Valentino Garavani e gli orologi: stile, design e scelte mai banali
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Valentino Garavani è scomparso a 93 anni. Questo approfondimento racconta alcuni degli orologi più rappresentativi visti al suo polso: non un catalogo completo, ma una selezione utile a leggere il suo rapporto con estetica, lusso e identità visiva, tra eccesso controllato, icone assolute e design fuori dagli schemi.

Indice dei contenuti
- 1 Valentino Garavani e gli orologi: stile, design e scelte mai banali
- 2 Un’idea di eleganza che supera l’abito
- 3 L’eccesso controllato
- 4 Cartier tra design e carattere
- 5 Icone maschili, lette con eleganza
- 6 Scheda riepilogativa – Orologi indossati da Valentino Garavani
- 7 FAQ – Domande sugli orologi di Valentino Garavani
Valentino Garavani è morto a Roma il 19 gennaio 2026, all’età di 93 anni. La notizia è stata diffusa dalla Fondazione Valentino Garavani e da Giancarlo Giammetti. La camera ardente è prevista il 21 e 22 gennaio presso PM23 in Piazza Mignanelli, mentre i funerali si terranno venerdì 23 gennaio alle 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma.
| Marca | Modello | Cassa | Chiave di lettura |
|---|---|---|---|
| Jacob & Co. | Royal | 49 mm, oro rosa | Teatralità e lusso dichiarato |
| Jacob & Co. | Brilliant Full Baguette | 44 mm, oro rosa | Colore come linguaggio estetico |
| Cartier | Pasha Moonphase Perpetual Calendar | 38 mm, oro giallo | Design audace anni ’80 |
| Rolex | Cosmograph Daytona | Oro giallo | Icona sportiva riletta in chiave elegante |
| Audemars Piguet | Royal Oak “Baby Oak” | 26 mm, acciaio | Proporzioni ridotte, visione anticipatrice |
| Cartier | Tank Cintrée Dual Time | Oro giallo | Classicismo e proporzione senza tempo |
Un’idea di eleganza che supera l’abito
Ritiratosi dalle passerelle nel 2007, Valentino Garavani non ha mai smesso di incarnare un’idea di eleganza costruita su disciplina, proporzioni e controllo del dettaglio: un’estetica che, nel tempo, ha travalicato l’abito per diventare linguaggio culturale. In questa chiave si può leggere anche ciò che indossava al polso: non “una collezione” da inventariare, ma una sequenza di scelte coerenti con un gusto che rifuggiva la banalità, alternando icone riconoscibili a pezzi più audaci, spesso più vicini al gioiello e al design che all’orologeria convenzionale.
Gli orologi scelti da Valentino Garavani raccontano infatti un rapporto con il tempo filtrato attraverso la moda e l’arte, più che attraverso la tecnica pura. Non emerge mai la volontà di inseguire la complicazione fine a sé stessa o il feticismo meccanico, quanto piuttosto l’interesse per oggetti capaci di dialogare con l’abito, con il colore e con l’immagine complessiva. Al polso di Valentino il segnatempo diventa parte della silhouette, un elemento di equilibrio o di rottura, sempre intenzionale e mai neutro.
L’eccesso controllato
È in questo contesto che si inseriscono alcune delle sue scelte più sorprendenti, a partire dagli orologi firmati Jacob & Co., marchio lontano anni luce dall’idea di discrezione classica. Modelli come il Royal o il Brilliant Full Baguette, ricoperti di diamanti o rubini, appartengono a un’estetica dichiaratamente eccessiva, quasi teatrale, che Valentino non ha mai temuto. Al contrario, questi segnatempo sembrano riflettere la stessa audacia scenica che caratterizzava molte delle sue creazioni couture, dove il lusso non era mai sussurrato, ma affermato con precisione e controllo.
Jacob & Co. Royal (oro rosa)

Nel Jacob & Co. Royal in oro rosa, prodotto in pochissimi esemplari e oggi fuori produzione, l’orologio perde quasi ogni riferimento alla misura tradizionale per trasformarsi in oggetto di pura rappresentazione. Le dimensioni importanti della cassa e l’uso massiccio delle pietre preziose rimandano a una visione del lusso che non cerca consenso, ma affermazione. Una scelta che, letta attraverso la storia di Valentino, appare meno eccentrica di quanto sembri: è la stessa logica che lo ha portato a costruire abiti pensati per essere ricordati, non per passare inosservati.
Jacob & Co. “Brilliant Full Baguette” (rubini)

Ancora più esplicito, sul piano cromatico, è il Jacob & Co. “Brilliant Full Baguette”, con quadrante rosso e una lavorazione basata su centinaia di rubini taglio baguette: un orologio che vive di colore e materia prima ancora che di funzione. Qui il richiamo all’universo valentiniano è immediato, perché il rosso — nelle sue infinite declinazioni — è stato una firma estetica prima che un simbolo. Non serve forzare parallelismi: basta osservare quanto questa scelta sia lontana dalla neutralità e quanto, invece, sembri costruita per dialogare con l’immagine, con la luce e con l’idea di “presenza” che Valentino ha sempre associato alla bellezza.
Cartier tra design e carattere
Accanto a queste espressioni più estreme del lusso, emergono scelte di segno diverso ma altrettanto rivelatrici, come gli orologi firmati Cartier. In particolare, il Pasha Moonphase Perpetual Calendar indossato da Valentino alla fine degli anni Ottanta racconta un gusto per il design colto e non convenzionale. Il Pasha è uno degli orologi più atipici della maison parigina: rotondo, massiccio, con una presenza scenica forte, lontana sia dalla linearità del Tank sia dalla sportività di altri modelli coevi. Un segnatempo che, anche in questo caso, sembra scelto per la sua personalità prima ancora che per la complessità delle indicazioni.
Cartier Pasha Moonphase Perpetual Calendar

