Zenith Defy Lab

Zenith Defy Lab si presenta come la svolta epocale nel modo di impostare la meccanica di un orologio. Sarà vero?

Qual è la rivoluzione dello Zenith Defy Lab

Fino a questo momento, tutti gli orologi si basavano sul sistema bilanciere/spirale (= l’organo regolatore), la cui paternità è riconosciuta ai più a Christiaan Huygens (1665).

Questo sistema ha i suoi vantaggi:

  1. Le oscillazioni hanno sempre intervalli regolari nel tempo;
  2. Il movimento viene ben gestito da uno scappamento (anche elettrico);
  3. Le lancette, di conseguenza, si muovono a ritmi regolari e molto precisi.

Ora, per lo Zenith Defy Lab le cose non stanno così dal punto di vista meccanico. Se lo si apre, invece di trovare un organo regolatore, si trova una lastra piatta di silicio di 30 millimetri per 20 micron.

Recensione Zenith Defy Lab


Quali possono essere le conseguenze?

Se l’azienda restasse nell’ottica di non utilizzare in esclusiva questa tecnologia, allora i prezzi di questi accessori potrebbero calare bruscamente. C’è anche lo spettro di chi, complice la facilità di lavorazione dei materiali, sarebbe pronto a repliche seriali, facendo scoppiare una bolla.

L’orologeria svizzera, però, non sembra prendere sul serio la minaccia. Già, perché questo orologio è stato creato in soli 10 pezzi in edizione limitata, già venduti, ma lascia qualche dubbio sulle caratteristiche tecniche.


Caratteristiche dello Zenith Defy Lab

Il problema principale dei modelli finora utilizzati è l’attrito. Rallenta le lancette, rende tutto meno preciso ed è il vero nemico di qualsiasi orologio, soprattutto di quelli di lusso. Non si può eliminare del tutto, ma si può ridurre a un minimo accettabile.

Nel modello di cui si parla oggi, la lastra in silicio dovrebbe avere meno attriti e maggior autonomia (si parla di 60 ore). C’è un “ma”. La meccanica, per come è strutturata, oscilla a una frequenza elevatissima, che può generare, quindi, un attrito notevole.

Come risolvere la cosa? Con un sistema che consenta di regolare le vibrazioni. Qual è questo sistema? Una combinazione di tre pezzi sorretta da tre molle.

I primi due pezzi andranno a definire le vibrazioni, mentre il terzo, contemporaneamente, fa vibrare l’altra parte per fornire il moto (in una sola direzione) alla ruota di scappamento.

In questo modo, si riescono a ottenere vibrazioni costanti, quindi un movimento costante delle lancette.

Quali sono i dubbi?

movimento ZO 342 (ZO significa Zenith Oscillator)

La ruota di scappamento è sottoposta a uno sforzo notevole e continuativo. Nonostante tutti gli accorgimenti (per esempio, il fatto di usare il rubino per crearla, oppure la manutenzione ordinaria), questo sforzo potrebbe, alla fine, rovinare un orologio di tutto rispetto negli anni.

Per questo, c’è chi pensa che questo sistema non possa sostituire quello bilanciere/spirale. Il modello, però, è da considerare sperimentale e in questa corsa ci sarebbero anche altri marchi.

Sembra più serio pensare che si tratti di una “fase di transizione”, che porterà a una rivoluzione ancora tutto da vedere. Al momento, quindi, si tratta di una soluzione che non sostituisce, ma che innova.

Questo sistema è preciso?

Sì e vibra alla frequenza di 108.000 alternanze/ora. I componenti interni (ben 13) sono studiate molto bene e solo chi ha la precisione tipica delle grandi aziende orologiere svizzere, frutto di una tradizione di secoli, può usare questa idea con disinvoltura.

Leggerezza, resistenza e lavorazione unica nel suo genere

oscillatore rivoluzionario lo rende l’orologio meccanico più preciso al mondo.

Oltre alla meccanica, anche i materiali sono frutto di un’innovazione sorprendente. In pratica, tutto si basa su una sottile striscia di alluminio con dei fori. A qui poi si collegano il bariletto e, in teoria, anche il sistema di regolazione, necessario per ritardi o anticipi del dispositivo.

Nei dispositivi contemporanei il ritardo o l’anticipo si manifestano dopo decine di anni, ma servirà comunque, al bisogno, regolare il dispositivo. L’alluminio, poi, è sinonimo di resistenza nel tempo.

Inserire meccanicamente le varie parti è un procedimento non da poco, che anche diversi esperti devono fare con una lente di ingrandimento abbastanza grande. Una volta installata, la ruota dovrà gestire tutte quelle oscillazioni.

C’è chi punta alla rottura, ma, in realtà, nel settore orologiero ci sono stati modelli che hanno resistito nonostante la frequenta elevata. Quindi, c’è davvero da aspettare per capire l’effettiva durata di questo modello.

In ogni caso, è un piccolo passo innovativo che fa ben sperare.

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Orologio Zenith Defy Lab