A Watches and Wonders 2026 Alpina ha presentato la generazione più radicale dello Startimer Pilot Automatic da quando la collezione è stata rilanciata nel 2011: cassa riprogettata, spessore ridotto e quattro nuove referenze a tre lancette con data. Il momento è significativo perché segna come un marchio storico del segmento pilot ridefinisca il proprio posizionamento nella fascia sotto i 1.500 euro, sempre più affollata e competitiva.
Quattro nuove referenze per il pilot ginevrino: cosa cambia davvero nello Startimer Pilot Automatic 2026
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Alpina rinnova lo Startimer Pilot Automatic con cassa interamente riprogettata da 40 mm e spessore ridotto a 10,14 mm, calibro automatico AL-525 su base La Joux-Perret con 68 ore di riserva di carica, numerali applicati in blocco di lume e quattro varianti di quadrante (nero PVD, nero sportivo, blu navy, kaki). Prezzi a partire da 1.295 euro per le versioni in acciaio e 1.395 euro per il modello full black con trattamento PVD.
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Tra i quattro filoni che compongono oggi il catalogo della maison ginevrina — aria, mare, terra e l’Heritage introdotta nel 2023 — lo Startimer rappresenta il versante aeronautico, quello che a mio avviso ha sempre raccontato meglio l’identità tecnica di Alpina. E non per ragioni di marketing: il marchio, fondato nel 1883, all’alba del XX secolo riforniva di segnatempo proprio i piloti militari, una clientela che pretendeva precisione clinica, resistenza agli urti e un’ergonomia pensata per essere maneggiata con i guanti sopra la tuta da volo. Il rilancio della linea risale al 2011, quando la maison decise di pescare nei propri archivi degli anni Venti e Trenta per costruire un pilot watch contemporaneo dal carattere riconoscibile, accessibile nel prezzo e privo di fronzoli. Quindici anni dopo, a Watches and Wonders, l’intero comparto viene rimesso in discussione: la versione tre lancette con datario — cuore della famiglia — arriva in quattro nuove declinazioni che conservano il diametro consolidato di 40 mm, ma su una cassa interamente riprogettata. Una scelta che mi sembra significativa, perché segnala la volontà di lavorare in profondità su un modello già affermato, piuttosto che limitarsi al consueto refresh cromatico di stagione.
| Nome modello | Alpina Startimer Pilot Automatic |
| Referenze | AL-525BW4SB36 / AL-525BW4S36 / AL-525NW4S36 / AL-525KW4S36 |
| Materiale cassa | Acciaio inossidabile lucido (o PVD nero per la full black) |
| Complicazione principale | Tre lancette con datario a ore 6 |
| Edizione | Produzione di serie, non limitata |
| Prezzo | 1.295 € (acciaio) / 1.395 € (PVD nero) |
Una cassa scolpita: il salto dei 10,14 mm cambia il polso
La sensazione al polso, anche solo immaginandolo dalle immagini ufficiali, dovrebbe essere quella di un orologio più presente pur essendo materialmente più sottile: i 10,14 mm di spessore segnano una riduzione di circa il 10% rispetto alle precedenti versioni da 40 mm, e questo è il tipo di intervento che cambia davvero il modo in cui un pilot si appoggia sotto il polsino. La carrure è costruita in tre parti, con anse da 20 mm che mantengono una proporzione classica per il segmento, e il gioco di finiture è più ambizioso di quanto ci si aspetterebbe a questo prezzo: lunetta con satinatura circolare, fianchi e anse spazzolati verticalmente, smussi lucidati a specchio su tutti gli spigoli. È quel tipo di alternanza che, su un acciaio, fa la differenza tra un caso anonimo e uno che restituisce dignità alla luce.
La corona stile aviazione è stata ridisegnata con impugnatura zigrinata: chi ha indossato i modelli precedenti ricorderà quanto fosse sovradimensionata, qui Alpina sembra aver trovato il compromesso tra il riferimento storico — corone larghe per essere usate con i guanti — e la maneggevolezza quotidiana. Sopra il quadrante un vetro zaffiro con trattamento antiriflesso, mentre l’impermeabilità resta fissata a 10 ATM, un valore che per un orologio dichiaratamente terrestre/aereo è sufficiente senza tradire la vocazione del modello. Mi chiedo, francamente, quanti pilot watch in questa fascia di prezzo possano vantare oggi una lavorazione della cassa di questo livello.
Quadrante, lume e quattro caratteri da pilot
Sul quadrante è dove si vede davvero la lezione della scuola pilot anni Venti e Trenta, quella in cui leggere l’ora a colpo d’occhio non era un vezzo estetico ma una necessità operativa. Alpina lavora qui su due piani sovrapposti: il fondo centrale ha una nuova finitura granulata effetto velluto, opaca, che assorbe i riflessi parassiti; intorno corre un réhaut a gradini con la minuteria stampata in bianco (o in giallo chiaro nella variante kaki, dettaglio che mi piace perché rompe la monotonia cromatica). I numeri arabi sono stati ridisegnati con un nuovo carattere tipografico e — questo è il passaggio tecnicamente più interessante — ciascuno è ricavato da un unico blocco di materiale luminescente e poi applicato al quadrante. Lo stesso trattamento riguarda gli indici e il logo Alpina a ore 12.
