Discover-context: Nel segmento degli automatici entry-level, il ritorno degli orologi meccanici “accessibili” sta ridisegnando le scelte di molti appassionati. In questo scenario, i field watch di ispirazione militare tornano a essere un punto di riferimento perché uniscono leggibilità, funzionalità e un’estetica senza tempo.
Timex MK1 Automatic: field watch militare accessibile con movimento automatico giapponese
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Timex aggiorna l’MK1 con cassa in acciaio da 40 mm, cristallo acrilico bombato e un dettaglio distintivo sul fondello: una finestra blu che lascia intravedere il movimento automatico giapponese. Il quadrante nero con numeri arabi completi 12/24 ore e lancette luminescenti punta sulla leggibilità tipica dei field watch, mentre il cinturino in Cordura® con sgancio rapido ne enfatizza l’uso quotidiano. Impermeabilità 50 metri: adatto a nuoto leggero, non per snorkeling o tuffi.

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Negli ultimi anni ho osservato con interesse il percorso di Timex: un marchio storicamente legato al quarzo che ha scelto di riportare al centro la meccanica, rendendola concreta e raggiungibile. Il nuovo MK1 Automatic, nelle referenze TW2Y07800 e TW2Y11900, riprende con coerenza l’immaginario dei field watch militari (quelli nati per essere prima di tutto leggibili e funzionali), ma lo aggiorna con proporzioni contemporanee e un’autonomia “da tutti i giorni”. A colpirmi è il rapporto tra identità, specifiche e prezzo: oggi non è più così raro trovare automatici entry-level convincenti, ma non tutti riescono a essere credibili anche sul piano del design.
| Nome modello | Timex MK1 Automatic |
| Referenza | TW2Y07800 (Cordura® verde) / TW2Y11900 (Cordura® tan) |
| Prezzo | 279 EUR |

Se ripenso a Timex, il collegamento con il quarzo è quasi automatico: praticità, robustezza, orologi “da mettere e dimenticare”. Eppure, dal 2017 in poi, il marchio ha iniziato a presidiare con più decisione il terreno dei meccanici, fino a costruire una proposta che oggi va dal basso alla fascia medio-alta. L’MK1 Automatic, in questo quadro, mi sembra un pezzo strategico: non prova a “fare lusso”, prova a essere un buon compagno quotidiano. E qui il movimento automatico giapponese non è un semplice dato tecnico, ma la ragione per cui questo field watch esiste: niente batteria, energia affidata al polso, e quella piccola componente “viva” che tanti cercano quando scelgono un automatico.

Dal punto di vista delle proporzioni, la cassa in acciaio inox da 40 mm è una misura che oggi funziona su molti polsi senza risultare estrema. L’altezza dichiarata varia in base alla referenza (12 mm per TW2Y07800, 13,5 mm per TW2Y11900) e, nella percezione al polso, incide molto il cristallo acrilico bombato: è lui a dare profondità e a portare quell’aria vintage che su un field watch ha perfettamente senso. L’acrilico, tra l’altro, non è solo “look”: è leggero, resiste bene agli urti e si può lucidare se compaiono segni superficiali. Il dettaglio più particolare resta la finestra blu sul fondello: su un orologio così filologico è una scelta quasi controcorrente, ma aggiunge un tratto distintivo e fa da invito a osservare la meccanica in azione.
La praticità passa anche dai particolari: la finitura spazzolata della cassa è coerente con l’uso quotidiano (nasconde meglio i segni rispetto a una lucidatura totale) e l’impermeabilità a 50 metri lo colloca nella categoria “tranquillo per la vita reale”, incluso il nuoto leggero. Qui una nota pratica è fondamentale: per mantenere la tenuta, è buona norma non azionare pulsanti o corona sott’acqua e non considerarlo un compagno per snorkeling o tuffi. Completa il set un cinturino in tessuto Cordura® a due pezzi, con rivestimento in pelle e barrette a sgancio rapido: una soluzione intelligente perché rende immediato il cambio strap senza attrezzi, cioè esattamente come dovrebbe essere su un orologio nato per essere versatile.

