Con la 38ª America’s Cup assegnata a Napoli per il 2027, ogni mossa dei partner tecnici di Luna Rossa smette di essere una questione da appassionati e diventa una notizia di calendario. Panerai arriva a questo appuntamento con due referenze che, per la prima volta dal 2019, non parlano la stessa lingua: una insiste sul cronometraggio da regata, l’altra prova a uscire dalla barca. La seconda è il vero segnale.
Panerai amplia la collezione Luna Rossa con un cronografo limitato e il primo modello su bracciale in acciaio
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Panerai presenta due nuove referenze Luminor Luna Rossa. Il PAM01768 è un cronografo in acciaio satinato da 44 mm con scala tachimetrica sul rehaut e calibro automatico P.9210 da 42 ore di riserva, in edizione limitata a 500 esemplari, venduto a 11.200 euro con cinturino in velcro e secondo cinturino in caucciù. Il PAM01791 è un GMT da 40 mm con calibro P.900/GMT, tre giorni di autonomia, indicazione del secondo fuso su 12 ore e fondello in zaffiro: costa 11.100 euro ed è il primo Luna Rossa della collezione a montare un bracciale in metallo, con sgancio rapido PAM Click. Entrambi dichiarano un’impermeabilità di 10 bar, circa 100 metri.
Indice dei contenuti
- 1 Panerai amplia la collezione Luna Rossa con un cronografo limitato e il primo modello su bracciale in acciaio
- 2 Perché Luna Rossa è diventata il laboratorio sportivo di Panerai
- 3 Luminor Luna Rossa Chrono PAM01768: il cronografo che misura la velocità della barca
- 4 Luminor Luna Rossa GMT PAM01791: 40 mm e il primo bracciale in metallo della collezione
- 5 Cosa condividono: identità Luminor, tenuta e collaudo
- 6 Prezzi, dotazione e quale dei due ha più senso
- 7 Scheda tecnica e dati principali
- 8 FAQ – Domande frequenti
Le due novità che Panerai dedica a Luna Rossa arrivano insieme, ma guardano in direzioni opposte. Il Luminor Luna Rossa Chrono PAM01768 è uno strumento da regata dichiarato: 44 mm di acciaio, scala tachimetrica sul rehaut, edizione limitata a 500 esemplari. Il Luminor Luna Rossa GMT PAM01791 fa il contrario, scende a 40 mm, entra nella collezione regolare e si presenta con il primo bracciale in metallo mai visto su un Luna Rossa. È qui, non nel cronografo, che leggo la notizia vera: dopo anni di casse tecniche e vocazione agonistica, questa linea prova per la prima volta a farsi indossare tutti i giorni.
| Nome modelli | Panerai Luminor Luna Rossa Chrono e Luminor Luna Rossa GMT |
| Referenza / Edizione | PAM01768 (limitata) e PAM01791 (collezione regolare) |
| Materiale cassa | Acciaio satinato, 44 mm il Chrono e 40 mm il GMT |
| Complicazione principale | Cronografo con scala tachimetrica; secondo fuso orario su 12 ore con data |
| Edizione | 500 esemplari numerati per il Chrono; produzione non limitata per il GMT |
| Prezzo | 11.200 euro il PAM01768, 11.100 euro il PAM01791 |
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Perché Luna Rossa è diventata il laboratorio sportivo di Panerai
Il conto alla rovescia verso la 38ª America’s Cup, in programma a Napoli nel 2027, spiega il tempismo di queste due uscite. Ma la partnership viene da lontano: dal 2019 Panerai usa il team italiano come banco di prova concreto, non come pretesto grafico. È la differenza che tiene in piedi la linea Luna Rossa agli occhi dei collezionisti: dove altre collaborazioni sportive si esauriscono in un logo sul quadrante e in un colore a tema, qui ogni complicazione ha dovuto giustificarsi con una funzione. Cronometraggi da regata, secondi fusi orari, materiali scelti per il peso e non per la retorica. Il risultato è una famiglia che nel tempo ha raccolto il pubblico più esigente della produzione Panerai, quello che di solito diffida delle edizioni celebrative.
