Il Rado DiaStar scheletrato si tinge di blu, verde e rosso: 555 esemplari ciascuno

Con l’arrivo della bella stagione il dibattito tra appassionati torna sulle edizioni limitate più giocose dell’anno, e Rado risponde rilanciando un’icona degli anni Sessanta in tre vesti cromatiche pensate per l’estate. Il ritorno di fiamma attorno al DiaStar scheletrato rende questo lancio un caso interessante di come un design vintage venga riportato al presente senza tradirne la forma.

Rado DiaStar Original Skeleton: tre edizioni limitate estive in blu, verde e rosso

Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:

Rado presenta tre nuove versioni in edizione limitata del DiaStar Original Skeleton, ciascuna in 555 esemplari, con lunetta in Ceramos™, movimento automatico R808 da 80 ore di riserva di carica e cinturino in gomma con sistema EasyClip. Le declinazioni blu e rossa hanno un prezzo di 2.550 euro, mentre la versione verde con trattamento PVD color oro giallo è proposta a 2.800 euro.

Rado DiaStar Original Skeleton 2026

Ci sono orologi che non hanno bisogno di reinventarsi per restare interessanti, e il DiaStar Original Skeleton è esattamente uno di questi. Eppure Rado ha scelto di alzare il volume proprio dove il modello era già rumoroso: il colore. Con l’arrivo dell’estate, la maison di Lengnau presenta una terna di edizioni limitate che vestono lo scheletro in blu, verde e rosso, trasformando un segnatempo dal carattere già spiccato in un oggetto ancora più immediato da leggere a colpo d’occhio. Trovo che la mossa abbia una sua logica precisa: invece di intervenire sulla forma — intoccabile, per ragioni che spiegherò più avanti — si lavora sulla percezione cromatica, lasciando che siano le tinte sature a guidare lo sguardo verso la meccanica a vista. È la prosecuzione naturale di un percorso che negli ultimi anni ha visto la versione scheletrata declinata prima nell’acciaio più sobrio e poi nella calda interpretazione dorata del 2025, e che ora si concede una pausa giocosa, quasi balneare. Non parlerei di rivoluzione, ma di un modo intelligente per mantenere viva l’attenzione attorno a una collezione che il pubblico ha riscoperto con entusiasmo.

Nome modello Rado DiaStar Original Skeleton Limited Edition
Referenze R12169209 (blu) · R12166309 (verde) · R12169409 (rosso)
Prezzo 2.550 € (blu e rosso) · 2.800 € (verde PVD oro)

Rado DiaStar Original Skeleton 2026

Per capire perché la cassa di questo orologio non si tocca, conviene tornare al 1962. In quell’anno Rado mise sul mercato un segnatempo che si presentava come il primo al mondo capace di resistere ai graffi, una promessa tutt’altro che banale in un’epoca in cui le casse in acciaio si segnavano con disarmante facilità. A rendere il modello immediatamente identificabile fu però la sua silhouette: quella forma ovale bombata che molti hanno ribattezzato “a elmetto”, lontana da qualsiasi convenzione dell’orologeria di allora.

Trovo interessante notare come quel disegno, nato in piena temperie spaziale, abbia anticipato un certo gusto per il futuro che oggi torna prepotentemente di moda — il che spiega in buona parte la rinascita commerciale della linea. Sei decenni più tardi la struttura resta sostanzialmente quella, fedele all’originale nelle proporzioni e nel profilo, mentre tutto ciò che le sta intorno è stato riportato al presente: materiali più evoluti e, soprattutto, un cuore meccanico messo a nudo che il modello del ’62 nemmeno immaginava. È questa convivenza tra una pelle vintage e un contenuto contemporaneo a dare al pezzo la sua personalità ambigua e riconoscibile.

