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Audemars Piguet Royal Oak Offshore 25th Anniversary

L’OFFSHORE, DECLINAZIONE PIÙ SPORTIVA INTRODOTTA PER LA PRIMA VOLTA SUL MERCATO DA AUDEMARS PIGUET NEL 1993, COMPIE 25 ANNI. ANNIVERSARIO CHE VIENE CELEBRATO CON UNA RIEDIZIONE FEDELE E DUE SERIE SPECIALI

Nel 2018 Audemars Piguet festeggia il 25° anniversario del Royal Oak Offshore, lanciato nel 1993. Per l’occasione la Casa ha realizzato una riedizione dell’originale Royal Oak Offshore Cronografo a carica automatica in acciaio. Il quadrante è blu con motivo “Petite Tapisserie”. Prezzo: 28.500 euro.

Audemars Piguet 25th Anniversary 26237ST

Nel 2018 Audemars Piguet festeggia il 25° anniversario del Royal Oak Offshore, lanciato nel 1993. Per l’occasione la Casa ha realizzato una riedizione dell’originale Royal Oak Offshore Cronografo a carica
automatica in acciaio. Il quadrante è blu con motivo “Petite Tapisserie”. Prezzo: 28.500 euro.
Fonte foto: Monochrome Watches

Osservando ciò che accade ormai da anni sul mercato viene da pensare che, senza gli anniversari, il mondo dell’orologeria sarebbe oggi probabilmente un po’ più povero. Se non proprio in termini di prodotto, quanto meno sotto l’aspetto delle idee. Perché le cicliche celebrazioni legate alla ricorrenza della nascita di taluni modelli, per i marchi orologieri, si sono trasformate in una sorta di gallina dalle uova d’oro. Con buona pace del côté romantico dei relativi appuntamenti. Una leva in mano agli esperti di marketing e comunicazione dei brand, utile per riaccendere periodicamente i riflettori su determinate famiglie di prodotto. Il tutto con un timing che, tutto sommato, ben si sposa anche con quello necessario a chi lavora nei reparti ricerca e sviluppo. Perché, volente o nolente, il calendario vuole che l’operazione si ripeta con frequenza quinquennale, e di cinque anni (chi più chi meno) è generalmente anche il ciclo di vita del prodotto nelle vetrine delle boutique così come la sua gestazione in caso di modifiche sostanziali che comprendano magari anche lo sviluppo di un nuovo calibro. Preso atto dell’evidenza, va anche detto, in tutta correttezza, che per assicurarsi vita natural durante il “bonus” garantito da un anniversario occorre, a monte, essere stati capaci di lanciare sul mercato un prodotto vincente. Ambito, ricercato e per questo sistematicamente inseguito a ogni sua uscita. E sotto questo aspetto Audemars Piguet non è probabilmente seconda a nessuno. Qualche esempio a supporto della tesi. In questo 2018 la manifattura di Le Brassus spegnerà le prime 25 candeline del Royal Oak Offshore. Ma basta voltarsi indietro di un solo anno per vedere come nel corso del 2017 siano caduti i primi 20 anni del Royal Oak Cronografo, i 40 del primo Royal Oak realizzato in metallo pregiato (oro giallo) così come i 5 dal lancio del Royal Oak Tourbillon Extra-Piatto. Modello, quest’ultimo, introdotto sul mercato nel 2012 in occasione, guarda caso, del “quarantesimo” dell’unico, inimitabile e originale Royal Oak. Chapeau.

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INSOMMA, SE OLTRE ALLE FAMIGLIE DI PRODOTTO SI CONSIDERANO ANCHE LE LORO VARIANTI, IN ALCUNI CASI IL CICLO HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER DIVENIRE POTENZIALMENTE CONTINUO.

Ma, come dimostrano i nomi in gioco fatti poc’anzi, a fare la vera differenza è, in fin dei conti, il “peso” del prodotto. Che, nel caso del Royal Oak, Audemars Piguet ha saputo rendere appetibile nei decenni. Sia che si parli di Royal Oak e sia di Royal Oak Offshore. Due modelli, curiosamente, accomunati da una genesi alquanto simile. Geni incompresi, si potrebbe definirli. Quanto meno inizialmente. Perché se è storia nota che nel 1972 l’accoglienza riservata al primo fu eufemisticamente più che freddina, è vero anche che, sulla scorta dell’esempio dato con vent’anni di anticipo dal “fratello maggiore” (a livello esclusivamente anagrafico), da parte sua anche l’Offshore non ha certo goduto di trattamenti di favore o di maggiori considerazioni. Anzi.

