Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Il nuovo MR-G MRG-B2100D porta la serie 2100 di G-SHOCK in territorio alto di gamma con quadrante hanada-iro ispirato al kigumi, materiali super-duri e struttura multi-componente pensata per finiture di livello e resistenza agli urti. Ecco cosa cambia davvero tra design, materiali e funzioni (solare, radio e Bluetooth).
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Quando si parla della serie 2100 di G-SHOCK, è impossibile ignorare il percorso che l’ha portata a essere percepita come la declinazione più “adulta” e sofisticata del marchio. Con il nuovo MRG-B2100D, questa direzione viene spinta ancora più in là: non solo per l’estetica, ma per il modo in cui Casio prova a legare design, cultura giapponese e tecnologia. Io lo leggo come un tentativo dichiarato di dare profondità a un soprannome ormai entrato nel lessico degli appassionati, trasformando il cosiddetto “CasiOak” in un oggetto che punta a una legittimazione formale nella fascia alta, senza rinnegare l’identità G-SHOCK fatta di robustezza e funzionalità estrema.
| Nome modello | G-SHOCK MR-G (serie 2100) |
| Referenza | MRG-B2100D-2A |
| Prezzo | €4200,00 |
Il punto di partenza, questa volta, non è il confronto diretto con altri orologi iconici, ma un riferimento culturale ben preciso. Casio dichiara di essersi ispirata alla visione di una pagoda a cinque piani avvolta dalla nebbia mattutina nella prefettura di Yamagata, luogo in cui nascono i modelli MR-G. È da qui che prende forma il quadrante color hanada-iro, un blu tradizionale giapponese legato alla tintura indaco, capace di mutare leggermente tonalità a seconda della luce e dell’angolo di osservazione. Dal mio punto di vista, questa scelta cromatica non è solo decorativa: aggiunge profondità visiva e rompe la staticità tipica dei quadranti pieni, offrendo una lettura più dinamica che cambia tra luce naturale e artificiale, un aspetto che incide davvero sull’esperienza quotidiana al polso.

A rendere questo quadrante qualcosa di più di una semplice variazione cromatica è il lavoro sulla superficie. Il motivo tridimensionale si ispira al kigumi, l’antica tecnica giapponese di incastro del legno senza chiodi, reinterpretata qui attraverso una griglia geometrica fatta di rilievi ondulati e micro-aperture. Questi fori non sono solo un esercizio estetico: permettono alla luce di attraversare il quadrante e alimentare il sistema solare interno, integrando funzione ed espressione visiva in modo coerente. È una soluzione che trovo particolarmente riuscita perché racconta una storia di artigianato e precisione, ma allo stesso tempo ha un impatto pratico immediato, migliorando l’efficienza della ricarica senza sacrificare leggibilità o carattere.

Questo è anche il momento in cui la serie 2100, nella sua declinazione MR-G, si gioca la credibilità da “premium” sul piano costruttivo. La cassa e la lunetta non sono pensate come un blocco unico: qui si parla di una struttura composta da 27 elementi separati, lavorati e lucidati singolarmente prima di essere assemblati con precisione. È un approccio che ha un senso tecnico preciso: più componenti significa poter rifinire meglio spigoli, superfici e passaggi, ottenendo quella nitidezza di linee che su un ottagono si nota subito. In più, Casio applica una finitura in carburo di titanio (TiC) per aumentare la resistenza all’abrasione: un dettaglio importante, perché su un segnatempo in metallo con molte superfici a vista, graffi e micro-segni diventano inevitabilmente parte della vita quotidiana se non c’è una protezione adeguata.

Anche la scelta dei materiali segue una logica precisa, che va oltre il semplice elenco di leghe “esotiche”. La parte superiore della lunetta è realizzata in COBARION®, una super lega sviluppata in Giappone con una durezza circa quattro volte superiore a quella del titanio puro e una brillantezza che ricorda il platino. Per il bracciale, invece, viene utilizzato il DAT55G, una lega tre volte più dura del titanio tradizionale, mentre cassa, fondello e pulsanti sono in titanio Ti64. Questa combinazione mi sembra studiata per bilanciare estetica e durata nel tempo: superfici lucide dove serve impatto visivo, materiali più tenaci nelle zone soggette a urti e sfregamenti, il tutto senza appesantire eccessivamente l’orologio al polso.

Il tema della resistenza, su un MR-G, non può restare sullo sfondo: qui entra in gioco la struttura Multi-Guard, con inserti e tamponi posizionati tra i componenti della lunetta per aiutare ad assorbire gli impatti che potrebbero scaricarsi sul modulo interno. In pratica, l’architettura esterna lavora come un sistema di protezione “a strati”, che conserva l’estetica metallica ma mantiene i requisiti di robustezza tipici di G-SHOCK. E ci sono anche dettagli più sottili, come la corona avvitata con componenti di protezione integrati e l’allineamento orizzontale del logo MR-G una volta serrata: sono finezze da fascia alta che, pur non cambiando le prestazioni pure, danno la sensazione di un progetto rifinito fino agli ultimi millimetri.

