Il segmento del pilot watch attraversa nel 2026 una fase di ridefinizione concettuale, e la collaborazione tra Watch Angels e Alpina prova a spostare il dibattito dall’estetica alla funzione reale. Lo Startimer Pilot IFR Chronograph traduce meccanicamente una procedura aeronautica codificata in un sistema di anelli rotanti, in un momento in cui la categoria fatica a proporre innovazioni che vadano oltre la citazione vintage.
Watch Angels x Alpina Startimer Pilot IFR Chronograph: il primo orologio meccanico che assiste i piloti nei circuiti di attesa IFR
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Watch Angels e Alpina presentano lo Startimer Pilot IFR Chronograph, un’edizione limitata a 300 esemplari che integra nella cassa un sistema meccanico per gestire i circuiti di attesa secondo le regole del volo strumentale. La complicazione habillage, alloggiata nella lunetta in ceramica e nell’anello interno rotante, lavora indipendentemente dal calibro Sellita SW531b a ruota a colonne. Prezzo di lancio CHF 4.295 / EUR 4.695, ordini aperti dal 21 maggio 2026 esclusivamente sul sito Watch Angels.
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C’è una contraddizione che accompagna da decenni la categoria dei segnatempo aeronautici: si parla continuamente di “strumenti da pilota”, ma la stragrande maggioranza dei modelli in commercio non aiuterebbe un aviatore nemmeno a calcolare il consumo di carburante in una tratta di trasferimento. Corone oversize, quadranti ad alto contrasto, regoli calcolatori sulla lunetta, indicazioni GMT, cronografi flyback: tutti elementi nati per rispondere a esigenze operative reali, finiti poi a vivere di vita propria come puro vocabolario stilistico. Lo dico senza polemica, perché anche io amo i pilot watch proprio per quella grammatica visiva. Resta il fatto che, se mettessimo in fila gli orologi da pilota lanciati negli ultimi vent’anni, faremmo fatica a indicarne uno che svolga davvero una funzione utile in cabina di pilotaggio. È esattamente in questo vuoto che si inserisce il nuovo cronografo nato dalla collaborazione tra Watch Angels e Alpina, lo Startimer Pilot IFR Chronograph, presentato in edizione limitata a 300 esemplari con apertura ordini fissata al 21 maggio 2026. La proposta non è l’ennesimo tributo all’iconografia del volo, ma un meccanismo pensato per assistere concretamente i piloti in una delle fasi più delicate del volo strumentale: l’ingresso nel circuito di attesa secondo le regole IFR. Una mossa che ribalta la prospettiva del segmento, perché qui non è l’orologio a ispirarsi all’aviazione, ma è una procedura aeronautica codificata a essere tradotta in linguaggio orologiero. E vale la pena ragionare sul perché questa traduzione, prima d’ora, non fosse mai stata davvero tentata.
| Caratteristiche principali | Dettaglio |
|---|---|
| Nome modello | Watch Angels x Alpina Startimer Pilot IFR Chronograph |
| Referenza | Startimer Pilot IFR – Edizione limitata 300 esemplari |
| Prezzo | CHF 4.295 / EUR 4.695 (spedizione, IVA e dazi inclusi) |
Il punto da cui partire, prima ancora di addentrarci nelle procedure di volo, è dove vive concretamente questa nuova funzione. E la risposta sposta l’asse del discorso: l’intero sistema di calcolo non risiede nel movimento, ma nella cassa. In gergo si parla di complicazione habillage, espressione che rimanda a una scuola di pensiero in cui la funzione orologiera viene affidata ai componenti esterni – lunetta, anello del quadrante, fondello – anziché al calibro. È una scelta progettuale tutt’altro che banale, perché permette di abbinare a un movimento di serie un sistema funzionale completamente nuovo, senza dover sviluppare un calibro proprietario da zero. Nello specifico, la meccanica di Watch Angels e Alpina si articola su due elementi rotanti collegati tra loro: una lunetta bidirezionale a 360° in ceramica nera opaca e un componente interno multilivello appositamente sviluppato, che funge contemporaneamente da anello del quadrante e da calcolatore vero e proprio per il tipo di ingresso in circuito di attesa.
