A Watches and Wonders 2026 Oris riporta in vita uno dei suoi modelli più significativi, non solo per il design ma per il ruolo che ha avuto nella storia dell’orologeria svizzera. L’Oris Star Edition non è una semplice riedizione: racconta un momento in cui innovazione e libertà tecnica hanno cambiato le regole del settore.
Oris Star Edition 2026: perché il ritorno dello Star è più importante di quanto sembri
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
L’Oris Star Edition celebra i 60 anni del primo modello con scappamento ad ancora del marchio. Questa riedizione fedele ripropone cassa tonneau da 35 mm, quadrante minimalista e vetro Plexiglas, abbinati a un movimento automatico moderno (calibro 733). Con un prezzo di circa 1.800 euro, si posiziona come un segnatempo accessibile che unisce valore storico, design coerente e utilizzo quotidiano.

Indice dei contenuti
Più che una semplice operazione nostalgia, questa novità mi sembra il recupero di uno dei passaggi più importanti nella storia di Oris. Il ritorno dello Star non serve soltanto a rimettere in vetrina un disegno riuscito degli anni Sessanta, ma a riportare al centro un orologio che, per la maison di Hölstein, coincise con un momento di vera emancipazione tecnica. È questo l’aspetto che trovo più interessante: dietro l’estetica rétro non c’è solo il fascino del passato, ma il ricordo di una fase in cui Oris cominciò a ridefinire il proprio ruolo nell’orologeria svizzera. In altre parole, questa riedizione non guarda indietro per compiacersi, ma per dare nuovo peso a una svolta che ancora oggi ha un significato molto concreto.
| Nome modello | Oris Star Edition |
| Referenza | 01 733 7813 4151-Set |
| Prezzo | €1.800 |

Per capire davvero il senso di questo ritorno, bisogna fare un passo indietro a metà degli anni ’60, quando Oris si trovava in una posizione tutt’altro che semplice. Per decenni, infatti, lo Statuto svizzero dell’orologeria aveva limitato fortemente la libertà produttiva di molte aziende, imponendo vincoli anche sulle tipologie di movimenti utilizzabili. Il lavoro portato avanti dal dottor Rolf Portmann fu decisivo per cambiare le regole del gioco: dopo anni di battaglie legali, nel 1965 si arrivò finalmente all’abrogazione della normativa. È da lì che nasce il vero punto di svolta, perché da quel momento Oris poté sviluppare soluzioni tecniche più evolute, aprendo la strada a un nuovo capitolo della sua storia.
È proprio in questo contesto che nel 1966 nasce lo Star, un modello che, a guardarlo oggi, va ben oltre il semplice esercizio di stile. Non era soltanto un orologio con un design diverso dal solito, ma il primo segnatempo del marchio dotato di scappamento ad ancora sviluppato internamente, un passaggio tecnico fondamentale per Oris. In pratica, segnava il passaggio da una produzione vincolata a soluzioni più semplici a una fase in cui il brand poteva finalmente competere su un piano qualitativo più alto. Questo è un aspetto che spesso passa in secondo piano, ma che secondo me cambia completamente la percezione di questo modello: non un’icona estetica fine a sé stessa, ma un vero simbolo di indipendenza tecnica.

La riedizione attuale riprende questo patrimonio con una fedeltà sorprendente, soprattutto nelle proporzioni e nella costruzione della cassa. La forma tonneau da 35 mm, con anse perfettamente integrate, mantiene quel carattere “space-age” tipico degli anni ’60, ma riesce a risultare ancora attuale. Le superfici alternate tra satinature verticali e smussi lucidi valorizzano le linee arcuate senza appesantirle, creando un equilibrio che oggi definirei quasi minimalista. Dal punto di vista pratico, poi, queste dimensioni compatte — abbinate a un lug to lug di 41,5 mm — rendono l’orologio estremamente portabile anche su polsi moderni, senza quella sensazione di oggetto troppo piccolo che spesso si associa ai vintage puri.
Anche il quadrante segue la stessa linea di coerenza, mantenendo un’impostazione estremamente pulita ma ricca di dettagli per chi si sofferma a guardare. La superficie argentata con reticolo centrale crea un punto focale discreto, mentre i doppi indici applicati e le lancette con punta squadrata richiamano fedelmente il linguaggio estetico dell’epoca. Interessante anche la scelta del datario trapezoidale a ore 3, un elemento che rompe la simmetria in modo volutamente modernista. I piccoli inserti luminescenti, posizionati con attenzione su indici e lancette, migliorano la leggibilità senza alterare l’equilibrio visivo generale. È uno di quei quadranti che, più lo osservi, più rivela una progettazione attenta nei dettagli.

