Negli ultimi mesi il Reverso è tornato al centro dell’attenzione non solo come icona storica, ma come riferimento culturale dell’orologeria contemporanea. In un momento in cui il vintage viene spesso ridotto a operazione nostalgica, Jaeger-LeCoultre sceglie una strada diversa: riportare sotto i riflettori gli esemplari che hanno davvero definito il linguaggio del modello.
È in questo contesto che nasce la quinta capsule collection del programma The Collectibles, interamente dedicata al Reverso dei primi anni Trenta. Non una celebrazione fine a sé stessa, ma un progetto curatoriale che racconta come un’idea tecnica sia diventata un codice estetico senza tempo e perché questi esemplari contano ancora oggi.

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Quando si parla di Reverso, mi viene sempre naturale partire dal tempo, non solo come misura, ma come prova di coerenza progettuale. Pochissimi orologi possono permettersi di attraversare quasi un secolo senza perdere riconoscibilità, e ancora meno riescono a farlo restando fedeli a un’idea nata in un contesto così specifico. Con la quinta capsule collection del programma The Collectibles, Jaeger-LeCoultre torna alle origini di questa icona, selezionando otto esemplari Reverso prodotti tra il 1931 e il 1937. È un arco temporale cruciale, quello in cui la cassa reversibile, le proporzioni Art Déco e l’equilibrio tra funzione sportiva ed eleganza formale hanno preso forma definitiva. Non si tratta di una semplice operazione nostalgica: questa capsule mette sotto la lente il decennio che ha codificato il linguaggio del Reverso così come lo conosciamo oggi, mostrando come già allora fossero presenti le soluzioni estetiche e tecniche che ancora oggi definiscono la collezione.
Jaeger-LeCoultre The Collectibles: 8 Reverso vintage (1931–1937) in mostra a New York
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Jaeger-LeCoultre presenta la quinta capsule collection The Collectibles dedicata al Reverso: otto rarissimi esemplari vintage prodotti tra il 1931 e il 1937, esposti a New York dal 5 al 23 febbraio 2026. La selezione racconta il primo decennio del Reverso, tra cassa reversibile, codici Art Déco e prime evoluzioni dei calibri, con pezzi autenticati e restaurati internamente secondo criteri conservativi.
| Nome modello | Jaeger-LeCoultre The Collectibles — Fifth Capsule: Reverso |
| Referenza | 8 esemplari vintage (1931–1937), codici interni QVE (selezione curata e autenticata) |
| Prezzo | Non comunicato (disponibilità e condizioni su richiesta/in boutique e online) |
La scelta di presentare questa quinta capsule collection a New York non è casuale e va letta anche come un richiamo culturale. La città che più di ogni altra ha fatto dell’Art Déco un linguaggio architettonico identitario diventa il palcoscenico naturale per raccontare un orologio che nasce nello stesso clima estetico. Dal 5 febbraio, gli otto Reverso vintage selezionati vengono esposti presso la boutique di Madison Avenue, trasformando l’evento in un momento di dialogo tra design, storia e collezionismo. È un contesto che rafforza il messaggio della collezione: questi segnatempo non sono semplici oggetti d’archivio, ma testimonianze vive di un’epoca in cui forma e funzione cercavano un nuovo equilibrio, lo stesso che ancora oggi rende il Reverso immediatamente riconoscibile al polso.
Per capire davvero il senso di The Collectibles, secondo me bisogna smontare l’idea classica di “vintage” come caccia all’affare o come passaggio obbligato dalle aste. Qui la logica è diversa: Jaeger-LeCoultre lavora con un programma interno che si occupa di reperire, autenticare, restaurare e poi proporre orologi definiti di livello museale, costruendo piccole capsule tematiche presentate in varie tappe nel mondo. Il perimetro storico dichiarato è quello che la Maison considera la propria “età dell’oro”, grosso modo dalla metà degli anni ’20 all’inizio degli anni ’70, e l’obiettivo è far emergere modelli emblematici invitando i collezionisti a diventare i nuovi custodi della loro storia. La parte interessante, dal punto di vista tecnico, sta nel metodo: un laboratorio di restauro dedicato – raro da trovare all’interno di una Manifattura – in cui dieci maestri orologiai intervengono su movimenti e componenti con criteri conservativi, sfruttando archivi storici e parti d’epoca quando disponibili e ricostruendo a mano ciò che non è recuperabile. È un approccio che punta a preservare carattere e patina, perché nel vintage la “perfezione” spesso è meno importante dell’autenticità.
