La complicazione jumping hour sta vivendo una nuova fase di attenzione tra gli appassionati, ma la scelta di inserirla in un orologio di ispirazione militare moderno cambia completamente il contesto. Con il Terra Nova 38 Jumping Hour Stealth Black, Bremont porta la lettura a finestre dentro un’estetica tattica total black, aprendo una riflessione concreta su funzionalità, identità e uso reale nel 2026.
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Jumping hour in versione field watch: cosa funziona (e cosa no) nel Terra Nova 38
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Il Terra Nova 38 Jumping Hour Stealth Black porta la complicazione delle ore saltanti in un formato compatto da 38 mm, con cassa e bracciale in acciaio 904L rivestiti in DLC nero. Il tempo si legge attraverso aperture in stile montre à guichet (ore e minuti) con secondi centrali, mentre il calibro automatico BC634/BC634AH ad alta coppia assicura il salto dell’ora in meno di un decimo di secondo. Il risultato è un orologio da campo contemporaneo che unisce design “stealth”, soluzioni pratiche per la leggibilità e una meccanica meno scontata di quanto suggerisca l’aspetto minimal.

Quando vedo un brand noto per orologi robusti e “strumentali” (passatemi il termine) spingersi su una complicazione come la jumping hour, mi si accende subito una domanda: cosa cambia davvero per chi lo indossa, oltre all’effetto scenico? Qui il punto non è inseguire il trend del momento, ma far funzionare le ore saltanti dentro un’impostazione da field watch moderna. Ed è proprio questo, secondo me, l’aggancio più interessante: la lettura a finestre, tipicamente associata a un gusto più “da salotto”, viene reinterpretata in modo tattico, con un nero pieno che rende l’insieme più tecnico che nostalgico.
| Nome modello | Bremont Terra Nova 38 Jumping Hour Stealth Black |
| Referenza | TN38-JH-DLC-CC-B |
| Prezzo | € 5.900 |
Per inquadrare bene questa complicazione, vale la pena ricordare che le ore saltanti non sono un’invenzione “moderna” come può sembrare. Il riferimento storico che ritorna spesso è Josef Pallweber, ingegnere e orologiaio austriaco che brevettò il concetto nel 1883 e lo concesse in licenza (tra gli altri) anche a IWC. Mi piace sottolineare un aspetto: l’estetica quasi digitale non nasce con l’elettronica, ma con l’idea di rendere la lettura più immediata e “a colpo d’occhio”, cosa che poi si sposò bene con un certo gusto Art Déco e con i primi passaggi verso l’orologio da polso nel primo Novecento.
La parte davvero interessante, almeno per me, è che dietro a una visualizzazione apparentemente semplice c’è un lavoro meccanico tutt’altro che banale. In pratica, la lancetta delle ore viene “sostituita” da un disco che scatta esattamente allo scoccare del giro dei minuti: quando il minuto arriva a 60, un sistema di accumulo e rilascio dell’energia (tipicamente basato su una molla dedicata) libera una spinta netta e istantanea che fa avanzare il disco dell’ora in una frazione di secondo. Qui entra in gioco la sfida: l’energia dev’essere rilasciata tutta insieme, con una coppia elevata, senza trascinarsi dietro perdite che finirebbero per sporcare la marcia o stressare eccessivamente il treno del tempo. È anche per questo che, spesso, si parla di architetture “high torque” e di gestione più esigente dell’energia rispetto a un tre sfere tradizionale.

Inserita nel contesto Terra Nova, questa scelta ha un senso preciso. La collezione, introdotta da Bremont come omaggio agli orologi militari da tasca dei primi del ’900, prende in prestito l’idea di semplicità e praticità tipica degli orologi militari storici, ma la aggiorna con specifiche contemporanee e un’identità più decisa. Io la leggo così: non è un’operazione “vintage”, è un modo per portare un’impostazione storica (robusta e leggibile) dentro una grammatica moderna, dove finiture, materiali e layout del quadrante cercano di parlare la lingua del 2026.
La variante Stealth Black è, di fatto, una dichiarazione estetica. La cassa a cuscino da 38 mm e il bracciale coordinato sono realizzati in acciaio 904L e rivestiti in DLC nero (diamond-like carbon), scelta che punta a maggiore resistenza ai graffi e protezione dalla corrosione, oltre a dare coerenza al tema “total black”. Mi convince anche l’idea di puntare su superfici prevalentemente satinate: su un orologio con vocazione operativa, le finiture opache non sono solo gusto, ma un modo per limitare riflessi e rendere l’oggetto meno appariscente al polso.