Luminor Luna Rossa Chrono PAM01768: il cronografo che misura la velocità della barca
Argento soleil, contatori azurée e una scala che pretende un contesto
Sul quadrante del cronografo tutto è organizzato attorno a un’idea di lettura veloce. L’argento con finitura satiné soleil non è una scelta estetica neutra: riflette la luce in modo direzionale e stacca nettamente gli accenti rossi del team, che restano l’unico elemento cromatico. I due contatori — trenta minuti inciso a ore 3, piccoli secondi a ore 9 — sono trattati in azurée, quelle circonferenze concentriche finissime che abbassano il riflesso e delimitano i sottoquadranti senza bisogno di bordi marcati. Numeri arabi e indici sono luminescenti in Super-LumiNova X2 bianco, la generazione più performante usata da Panerai. Sul rehaut corre la scala tachimetrica, e la lancetta centrale dei secondi del cronografo è l’unica a raggiungerla. La cassa in acciaio satinato da 44 mm chiude il discorso con una lunetta lucida e un fondello pieno, sempre in acciaio: qui non c’è nulla da mostrare, c’è da leggere l’ora sotto il sole e sotto gli spruzzi.
Vale la pena chiarire come funziona davvero quella scala, perché è la ragione d’essere di questo modello. Il tachimetro non misura la velocità: converte un tempo. Si fa partire il cronografo all’inizio di una distanza nota, lo si ferma alla fine, e il punto in cui si arresta la lancetta centrale indica quante volte quella distanza sta in un’ora. Con base chilometrica il risultato è in km/h, con base miglio in mph, senza toccare nulla. Il limite è strutturale: sotto i 60 secondi la scala non esiste più, perché la lancetta ha già compiuto il giro. In regata questo si traduce in un vincolo pratico, cioè servono distanze abbastanza brevi da restare dentro il minuto — e in una barca che a certe andature supera i quaranta nodi, il conto torna. È un dettaglio che spiega perché Panerai abbia affidato la misura alla lancetta centrale rossa e bianca, l’unica con la corsa e il contrasto giusti per essere letta di traverso, con il ponte che si muove. Chi volesse approfondire il funzionamento dei pulsanti e delle logiche di avvio, stop e azzeramento trova il quadro completo nella nostra guida su come funziona un cronografo.
P.9210 e il velcro: dove questo cronografo spende davvero
Sotto quel fondello lavora il P.9210, calibro automatico di manifattura da 13¼ linee, 41 rubini e 6,9 mm di spessore, con bilanciere in Glucydur, antiurto Incabloc e una frequenza di 28.800 alternanze/ora — quattro oscillazioni al secondo, quindi una risoluzione di un ottavo di secondo sulla misura. Il bariletto è uno solo e garantisce 42 ore di autonomia: un fine settimana lungo lasciato fermo e va ricaricato, il che colloca questo movimento un gradino sotto gli otto giorni che hanno costruito la reputazione della manifattura. La scelta ha una logica, perché il modulo cronografico chiede energia e il P.9210 la spende dove serve. Il dettaglio che mi interessa di più è il contatore dei minuti a ore 3 con lancetta saltante: invece di strisciare lentamente verso il trattino successivo, scatta di colpo allo scoccare del minuto. Su un contatore da leggere in un attimo, mentre si tiene d’occhio la boa, elimina l’unica ambiguità possibile — quella dei venti secondi in cui una lancetta strisciante ti lascia il dubbio se siano passati sette minuti o otto. Panerai gli ha riservato anche spazzolatura verticale e verniciatura blu, decorazioni che nessun proprietario vedrà mai attraverso l’acciaio: un promemoria che questa referenza è pensata per essere usata, non ammirata da sotto.