All’interno di questo quadro, la quinta capsule di The Collectibles ha una particolarità evidente: è la prima interamente dedicata al Reverso. L’attenzione si concentra sul decennio immediatamente successivo al debutto del 1931, quando questo segnatempo stava ancora definendo il proprio vocabolario formale e tecnico. È una fase che trovo particolarmente interessante, perché racconta un Reverso in piena evoluzione, declinato in versioni maschili e femminili, con quadranti diversi, proporzioni variabili e architetture di movimento in continuo affinamento. Guardare a questi esemplari significa osservare il momento in cui un’idea funzionale – la cassa ribaltabile pensata per proteggere il vetro – inizia a trasformarsi in un codice estetico stabile. Ed è proprio in questa sperimentazione controllata che si capisce perché il Reverso sia riuscito a reinventarsi per oltre novant’anni senza perdere identità.
La genesi del Reverso nasce da un’esigenza molto concreta, quasi brutale: resistere agli urti del polo giocato dagli ufficiali britannici in India. Da qui l’idea della cassa scorrevole e reversibile, una soluzione tecnica che permetteva di proteggere il quadrante ruotandolo verso l’interno durante il gioco. Quello che mi colpisce, guardando questi primi esemplari, è la velocità con cui questa funzione smette di essere solo una risposta pratica e diventa un segno stilistico. Le superfici pulite, la costruzione a gradini della carrure e le proporzioni rettangolari si allineano perfettamente allo spirito Art Déco, trasformando un orologio nato come strumento sportivo in un oggetto di gusto. È qui che il Reverso compie il salto decisivo: da soluzione tecnica intelligente a icona di design, capace di vivere ben oltre il campo da polo e di parlare a un pubblico molto più ampio.

Entrando nel cuore della selezione, tre dei pezzi risalgono al 1931 e, a conti fatti, sono quelli che rendono più facile leggere l’alfabeto originale del Reverso. Parlo di dettagli che oggi sembrano “naturali” ma che allora definivano un’estetica nuova: indici a bastone, scala minuti in stile chemin de fer e, soprattutto, il quadrante nero. In un mercato dominato da superfici argento o chiare, quella scelta era un gesto di modernità dichiarata, tanto che venne descritta all’epoca come “il quadrante del futuro”. Ed è qui che si vede l’eredità: la combinazione tra grafica ferroviaria e geometrie degli indici è uno dei riferimenti più evidenti anche nella sensibilità attuale del Reverso Tribute. Dal punto di vista pratico, il quadrante scuro non è solo una questione di stile: cambia il modo in cui la luce “stacca” le indicazioni, rendendo la lettura più netta e dando al segnatempo un carattere più deciso, quasi contemporaneo, anche a distanza di quasi un secolo.

Quello che spesso si dimentica è quanto rapidamente il Reverso abbia saputo adattarsi a pubblici diversi, e i modelli femminili del 1931 lo dimostrano in modo molto chiaro. In questa capsule compaiono esemplari da donna coevi a quelli maschili, in acciaio e in oro, che reinterpretano lo stesso linguaggio formale con soluzioni grafiche dedicate. Al posto della classica minuteria continua, il quadrante introduce accenti discreti posizionati agli angoli, una scelta che alleggerisce visivamente la superficie e mette ancora più in risalto la forma rettangolare della cassa. È un dettaglio che trovo interessante perché anticipa un’idea di Reverso come oggetto modulabile, capace di cambiare personalità senza tradire la struttura di base. Non a caso, questo tipo di impostazione grafica riaffiora oggi nella collezione Reverso One, segno che certe intuizioni nate negli anni Trenta erano già sorprendentemente mature.
La varietà che emerge da questi otto esemplari racconta anche un altro aspetto fondamentale della storia del Reverso: la personalizzazione non è un’aggiunta recente, ma una componente originaria del progetto. Fin dai primi anni, i clienti potevano intervenire sull’aspetto del quadrante scegliendo colori alternativi e configurazioni diverse per le indicazioni orarie, dai numeri trapezoidali a quelli arabi o romani. In questa capsule questa libertà è evidente e, a mio avviso, aiuta a capire perché il Reverso abbia sempre avuto una dimensione quasi “sartoriale”. Non era solo un orologio da acquistare, ma un segnatempo da adattare al proprio gusto. È una filosofia che oggi diamo per scontata nel lusso, ma che negli anni Trenta rappresentava già un modo evoluto di intendere il rapporto tra oggetto, identità e stile personale.

