A due settimane dall’arrivo di Odissea di Christopher Nolan nelle sale italiane, l’attenzione torna sul legame storico tra Hamilton e il cinema d’autore. Questa volta il punto d’incontro non è un orologio indossato sul set, ma un pezzo che nasce dall’immaginario del film pur restandone fuori: un caso che dice molto su come l’orologeria contemporanea dialoga con la narrazione.
Hamilton x Nolan: l’orologio in bronzo ispirato all’Odissea che non entra nel film
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
In sintesi: il Khaki Field Auto The Odyssey Limited Edition (referenza H70675530) è un’edizione limitata a 2.112 esemplari con cassa in bronzo da 42 mm, movimento automatico H-10 da 80 ore di riserva di carica e impermeabilità 100 m. Proposto a 1.375 € (1.195 CHF), celebra l’uscita del film Odissea di Christopher Nolan, nelle sale italiane dal 16 luglio 2026, senza però comparire sullo schermo.

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C’è un dettaglio che ribalta il senso di questa partnership: per la prima volta un orologio nato dall’intesa tra Hamilton e Christopher Nolan non passa mai davanti alla macchina da presa. Il Khaki Field Auto The Odyssey Limited Edition (referenza H70675530) è un oggetto da collezione in bronzo, costruito attorno all’immaginario dell’Odissea che il regista porta al cinema, e pensato per finire al polso di chi guarda il film, non dei personaggi che lo abitano. È uno dei capitoli più insoliti della collezione Hamilton, e il mio giudizio in una riga è questo: la reinterpretazione più scenografica e meno quotidiana mai vista su un orologio da campo della maison, perfetta per chi colleziona incroci tra grande schermo e orologeria, molto meno indicata per chi cerca un segnatempo neutro da tutti i giorni.
| Nome modello | Hamilton Khaki Field Auto The Odyssey Limited Edition |
| Referenza / Edizione | H70675530 – edizione limitata |
| Materiale cassa | Bronzo (42 mm) |
| Complicazione principale | Nessuna: tre sfere, solo tempo (automatico) |
| Edizione (esemplari) | 2.112 pezzi |
| Prezzo | 1.375 € (1.195 CHF) |
Dal set al mito: perché stavolta l’orologio resta dietro le quinte
Per capire perché questa edizione abbia senso, conviene partire dal ruolo che Hamilton si è ritagliato a Hollywood. La maria di Lancaster è diventata negli anni una presenza fissa dei set, tanto da essere soprannominata l’orologiaia dei registi: oltre cinquecento tra film e serie l’hanno vista al polso dei protagonisti, a volte con modelli di listino, a volte con pezzi disegnati su misura per definire un personaggio. È un legame con il cinema che va ben oltre il product placement, e chi volesse ripercorrerlo trova parecchi esempi tra gli orologi comparsi nei film. Con Nolan il rapporto è particolarmente stretto: prima è arrivato Interstellar nel 2014, poi Tenet nel 2020, quindi Oppenheimer nel 2023, dove il segnatempo diventava quasi uno strumento di racconto — un filo che ho seguito da vicino parlando degli Hamilton nel film Oppenheimer. Da qui nasce la domanda che rende interessante l’operazione: come si traduce in un orologio una storia ambientata secoli prima che l’orologeria meccanica esistesse?
La risposta di Hamilton parte dal film stesso. Odissea è il nuovo kolossal epico di Nolan prodotto da Universal Pictures, girato in giro per il mondo con la tecnologia IMAX e in arrivo nelle sale italiane il 16 luglio 2026: è la prima volta che il poema di Omero approda su quel formato. Il cast riunisce Matt Damon nei panni dell’eroe, affiancato da Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson e Lupita Nyong’o, con Zendaya e Charlize Theron. Il nodo creativo è tutto qui: la vicenda si svolge in piena Età del Bronzo, quando la misurazione meccanica del tempo era di là da venire, e questo rendeva impensabile mettere un segnatempo in scena. Non potendo affidare l’orologio a un personaggio, la maison ha scelto di far parlare i materiali e i simboli, trasformando la narrazione in oggetto anziché in oggetto di scena. È un approccio diverso da quello delle serie legate a videogiochi e pellicole d’azione, dove il modello nasce per essere impugnato dal protagonista — penso alle recenti incursioni pop come l’Hamilton Khaki Field per Call of Duty — e proprio per questo mi sembra la deviazione più intrigante di tutta la serie di collaborazioni.