La vera novità di questa referenza non sta nel movimento ma attorno al polso. Per la prima volta la collezione Luna Rossa adotta un cinturino in velcro, nero e a rastremazione 24/22, con costruzione elastica e regolazione rapida. È una soluzione che risolve un problema concreto: in barca il polso cambia volume, si passa dalla pelle nuda alla giacca cerata, e un cinturino che si accorcia strappando una linguetta batte qualsiasi ardiglione. Il tessuto elastico assorbe anche i colpi laterali, e bagnato non si deforma come farebbe una pelle. Panerai chiude il pacchetto con un secondo cinturino in caucciù nero, stessa rastremazione, e una fibbia trapezoidale in titanio satinato da 22 mm — il titanio qui non è un vezzo, è l’unico modo per non aggiungere massa a un orologio che sulla bilancia segna già 126 grammi senza contare il cinturino. Restano 44 mm di acciaio: un ingombro che su polsi sotto i 17 centimetri va provato prima di firmare.
Luminor Luna Rossa GMT PAM01791: 40 mm e il primo bracciale in metallo della collezione
Quaranta millimetri, metallo e un quadrante costruito a sandwich
Quaranta millimetri, per un Luminor, sono quasi una dichiarazione di intenti. La famiglia è nata su misure che partivano da 44 e arrivavano tranquillamente a 47, e vederla scendere qui significa aprire la porta a chi finora aveva ammirato la versione più sottile della collezione come unica via d’accesso. La differenza è che il Due nasce elegante e alleggerito, mentre questa referenza resta un Luminor pieno, con il carattere intatto, semplicemente riproporzionato. Ad amplificare il cambio di registro c’è il bracciale in acciaio, il primo mai montato su un orologio Luna Rossa: profilo rastremato da 22 a 18 mm, quindi ampio agli anse e stretto alla fibbia, che è il modo più efficace per far sembrare un orologio più leggero di quanto dica la bilancia — e i 156 grammi dichiarati la dicono lunga su quanta massa aggiunga il metallo rispetto al caucciù. Il sistema PAM Click permette di sganciarlo e sostituirlo senza attrezzi, il che è meno banale di come suona: significa che chi lo vuole in regata monta un caucciù in trenta secondi e chi lo vuole in ufficio rimonta il bracciale la sera stessa.
Il quadrante è dove il PAM01791 dichiara la sua parentela con il team, e lo fa con più misura di quanto ci si aspetti. La base argentata ha una spazzolatura sun-brushed che, come sul cronografo, lavora sul contrasto invece che sul colore. Sotto, però, c’è una costruzione diversa: il sandwich, cioè due piastre sovrapposte in cui quella superiore è forata e quella inferiore è interamente ricoperta di luminescente. Numeri e indici non sono stampati né applicati, sono buchi che lasciano vedere lo strato attivo — soluzione nata sui Panerai militari e mai abbandonata, perché la superficie che si illumina è molto più ampia di quella di un indice tradizionale. Con il Super-LumiNova X2 sotto, al buio la lettura non è un compromesso. Gli accenti rossi sono due e sono entrambi funzionali: la lancetta dei piccoli secondi a ore 9 e quella del secondo fuso, sagomata a richiamare la vela di Luna Rossa. È l’unico riferimento figurativo al team in tutto l’orologio, e sta sull’elemento che si guarda più spesso. La data a ore 3 completa il quadro, mentre il contatore riceve la stessa lavorazione azurée già vista sull’altra referenza: due orologi diversi, stessa grammatica.