Rado DiaStar Original Skeleton 2026

Le proporzioni sono il primo elemento che accomuna i tre esemplari: 38 mm di larghezza, 45 di lunghezza e appena 11,9 di spessore, misure che sulla carta raccontano un orologio compatto e, sul polso, si traducono in un ingombro sorprendentemente discreto per un oggetto dal design così teatrale. Il vero protagonista costruttivo, però, è la lunetta convessa in Ceramos™, il materiale composito che Rado considera una delle proprie firme. Vale la pena spiegare di cosa si tratta, perché il nome dice poco a chi non frequenta il marchio: è una lega che fonde polvere metallica e componente ceramico, ottenendo un compromesso raro tra la durezza tipica della ceramica — quindi la resistenza ai graffi che è nel DNA del DiaStar fin dalle origini — e la brillantezza calda di un metallo lavorato.

Qui le tre versioni prendono strade diverse. I modelli blu e rosso montano una lunetta in Ceramos™ lucido con la caratteristica spazzolatura a raggiera sulla parte bombata, abbinata a cassa e fondello in acciaio. La declinazione verde sceglie invece un registro più sontuoso, con la ghiera trattata in PVD color oro giallo e i componenti in acciaio rivestiti in tinta: una scelta che, non a caso, ne giustifica anche il posizionamento di prezzo leggermente superiore rispetto alle sorelle. È un dettaglio che dice molto su come, in questo trio, la finitura non sia mai puramente estetica ma anche un indicatore di gerarchia all’interno della gamma.

Rado DiaStar Original Skeleton 2026

Sopra il meccanismo si distende un vetro zaffiro sfaccettato dalla geometria squadrata, uno di quegli stilemi che da soli bastano a identificare un DiaStar anche da lontano. La superficie spezzata in faccette cattura la luce in modo irregolare e regala al quadrante un effetto di profondità che un cristallo piatto non potrebbe restituire; aiuta in questo il trattamento antiriflesso applicato sul lato interno, che limita i fastidiosi giochi di luce quando si cerca di leggere l’ora in pieno sole. I loghi Rado e DiaStar sono stampati in nero direttamente sul cristallo, soluzione che lascia il campo libero alla visione della meccanica sottostante.

Rado DiaStar Original Skeleton 2026

E qui arriva la parte che trovo più riuscita: gli indici non poggiano su una base tradizionale ma sembrano fluttuare sopra gli ingranaggi, mentre l’organo di scappamento — l’ancora, per intenderci, il componente che scandisce il battito dell’orologio — è reso visibile e ravvivato da un tocco di Super-LumiNova® che lo fa risaltare sul fondo. È un dettaglio che la maggior parte delle presentazioni tende a trascurare, ma che racconta bene l’intenzione progettuale: non limitarsi a mostrare il movimento, ma trasformare le sue parti funzionali in elementi decorativi a tutti gli effetti. A completare il quadro, un secondo vetro zaffiro sul fondello apre la vista anche dal lato posteriore, così che la scheletratura possa essere ammirata da entrambe le facce.

Rado DiaStar Original Skeleton 2026

È sul fronte cromatico che ciascun esemplare rivendica la propria identità, e basta osservarli affiancati per cogliere quanto Rado abbia ragionato su ogni singolo contrasto. La versione blu costruisce un dialogo a freddo: anello del quadrante blu, minuteria stampata in argento che disegna cerchi concentrici quasi ipnotici attorno al centro, sfere delle ore e dei minuti e indici color rodio accesi da Super-LumiNova® giallo. L’edizione verde gioca invece su un registro più caldo e ambizioso, contrapponendo al fondo verde le sfere e gli indici color oro giallo, con accenti luminescenti in rosso vivo che creano una tensione visiva inattesa — e qui, a differenza delle altre due, la minuteria è stampata in nero, scelta che asciuga il disegno e lo rende più grafico.

Rado DiaStar Original Skeleton 2026

La terza interpretazione ribalta nuovamente le carte: quadrante anulare rosso, minuteria argento, sfere e indici color rodio, ma stavolta la luminescenza vira al verde, in un accostamento che ricorda certe palette sportive degli anni Settanta. Un denominatore comune lega comunque i tre orologi: la sfera dei secondi è sempre nera, una scelta che trovo tutt’altro che casuale, perché ancora visivamente la composizione e impedisce che l’esuberanza cromatica diventi caotica. È il classico dettaglio sobrio che permette a tutto il resto di osare.