PRIMA ANCORA DI ESSERE RECEPITO SENZA TROPPI CLAMORI DAL POPOLO DEGLI APPASSIONATI, IL ROYAL OAK OFFSHORE È STATO MESSO ADDIRITTURA IN DISCUSSIONE SUL NASCERE DALLA STESSA CASA MADRE.

Sul finire degli anni ’80, infatti, si inizia a pensare a un tributo per celebrare il primo ventennio del Royal Oak (gli anniversari erano in voga già all’epoca). La patata bollente cade sul tavolo da disegno di Emmanuel Gueit, in pratica, l’ultimo arrivato, avendo raggiunto AP solo l’anno precedente. Gueit che, osservando il crescente interesse per gli sport estremi e la ricerca dell’avventura, pensa a un Royal Oak “anabolizzato”. Massiccio, con una cassa da 42 mm (considerata esagerata così come appariva quella da 39 mm del Royal Oak vent’anni prima),  un bracciale a maglie leggermente bombate e qualche tocco di colore in più rispetto al modello che sarebbe andato a celebrare. “Rivedibile” per i più conservatori all’interno del Board del marchio. “Abile e arruolato”, invece, per il Co-Presidente di allora, quello Stephen Urquhart che poco meno di un decennio più tardi sarebbe tornato in Swatch Group per prendere le redini di Omega. Così, dopo i doverosi tempi tecnici, nel 1993 ecco l’Offshore. Alias The Beast. Tanto per mettere subito in chiaro a tutti le cose. Allora a Baselworld. Oggi al Sihh. Nel mezzo, 25 anni appunto, durante i quali il Royal Oak Offshore si è fatto un nome e si è garantito rispetto attraverso le oltre 120 referenze lanciate nel frattempo da Audemars Piguet. A queste se ne aggiungono ora in anteprima ulteriori tre, lanciate come detto pochi giorni fa al Salon International de la Haute Horlogerie 2018. La prima, rigorosamente lungo il solco della tradizione. Le altre due di pura avanguardia. Tutte a loro modo perfette per incontrare i gusti attuali in fatto di orologi.

AUDEMARS PIGUET ROYAL OAK OFFSHORE REF. 26237ST.OO.1000ST.01

Due modelli Royal Oak Offshore Tourbillon Chronograph, uno con cassa in acciaio (Ref. 26421ST.OO.A002CA.01) e uno in oro rosa (26421OR.OO.A002CA.01)

Per l’anniversario dell’Offshore, la Casa ha realizzato anche una versione Tourbillon Cronografo, proposta
sia in acciaio che in oro rosa (edizione limitata a 50 esemplari per ognuna). Si noti il quadrante, fuori
dagli schemi classici del Royal Oak, grazie alla particolare struttura architettonica che rivela parte
degli ingranaggi del movimento interamente riprogettato per celebrare l’anniversario della collezione:
il calibro manuale 2947.

Ovverosia la copia fedele (esteticamente parlando) del primo Offshore. Uguale in tutto e per tutto, dalle lancette agli indici fino ai contatori cronografici, l’oblò della data, la tipologia e il colore del quadrante. Un Petite Tapisserie blu, difforme dall’originale (ma è un’esasperata ricerca del pelo nell’uovo) solo per la minore spaziatura tra loro dei quadrati a rilievo. Un cronografo mosso da un calibro 3126/3840 (base 3120 di manifattura AP con modulo cronografico Dubois-Depraz), ovvero da quel movimento che dal 2007 accompagna ogni Offshore dopo aver sostituito il Calibro 2226/2840 adottato sin dalle origini del modello (che montava la platina Dubois-Dépraz su una base Jaeger- LeCoultre).

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Audemars Piguet Royal Oak Offshore REF. 26237ST.OO.1000ST.01 IN ACCIAIO.