Tra i pezzi che più raccontano l’evoluzione stilistica interna alla stessa struttura rettangolare ci sono i Reverso Dame del 1931 presenti nella selezione. Qui il cambiamento passa soprattutto dalla grafica: compaiono i numeri arabi, abbinati a quadranti chiari e a lancette azzurrate a caldo, una soluzione che migliora la leggibilità e aggiunge un contrasto cromatico molto raffinato. Uno degli esemplari si distingue per un bracciale cordonnet cromato, decisamente inusuale rispetto alla pelle, mentre un altro presenta una rara doppia firma sul quadrante, segno della consegna a un rivenditore specifico. Sono dettagli che, letti oggi, vanno oltre la semplice curiosità collezionistica: mostrano come già nei primi anni il Reverso fosse terreno di sperimentazione, capace di accogliere varianti estetiche e commerciali senza perdere coerenza formale. Ed è proprio questa flessibilità progettuale che ha permesso al modello di attraversare le decadi restando sempre riconoscibile.
Un altro filo conduttore della capsule, meno immediato all’occhio ma fondamentale per capirne il valore storico, riguarda i movimenti. Nei primissimi anni il Reverso non nasce ancora come progetto “chiuso” di manifattura: per accelerarne l’arrivo sul mercato, la Maison si affida a movimenti forniti da Tavannes, con calibri differenti per versioni maschili e femminili. È una scelta pragmatica che permette di concentrare le energie sulla vera innovazione, cioè l’architettura della cassa reversibile. Dal punto di vista tecnico, l’aspetto chiave è il modo in cui questi movimenti vengono integrati nella geometria rettangolare: la forma della cassa non è un “capriccio” estetico, ma un vincolo progettuale gestito con intelligenza, ponendo le basi per l’evoluzione successiva verso calibri sviluppati ad hoc.

Il vero punto di svolta arriva nel 1933 con l’introduzione del Calibro 410, il primo movimento di manifattura sviluppato espressamente per il Reverso. Qui il progetto compie un salto di maturità evidente: la meccanica non si adatta più alla cassa, ma nasce già pensata per dialogare con la sua forma. L’arrivo dei piccoli secondi a ore sei non è solo un dettaglio estetico, ma una scelta che riequilibra visivamente il quadrante e diventa un tratto ricorrente nelle generazioni successive. Nella capsule, questo calibro anima un esemplare maschile del 1936 con cassa bicolore in acciaio e oro 9 carati (350/1000), una soluzione che all’epoca rispondeva a esigenze molto concrete. Abbinare l’oro a un metallo più duro significava aumentare la resistenza complessiva dell’orologio, limitando l’usura nelle zone più esposte. È un esempio perfetto di come, nel Reverso, le scelte di stile nascano spesso da considerazioni funzionali, e non il contrario.
A chiudere idealmente il percorso maschile della selezione c’è un Reverso del 1937 che aggiunge una lettura tecnica e storica allo stesso tempo. Al suo interno troviamo il Calibro 413, un movimento di manifattura della famiglia Reverso dotato di piccoli secondi, segno di una linea progettuale ormai consolidata. Il dettaglio più significativo, però, è sul quadrante: non compare più soltanto il nome del modello, ma la firma completa Jaeger-LeCoultre. È un passaggio che coincide con la fusione formale delle Maison Le Coultre e Jaeger avvenuta proprio in quell’anno, rendendo l’orologio un riferimento diretto al suo contesto di produzione.
Guardando questi orologi dal lato opposto, emerge un aspetto spesso sottovalutato ma centrale nell’identità del Reverso: il fondello come spazio personale. Fin dall’inizio, la superficie in metallo della cassa ribaltabile è stata pensata come una tela neutra pronta ad accogliere incisioni, iniziali o dediche. In questa capsule, più di un esemplare conserva ancora le incisioni dei primi proprietari, un dettaglio che restituisce una dimensione molto concreta del tempo e dell’uso. Non è solo una curiosità storica, ma una chiave di lettura importante: il Reverso non nasce come oggetto distante o puramente celebrativo, ma come segnatempo vissuto, personalizzato e legato a una storia individuale.

Prima di arrivare nelle mani dei collezionisti, ogni orologio selezionato per The Collectibles attraversa un percorso rigoroso che fa la differenza rispetto a molte operazioni vintage. La valutazione iniziale è seguita dal lavoro del laboratorio di restauro interno di Jaeger-LeCoultre, una struttura rara anche nel panorama dell’alta orologeria. Qui, dieci orologiai specializzati operano con accesso diretto agli archivi storici della Manifattura, utilizzando disegni tecnici originali, documentazione d’epoca e, quando possibile, componenti autentici. Se un elemento non è recuperabile, viene ricreato a mano secondo metodi tradizionali, evitando interventi invasivi che snaturerebbero l’orologio. L’obiettivo non è riportare il segnatempo a uno stato “nuovo”, ma conservarne coerenza, patina e identità.