Bronzo, patina e un fondello in titanio: la cassa che invecchia con te
Scegliere il bronzo, per un orologio che guarda all’antichità, è una di quelle decisioni che si spiegano quasi da sole. La lega calda e ramata dialoga con l’immaginario di armi e corazze forgiate quando lavorare il metallo era la tecnologia più avanzata a disposizione, e riporta l’oggetto dentro una tradizione artigianale lontanissima dall’acciaio dei nostri giorni. C’è poi un risvolto che apprezzo sul piano concreto: il bronzo ossida, e con l’uso sviluppa una patina irripetibile. Significa che ogni esemplare finisce per raccontare la storia di chi lo porta, scurendosi e sfumando in modo diverso a seconda della pelle, del clima e di quanto lo si indossa. È lo stesso fascino vivo che ha reso ambiti pezzi come il Panerai Luminor Marina in bronzo, e che qui trova una giustificazione narrativa persino più solida. La struttura di partenza resta quella del Khaki Field Automatic, di norma proposto in acciaio o titanio: rivestirlo di questa lega vuol dire allontanarlo dal registro spartano dell’orologio da campo per spingerlo verso il terreno dell’oggetto celebrativo. Chi è curioso di quanto sia diventata ricca questa nicchia può farsi un’idea sfogliando la nostra selezione di orologi in bronzo.
Sul polso i numeri raccontano un profilo equilibrato. La cassa misura 42 mm di diametro per uno spessore contenuto in 10,9 mm, una combinazione che tiene l’orologio ancorato al polso senza l’ingombro che spesso ci si aspetta da un pezzo in metallo pieno e a tema. Le anse da 22 mm assecondano la larghezza del quadrante e chiedono un cinturino robusto, coerente con l’indole rustica del progetto. A proteggere il tutto c’è un vetro zaffiro leggermente bombato con doppio trattamento antiriflesso: la cupola aggiunge un tocco vintage e, soprattutto, taglia i riflessi da qualsiasi angolazione, un dettaglio che nella lettura quotidiana conta più di quanto si creda. C’è poi un dato che apprezzo perché smentisce la logica del semplice soprammobile da vetrina: l’impermeabilità arriva a 100 metri, sufficiente per non doversi preoccupare di pioggia, lavaggi delle mani o una nuotata occasionale. È una robustezza da orologio vero, non da gadget celebrativo, e mantiene un ponte con la vocazione pratica della famiglia Khaki Field. Le proporzioni, del resto, lo collocano in pieno nel formato più versatile del momento, quello degli orologi da 42 mm.
Il fondello è il punto in cui la firma dei due autori diventa letterale. Girando l’orologio si trova il titanio al posto del bronzo, inciso con l’elmo di Odisseo affiancato dall’autografo di Christopher Nolan: due sigilli, quello del mito e quello del regista, sullo stesso disco. La combinazione dei materiali non è un vezzo estetico, perché risolve anche una questione pratica. Il titanio è leggero e ipoallergenico, e tenerlo a contatto con la pelle evita il piccolo inconveniente tipico delle casse in lega ramata, che sul polso possono lasciare aloni scuri quando ossidano. In questo modo la patina si sviluppa dove serve, sulle superfici a vista, restando lontana da chi indossa l’orologio. È una soluzione che ho già visto premiare la vestibilità della versione in titanio del Khaki Field, e che qui viene usata con intelligenza per far convivere fascino antico e comfort moderno.