Rado DiaStar Original Skeleton 2026

Dietro tanta teatralità estetica lavora un movimento che merita qualche riga in più di quanto di solito gli si conceda. Tutti e tre i modelli sono animati dal calibro automatico R808, un’architettura a tre sfere che Rado deriva da una base ETA già impiegata nelle precedenti edizioni scheletrate del DiaStar: una continuità progettuale che garantisce affidabilità collaudata più che sperimentazione fine a sé stessa. I numeri raccontano un meccanismo aggiornato ai parametri attuali del settore: 25 rubini, una frequenza di 21.600 alternanze/ora e, soprattutto, una riserva di carica di 80 ore che consente di posare l’orologio venerdì sera e ritrovarlo ancora in moto lunedì mattina — un comfort d’uso che fa la differenza nel quotidiano molto più di quanto si pensi.

Il dettaglio tecnicamente più interessante è la spirale del bilanciere in Nivachron™, una lega antimagnetica che protegge la marcia dalle interferenze dei campi magnetici a cui siamo costantemente esposti tra smartphone, tablet e fermagli vari. Rado dichiara inoltre una regolazione spinta oltre i requisiti standard, effettuata fino a cinque posizioni anziché le tradizionali tre: un accorgimento da segnatempo curato, che racconta l’attenzione riservata alla precisione. La scheletratura, in tutto questo, non è solo vezzo decorativo: aprire la platina significa lasciar intravedere il respiro della meccanica in movimento, e credo sia proprio quella connessione quasi emotiva con il battito dell’orologio a spingere molti appassionati verso questo tipo di costruzione.

Rado DiaStar Original Skeleton 2026

Sul versante dell’indossabilità, Rado ha puntato sulla praticità più che sulla sontuosità. Ogni esemplare arriva con un cinturino in gomma intonato al proprio quadrante — blu, verde o rosso acceso — che asseconda il taglio giocoso e vacanziero dell’intera operazione: materiale leggero, resistente al sudore e all’acqua, ideale per i mesi caldi a cui questi orologi dichiaratamente strizzano l’occhio. Il dettaglio che apprezzo di più, però, è il sistema EasyClip, il meccanismo di sgancio rapido che permette di rimuovere e sostituire il cinturino senza attrezzi e in pochi secondi.

È una soluzione che cambia il rapporto quotidiano con l’orologio più di quanto sembri: chi possiede più cinturini sa quanto sia diverso poter alternare un look in pochi gesti, e su un modello così marcatamente cromatico la possibilità di variare diventa quasi un invito a giocare con gli abbinamenti. A chiudere il sistema c’è una fibbia ad ardiglione in acciaio, rifinita in modo da riprendere fedelmente il trattamento della cassa: lucida e spazzolata sui modelli blu e rosso, rivestita in PVD color oro giallo sulla versione verde, in coerenza con la logica di gerarchia che attraversa tutto il trio.

Rado DiaStar Original Skeleton 2026

Resta il capitolo che più interessa al collezionista: la disponibilità. Ciascuna delle tre declinazioni è prodotta in soli 555 esemplari, con la tiratura incisa direttamente sul fondello in acciaio attraverso la dicitura “LIMITED EDITION, ONE OUT OF 555” — un numero contenuto, che colloca queste versioni in un territorio di esclusività concreta senza scivolare nell’irraggiungibile. A rafforzare il carattere da pezzo da custodire concorre il corredo: ogni orologio viene consegnato in una confezione speciale e accompagnato dal relativo certificato di edizione limitata, dettagli che contano nel momento in cui un esemplare dovesse un giorno tornare sul mercato dell’usato.