I due componenti possono lavorare in modo indipendente o sincronizzato, a seconda della fase di impostazione, e questa è la chiave di tutto il sistema. Premendo la lunetta in posizione bassa si agisce su un parametro, rilasciandola in posizione alta i due anelli ruotano insieme per impostare il secondo. Il risultato, una volta inseriti i due dati noti che il pilota ha sempre a disposizione, viene letto attraverso due piccole aperture colorate a ore 12. Mi sembra interessante sottolineare un dettaglio che spesso passa inosservato in questo tipo di costruzioni: separando la complicazione funzionale dal calibro, l’orologio mantiene intatta l’affidabilità del movimento base e contemporaneamente permette al sistema IFR di operare anche quando il cronografo è in funzione, senza interferenze reciproche. È una soluzione elegante, e racconta molto della filosofia con cui Watch Angels ha costruito il progetto.
Per capire perché proprio il circuito di attesa si presta a essere meccanizzato in un orologio, vale la pena soffermarsi un attimo sulla distinzione tra le due grandi famiglie di regole di volo. Da una parte ci sono le VFR, le Visual Flight Rules, che si applicano quando la visibilità lo consente e che permettono al pilota di condurre l’aeromobile basandosi su riferimenti visivi, supportato da strumenti essenziali come radio, carta aeronautica e bussola. Dall’altra ci sono le IFR, le Instrument Flight Rules, che subentrano quando la visibilità viene meno o quando l’ambiente operativo diventa complesso: voli transfrontalieri, avvicinamenti agli aeroporti maggiori, traffico passeggeri commerciale. Il volo strumentale è parte integrante della licenza di pilota professionista e si applica sempre nei circuiti di attesa, anche con cielo terso. Ed è qui che entra in gioco il ragionamento orologiero. Le procedure di ingresso in un holding pattern sono identiche in ogni angolo del pianeta: che si stia atterrando a Fiumicino, a Heathrow o a Changi, la logica resta la stessa, codificata dall’ICAO e applicata in modo uniforme da tutti gli operatori.
La geometria è fissa, la sequenza è fissa, e soprattutto le due variabili da inserire nel calcolo – la rotta di avvicinamento pubblicata sulla carta IFR e la prua dell’aeromobile letta sull’indicatore di bordo – sono sempre disponibili al pilota nel momento esatto in cui ne ha bisogno. Questa ripetibilità procedurale è la precondizione che ha reso possibile la traduzione meccanica. La stragrande maggioranza delle operazioni aeronautiche, infatti, coinvolge troppe variabili in tempo reale, troppi input esterni e troppa imprevedibilità per poter essere distillata in un sistema di anelli rotanti. Il circuito di attesa è una delle rarissime eccezioni, e Watch Angels lo ha capito prima di altri. C’è da chiedersi, a questo punto, quante altre procedure aeronautiche siano teoricamente meccanizzabili con lo stesso approccio: probabilmente pochissime, e forse è proprio questo che rende lo Startimer Pilot IFR un esercizio difficile da replicare.
I modi in cui un aeromobile può inserirsi in un circuito di attesa sono tre, e la scelta dipende esclusivamente dall’angolo con cui l’aereo si presenta al punto di riferimento, il cosiddetto fix. C’è l’ingresso diretto, il più immediato dal punto di vista operativo: il pilota raggiunge il fix e si inserisce subito nel circuito senza manovre intermedie. C’è l’ingresso parallelo, che prevede di sorvolare il fix, allontanarsene seguendo una traiettoria parallela al circuito, e poi rientrare con un’ampia inversione. E c’è l’ingresso a goccia, che deve il nome alla forma della traiettoria: si attraversa il fix, si esce con un angolo obliquo rispetto al circuito principale e si rientra dopo un’inversione di rotta. Tre geometrie diverse per tre scenari diversi, e la decisione su quale procedura adottare può fare la differenza in termini di sicurezza e tempi di attesa. Sul Watch Angels x Alpina queste informazioni vengono restituite attraverso un linguaggio visivo che mi pare uno degli aspetti più riusciti del progetto.