Il Cartier Pasha con calendario perpetuo e fasi lunari rappresenta bene quella stagione dell’orologeria in cui il design osava senza chiedere permesso, e in cui la funzione diventava parte integrante dell’estetica. Quadrante chiaro, numeri romani, corona protetta da una catenella: elementi che lo rendono immediatamente riconoscibile e, allo stesso tempo, difficilmente assimilabile a un gusto conservatore. Indossarlo significava prendere posizione, scegliere un oggetto che non cercava l’approvazione unanime, ma che viveva di una propria coerenza formale.
Icone maschili, lette con eleganza
Più misurato, ma non per questo meno significativo, è il capitolo legato agli orologi sportivi di alta gamma. Il Rolex Cosmograph Daytona in oro giallo, avvistato al polso di Valentino, rappresenta una delle poche vere icone trasversali del lusso contemporaneo: riconoscibile, solido, carico di storia. In questo caso la scelta sembra muoversi su un terreno diverso, quello dello status consolidato, ma senza mai scadere nell’ovvio. L’oro, materiale dichiarato e mai mimetico, restituisce al Daytona una dimensione più vicina all’eleganza che alla performance, coerente con l’immagine pubblica dello stilista.
Rolex Cosmograph Daytona in oro giallo

Un equilibrio simile tra rigore e carattere si ritrova anche nell’Audemars Piguet Royal Oak in oro giallo, altro segnatempo associato a Valentino Garavani. Nato come orologio sportivo di lusso, il Royal Oak ha sempre incarnato un’idea di modernità colta, fatta di geometrie, superfici satinate e proporzioni studiate. In oro, questa architettura diventa più esplicita e meno tecnica, trasformando l’orologio in un oggetto di design che dialoga con l’abito e con l’immagine complessiva, più che con l’idea tradizionale di sportività.
Audemars Piguet Royal Oak “Baby Oak” al quarzo (26 mm)

Lo stilista Valentino Garavani è stato fotografato in passato con un Audemars Piguet Royal Oak in acciaio da 26 mm al quarzo, noto tra gli appassionati come “Baby Oak”. Una scelta che, letta oggi, appare sorprendentemente attuale. In un’epoca in cui il ritorno dei piccoli diametri viene spesso raccontato come l’ultimo trend dell’orologeria contemporanea, Valentino sembrava aver già intuito la direzione, privilegiando proporzioni contenute e una presenza al polso più misurata.
Questo Royal Oak di dimensioni ridotte ribalta l’immaginario tradizionale legato al modello, solitamente associato a casse importanti e a una forte connotazione maschile. Nel contesto dell’estetica di Valentino, il “Baby Oak” diventa invece un esercizio di equilibrio: design iconico, materiali nobili e una scala più intima, capace di dialogare con l’abito senza imporsi. Una scelta che conferma, ancora una volta, come il suo rapporto con l’orologio fosse guidato dalla visione e non dalle convenzioni.
Cartier Tank Cintrée Dual Time

Osservate nel loro insieme, queste scelte raccontano molto più di una semplice passione per l’orologeria. Gli orologi indossati da Valentino Garavani non seguono una logica collezionistica né una gerarchia tecnica: sono frammenti coerenti di una visione più ampia, in cui moda, arte e lusso dialogano senza confini rigidi. Dal gioiello estremo al design più misurato, ogni segnatempo riflette la stessa idea di bellezza assoluta che ha attraversato tutta la sua carriera. Anche al polso, Valentino non ha mai cercato la banalità, ma un’estetica capace di resistere al tempo, proprio come il suo nome.
Scheda riepilogativa – Orologi indossati da Valentino Garavani
| Marca | Modello | Diametro | Movimento | Nota editoriale |
|---|---|---|---|---|
| Jacob & Co. | Royal | 49 mm | Automatico | Gioiello-orologio, produzione limitata |
| Jacob & Co. | Brilliant Full Baguette | 44 mm | Quarzo | Centralità del colore e delle pietre |
| Cartier | Pasha Moonphase Perpetual Calendar | 38 mm | Quarzo / varianti automatiche | Design non convenzionale anni ’80 |
| Rolex | Cosmograph Daytona | 37 mm | Manuale | Icona sportiva reinterpretata in oro |
| Audemars Piguet | Royal Oak “Baby Oak” | 26 mm | Quarzo | Scelta anticipatrice sul tema dei piccoli diametri |
| Cartier | Tank Cintrée Dual Time | — | Manuale | Classicismo colto e proporzioni iconiche |