P.900/GMT: compattezza vera e un secondo fuso che gioca su dodici ore
Il fondello, questa volta, è a vista: zaffiro avvitato, e la scelta ha senso perché il P.900/GMT è un esercizio di compattezza che merita di essere guardato. Parliamo di 12½ linee per 5,2 mm di spessore, 23 rubini e 171 componenti, con la funzione di secondo fuso orario incassata dentro un’architettura che resta più sottile del calibro cronografico di quasi due millimetri. La frequenza è la stessa dell’altra referenza, la massa oscillante è bidirezionale — carica in entrambi i sensi di rotazione, quindi riempie il bariletto più in fretta con meno movimento del polso — e l’autonomia sale a tre giorni con un solo bariletto, che è il territorio classico della manifattura. C’è anche l’arresto dei secondi, dettaglio che permette di sincronizzare l’orologio al secondo esatto invece di accontentarsi. Un chiarimento va fatto sul GMT: l’indicazione è su 12 ore, non su 24. Significa che la lancetta a vela compie un giro completo in mezza giornata come quella delle ore, quindi indica il fuso ma non dice se lì sia mattina o sera — informazione che in pratica si conosce sempre, e che in cambio libera il quadrante da una scala esterna e da un anello di numeri. È una logica diversa da quella dei GMT con quarta lancetta su scala 24 ore, e vale la pena capire quale serve davvero prima di scegliere: ne ho parlato nel confronto tra orologi GMT, worldtimer e dual time.
Cosa condividono: identità Luminor, tenuta e collaudo
Al netto delle differenze, l’imprinting è lo stesso e si riconosce a distanza: cassa a cuscino, quadrante luminoso sovradimensionato, ponte a leva che serra la corona. Quest’ultimo resta l’elemento che più di ogni altro definisce la famiglia, e non è un vezzo stilistico — nasce come sistema per garantire la tenuta senza affidarsi solo alla filettatura. Entrambe le referenze dichiarano 10 bar, circa 100 metri, con un protocollo di collaudo che Panerai applica a tutta la produzione: test in pressione superiore del 25% rispetto al valore garantito, con strumenti che misurano la deformazione della cassa e il comportamento delle guarnizioni sotto carico. Sul significato pratico di quella cifra conviene essere chiari, perché i 100 metri non sono una profondità operativa: sono un margine. Coprono spruzzi, pioggia, una nuotata, un tuffo dalla barca. Non coprono l’immersione con bombole, e chi cerca quel tipo di impiego guarda al Submersible, che esiste esattamente per questo. Per un orologio che vive sopra il ponte e non sotto lo scafo, il conto torna.
Prezzi, dotazione e quale dei due ha più senso
Il listino è la parte più interessante di tutta la vicenda. Il cronografo in edizione limitata chiede 11.200 euro, il GMT di collezione regolare 11.100: cento euro di differenza, un margine così sottile da essere irrilevante nella decisione. È un posizionamento che dice molto. Di norma la serie numerata viaggia con un sovrapprezzo che paga la rarità; qui Panerai ha allineato i due cartellini e ha spostato la scelta interamente sul terreno dell’uso. Nessuno comprerà il PAM01791 per risparmiare, e nessuno pagherà un premio per accedere ai 500 esemplari dell’altro. La dotazione riequilibra semmai al contrario: il cronografo arriva con due cinturini e un cofanetto in legno di ciliegio blu, il GMT con la confezione Panerai in carta riciclata e una custodia da viaggio. Chi tiene ai conti nel tempo dovrà ricordare che la limitatezza numerica pesa sul mercato dell’usato più di quanto pesi in boutique, ed è l’unico vantaggio economico reale che il PAM01768 può rivendicare a distanza di anni.
La scelta, a questo punto, si riduce a una domanda onesta: quanto spesso si sale davvero in barca? Il PAM01768 è un pezzo coerente fino in fondo, costruito attorno a una funzione che pretende un contesto per esistere — senza una distanza da cronometrare, la scala sul rehaut resta un bell’oggetto grafico e il velcro un cinturino sportivo come tanti. È l’orologio giusto per chi regata sul serio, per chi colleziona la linea e non vuole che gli manchi il capitolo numerato, per chi accetta un ingombro importante come parte del patto. Il PAM01791 fa un ragionamento opposto e, secondo me, più intelligente: prende l’identità del team e la mette in un formato che non chiede permesso a nulla, né alla camicia né al polso. Il fondello a vista, l’autonomia più lunga, il bracciale sganciabile in pochi secondi lo rendono l’unico Luna Rossa che si può indossare per un mese di fila senza sentirsi in costume. Il suo limite è che dice meno: chi cerca in questa collezione l’eccezione, il pezzo che si nota, qui non la trova. È il prezzo della versatilità, e lo trovo pagato bene.