A ore 12, una volta completata l’impostazione dei due parametri, si illuminano due piccole finestrelle codificate per colore: arancione per l’ingresso diretto, rosso per quello a goccia, blu per quello parallelo. Nessun testo, nessuna interpretazione richiesta, nessun calcolo mentale da fare in un momento in cui l’attenzione del pilota dovrebbe essere altrove. È una scelta di design comunicativo che dialoga con la grammatica della cabina di pilotaggio, dove i codici colore hanno una funzione precisa e immediata. Il discorso si completa girando l’orologio: sul fondello sono incise le tre tipologie di ingresso, una sorta di promemoria grafico permanente che funziona anche come dichiarazione d’intenti. Anziché lasciare la complicazione confinata sul quadrante, Alpina e Watch Angels hanno scelto di portarne la logica fino al lato nascosto della cassa, trasformando un dettaglio decorativo in un piccolo manuale operativo sempre a portata di mano. Una soluzione che racconta bene il taglio del progetto: comunicare la funzione, non nasconderla.
Visto dal polso, il sistema si traduce in una sequenza di due gesti che il pilota esegue ruotando esclusivamente la lunetta, senza dover svitare corone o intervenire su pulsanti dedicati. Il primo passaggio consiste nell’impostare la rotta di avvicinamento, valore che il pilota legge direttamente sulla carta di volo IFR: si preme la lunetta in posizione bassa e si allinea il numero di gradi corrispondente con l’indicatore di allontanamento arancione a forma di diamante, posizionato sull’anello girevole del quadrante. In questa fase, la lunetta lavora in modo indipendente rispetto all’anello interno, e questo permette di “ancorare” il primo dato senza alterarlo nelle operazioni successive. Il secondo passaggio richiede invece di rilasciare la lunetta in posizione alta, sbloccando così il collegamento tra i due componenti: a questo punto lunetta e anello interno ruotano in modo solidale, e il pilota allinea la prua dell’aeromobile – letta sull’indicatore di bordo – con il triangolo a ore 12.
Una volta completata questa doppia impostazione, e dopo aver verificato dalla carta se il circuito di attesa dell’aeroporto è di tipo standard (virate a destra) o non standard (virate a sinistra), l’orologio restituisce tutte le informazioni operative: il tipo di ingresso codificato per colore nelle aperture a ore 12, la rotta di allontanamento, la rotta di avvicinamento, la prua verso il fix e la prua del primo tratto. Mi sembra utile sottolineare un aspetto che chi non ha mai pilotato potrebbe sottovalutare: la procedura mentale che questo sistema sostituisce richiede normalmente calcoli geometrici eseguiti in pochi secondi, in una fase di volo in cui la mente del pilota è già impegnata a gestire comunicazioni radio, parametri di assetto e coordinamento con il controllo del traffico aereo. Spostare quel calcolo dalla testa al polso non è un vezzo estetico, è una potenziale riduzione del carico cognitivo. Resta poi una considerazione pratica sulla quale vale la pena fermarsi: la stragrande maggioranza degli acquirenti non porterà mai questo orologio in cabina di pilotaggio, e lo sa anche Watch Angels. Il punto è un altro. La funzione esiste, è ripetibile, è verificabile, ed è proprio questa autenticità procedurale a giustificare il progetto sul piano editoriale. Un orologio che potrebbe servire, anche se quasi nessuno se ne servirà davvero.