Rado DiaStar Original Skeleton recensione

Sul fronte dei prezzi, le referenze blu (R12169209) e rossa (R12169409) condividono lo stesso posizionamento pari a 2.550 euro, mentre la versione verde con trattamento PVD oro giallo (R12166309) richiede un sovrapprezzo coerente con la sua finitura più ricca, attestandosi a 2.800 euro. Cifre che, a mio avviso, mantengono il DiaStar Original Skeleton in una fascia ancora ragionevole per un’edizione limitata svizzera con movimento dalla lunga autonomia, vetro zaffiro su entrambi i lati e un materiale di lunetta che il marchio non condivide con nessun altro. Per chi volesse approfondire schede e disponibilità, il riferimento ufficiale resta il sito rado.com.

Scheda tecnica e dati principali

Movimento Calibro Rado R808, automatico, 3 sfere, base ETA
Rubini 25
Frequenza 21.600 alternanze/ora
Riserva di carica 80 ore
Spirale Nivachron™ antimagnetica
Regolazione Fino a 5 posizioni, oltre gli standard
Cassa / Lunetta Lunetta convessa in Ceramos™; acciaio (blu/rosso) o PVD oro giallo (verde)
Vetro Zaffiro sfaccettato squadrato antiriflesso; fondello in zaffiro
Dimensioni 38,0 × 45,0 × 11,9 mm
Cinturino Gomma in tinta, sistema EasyClip, fibbia ad ardiglione in acciaio
Tiratura 555 esemplari per versione, incisione “ONE OUT OF 555”
Referenze R12169209 (blu) · R12166309 (verde) · R12169409 (rosso)
Prezzo 2.550 € (blu e rosso) · 2.800 € (verde PVD oro)

FAQ – Domande frequenti

Quanti esemplari saranno prodotti per ciascuna versione del Rado DiaStar Original Skeleton?

Ognuna delle tre declinazioni — blu, verde e rosso — è limitata a 555 esemplari, con la tiratura incisa sul fondello tramite la dicitura “LIMITED EDITION, ONE OUT OF 555”.

Quanto costa il Rado DiaStar Original Skeleton Limited Edition?

Le versioni blu e rossa hanno un prezzo di 2.550 euro, mentre la versione verde con trattamento PVD color oro giallo è proposta a 2.800 euro.

Che movimento monta il DiaStar Original Skeleton?

Tutte e tre le versioni sono animate dal calibro automatico Rado R808, derivato da una base ETA, con 25 rubini, frequenza di 21.600 alternanze/ora, spirale antimagnetica Nivachron™ e 80 ore di riserva di carica.

Che cos’è il Ceramos utilizzato per la lunetta?

Il Ceramos™ è un materiale composito proprietario di Rado che combina polvere metallica e una componente ceramica, unendo la durezza e la resistenza ai graffi della ceramica alla brillantezza tipica del metallo.

Quali sono le dimensioni del DiaStar Original Skeleton?

La cassa misura 38,0 mm di larghezza, 45,0 mm di lunghezza e 11,9 mm di spessore, con la caratteristica forma ovale convessa che identifica il modello fin dal 1962.

Altri articoli
Omega Speedmaster Moonwatch con quadrante bianco

La comparsa di Daniel Craig, noto per il suo ruolo di James Bond, all’evento Planet Omega a New York nel novembre scorso ha suscitato grande fermento nel mondo degli appassionati di orologeria. Con un elegante abito grigio scuro, il suo orologio con quadrante bianco brillante spiccava notevolmente, attirando l’attenzione per la sua vistosa presenza. Ciò che ha alimentato ulteriormente la curiosità è che, tecnicamente, l’orologio non era ancora stato rivelato al pubblico. Questo enigmatico Speedmaster con quadrante bianco presentava elementi che ricordavano il progetto “Alaska” e i modelli in Canopus Gold, pur distinguendosi in modo unico. Adesso, finalmente, Omega ha tolto il velo su questo affascinante Speedmaster bianco, rivelando le sue caratteristiche distintive.

Leggi Tutto »
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.