Scheda tecnica e dati principali
| Luminor Luna Rossa Chrono | Luminor Luna Rossa GMT | |
|---|---|---|
| Referenza | PAM01768 | PAM01791 |
| Cassa | 44 mm, acciaio satinato | 40 mm, acciaio satinato |
| Lunetta | Acciaio lucido | Acciaio lucido |
| Fondello | Chiuso, acciaio | Avvitato, zaffiro trasparente |
| Movimento | P.9210 automatico, 13¼ linee, 6,9 mm, 41 rubini | P.900/GMT automatico, 12½ linee, 5,2 mm, 23 rubini, 171 componenti |
| Frequenza | 28.800 A/h | 28.800 A/h |
| Riserva di carica | 42 ore, un bariletto | 3 giorni, un bariletto |
| Funzioni | Cronografo, contatore 30 minuti a ore 3 con lancetta saltante, piccoli secondi, scala tachimetrica | Ore, minuti, piccoli secondi, data, GMT 12 ore, arresto secondi |
| Quadrante | Argento satiné soleil, contatori azurée, Super-LumiNova X2 | Argento sun-brushed a sandwich, Super-LumiNova X2 |
| Impermeabilità | 10 bar (~100 m) | 10 bar (~100 m) |
| Cinturino | Velcro nero Luna Rossa 24/22 + caucciù nero; fibbia trapezoidale in titanio 22 mm | Bracciale acciaio, rastremazione 22-18, PAM Click |
| Peso | 126 g | 156 g |
| Serie | Edizione limitata, 500 esemplari | Collezione regolare |
| Prezzo | 11.200 € | 11.100 € |
FAQ – Domande frequenti
Il Panerai Luminor Luna Rossa Chrono PAM01768 è un’edizione limitata?
Sì, è prodotto in 500 esemplari numerati. Il GMT PAM01791 entra invece nella collezione regolare e non ha limiti dichiarati di produzione.
Il Luna Rossa GMT da 40 mm è adatto a polsi piccoli?
È il formato più accessibile mai proposto dalla collezione e il bracciale rastremato aiuta la distribuzione del peso. Panerai non dichiara né lo spessore della cassa né la distanza tra le anse, che sono i due parametri decisivi sotto i 16 centimetri di polso: una prova in boutique resta consigliata.
Che differenza c’è tra i calibri P.9210 e P.900/GMT?
Il P.9210 è il calibro cronografico, più spesso e con 42 ore di autonomia. Il P.900/GMT è più compatto, conta 171 componenti, aggiunge il secondo fuso e arriva a tre giorni di riserva. Entrambi sono automatici e battono a 28.800 alternanze/ora.
Il secondo fuso orario del PAM01791 si legge su 24 ore?
No, l’indicazione è su 12 ore: la lancetta a forma di vela compie un giro completo in mezza giornata. Indica l’ora del secondo fuso ma non distingue il giorno dalla notte.
Si possono sostituire bracciale e cinturino senza attrezzi?
Sul GMT sì, grazie al sistema di sgancio rapido PAM Click. Il cronografo arriva già con due cinturini in dotazione, velcro e caucciù, entrambi con rastremazione 24/22.
Ci si può nuotare?
Sì. Entrambi dichiarano 10 bar, circa 100 metri, ampiamente sufficienti per nuoto, spruzzi e immersioni in apnea occasionali. Non sono orologi da immersione con autorespiratore.
Quanto costano?
Il Luminor Luna Rossa Chrono PAM01768 ha un prezzo di listino di 11.200 euro, il Luminor Luna Rossa GMT PAM01791 di 11.100 euro. Valori riferiti al mercato italiano al momento della pubblicazione.







