Gli orologi di Alberto Angela: una lettura tra funzione, scienza e racconto
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Un’analisi basata su osservazione, ricerca online e attenzione collettiva per capire quali orologi accompagnano nel tempo uno dei più autorevoli divulgatori scientifici italiani.

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Quando si parla di Alberto Angela, il riferimento immediato è quello di uno dei volti più autorevoli e riconoscibili della divulgazione scientifica italiana, capace di attraversare con naturalezza la storia, l’arte, l’archeologia e la scienza portandole nelle case di milioni di persone. È proprio questa capacità di muoversi tra epoche, luoghi e linguaggi diversi che rende interessante osservare anche un dettaglio apparentemente marginale come l’orologio al polso. Non per trasformarlo in un’icona di stile o in un testimonial inconsapevole, ma per capire se e come il tempo – concetto centrale nel suo racconto televisivo e culturale – venga interpretato anche attraverso gli strumenti che lo misurano. Da qui nasce l’idea di questo articolo: guardare agli orologi con cui Alberto Angela è stato visto nel corso degli anni come a indizi coerenti di un approccio pratico, razionale e profondamente legato al contesto, più che a una semplice scelta estetica.
| Modello | Tipologia | Perché è rilevante |
|---|---|---|
| Seiko Prospex Solar Diver PADI | Diver solare | Un orologio tecnico accessibile, pensato per l’uso reale e coerente con un approccio pratico e funzionale. |
| Citizen Aqualand | Diver professionale | Più strumento che segnatempo, con sensore di profondità e funzioni da immersione autentica. |
| Hamilton Khaki Field Mechanical | Field watch meccanico | Essenziale, sobrio, legato all’idea di esplorazione e al gesto consapevole della carica manuale. |
| Omega Seamaster 300 | Diver storico | Unisce tradizione subacquea, alta orologeria e versatilità d’uso in contesti diversi. |
| Omega Speedmaster Moonwatch Professional | Cronografo scientifico | Icona della misurazione del tempo in ambito scientifico, legata alle missioni spaziali della NASA. |
Come nasce questa analisi
Questo approfondimento non nasce da comunicati ufficiali né da dichiarazioni dirette, ma da un lavoro di osservazione più lento e stratificato. Nel tempo ho incrociato immagini pubbliche, frame televisivi, apparizioni in programmi Rai, eventi culturali e fotografie circolate online, affiancando a tutto questo la lettura di forum e discussioni tra appassionati di orologi. Proprio l’attenzione degli utenti, spesso meticolosa e reiterata, ha permesso di individuare ricorrenze, modelli riconosciuti, ipotesi verificate e altre scartate. È un’indagine costruita per accumulo e confronto, dove nessuna singola fonte basta da sola, ma l’insieme restituisce un quadro credibile e coerente. Il risultato è una sintesi ragionata di ciò che nel tempo è stato notato, discusso e condiviso, trasformando la percezione collettiva in un racconto strutturato.
Osservando questo insieme di immagini e testimonianze emerge subito un dato chiaro: non esiste “l’orologio di Alberto Angela”. Al contrario, nel tempo è stato visto con segnatempo molto diversi tra loro, scelti in funzione del contesto, dell’abbigliamento e del tipo di racconto che stava portando in scena. È un approccio che rifugge l’idea dell’oggetto simbolo o del pezzo iconico da esibire, e che restituisce piuttosto l’immagine di un utilizzo consapevole, quasi strumentale. L’orologio diventa così parte dell’equipaggiamento narrativo, un elemento coerente con il luogo, con il tema affrontato e con il ritmo del racconto, esattamente come una giacca, un paio di scarpe o una luce studiata per valorizzare un dettaglio storico.
Diver e strumenti professionali
Seiko Prospex Solar Diver PADI

Tra i modelli più coerenti con il profilo di Alberto Angela spicca il Seiko Prospex Solar Diver SNE435 PADI, un diver che mette al centro funzione e affidabilità senza rincorrere il lusso. È un orologio nato per l’acqua, certificato 200 metri, con cassa da 44 mm e fondello avvitato decorato dalla classica onda Seiko, ma soprattutto animato dal calibro solare V157, capace di accumulare fino a dieci mesi di riserva di carica senza bisogno di sostituire batterie. Il quadrante blu stratificato con accenti rossi richiama la collaborazione con PADI, rendendo immediato il legame con il mondo subacqueo, mentre lunetta unidirezionale, corona a vite e abbondante Lumibrite su indici e lancette ne rafforzano la vocazione tecnica. È un segnatempo grande, pensato per essere letto a colpo d’occhio e usato senza troppe attenzioni, con qualche compromesso pratico come il bracciale a perni e collari e un datario poco generoso. Proprio per questo, più che un oggetto da esibire, lo percepisco come uno strumento onesto, robusto e razionale, perfettamente allineato a un’idea di divulgazione che privilegia contenuto e sostanza rispetto all’apparenza.
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Citizen Aqualand JP2000-08E: un orologio da appassionato

