Watches and Wonders 2021: si terrà dal 7 al 13 aprile

Sarà un’edizione 100% digitale il Watches and Wonders 2021.

Il Salone dell’orologeria, che si sarebbe dovuto tenere presso il Palexpo di Ginevra dal 7 al 13 aprile, particolarmente atteso dopo la cancellazione dell’edizione 2020 e per l’importanza dei nuovi espositori, si terrà dunque esclusivamente in formato digitale

Watches and Wonders 2021: Debutto digitale a Ginevra, attesa per le idee dell’ex Baselworld

Watches and Wonders 2021

Uomini e Mice. Non è una bizzarra traduzione (a metà, peraltro) del capolavoro di John Steinbeck, Of Mice and Men, tradotto in italiano con Uomini e topi. Mice è l’acronimo di Meetings, incentives, conferences ed exhibitions e indica il diversificato settore, in parte turistico, di riunioni, incentive tour, conferenze e manifestazioni fieristiche.

Uno dei settori che più ha sofferto per la pandemia, per una sorta di fuoco incrociato: da una parte il confinamento delle persone, che ha cancellato ogni tipo di riunione fisica, dalle conferenze stampa agli incontri di lavoro fuori sede. Dall’altra il lockdown di molte attività che usano gli eventi fieristici come vetrina. Niente novità di prodotto da illustrare, niente fiere. C’è poi la difficoltà a spostarsi, anche nei Paesi dove sono in vigore norme meno restrittive per i viaggi legati a esigenze di lavoro.

Nel caso delle fiere di orologeria e di altre legate a beni di lusso personali, per definizione apprezzabili solo se visti dal vivo, toccati, provati, il colpo è stato ancora più duro. Per loro natura globali (o perlomeno globalizzate), le maison di orologeria avevano costruito nell’arco di decenni eventi fieristici di vario tipo con cadenza annuale e con visitatori da tutto il mondo, che da tempo e a onor del vero sicuramente da prima dello scoppio della pandemia, avevano deciso di trasformarsi.

È il caso del Sihh (Salon International Haute Horlogerie) di Ginevra, che a partire dal 2020 avrebbe dovuto mutare radicalmente, cambiando format e aumentando il numero di azienda coinvolte: il nome scelto è Watches & Wonders (orologi e meraviglie).

Solo che è arrivato il Covid, che da emergenza sanitaria cinese, all’inizio dell’anno 2020, come sappiamo, si è trasformato in pandemia ed emergenza economica e sociale globale. Inizialmente slittata dal 2020 al 2021, la prima edizione di Watches & Wonders è stata confermata anche nelle date (7-13 aprile) ma sarà un salone al 100% digitale, in cui le 38 aziende partecipanti avranno l’opportunità di presentare su piattaforma singole e/o su quella della manifestazione collezioni, ma anche incontri e workshop, come accadeva da almeno tre anni per il Sihh. Nel 2022 è previsto il ritorno della fiera al Palexpo di Ginevra: non sono stati forniti dettagli al riguardo, solo l’assicurazione che gli aggiornamenti verranno pubblicati sul sito ufficiale della manifestazione, watchesandwonders.com.

A oggi tra le principali maison che parteciperanno al salone digitale del prossimo aprile sono (in stretto ordine alfabetico): A. Lange & Söhne, Armin Strom, Arnold & Son, Baume & Mercier, Bovet, Cartier, Chanel , Chopard, Fabergé, Ferdinand Berthoud, Girard Perregaux, Grönefeld , H. Moser & Cie. , Hermès, Hyt, Iwc Schaffhausen, Jaeger-LeCoultre, Laurent Ferrier, Mmb&F, Montblanc, Panerai , Parmigiani, Patek Philippe, Piaget, Purnell, Rebellion Timepieces, Ressence, Rolex, Roger Dubuis, Rudis, Sylva Speake-marin , Tudor, Ulysse Nardin, Vacheron Constantin.