Un quadrante-bassorilievo e il calibro H-10 che lo tiene in vita
È qui che l’operazione dà il meglio di sé. Il fondo nero con spazzolatura verticale si legge come un piccolo bassorilievo, perché non porta semplici decorazioni ma frammenti dell’equipaggiamento dell’eroe. La texture che percorre la superficie riproduce il motivo inciso sull’elmo di Odisseo; le sfere di ore e minuti prendono la forma di un gladio color bronzo, evocando la lama che accompagna il protagonista; e la lancetta dei secondi si assottiglia fino a diventare una lancia in miniatura. A ore dodici, al posto del classico indice, spunta la riproduzione di un rivetto del fodero della spada. C’è una scelta editoriale che mi convince: i numeri delle ore, presenti nei bozzetti di pre-produzione, sono stati tolti per non affollare la scena, mentre il fregio perimetrale è rimasto a chiudere la cornice narrativa. Il rischio, con quadranti così densi di simboli, è sacrificare la leggibilità. A tenerla in piedi ci pensa il Super-LumiNova di grado X1, la formulazione più brillante della famiglia, che restituisce alle sfere una resa notturna netta e preserva l’anima concreta di un orologio da campo sotto la superficie da oggetto di scena.
Sotto tanta scenografia batte un cuore che conosco bene e di cui mi fido. È il calibro automatico H-10, sviluppato da Hamilton sulla base dell’ETA C07.611, il movimento che molti appassionati chiamano ancora Powermatic 80: una meccanica collaudata, diffusa su buona parte della collezione della maison e apprezzata proprio perché lavora senza clamore. Il suo asso nella manica è la spirale in Nivachron, una lega che riduce la sensibilità ai campi magnetici e alle escursioni termiche, due nemici silenziosi della precisione nella vita di tutti i giorni. Il numero che conta davvero è però l’autonomia: 80 ore di riserva di carica. Tradotto nella pratica, vuol dire che lo posi il venerdì sera e lo ritrovi ancora in movimento il lunedì mattina, senza doverlo rimettere all’ora dopo un weekend in cui hai preferito un altro orologio. Per un pezzo destinato a entrare e uscire dalla rotazione di un collezionista è una comodità tutt’altro che secondaria, e si sposa bene con le poche attenzioni che chiede un automatico ben fatto, come spiego nella guida su come prendersi cura di un orologio meccanico.
Il talismano di Atena, i 2.112 pezzi e il conto finale
Il corredo è dove si capisce che qui non si vende soltanto un orologio. Al polso arriva un cinturino in pelle marrone martellata, percorso da una vistosa cucitura centrale e chiuso da una fibbia ad ardiglione in titanio, in tono con il fondello e coerente con il registro caldo e vissuto dell’insieme. La sorpresa, però, sta accanto al segnatempo: ogni acquirente riceve una replica della spilla della dea Atena, il talismano che nel film Penelope consegna a Odisseo e che si può realmente indossare come pin. È un gesto che sposta l’oggetto dal terreno dell’orologeria a quello del memorabilia cinematografico, un frammento tangibile della storia raccontata sullo schermo. A completare il quadro c’è un cofanetto disegnato su misura, che riprende la palette nera e bronzo e custodisce, oltre alla spilla, una targhetta commemorativa e un simbolo metallico a forma di scudo rotondo. È il tipo di presentazione pensata per essere aperta con una certa cerimonia, più vicina all’unboxing di un cimelio che alla consegna di un orologio da tutti i giorni.
Anche la tiratura è un indizio da decifrare, non un numero scelto a caso. L’edizione si ferma a 2.112 esemplari, una cifra che rimanda al valore quasi ossessivo che il dodici assume nell’epica omerica. Nel poema quel numero torna di continuo: la narrazione si dispiega lungo dodicimila versi, dodici sono le navi che salpano verso Troia, e nella prova con cui Odisseo rivela la propria identità la freccia deve attraversare l’asola di dodici teste d’ascia allineate. Cifrare la produzione in questo modo, invece di affidarsi a un più comodo numero tondo, è una scelta che parla direttamente al collezionista attento, quello che ama scoprire un livello di lettura in più dietro l’oggetto. È il genere di dettaglio che alimenta il fascino di un pezzo pensato per durare in una raccolta più che per accumulare ore al polso, e che ne definisce l’identità tanto quanto il materiale della cassa.