Detto questo, c’è un punto pratico che non posso ignorare: la resistenza all’acqua dichiarata è 30 metri. Su un field watch robusto è un valore che lascia un po’ perplessi, perché nella vita reale significa dover essere più prudenti di quanto l’estetica faccia immaginare (spruzzi ok, immersioni no, e in generale attenzione). È uno di quei casi in cui il linguaggio “tattico” promette più della scheda tecnica, e secondo me è giusto dirlo chiaramente per evitare aspettative sbagliate.
Il quadrante, o meglio lo “schermo” che lo copre, è l’elemento che rende questo modello immediatamente riconoscibile. L’idea richiama certe soluzioni dei trench watch di inizio Novecento, quando si usavano griglie o protezioni per salvaguardare il vetro e migliorare la robustezza percepita. Qui Bremont traduce quel concetto in uno scudo in DLC nero con spazzolatura verticale, tagliato da tre aperture che richiamano la logica guichet: ore in alto, minuti in basso, e al centro una finestra circolare che ospita logo Wayfinder e la lancetta dei secondi, impostata con un’ispirazione “bussola”.

Nota tecnica che considero utile: sulle tre aperture ci sono tre cristalli di zaffiro separati, uno per ciascuna finestra (ore, minuti e secondi). È un dettaglio che dice molto sull’approccio costruttivo, perché gestire più elementi in zaffiro significa controllare meglio tolleranze, montaggi e resa visiva delle finestre, riducendo il rischio di distorsioni indesiderate sui bordi. Dal punto di vista dell’uso quotidiano, è uno di quei particolari che non “fa rumore”, ma che può migliorare la percezione di precisione e pulizia della lettura.
Per la leggibilità notturna, Bremont lavora con Super-LumiNova su elementi mirati: numeri e indicazioni principali, con l’obiettivo di non trasformare il quadrante in un “albero di Natale”, ma di mantenere un’impostazione coerente con l’idea stealth. E qui mi piace una riflessione: su una jumping hour, la leggibilità non dipende solo dal lume, ma anche da quanto sono pulite le finestre e da quanto è netto il contrasto. In un total black il rischio è sempre quello di perdere immediatamente la gerarchia delle informazioni, quindi ogni scelta tipografica e ogni finitura diventano parte della funzionalità, non solo dello stile.
Arriviamo al movimento, che su un modello del genere è parte del racconto. Il calibro è indicato come BC634/BC634AH: un automatico sviluppato in partnership con Sellita, con base tecnica riconducibile alla famiglia SW300 e con modulo jumping hour proprietario. La scheda tecnica parla di 29 rubini, frequenza di 28.800 alternanze/ora (4 Hz) e riserva di carica di 56 ore, con bilanciere Glucydur, spirale Anachron e molla motrice Nivaflex. Sono nomi che non cito per “riempire”, ma perché raccontano materiali pensati per stabilità e affidabilità, soprattutto quando sai che a ogni cambio ora c’è uno scatto ad alta richiesta di coppia.
Il dato che fa capire la natura del progetto è quello sul salto dell’ora: il disco avanza in meno di un decimo di secondo. A livello percettivo è un’istantaneità vera, quasi “digitale”, e qui torna il senso di questa complicazione: trasformare un momento meccanico (lo scatto) in un’esperienza visiva netta. Se mi chiedessi qual è il pro più concreto, direi proprio questo: la jumping hour è una complicazione che si vede e si capisce subito, senza doverla spiegare a lungo, ma richiede un lavoro serio sul movimento per non diventare una debolezza strutturale.