Accanto alla complicazione IFR, il segnatempo della collaborazione svizzera mette in fila i tre pilastri storici dello strumento aeronautico meccanico, e ciascuno di essi merita una lettura non superficiale. Il cronografo è la funzione più immediata da riconoscere ma forse la più sottostimata nella sua declinazione concreta: la variante del calibro adottata qui propone un contatore dei 15 minuti a ore 12, scelta meno consueta rispetto al classico totalizzatore da 30 minuti che troviamo sulla maggior parte dei cronografi sportivi. Non è un dettaglio decorativo, ma una decisione orientata all’uso operativo: in un circuito di attesa, le tratte standard durano un minuto in quota e fino a un minuto e mezzo sopra i 14.000 piedi, quindi una scala più fitta sui primi quindici minuti permette letture più precise nei momenti che contano davvero. Si aggiunge un contatore delle 12 ore a ore 6, utile per fasi di volo prolungate e per i calcoli di tempo-velocità-distanza che restano centrali nella pianificazione aeronautica. La lancetta centrale del cronografo è nera, con un contrappeso a forma di triangolo rosso che ne agevola l’identificazione istantanea anche in condizioni di luce non ottimali.
La seconda funzione cardine è il riferimento UTC, gestito tramite una lancetta centrale dalla punta gialla. Qui vale la pena ricordare cosa significa davvero quel “Coordinated Universal Time” che sentiamo nominare spesso: in aviazione tutte le comunicazioni con il controllo del traffico aereo, tutti i piani di volo e tutti i metar avvengono in UTC, indipendentemente dal fuso orario locale. È il linguaggio temporale comune che permette a un controllore di Hong Kong di parlare con un equipaggio in transito sul Mediterraneo senza ambiguità. Avere la lancetta UTC come dotazione standard, e non come complicazione opzionale, è una scelta coerente con la vocazione operativa del progetto. Il terzo pilastro è la funzione di orientamento di navigazione, che qui si esprime attraverso la stessa lunetta bidirezionale graduata 360° che gestisce il sistema IFR: una soluzione di sintesi intelligente, perché lo stesso componente meccanico serve sia per le operazioni di attesa sia come riferimento angolare per la navigazione, evitando ridondanze inutili e mantenendo pulita la geometria del quadrante. Tre funzioni, una sola architettura, nessuna sbavatura concettuale.
Sul fronte estetico, la cassa adotta i codici stilistici della nuova collezione Startimer presentata da Alpina a Watches & Wonders 2026, e si presenta con dimensioni che riflettono apertamente la vocazione professionale del progetto: 44,5 mm di diametro, 51 mm da ansa ad ansa, 15,8 mm di spessore (di cui 13,95 mm effettivamente visibili al polso). Numeri importanti, che potrebbero scoraggiare chi predilige proporzioni più contenute, ma è bene contestualizzarli. Uno strumento aeronautico nasce per essere letto in condizioni di stress visivo – vibrazioni, illuminazione variabile, sguardo che si sposta rapidamente tra strumenti di bordo e polso – e la generosità delle misure è la condizione che permette ai contatori, alla lunetta graduata e alle aperture IFR di coesistere senza creare confusione.
La cassa in acciaio inossidabile è costruita su tre componenti separati e gioca su un contrasto di finiture che mi pare uno degli aspetti più riusciti: le anse e il corpo presentano una spazzolatura verticale satinata, mentre le smussature laterali sono lucidate a specchio, una combinazione che dialoga bene con la luce e che riprende un linguaggio caro all’orologeria sportiva di matrice tecnica. Tutti i bordi sono smussati nei punti di giunzione, sia tra le anse sia nella zona di contatto con la carrure, dettaglio che riduce visivamente l’impatto dei 44,5 mm e ne migliora l’ergonomia al polso. La lunetta bidirezionale in ceramica nera opaca aggiunge profondità materica e contrasto cromatico, oltre a garantire resistenza ai graffi nelle operazioni di rotazione frequente che il sistema IFR richiede. Il vetro zaffiro convesso con trattamento antiriflesso completa il pacchetto, mentre l’impermeabilità a 100 metri resta su valori coerenti per uno strumento da pilota – non si scende in profondità con un orologio di questo tipo, ma serve la tranquillità d’uso quotidiano.