Un elemento che secondo me merita attenzione è la scelta del vetro in Plexiglas, che potrebbe sembrare anacronistica ma in realtà è perfettamente coerente con il progetto. A differenza del vetro zaffiro, il plexi offre una resa più calda e leggermente distorta ai bordi, contribuendo a ricreare quella profondità tipica degli orologi d’epoca. Inoltre, è più resistente agli urti rispetto a quanto si pensi, anche se naturalmente si graffia con maggiore facilità. In un contesto come questo, però, la scelta ha senso: non si tratta solo di replicare un materiale, ma di restituire una sensazione visiva e tattile il più possibile vicina all’originale.

All’interno, la scelta è caduta su una soluzione moderna e collaudata: il calibro Oris 733, basato sul Sellita SW200-1. È un movimento automatico che lavora a 28.800 alternanze/ora e offre una riserva di carica di circa 41 ore, con funzioni essenziali come il datario, il fermo macchina e la regolazione fine. Non è un calibro di manifattura in senso stretto, ma è proprio questo che lo rende interessante in un progetto come questo: garantisce affidabilità, facilità di manutenzione e costi contenuti nel lungo periodo. In altre parole, è una scelta pragmatica che mantiene l’orologio accessibile senza compromettere l’esperienza d’uso quotidiana.
Al polso, questo è uno di quegli orologi che sorprende più di quanto si possa immaginare guardando solo le specifiche. Le dimensioni compatte, con i suoi 35 mm di diametro e una distanza tra le anse contenuta, lo rendono estremamente equilibrato, senza risultare né troppo piccolo né fuori scala. Il cinturino in pelle nera con fibbia ad ardiglione contribuisce a rafforzare quell’anima elegante ma rilassata, facile da abbinare in contesti diversi. È il classico esempio di segnatempo che non ha bisogno di attirare l’attenzione per funzionare bene: si integra, si adatta e, proprio per questo, risulta piacevole da indossare tutti i giorni.

All’interno della collezione Heritage di Oris, questa uscita assume un ruolo piuttosto chiaro: non è un semplice esercizio stilistico, ma un richiamo concreto a una fase determinante per il marchio. Non si tratta di un’edizione limitata, e questo è un dettaglio che considero positivo, perché rende accessibile un pezzo di storia senza trasformarlo in un oggetto esclusivo per pochi. Con un prezzo di 1.800 euro e una disponibilità prevista da maggio 2026, si posiziona in una fascia che mantiene fede alla filosofia Oris, fatta di orologeria meccanica solida e coerente, senza eccessi. In un mercato dove molte riedizioni puntano più sull’effetto collezionistico che sull’utilizzo reale, qui il bilanciamento mi sembra decisamente più riuscito.
Quello che mi convince davvero di questa riedizione è il modo in cui riesce a tenere insieme più livelli senza forzature. Da un lato c’è un design che riprende fedelmente un’estetica ben precisa, dall’altro c’è una storia concreta fatta di scelte tecniche e battaglie industriali che hanno cambiato il destino del marchio. Non è un orologio che punta a stupire con soluzioni complesse o materiali innovativi, ma riesce comunque a trasmettere qualcosa di più profondo. Forse è proprio questo il suo punto di forza: essere un oggetto semplice solo in apparenza, che in realtà racconta un momento fondamentale dell’orologeria svizzera con una naturalezza rara.
Scheda tecnica e dati principali
| Modello | Oris Star Edition |
| Referenza | 01 733 7813 4151-Set |
| Collezione | Heritage |
| Cassa | Acciaio |
| Diametro | 35 mm |
| Spessore | 11,1 mm |
| Lug to lug | 41,5 mm |
| Impermeabilità | 50 m (5 bar) |
| Vetro | Plexiglas |
| Movimento | Oris 733 (base Sellita SW200-1) |
| Frequenza | 28.800 a/h |
| Riserva di carica | 41 ore |
| Cinturino | Pelle nera |
| Prezzo | €1.800 |
| Disponibilità | Maggio 2026 |
FAQ – Domande frequenti
Cos’è l’Oris Star Edition?
È la riedizione fedele dell’Oris Star del 1966, realizzata per celebrare i 60 anni del primo modello con scappamento ad ancora del marchio.
Perché l’Oris Star è importante?
Segna l’inizio di una nuova fase per Oris, quando il marchio poté finalmente utilizzare scappamenti ad ancora di qualità superiore dopo l’abrogazione dello Statuto svizzero.
Che movimento monta?
Il calibro Oris 733, basato sul Sellita SW200-1, con 41 ore di riserva di carica.
È un’edizione limitata?
No, non è un’edizione limitata e sarà disponibile regolarmente a partire da maggio 2026.
Quanto costa?
Il prezzo di listino è di circa 1.800 euro.