Il listino fissa il Khaki Field Auto The Odyssey a 1.375 euro, equivalenti ai 1.195 franchi svizzeri del prezzo internazionale: una cifra che segna un premium sensibile rispetto al Khaki Field Automatic di serie, giustificato dalla lavorazione del bronzo, dal corredo da collezione e dalla tiratura contenuta. Con un numero di pezzi così ridotto e l’uscita del film fissata al 16 luglio 2026 a fare da cassa di risonanza, conviene muoversi presto e verificare la reperibilità direttamente sui canali ufficiali, perché edizioni del genere tendono a sparire rapidamente dai listini. Trovi la scheda completa e lo stato di disponibilità sul sito Hamilton. Sul fronte del giudizio, le idee mi sono chiare. È l’acquisto giusto per chi colleziona il cinema di Nolan o ama gli orologi che raccontano una storia, per chi cerca un interprete diverso del filone da campo e non teme un quadrante fortemente caratterizzato — un terreno che vale la pena esplorare partendo dalla nostra selezione di orologi militari e da campo. Lo sconsiglio a chi vuole un segnatempo neutro da alternare a occhi chiusi ogni giorno, a chi non sopporta l’idea di una cassa che cambia colore con il tempo, e a chi valuta un orologio solo per il rapporto tra specifiche e prezzo: qui una parte del valore sta nel racconto e negli extra, non nella sola meccanica. Preso per quello che è — un cimelio indossabile più che un tuttofare — resta una delle traduzioni più riuscite di un film in un oggetto d’orologeria.
Scheda tecnica e dati principali
| Cassa e costruzione | |
| Cassa | Bronzo, 42 mm, spessore 10,9 mm |
| Vetro | Zaffiro bombato, doppio antiriflesso |
| Impermeabilità | 100 m (10 bar) |
| Fondello | Titanio inciso (elmo di Odisseo + firma Nolan) |
| Quadrante | |
| Quadrante | Nero, spazzolatura verticale, motivo elmo; rivetto a ore 12 |
| Sfere | A gladio color bronzo, secondi a lancia; Super-LumiNova X1 |
| Movimento | |
| Calibro | Automatico H-10 (base Powermatic 80), spirale Nivachron |
| Riserva di carica | 80 ore |
| Funzioni | Ore, minuti, secondi (solo tempo) |
| Dettagli esterni ed edizione | |
| Cinturino | Pelle marrone martellata; fibbia ardiglione in titanio (anse 22 mm) |
| Serie limitata | 2.112 esemplari (ref. H70675530) |
| Prezzo | 1.375 € (1.195 CHF) |
FAQ – Domande frequenti
Quanto costa l’Hamilton Khaki Field Auto The Odyssey Limited Edition?
Il prezzo di listino è di 1.375 € in Italia, corrispondenti a 1.195 CHF sul mercato internazionale. La cifra riflette la lavorazione del bronzo, la tiratura limitata e il corredo da collezione.
Quanti esemplari sono stati prodotti?
L’edizione è limitata a 2.112 pezzi. Il numero richiama il valore simbolico del dodici nell’Odissea di Omero, tra dodicimila versi, dodici navi verso Troia e le dodici teste d’ascia della prova finale.
L’orologio compare nel film Odissea di Nolan?
No. A differenza delle precedenti collaborazioni con Nolan, questo modello non appare sullo schermo: il film è ambientato nell’Età del Bronzo, prima dell’orologeria meccanica. È un omaggio da collezione, non un oggetto di scena.
Che movimento monta e quanta autonomia ha?
Monta il calibro automatico H-10, basato sull’ETA C07.611 (noto come Powermatic 80), con spirale in Nivachron per una migliore resistenza ai campi magnetici. La riserva di carica è di 80 ore.
Quando esce il film Odissea?
L’uscita italiana è fissata al 16 luglio 2026. Alcune fonti riportano il 17 luglio: la data ufficiale comunicata per l’Italia è il 16 luglio 2026.
Che dimensioni ha e com’è al polso?
La cassa in bronzo misura 42 mm di diametro per 10,9 mm di spessore, con anse da 22 mm e impermeabilità di 100 m. Sono proporzioni contenute, che rendono il pezzo indossabile nonostante la vocazione celebrativa.
Cosa include la confezione?
Oltre all’orologio su cinturino in pelle marrone martellata, ogni acquirente riceve una replica della spilla della dea Atena, indossabile come pin. Il cofanetto dedicato in nero e bronzo custodisce anche una targhetta commemorativa e un simbolo a scudo.






