movimento principale. A differenza dei calendari perpetui tradizionali, legati a un solo riferimento civile, questo meccanismo utilizza il calendario gregoriano come base per connettere cicli solari, lunari e lunisolari in un’unica lettura. L’obiettivo non è sommare indicazioni, ma offrire una visione panoramica dei fenomeni ricorrenti che scandiscono il tempo, includendo anche riferimenti astronomici e culturali. È una soluzione che mi sembra andare oltre la complicazione fine a sé stessa, trasformando l’orologio in uno strumento di interpretazione del tempo, più che di semplice misurazione.

Mi piace anche l’idea che, pur essendo un capolavoro di micro-meccanica, questo segnatempo resti dichiaratamente un oggetto “completo” nel senso tradizionale del termine. La catena in platino realizzata a mano non è un accessorio messo lì per nostalgia, ma un richiamo concreto all’arte della creazione di catene, parte integrante della cultura degli orologi da tasca. È un dettaglio che rafforza la coerenza del progetto: quando si decide di tornare a un formato storico, ha senso farlo fino in fondo, curando anche ciò che sta intorno all’orologio e definisce il gesto d’uso.
La produzione è volutamente estremamente limitata, a sottolineare il carattere non replicabile di questa creazione. Il 150 Heritage viene realizzato in soli due esemplari in platino, affiancati da otto varianti in oro bianco, ciascuna rifinita secondo gli stessi standard di eccellenza artigianale. Il prezzo è su richiesta, una formula che in questo caso racconta bene la natura dell’oggetto: qui si entra in una dimensione fuori scala, dove la domanda non è solo “quanto costa”, ma che cosa rappresenta davvero un pezzo del genere per l’alta orologeria contemporanea.
Scheda tecnica e informazioni chiave
| Modello | 150 Heritage Ultra-complicato Calendario Universale |
| Referenza | 75150PT.OO.01 |
| Prezzo | Su richiesta |
| Cassa | Platino, incisa a mano; vetro zaffiro; fondello con tavola armonica Supersonnerie |
| Dimensioni | 50 mm; spessore 23,4 mm |
| Impermeabilità | 0 m |
| Quadrante | Smaltato blu traslucido; numeri romani incisi a mano in oro bianco 18 carati; lancette in oro rosa 18 carati |
| Movimento | Calibro 1150, carica manuale, 81 rubini |
| Riserva di carica | 60 ore |
| Frequenza | 3 Hz (21.600 alternanze/ora) |
| Componenti | 1.099 |
| Dimensioni calibro | Diametro 34,3 mm; spessore 8,9 mm |
| Funzioni principali | Grande Sonnerie Supersonnerie, ripetizione minuti, tourbillon, cronografo fly-back, cronografo rattrappante, luna astronomica, fasi lunari, grande data, ore e minuti |
| Calendario Universale | Meccanismo lunisolare integrato nel fondello; lettura panoramica dei cicli solari, lunari e lunisolari |
| Catena | Platino, realizzata a mano |
| Produzione | 2 esemplari in platino + 8 varianti in oro bianco |
FAQ – Domande frequenti
Che cos’è il Calendario Universale del 150 Heritage?
È un meccanismo lunisolare integrato nel fondello che mette in relazione cicli solari, lunari e lunisolari, offrendo una lettura panoramica dei fenomeni ricorrenti che scandiscono il tempo.
Quali sono le dimensioni e i materiali della cassa?
La cassa è in platino, misura 50 mm e ha uno spessore di 23,4 mm. È incisa a mano e utilizza vetro zaffiro, con fondello dotato di tavola armonica Supersonnerie.
Che tipo di movimento monta e quali sono i dati principali?
Monta il Calibro 1150 a carica manuale: 1.099 componenti, 81 rubini, 60 ore di riserva di carica e frequenza di 3 Hz (21.600 alternanze/ora).
Quali sono le complicazioni più importanti presenti nel Calibro 1150?
Tra le principali: Grande Sonnerie Supersonnerie con ripetizione minuti, tourbillon volante, cronografo fly-back, cronografo rattrappante, grande data, luna astronomica e fasi lunari.
Quanti esemplari esistono e quanto costa?
La produzione è ultra limitata: 2 esemplari in platino e 8 varianti in oro bianco. Il prezzo è su richiesta.