Cancellata definitivamente Baselworld, in crisi da ben prima del Covid, dopo aver fatto i conti con molti addii di brand importanti, da Rolex al gruppo Swatch, passando per Chanel o, per citare un importante gruppo italiano, Morellato, la fiera ha deciso di rinnovarsi in maniera sostanziale e in futuro si chiamerà Houruniverse.

Mancano però ulteriori dettagli. Tornando a Watches & Wonders, l’elenco aggiornato a oggi dei partecipanti comprende molte delle maison del gruppo Richemont, le stesse che avevano fondato il Sihh proprio per avere una vetrina esclusiva e più selettiva di Baselworld. Si va da Cartier e Montblanc, passando per Jeager-Le Coultre e Piaget.

Ci sono i grandi (e rari) marchi indipendenti, come Chopard, Patek Philippe e Rolex. Altri si sono lasciati alle spalle Baselworld e quello che diventerà (è il caso di Chanel) e altre ancora sono maison meno conosciute al grande pubblico. ma note a collezionisti e appassionati. Dall’elenco mancano le eccellenze del gruppo Lvmh, da Bulgari a Tag Heuer, passando per Hublot e Zenith: tutte maison che da parecchi anni non erano più presenti a Baselworld e non erano mai entrate al Sihh, preferendo eventi organizzati in autonomia nei giorni delle due fiere a Basilea o Ginevra.

E proprio dalla città sull’omonimo lago Bulgari ha lanciato la scorsa estate un evento che potrebbe essere il “terzo incomodo” nel risiko delle fiere svizzere: dal 26 al 29 agosto 2020 si è tenuto Geneva Watch Days, che ha riunito in tutto 17 marchi di punta dell’alta orologeria. I quattro giorni di Ginevra sono stati l’unico evento collettivo dell’anno, un segnale sicuramente positivo per il mondo dell’orologeria in un momento volatile e imprevedibile, in agosto e a maggior ragione oggi.

Le novità delle 17 maison sono state presentate nei rispettivi showroom o in location scelte ad hoc, con rigidi protocolli anti-Covid, con l’aggiunta di una sorta di “piazza comune”, la Rotonde du Mont-Blanc, che ha ospitato una selezione delle novità dei 17 marchi.

Che i Geneva Watch Days siano stati un evento all’altezza dei saloni cancellati è dimostrato dall’annuncio dei vincitori del Grand Prix d’Horlogerie. Tra i segnatempo premiati, il Bvlgari Aluminium Chronograph, vincitore nella categoria di “orologio iconico” e che era stata una delle novità vista a fine agosto. Come dire: meglio un salone digitale che nessun salone. Ma gli orologi, oggetti inanimati in grado di scatenare grandi amori e passioni, continueranno ad avere bisogno – e meritano – vetrine fisiche. Serve solo, forse, ancora un po’ di pazienza. Il tempo – e gli orologi che lo misurano – sconfiggeranno anche il Covid.

Come sarà il Watches and Wonders 2021?

Cosa aspettarsi, allora, questo aprile? I dettagli al momento sono imprecisi, ma si parla di un ciclo di sette giorni di lanci di prodotti e partnership, uno spettacolo quotidiano ogni mattina che trasmette notizie dall’evento, e conferenze che ospiteranno marchi e figure del settore. Ci viene anche detto: “I visitatori diventano attori, non solo spettatori”, con la promessa di contenuti interattivi. Ciò potrebbe rivelarsi interessante, supponendo che il pavimento sia aperto a una tavolozza globale di persone interessate agli orologi.

La Dubai Watch Week ha aperto la strada a un formato simile negli ultimi anni e Watches & Wonders ha organizzato uno spettacolo digitale lo scorso anno, organizzato frettolosamente quando il blocco è iniziato. Senza dubbio quest’anno, con un coinvolgimento più profondo del marchio e una maggiore rincorsa, sarà più alto numero di ottani. .

Ciò che sarà interessante è se il modello verrà implementato nel 2022 e oltre. Gli Stati Uniti e l’Estremo Oriente, i più grandi mercati del settore, sentiranno il bisogno di volare di nuovo se ogni lancio e ogni intervista saranno disponibili digitalmente? Improbabile.

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