Sul retro, il fondello inciso con i tre schemi di ingresso nel circuito di attesa chiude il discorso estetico riportando la funzione al centro del progetto, anche dal lato che il pilota non vede mai indossando l’orologio. Un dettaglio che vale come dichiarazione: qui la grafica racconta sempre qualcosa di operativo, mai di decorativo fine a se stesso.
Sotto la complessità della parte funzionale batte un cuore meccanico che Alpina ha scelto con criteri di affidabilità e coerenza operativa. Il calibro è il Sellita SW531b, un cronografo automatico a carica meccanica che merita qualche parola in più rispetto alla scheda tecnica essenziale. Si tratta di un movimento a ruota a colonne, architettura storicamente considerata più nobile rispetto ai sistemi a camma per la fluidità di azionamento dei pulsanti e per la pulizia del comportamento delle lancette del cronografo allo start e allo stop. La frequenza di lavoro si attesta sulle classiche 28.800 alternanze/ora (4 Hz), valore equilibrato che garantisce buona precisione cronometrica senza penalizzare l’autonomia. La riserva di carica dichiarata è di 62 ore, dato significativamente più generoso rispetto allo standard di settore – che si ferma intorno alle 42-48 ore sulla maggior parte dei movimenti cronografici svizzeri di pari categoria – e che permette di lasciare l’orologio fermo per un weekend lungo senza doverlo ricaricare al ritorno. La dotazione si completa con 25 rubini e con la variante specifica del calibro denominata “531b”, caratterizzata dal contatore dei 15 minuti anziché dal classico 30 minuti, scelta che, come dicevo nel paragrafo dedicato alla complicazione cronografica, risponde a logiche operative aeronautiche.
Vale la pena fare un confronto contestuale: il Sellita SW500, base del SW530/531, è considerato l’equivalente strutturale del Valjoux 7750, lo storico cavallo da battaglia dell’industria orologiera svizzera presente in centinaia di modelli da pilota nel corso degli ultimi quarant’anni. Adottare un movimento di questa famiglia significa muoversi su un terreno conosciuto da qualunque orologiaio formato sull’orologeria meccanica contemporanea, garanzia importante per la manutenzione futura di un pezzo prodotto in soli 300 esemplari. Una scelta pragmatica, insomma, che lascia tutto il protagonismo alla complicazione habillage senza distrarre con virtuosismi calibrici fuori scala rispetto al progetto complessivo. La regola non scritta dell’orologeria funzionale recita che il movimento deve servire la complicazione, non competere con essa: qui mi pare che il principio sia stato rispettato con coerenza.
Sul fronte commerciale, la collaborazione tra Watch Angels e Alpina si configura come edizione limitata a 300 esemplari numerati, con una formula distributiva che merita di essere letta con attenzione. Gli ordini si aprono il 21 maggio 2026 in esclusiva sul sito di Watch Angels, senza passaggi attraverso la rete retail tradizionale né attraverso i canali Alpina ordinari. È un approccio diretto al consumatore che riflette la natura stessa del progetto: un orologio pensato per un pubblico mirato – piloti privati, appassionati di aviazione, collezionisti di complicazioni atipiche – raggiunto senza intermediazioni. Il prezzo è fissato a CHF 4.295 nella versione svizzera, mentre per il mercato europeo la cifra di riferimento comunicata è di EUR 4.695, importi che includono spese di spedizione, IVA e dazi doganali secondo quanto indicato nei materiali ufficiali. Si tratta di un posizionamento di prezzo che vale la pena leggere con attenzione: per un cronografo automatico con calibro Sellita a ruota a colonne, lunetta in ceramica e cassa lavorata su tre componenti, la cifra rientra in una fascia di mercato già abitata da diverse proposte concorrenti, ma il differenziale qui è rappresentato dalla complicazione habillage IFR, che non ha equivalenti diretti nel segmento.