Il quadrante è, a mio avviso, la parte più riuscita quando si parla di coerenza “militare”. Fondo nero, numeri arabi completi e doppia lettura 12/24 ore: è una grammatica semplice che funziona perché riduce l’ambiguità e rende immediata la lettura. Non è solo estetica: la scala 24 ore è utile in contesti in cui si preferisce il formato militare e, più in generale, dà struttura al quadrante senza appesantirlo. Le lancette luminescenti sono un dettaglio che considero non negoziabile su un field watch, perché qui la leggibilità non è un vezzo ma un requisito. Se devo trovare un limite, è che l’indicazione di impermeabilità, per quanto piccola, può spezzare leggermente la pulizia della parte bassa del quadrante: un dettaglio minore, ma su layout così essenziali ogni scritta pesa.
Il movimento è descritto dal brand come un affidabile automatico giapponese e, in termini pratici, è proprio ciò che ci si aspetta da questa categoria: un “self-winding” senza batteria, alimentato dai movimenti del polso. Nel materiale tecnico circolato su questo modello viene spesso associato un automatico Miyota con 21 rubini, frequenza di 21.600 alternanze/ora (3 Hz) e circa 42 ore di riserva di carica, con carica manuale e arresto dei secondi: caratteristiche sensate perché migliorano l’esperienza d’uso quotidiana e la messa in ora. Su molti calibri con secondi centrali a trasmissione indiretta si può notare, a tratti, un comportamento meno “lineare” della lancetta dei secondi: non è un guasto, è un effetto della costruzione, e vale la pena saperlo per evitare interpretazioni errate. Nel complesso, qui l’idea è chiara: un field watch deve essere semplice, robusto e gestibile, anche sul piano della manutenzione.

Alla fine, quello che mi convince di più è la coerenza dell’insieme: un orologio da campo deve essere leggibile, pratico e credibile nel suo linguaggio estetico. Il cristallo acrilico bombato non è solo un vezzo retrò: cambia davvero la resa del quadrante, aggiunge profondità e carattere, e rende il segnatempo meno “standard” rispetto a molte alternative con vetro piatto. In una fascia dove si trovano proposte simili tra marchi storici e microbrand, questo MK1 Automatic gioca bene le sue carte: costruzione razionale, look pulito, e un prezzo che resta uno dei suoi argomenti più forti.
Il listino ufficiale di 279 euro è, per me, la chiusura del cerchio: non parliamo di un “best buy” solo sulla carta, ma di un pacchetto sensato per chi vuole un automatico semplice, dal sapore militare, senza inseguire a tutti i costi il cartellino “Swiss Made”.
Scheda tecnica e dati principali
| Brand / Modello | Timex MK1 Automatic |
| Referenze | TW2Y07800 (verde) / TW2Y11900 (tan) |
| Movimento | Meccanico automatico (self-winding, senza batteria), giapponese |
| Cassa | Acciaio inossidabile, finitura spazzolata |
| Diametro | 40 mm |
| Spessore cassa | 12 mm (TW2Y07800) / 13,5 mm (TW2Y11900) |
| Vetro | Acrilico bombato (calore vintage, lucidabile, resistente agli urti) |
| Quadrante | Nero, numeri arabi completi con scala 12/24 ore, lancette luminescenti |
| Cinturino | Cordura® a due pezzi con rivestimento in pelle, sgancio rapido (verde o tan) |
| Larghezza ansa | 20 mm |
| Impermeabilità | 50 m (nuoto leggero; non adatto a snorkeling e tuffi) |
| Prezzo | 279 EUR (299 USD) |
FAQ – Domande frequenti
Il Timex MK1 Automatic usa una batteria?
No. È un automatico: il movimento si carica sfruttando i movimenti del polso, quindi non richiede batteria.
Che differenza c’è tra TW2Y07800 e TW2Y11900?
La differenza principale è nel cinturino (verde vs tan) e nello spessore dichiarato della cassa (12 mm vs 13,5 mm).
È adatto per andare in piscina?
È dichiarato resistente all’acqua fino a 50 metri, quindi va bene per nuoto leggero. Non è indicato per snorkeling o tuffi.
Il vetro acrilico si graffia facilmente?
L’acrilico può segnarsi più dello zaffiro, ma ha un vantaggio pratico: molte micro-abrasioni si possono lucidare e ridurre facilmente.
Che misura di cinturino monta?
L’ansa è da 20 mm e il cinturino in Cordura® usa barrette a sgancio rapido per un cambio più semplice.