La differenza rispetto a un quadrante con numerali semplicemente stampati e ricoperti di lume è sostanziale: si ottiene maggiore profondità visiva di giorno e una resa più densa al buio, con il lume disponibile in tre tonalità a seconda della referenza — Old Radium, blu-verde, verde — tutte fedeli al codice cromatico vintage. C’è poi un dettaglio che merita attenzione: il logo “Startimer” è stato ridisegnato eliminando la barra orizzontale della “A”, un gesto tipografico che trasforma la lettera in un piccolo triangolo. Non è un capriccio grafico: richiama esplicitamente il triangolo storico di Alpina, simbolo delle vette alpine da cui la maison eredita il nome. Un ponte visivo, in altre parole, tra il versante aria della collezione e il DNA montano del marchio.
Le quattro referenze in catalogo non sono semplici variazioni cromatiche, ma quattro caratteri distinti, ed è qui che la rilettura 2026 si gioca buona parte della propria identità. La AL-525BW4SB36 è l’unica “full black”: cassa in acciaio con trattamento PVD nero, indici e lancette in tonalità beige, lume in Old Radium e cinturino NATO in pelle beige con passanti in acciaio anch’essi PVD nero. Alpina dichiara che la scelta del nero opaco vuole evocare gli orologi da tasca in acciaio gun metal diffusi a inizio Novecento, e in effetti il risultato sembra più vintage che militare-aggressivo, più vicino a un’estetica heritage che a un tool watch contemporaneo. La AL-525BW4S36 mantiene il quadrante nero ma cambia registro: indici bianchi, cassa in acciaio lucido, cinturino in tessuto Cordura intrecciato con impunture rosse a contrasto — lo stesso rosso che ritroviamo sul triangolo posto all’apice della lancetta dei secondi, un dettaglio che corre su tutti i modelli e che funziona come piccolo segnale dinamico nel campo opaco del quadrante. Il taglio qui è decisamente sportivo, da uso quotidiano disinvolto.
La AL-525NW4S36 propone un quadrante blu navy opaco con indici beige e lume verde, abbinato a un cinturino in pelle marrone tabacco con impunture beige: è la variante che a mio parere intercetta meglio l’estetica classica del pilot da archivio, quella tonalità profonda che ricorda i quadranti delle prime cabine di pilotaggio. Infine la AL-525KW4S36 vira sul verde kaki, l’unica che adotta la minuteria in giallo chiaro sul réhaut a gradini, con indici beige, lume verde e cinturino in pelle marrone scuro con cuciture beige — una proposta apertamente field-pilot, più rustica e militare. Quattro temperamenti, dunque, costruiti sulla stessa architettura ma pensati per soddisfare gusti collezionistici diversi.
Calibro AL-525: la partnership La Joux-Perret e le 68 ore strategiche
Sotto il quadrante batte il calibro AL-525, un automatico Swiss Made sviluppato su base La Joux-Perret e personalizzato per Alpina. La scelta non è banale: La Joux-Perret è uno dei pochi costruttori indipendenti capaci di fornire movimenti affidabili e robusti alle maison di medio segmento, e nell’ultimo lustro è diventata di fatto una delle alternative più credibili all’onnipresente ETA, soprattutto da quando il gruppo Citizen — di cui Alpina fa parte dal 2016 attraverso Frédérique Constant — ne ha rafforzato il posizionamento. Le specifiche tecniche raccontano un movimento di tutto rispetto per la fascia di prezzo: diametro di 25,60 mm (11½ linee), spessore di 4,45 mm, 198 componenti complessivi, 24 rubini e una frequenza di 28’800 alternanze/ora pari a 4 Hz.
La riserva di carica dichiarata è di 68 ore, un valore che mi sembra particolarmente significativo: significa caricarlo al venerdì sera e ritrovarlo ancora attivo al lunedì mattina, comodità reale per chi alterna più orologi in rotazione. Le funzioni sono quelle classiche di un tre lancette con datario — ore, minuti, secondi e finestrella della data a ore 6 — senza concessioni a complicazioni superflue, scelta in linea con la grammatica essenziale del pilot watch. Il movimento è nascosto da un fondello a vite in acciaio pieno, decisione coerente con la natura del modello: nessuna trasparenza compiacente, ma un’incisione idraulica che riproduce con buona definizione una decorazione di ispirazione aeronautica in stile Art Déco, un omaggio grafico ai primi piloti e all’epoca in cui Alpina firmava i propri strumenti militari. Un fondello chiuso, su un pilot, è spesso più coerente di uno open caseback: protegge meglio il movimento e onora la vocazione tool dell’orologio.