La dotazione di vendita comprende due cinturini in vera pelle stile aviatore – uno grigio chiaro e uno color cammello – entrambi con fibbia ad ardiglione in acciaio inossidabile e sistema di sgancio rapido, dettaglio non scontato che permette al proprietario di alternare i due look senza ricorrere a strumenti specifici. Sul piano collezionistico, la tiratura limitata a 300 pezzi colloca questo segnatempo in un territorio interessante: abbastanza raro da garantire esclusività, ma non così esiguo da renderlo introvabile sul mercato secondario nel medio termine. Una scelta di equilibrio che lascia spazio sia alla circolazione tra appassionati sia alla potenziale rivalutazione, anche se in questo segmento le dinamiche dell’aftermarket dipenderanno molto dalla ricezione critica del prodotto e dalla capacità di Watch Angels di costruire continuità progettuale nei prossimi rilasci.
Chiudere il discorso su questo cronografo richiede di spostare lo sguardo dall’oggetto specifico al contesto più ampio in cui si inserisce, perché qui non siamo davanti soltanto a un’edizione limitata interessante, ma a un’ipotesi di lavoro che vale la pena prendere sul serio. Per anni il segmento del pilot watch ha vissuto di una sorta di paradosso identitario: una categoria nata come strumento professionale, sopravvissuta come citazione culturale, riproposta in cicli editoriali che alternano riedizioni vintage e reinterpretazioni stilistiche senza mai mettere realmente in discussione il rapporto tra forma e funzione. Lo Startimer Pilot IFR Chronograph prova a riaprire quella conversazione da un’angolazione diversa, partendo da una domanda semplice ma raramente formulata in modo esplicito: cosa può fare meccanicamente un orologio da pilota oggi, che non sia già stato fatto cento volte? La risposta proposta da Watch Angels e Alpina – tradurre una procedura aeronautica codificata in un sistema di anelli rotanti coordinati, alloggiato nella cassa anziché nel calibro – ha il merito di essere verificabile, ripetibile e tecnicamente coerente.
Non è marketing travestito da ingegneria, è ingegneria che produce un risultato funzionale autentico. Detto questo, sarebbe ingenuo immaginare che questa direzione possa diventare un nuovo paradigma per l’intero segmento: come accennavo nel paragrafo dedicato alle precondizioni della meccanizzazione, sono davvero poche le procedure operative che si prestano a una traduzione orologiera così pulita, e probabilmente Watch Angels ha individuato una delle pochissime opportunità realmente disponibili. Resta il fatto che, nel panorama 2026 dei pilot watch, vedere apparire un orologio che non si limita a evocare l’aviazione ma che dichiara di esserne plasmato ha un valore simbolico ed editoriale che va oltre i 300 esemplari della tiratura. È un piccolo promemoria del fatto che, anche in una categoria apparentemente esaurita dal punto di vista dell’innovazione concettuale, esistono ancora margini per ragionamenti seri. Spetterà ora al mercato, e in particolare alla nicchia degli appassionati di aviazione, decidere se questo tipo di esercizio merita di trovare continuità nei progetti futuri.