Sul piano funzionale, questo MR-G resta fedele all’idea di orologio “strumento” evoluto. Il sistema di alimentazione solare sfrutta la luce che attraversa il quadrante a reticolo per mantenere operative tutte le funzioni, mentre la ricezione del segnale radio e la connettività Bluetooth consentono la regolazione automatica dell’ora tramite smartphone. È un approccio che trovo particolarmente sensato su un segnatempo di questo livello: precisione costante, zero pensieri sulla carica e un’interazione digitale che rimane discreta, pensata più per il controllo che per l’esibizione. A completare il quadro ci sono il vetro zaffiro con trattamento antiriflesso, fondamentale per valorizzare un quadrante così lavorato, e il Super Illuminator a doppio LED, che garantisce leggibilità totale anche al buio, senza compromettere l’eleganza dell’insieme.

La collocazione sul mercato chiarisce definitivamente le ambizioni di questo modello. Il MRG-B2100D è indicato come disponibile da febbraio presso lo store monomarca G-SHOCK di Milano, in Corso Como 9, oltre che sul sito ufficiale del brand. È una presenza che parla a un pubblico consapevole, disposto a entrare nella fascia alta G-SHOCK per qualcosa che va oltre la semplice robustezza. Io lo interpreto come un segnatempo di confine: mantiene DNA tecnico e affidabilità assoluta, ma si propone come alternativa credibile per chi cerca un design integrato in metallo, una forte identità estetica e contenuti costruttivi da prodotto industriale di alto livello, senza entrare nei territori – economici e concettuali – dell’alta orologeria tradizionale.
Dati principali e informazioni chiave
| Modello | G-SHOCK MR-G MRG-B2100D |
| Referenza citata | MRG-B2100D-2A |
| Ispirazione | Pagoda a cinque piani (prefettura di Yamagata) e passaggio dall’alba al mattino |
| Colore quadrante | Hanada-iro (blu tradizionale giapponese legato alla tintura indaco) |
| Motivo quadrante | Pattern tridimensionale ispirato al kigumi con micro-aperture per il passaggio della luce |
| Alimentazione | Solare (ricarica tramite luce naturale o artificiale) |
| Sincronizzazione | Ricezione onde radio (ora standard) per regolazione automatica |
| Connettività | Bluetooth (collegamento smartphone per regolazione automatica) |
| Costruzione lunetta/cassa | Struttura multi-componente (27 elementi) con finitura TiC anti-abrasione |
| Materiali principali | COBARION® (lunetta superiore), DAT55G (bracciale), Ti64 (cassa/fondello/pulsanti) |
| Protezione urti | Struttura Multi-Guard con inserti per assorbire gli impatti sul modulo |
| Vetro | Zaffiro con rivestimento antiriflesso |
| Illuminazione | Super Illuminator (doppio LED ad alta luminosità) |
| Disponibilità (Italia) | Da febbraio: G-SHOCK Store Milano (Corso Como 9) e canale online ufficiale |
| Prezzo | €4200,00 |
FAQ – Domande frequenti
Che cos’è il kigumi e perché conta su questo MR-G?
Il kigumi è una tecnica tradizionale giapponese di incastro del legno senza chiodi o elementi metallici. Qui diventa un motivo geometrico tridimensionale sul quadrante, pensato per unire estetica e funzione (passaggio della luce per la ricarica solare).
Cosa significa “hanada-iro” e come appare dal vivo?
Hanada-iro indica una tonalità blu tradizionale legata alla tintura indaco. È un colore che può variare in modo sottile con luce e angolazione, dando al quadrante una resa meno piatta e più “viva”.
Perché la lunetta è costruita con 27 componenti separati?
Una struttura multi-componente permette lucidature e finiture più precise su superfici e spigoli, oltre a integrare elementi di protezione. In questo caso è abbinata anche a una finitura in carburo di titanio (TiC) per aumentare la resistenza all’abrasione.
Quali materiali usa e cosa cambia rispetto al titanio “normale”?
La lunetta superiore è in COBARION® (super lega molto più dura del titanio puro e con brillantezza elevata), il bracciale usa la lega DAT55G (più dura del titanio tradizionale) e cassa/fondello/pulsanti sono in Ti64. L’obiettivo è aumentare resistenza e qualità percepita sulle superfici più esposte.
Come funziona la parte “smart” senza essere uno smartwatch?
Non è uno smartwatch: mantiene un’impostazione da orologio tradizionale, ma sfrutta Bluetooth e ricezione onde radio per regolare automaticamente l’ora. La ricarica solare alimenta in modo stabile tutte le funzioni, riducendo manutenzione e interventi.
Dove si acquista in Italia e quando arriva?
È indicato in vendita da febbraio presso lo store monomarca G-SHOCK Milano in Corso Como 9 e tramite il canale online ufficiale del brand.