Listini, concorrenza e profilo del compratore
Sul fronte del listino, Alpina posiziona le tre referenze in acciaio lucido — nero sportivo, blu navy e kaki — a 1.295 euro, mentre la versione full black con trattamento PVD richiede un sovrapprezzo di 100 euro, attestandosi a 1.395 euro. È una collocazione che a mio avviso ha senso nel quadro competitivo attuale: la fascia sotto i 1.500 euro del pilot watch automatico Swiss Made è affollata, ma pochi concorrenti offrono in questo intervallo una cassa così rifinita (tre parti, alternanza di satinature circolari, verticali e lucidature a specchio sugli smussi), numerali applicati in blocco di lume invece che semplicemente stampati e un movimento con 68 ore di autonomia. Il rapporto tra qualità costruttiva e prezzo richiesto mi pare uno dei punti di forza più tangibili di questa generazione.
Il destinatario tipo è abbastanza riconoscibile: un appassionato di orologeria che cerca un secondo o terzo orologio dichiaratamente vocato all’aria, senza voler entrare nel territorio — ben più oneroso — dei pilot di IWC o Zenith, ma allo stesso tempo desideroso di un pedigree storico verificabile e di un’estetica non riconducibile alla concorrenza microbrand. In questo senso lo Startimer 2026 mi sembra un’operazione editorialmente lucida: non insegue mode, non rincorre dimensioni esagerate, non si traveste da qualcosa che non è. Recupera invece la propria grammatica originaria — quella di chi i quadranti per piloti li produceva davvero, un secolo fa — e la traduce in un oggetto contemporaneo, sottile, leggibile e finito con cura. Per chi sta valutando l’ingresso nel mondo dei pilot watch d’ispirazione storica, è una proposta che merita di entrare nella lista delle prove al polso da fare con calma.
Scheda tecnica e dati principali
| Modello | Alpina Startimer Pilot Automatic |
| Referenze | AL-525BW4SB36 (PVD nero), AL-525BW4S36 (nero), AL-525NW4S36 (blu navy), AL-525KW4S36 (kaki) |
| Cassa | Acciaio inossidabile lucido in 3 parti (o trattamento PVD nero) |
| Diametro / Spessore | 40 mm / 10,14 mm |
| Larghezza anse | 20 mm |
| Vetro | Zaffiro con trattamento antiriflesso |
| Fondello | A vite, acciaio pieno con incisione idraulica Art Déco |
| Impermeabilità | 10 ATM (100 metri) |
| Quadranti disponibili | Nero opaco, blu navy, verde kaki — finitura granulata effetto velluto |
| Indici e numerali | Applicati, ricavati in blocco unico di materiale luminescente |
| Tonalità lume | Old Radium, blu-verde o verde (in base alla referenza) |
| Datario | Finestrella a ore 6 |
| Movimento | Calibro automatico AL-525, base La Joux-Perret — 25,60 mm × 4,45 mm |
| Frequenza / Riserva | 28.800 alt/h (4 Hz) / 68 ore |
| Componenti / Rubini | 198 componenti / 24 rubini |
| Prezzo | 1.295 € (acciaio) / 1.395 € (PVD nero) |
FAQ – Domande frequenti
Quanto costa l’Alpina Startimer Pilot Automatic 2026?
Il listino ufficiale è di 1.295 euro per le tre versioni in acciaio inossidabile lucido (nero sportivo, blu navy e kaki) e di 1.395 euro per la variante full black con trattamento PVD nero.
Che movimento monta lo Startimer Pilot Automatic?
Equipaggia il calibro automatico Swiss Made AL-525, sviluppato su base La Joux-Perret e personalizzato per Alpina. Offre 68 ore di riserva di carica, frequenza di 4 Hz (28.800 alt/h), 198 componenti e 24 rubini.
Quante varianti sono disponibili?
La collezione 2026 comprende quattro referenze: AL-525BW4SB36 (PVD nero, cinturino NATO beige), AL-525BW4S36 (nero con Cordura), AL-525NW4S36 (blu navy con pelle marrone) e AL-525KW4S36 (verde kaki con pelle marrone scuro).
È un’edizione limitata?
No. Si tratta di una produzione di serie regolare, non limitata, parte del catalogo permanente della collezione Startimer Alpina.
Quali sono le dimensioni della cassa?
La cassa misura 40 mm di diametro per 10,14 mm di spessore, con anse da 20 mm. Lo spessore è stato ridotto di circa il 10% rispetto alle versioni precedenti da 40 mm.
Qual è l’impermeabilità garantita?
L’impermeabilità è certificata fino a 10 ATM, equivalenti a 100 metri di profondità teorica, valore in linea con la vocazione pilot del segnatempo.
Cosa cambia rispetto ai precedenti Startimer Pilot Automatic?
Cassa interamente riprogettata in tre parti con spessore ridotto a 10,14 mm, nuove finiture multilivello, corona ridisegnata, quadrante con finitura granulata effetto velluto, numerali applicati in blocco di lume e nuovo logo Startimer con la “A” senza traversa orizzontale.