Scheda tecnica e dati principali
| Specifica | Dettaglio |
|---|---|
| Modello | Watch Angels x Alpina Startimer Pilot IFR Chronograph |
| Edizione | Limited Edition – 300 esemplari numerati |
| Cassa | Acciaio inossidabile a 3 componenti, finiture satinate verticali e smussature lucide |
| Diametro | 44,5 mm |
| Spessore | 15,8 mm (13,95 mm visibili) |
| Ansa-ansa | 51 mm |
| Lunetta | Bidirezionale 360° in ceramica nera opaca |
| Vetro | Zaffiro convesso con trattamento antiriflesso |
| Quadrante | Blu a raggio di sole, anello esterno argentato, numeri arabi applicati luminescenti |
| Funzioni | Ore, minuti, indicatore di funzionamento a disco a ore 9, cronografo (15 min + 12 h), UTC/GMT, sistema IFR meccanico |
| Complicazione speciale | Primo sistema meccanico IFR al mondo per circuiti di attesa (complicazione habillage) |
| Movimento | Sellita SW531b automatico a ruota a colonne |
| Frequenza | 28.800 A/h (4 Hz) |
| Riserva di carica | 62 ore |
| Rubini | 25 |
| Impermeabilità | 10 ATM / 100 metri |
| Fondello | Inciso con i tre schemi di ingresso (diretto, parallelo, a goccia) |
| Cinturini | Due cinturini in vera pelle stile aviatore (grigio chiaro e cammello) con sistema di sgancio rapido |
| Prezzo | CHF 4.295 / EUR 4.695 (IVA, spedizione e dazi inclusi) |
| Disponibilità | Ordini aperti dal 21 maggio 2026, in esclusiva su Watch Angels |
FAQ – Domande frequenti
Cos’è esattamente la complicazione IFR del Watch Angels x Alpina Startimer Pilot?
Si tratta di un sistema meccanico alloggiato nella cassa – non nel movimento – che permette al pilota di determinare il corretto ingresso in un circuito di attesa IFR. Ruotando la lunetta bidirezionale e l’anello interno del quadrante, l’orologio restituisce automaticamente il tipo di ingresso (diretto, parallelo o a goccia) e tutte le rotte e le prua necessarie all’esecuzione del circuito.
Quanto costa lo Startimer Pilot IFR Chronograph?
Il prezzo di lancio è di CHF 4.295 nella versione svizzera e di EUR 4.695 per il mercato europeo, comprensivi di spedizione, IVA e dazi doganali. La vendita avviene in esclusiva sul sito Watch Angels.
Quando aprono gli ordini?
Gli ordini si aprono il 21 maggio 2026, esclusivamente sul sito ufficiale Watch Angels. Non sono previste vendite presso la rete retail tradizionale né tramite i canali Alpina ordinari.
Quanti esemplari saranno prodotti?
L’edizione è limitata a 300 esemplari numerati, una tiratura che bilancia esclusività collezionistica e disponibilità sul mercato secondario nel medio termine.
Che movimento monta l’orologio?
Il calibro è il Sellita SW531b, un cronografo automatico a ruota a colonne con frequenza di 28.800 alternanze/ora, 25 rubini e una riserva di carica di 62 ore. È la variante con contatore dei 15 minuti, scelta funzionale per cronometrare le tratte standard di un circuito di attesa.
Quali sono le dimensioni della cassa?
La cassa misura 44,5 mm di diametro, 51 mm da ansa ad ansa e 15,8 mm di spessore (di cui 13,95 mm visibili). Misure importanti, coerenti con la vocazione professionale dello strumento.
Cosa rende unico questo orologio rispetto agli altri pilot watch?
A differenza dei pilot watch tradizionali che si limitano a evocare l’estetica aeronautica, lo Startimer Pilot IFR integra una funzione meccanica realmente operativa, derivata da una procedura aeronautica codificata a livello internazionale. È il primo orologio al mondo a tradurre meccanicamente la logica dei circuiti di attesa IFR in una complicazione habillage.
Qual è l’impermeabilità dello Startimer Pilot IFR?
L’orologio è impermeabile fino a 10 ATM, equivalenti a 100 metri di profondità, valore coerente per uno strumento da pilota destinato a un uso quotidiano sicuro.