Corona e pulsanti del nuovo Royal Oak Offshore Cronografo sono ora realizzati in ceramica anziché in metallo e caucciù come nel primo esemplare. In basso: Il primo Royal Oak Offshore del 1993. Fonte foto: Monochrome Watches

Cassa in acciaio spazzolato a finitura verticale; vetro zaffiro con trattamento antiriflesso; fondello in acciaio serrato a vite con incisione del logo “Royal Oak Offshore” e dicitura “Automatic”; impermeabile fino a 100 metri.

Quadrante blu con motivo Petite Tapisserie; indici ovoidali applicati a mano in oro bianco; lancette Royal Oak con rivestimento luminescente; finestrella del datario a ore 3; tre contatori: ore crono al 6, minuti crono al 9, secondi continui al 12; scala tachimetrica sul rehaut.

Movimento meccanico a carica automatica calibro 3126/3840; cronografo con indicazione di ore, minuti, secondi continui e data; 59 rubini; 365 componenti; 29,92 mm di diametro; 7,16 mm di spessore; frequenza di oscillazione 21.600 alternanze/ora; riserva di carica minima 50 ore.

Bracciale in acciaio con fibbia déployante AP.

Dimensioni Diametro: 42 mm.

PREZZO 28.500 EURO

OPINIONE 

Audemars Piguet del 2018 Royal Oak Offshore 26237ST.OO.1000ST.01

Il fondello, al centro, riporta l’incisione del logo “Royal Oak Offshore”. Il movimento è il calibro automatico
3126/3840 con riserva di carica di almeno 50 ore.
Fonte foto: Monochrome Watches

Non è in serie limitata, come le altre due referenze con cui ha condiviso il lancio, ma è quanto di più fedele alla tradizione. E in questo momento storico è sicuramente un aspetto che paga. Il modello, è vero, ha sempre fatto più fatica a imporsi perché costantemente alle prese con un fratello “ingombrante”, ma ora l’Offshore (e anche le crescenti quotazioni sul mercato del secondo polso lo dimostrano) si è definitivamente scrollato di dosso ogni complesso di inferiorità. E la versione anniversario, clone del capostipite del 1993, vale la pena di essere portata a casa. E conservata.

Audemars Piguet Royal Oak Offshore 25th Anniversary Ref. 26421ST.OO.A002CA.01 e 26421OR.OO.A002CA.01

Due modelli Royal Oak Offshore Tourbillon Chronograph, uno con cassa in acciaio (Ref. 26421ST.OO.A002CA.01) e uno in oro rosa (26421OR.OO.A002CA.01)

Per l’anniversario dell’Offshore, la Casa ha realizzato anche una versione Tourbillon Cronografo, proposta
sia in acciaio che in oro rosa (edizione limitata a 50 esemplari per ognuna). Si noti il quadrante, fuori
dagli schemi classici del Royal Oak, grazie alla particolare struttura architettonica che rivela parte
degli ingranaggi del movimento interamente riprogettato per celebrare l’anniversario della collezione:
il calibro manuale 2947.

Per chi invece è spinto da una visione maggiormente proiettata al futuro (e, va detto, se la sente di osare) Audemars Piguet ha pensato a una serie speciale composta da due referenze, ciascuna in serie limitata a 50 esemplari. Due modelli Royal Oak Offshore Tourbillon Chronograph, uno con cassa in acciaio (Ref. 26421ST.OO.A002CA.01) e uno in oro rosa (26421OR.OO.A002CA.01) contraddistinti da linee estetiche spinte, già parzialmente abbozzate nei due modelli precedenti (Ref. 23688PO e 26288OR) della famiglia ma, se possibile, più affini a quelle della collezione Royal Oak Concept. Proposti con cassa da 45 mm, si distinguono per una lunetta che lascia esposte le otto viti di fissaggio, corona e pulsanti in ceramica e per un quadrante audace e architetturale aperto su un movimento meccanico a carica manuale calibro 2947 di manifattura con dispositivo tourbillon (39,78 mm di diametro, 11,6 di spessore, 30 rubini, 353 componenti, 21.600 alternanze/ora, 173 ore di carica minima garantita). Esercizio di stile notevole, concettualmente in linea con la filosofia Offshore.

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