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I cronografi Rolex prima del Daytona

La storia dei Cronografi Rolex prima del Daytona, ma non definiteli “Rolex antichi”

Sembra strano, eppure l’amore tra la Rolex ed i cronografi non fu così immediato come i più potrebbero credere. Concentrata, con chiara preveggenza, sulla costruzione dei suoi fortunati modelli impermeabili, gli Oyster, la Casa ginevrina arriverà alla cronografia solamente nel 1937 con alcune versioni monopulsante, sia coassiale sulla corona che al 2. 

Rolex Ref. 2303, Cronografo monopulsante “Baby”, cassa in oro giallo da 29 mm. Al suo interno un calibro da 10 linee e 1/2.

Rolex Ref. 2303, Cronografo monopulsante “Baby”, cassa in oro giallo da 29 mm. Al suo interno un calibro da 10 linee e 1/2.

Chronographe Anti-magnétique Ref. 4062 di Rolex, della fine degli anni ’40.

Chronographe Anti-magnétique Ref. 4062 di Rolex, della fine degli anni ’40.

Seguirà, prima dell’inizio del decennio successivo, la realizzazione del 3346 Zerographe, raro cronostop dall’impostazione decisamente tecnicistica. La fine degli anni ’30 vede anche la nascita dei primi modelli a due pulsanti, che iniziano a prefigurare stili e funzioni ancora oggi perfettamente attuali. Particolare curioso: se da una parte la Rolex diventava il riferimento esclusivo per la modellistica impermeabile, dal- l’altra la sua produzione di cronografi rimaneva ancorata alla tradizionale cassa a scatto, notevolmente meno performante della Oyster. I cronografi nati in questo periodo sono in ogni caso tra i più interessanti e affascinanti tra quelli prodotti dalla Casa e sono il lento ma continuo apprezzamento anche da parte del collezionismo più elitario.

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Bellissimi da indossare, il Cronografo Rolex è da sempre uno dei pezzi più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo

La vera grande svolta nella cronografia Rolex avviene negli anni ’40 con uno dei più riusciti crono Oyster, il Ref. 3525 soprannominato “bariletto”, divenuto celebre anche per la vicenda che lo lega ai Prisoner Of War inglesi durante la Guerra Mondiale. Arrivano poi altre nuove referenze di grande importanza con la cassa tonneau, come il 4500 e il 4537, cui si affiancano, con diverse fortune, la Ref. 5034, 6034, 6032, 6232. Continua anche la produzione delle casse a scatto, che vedono in prima fila il Ref. 4062, seguito dal 4099 e successivamente dal Ref. 9162.

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Un Rolex Chronograph Ref. 3834, nella versione in oro giallo. A destrA: Oyster Chronograph Antimagnetic Ref. 3525, cassa in acciaio, anni ’4

A sininistra un Rolex Chronograph Ref. 3834, nella versione in oro giallo. A destra: Oyster Chronograph Antimagnetic Ref. 3525, cassa in acciaio, anni ’40

L’evoluzione naturalmente non si ferma e arrivano due pietre miliari della cassa Oyster: il Ref. 6234 seguito dal Ref. 6238, universalmente conosciuto come pre-Daytona. Semplice ed essenziale, è forse l’ultimo dei cronografi dall’estetica “soft” prodotti dalla Casa ginevrina. Ricercato con ardore dai collezionisti, trova il suo apice nelle versioni con i quadranti più rari o personalizzati. La sua produzione inizia nel 1962 e finisce solamente cinque anni più tardi: si caratterizza per la grafica moderna del quadrante, sicuramente più vicina a quella dei modelli che lo seguiranno che di quelli che lo avevano preceduto. Si tratta poi dell’ultimo crono Rolex, almeno fino ad oggi, con la lunetta liscia senza incisioni. Dopo di lui il Daytona, ma quella è tutta un’altra storia.

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Opinioni e consigli sui Rolex d’epoca

Vi diranno che prima o poi la passione per i cronografi Rolex finirà (lo dicevano già trent’anni fa, ancora non è successo), vi diranno che sono sempre gli stessi personaggi che collezionano questi modelli, vi diranno che state spendendo troppo per un segnatempo così datato. Bene, non vi preoccupate di tutto ciò. I crono Rolex, tutti, sono dei pezzi da collezione e lo saranno per i prossimi anni a venire. Cercate solo di scegliere per il vostro investimento dei modelli che siano assolutamente originali, specie per quanto riguarda il quadrante.

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A questo proposito, se non siete collezionisti di lunga data, al momento dell’acquisto, specie se lo stesso avviene tra privati, non fidate nel vostro giudizio e consultate un serio esperto, anche a costo di pagarne (giustamente) l’operato: meglio spendere 200 oggi per una consulenza certificata, che perderne 100.000 domani. Inoltre non vi fa- te mai prendere dalla fretta, meglio aspettare l’orologio che ci soddisfa al cento percento, piuttosto che scendere a compromessi.

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