Il lavoro non si ferma al restauro. Ogni Reverso inserito nel programma viene accompagnato da un estratto ufficiale degli archivi della Manifattura e da una copia del volume The Collectibles. A completare il corredo c’è un cinturino in pelle realizzato a mano, scelto per rispettare stile e proporzioni dell’orologio, fatta eccezione per i modelli che conservano il bracciale metallico originale. Quando disponibili, sono inclusi anche scatola, documenti e cinturini o bracciali d’epoca. Dal punto di vista pratico, è un approccio che rafforza la dimensione collezionistica: non si acquista solo un segnatempo, ma un insieme coerente di storia, documentazione e intervento conservativo certificato.
La quinta capsule collection The Collectibles dedicata al Reverso viene presentata al pubblico dal 5 al 23 febbraio 2026 presso la boutique di New York al 701 di Madison Avenue, con accesso libero dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 18:00. Al termine della mostra, gli orologi saranno disponibili per l’acquisto a livello globale tramite il sito ufficiale del marchio, mentre durante l’esposizione restano in esclusiva in boutique. Una formula che sottolinea come The Collectibles non sia una semplice vendita di vintage, ma un progetto curatoriale che mette al centro il racconto, prima ancora del possesso.
Informazioni chiave e modelli in capsule
| Codice (QVE) | Anno | Target | Quadrante | Materiale / bracciale | Movimento | Nota distintiva |
|---|---|---|---|---|---|---|
| QVE65101 | 1931 | Uomo | Nero | Non comunicato | Fornitura Tavannes (calibri anni ’30) | Chemin de fer e indici ispirano l’estetica Reverso Tribute; “quadrante del futuro” |
| QVE50300 | 1931 | Donna | Non comunicato | Oro giallo | Fornitura Tavannes (calibri anni ’30) | Accenti agli angoli al posto della minuteria; rimando stilistico a Reverso One |
| QVE50103 | 1931 | Donna | Non comunicato | Acciaio | Fornitura Tavannes (calibri anni ’30) | Impostazione grafica con accenti agli angoli; primo adattamento al polso femminile |
| QVE90100 | 1931 | Donna | Bianco | Cordonnet cromato | Fornitura Tavannes (calibri anni ’30) | Cinturino Cordonnet cromato, insolito per l’epoca |
| QVE65100 | 1931 | Donna | Bianco | Acciaio | Fornitura Tavannes (calibri anni ’30) | Doppia firma sul quadrante; consegna a rivenditore selezionato |
| QVE50102 | 1931 | Donna | Nero | Non comunicato | Fornitura Tavannes (calibri anni ’30) | Reverso Dame con numeri arabi e quadrante nero |
| QVE10800 | 1936 | Uomo | Non comunicato | Acciaio + oro giallo 9 ct (350/1000) | Calibro 410 (manifattura) | Cassa bicolore per maggiore resistenza; piccoli secondi introdotti dal 410 |
| QVE10100 | 1937 | Uomo | Nero | Non comunicato | Calibro 413 (manifattura) | Firma “Jaeger-LeCoultre” sul quadrante; riferimento alla fusione del 1937 |
FAQ – Domande frequenti
Che cos’è The Collectibles di Jaeger-LeCoultre?
È un programma interno dedicato a reperire, autenticare, restaurare e offrire segnatempo storici selezionati, presentati tramite capsule collection curate e documentate.
Perché questa quinta capsule è importante per il Reverso?
Perché si concentra sul primo decennio (1931–1937), quando si fissano i codici Art Déco, la cassa reversibile e le prime evoluzioni meccaniche che definiscono l’identità del modello.
Qual è il ruolo del Calibro 410 nella storia del Reverso?
È il primo movimento di manifattura sviluppato specificamente per il Reverso e introduce i piccoli secondi a ore 6, destinati a diventare una configurazione ricorrente nelle versioni successive.
Dove e quando si può vedere la capsule collection?
Dal 5 al 23 febbraio 2026 presso la boutique Jaeger-LeCoultre al 701 di Madison Avenue a New York, aperta al pubblico dal lunedì al sabato (10:00–18:00).
Come si acquistano gli orologi The Collectibles?
Sono acquistabili online sul sito ufficiale del marchio a partire dal 5 febbraio e, durante la mostra, in esclusiva presso la boutique di New York. Prezzi e disponibilità non sono comunicati nel materiale fornito.