Per quanto riguarda la configurazione al polso, qui Bremont offre due strade ben distinte. La prima è il bracciale in acciaio rivestito in DLC nero, con chiusura pieghevole e sistema di sgancio rapido: una soluzione coerente con l’estetica total black e pensata per chi vuole un’impostazione più compatta e “integrata”. La seconda opzione è il cinturino Bund in pelle nera, ispirato a quelli utilizzati dai piloti durante la Seconda Guerra Mondiale per isolare il polso dalle temperature estreme della cabina. In questo caso la base è in pelle di vitello nera, con un’ampia sezione protettiva che può essere rimossa per ottenere un look più essenziale e tradizionale. Anche qui i perni a sgancio rapido facilitano la sostituzione, rendendo il passaggio da una configurazione all’altra immediato e pratico.
Quanto ai prezzi, il Terra Nova Jumping Hour Stealth Black con bracciale in acciaio DLC è proposto a 5.900 euro, mentre la versione con cinturino Bund in pelle scende a 5.339,95 euro. Io lo vedo come un esperimento riuscito sul piano dell’identità: un orologio da campo compatto che non si limita a “vestirsi di nero”, ma costruisce un linguaggio coerente tra cassa, finiture, finestre e meccanica. Il compromesso più difficile da digerire resta la WR a 30 metri, perché va contro l’aspettativa naturale che un orologio da campo di questa impostazione si porti dietro più margine d’uso. Se Bremont in futuro alzasse quel dato, questo Stealth Black diventerebbe ancora più convincente come strumento totale, non solo come oggetto di design tecnico. Per dettagli aggiornati e disponibilità ufficiale, il riferimento resta il sito del marchio.
Scheda tecnica e dati principali
| Marca | Bremont |
| Collezione | Terra Nova |
| Modello | Terra Nova 38 Jumping Hour Stealth Black |
| Referenza | TN38-JH-DLC-CC-B |
| Cassa | Acciaio 904L con rivestimento DLC nero, forma a cuscino |
| Diametro | 38 mm |
| Vetro | Tre cristalli di zaffiro separati sulle finestre (ore, minuti, secondi) |
| Display | Ore saltanti e minuti a finestre in stile montre à guichet, secondi centrali |
| Movimento | Automatico BC634/BC634AH (sviluppato con Sellita), 29 rubini |
| Frequenza | 28.800 A/h (4 Hz) |
| Riserva di carica | 56 ore |
| Componenti principali | Bilanciere Glucydur, spirale Anachron, molla motrice Nivaflex |
| Resistenza all’acqua | 30 m |
| Cinturini/Bracciali | Bracciale Terra Nova DLC nero; opzione bund strap in pelle nera removibile con cinturino in vitello nero sottostante |
| Prezzo | € 5.900 |
FAQ – Domande frequenti
Che cosa significa “jumping hour” su un orologio meccanico?
Indica un sistema in cui l’ora non è mostrata da una lancetta: cambia “a scatto” tramite un disco che salta esattamente allo scoccare dei 60 minuti, con un rilascio istantaneo di energia.
Come si legge l’ora su questo modello?
Le ore e i minuti sono visualizzati attraverso finestre in stile montre à guichet: ore in alto e minuti in basso, con secondi centrali che completano la lettura.
Qual è la referenza ufficiale e quanto costa?
La referenza è TN38-JH-DLC-CC-B e il prezzo indicato è di € 5.900.
Che vantaggio dà il rivestimento DLC nero?
Il DLC (diamond-like carbon) è un rivestimento che punta ad aumentare resistenza ai graffi e protezione dalla corrosione, oltre a dare un’estetica opaca e più “stealth”.
La resistenza all’acqua è adatta a un uso “da campo”?
È dichiarata a 30 metri: per l’uso quotidiano va bene con attenzione agli spruzzi, ma non è pensata per nuoto o immersioni. È un punto da considerare rispetto all’estetica molto robusta.
Che movimento monta e quali sono i dati principali?
Monta un automatico BC634/BC634AH sviluppato con Sellita: 29 rubini, 4 Hz (28.800 A/h) e 56 ore di riserva di carica, con componenti come bilanciere Glucydur e spirale Anachron.