Un’altra presenza che emerge con forza dalle ricerche è il Citizen Aqualand JP2000-08E, un vero strumento professionale più che un semplice orologio subacqueo. Qui il concetto di diver viene portato all’estremo: cassa da 44 mm, certificazione ISO 6425 e un movimento al quarzo analogico-digitale con sensore di profondità integrato, capace di registrare e memorizzare dati di immersione reali. Profondità massima, durata, orari di inizio e fine, numero di immersioni e allarmi dedicati raccontano un segnatempo progettato per chi l’acqua la vive davvero, non per evocarla. L’estetica è dichiaratamente funzionale, con indici e sfere ad alta visibilità, ghiera unidirezionale zigrinata, fondello e corona a vite e cinturino in poliuretano pensato per l’uso tecnico. È un orologio che non cerca compromessi né eleganza, ma che trasmette immediatamente serietà operativa e affidabilità.
Di seguito maggiori info del JP2000-08E:
Il tempo dell’esplorazione e della sobrietà

Il passaggio all’Hamilton Khaki Field Mechanical segna un cambio di registro netto, ma non una rottura concettuale. Qui l’orologio perde la dimensione subacquea e torna a essere essenziale, quasi spartano, come nella migliore tradizione dei field watch. Cassa da 38 mm, spessore contenuto, quadrante nero ad alta leggibilità e carica manuale definiscono un segnatempo che privilegia il gesto e la meccanica. Il calibro H-50, con le sue 80 ore di riserva di carica, restituisce il piacere di un utilizzo consapevole, mentre vetro zaffiro e cassa in acciaio garantiscono solidità nell’uso quotidiano.
Omega tra mare e spazio
Omega Seamaster 300

L’Omega Seamaster 300 rappresenta una sintesi più matura tra strumento professionale e alta orologeria. Nato nel 1957 per i sub, oggi torna in una veste aggiornata con cassa da 41 mm, quadrante blu, lunetta in alluminio anodizzato e Super-LumiNova dall’estetica vintage. Il fondello in vetro zaffiro lascia intravedere il calibro Co-Axial Master Chronometer 8912, certificato per precisione e resistenza ai campi magnetici, rendendo questo diver adatto tanto all’uso tecnico quanto a contesti più formali. Questo specifico modello è stato visto al polso di Alberto Angela anche durante la visita ufficiale di Re Carlo III in Italia, confermandone la versatilità e la coerenza anche in un contesto istituzionale di alto profilo.
Omega Speedmaster Moonwatch Professional

Il cerchio si chiude con l’Omega Speedmaster Moonwatch Professional, un orologio che più di ogni altro incarna il legame tra tempo, scienza e metodo. Cronografo certificato dalla NASA nel 1965, utilizzato in tutte le missioni di allunaggio, mantiene oggi il design storico con cassa asimmetrica da 42 mm e movimento Master Chronometer. È uno strumento che vive di risultati concreti, non di moda, e che sintetizza in modo esemplare l’idea di tempo come misura dell’esplorazione e della conoscenza. In una apparizione televisiva su Rai, durante un’intervista in diretta, l’orologio al suo polso non è stato immediatamente notato dagli appassionati, confermando ancora una volta come la sua presenza rimanga discreta e mai protagonista rispetto al contenuto del racconto.
Un orologio ancora senza risposta

Chiudendo questa analisi, resta aperta una questione che sui forum continua a generare discussioni e ipotesi contrastanti. In alcune apparizioni televisive, come quella mostrata in questa immagine, l’orologio al polso di Alberto Angela non è immediatamente identificabile e, proprio per questo, ha acceso il confronto tra appassionati. C’è chi ha ipotizzato un TAG Heuer, chi ha tirato in ballo un Orient Mako, ma osservando con attenzione alcuni dettagli – la configurazione del quadrante, l’indicazione della data, il disegno della ghiera e soprattutto il bracciale, che ricorda una maglia tipo “five link” o aftermarket – diventa difficile arrivare a una conclusione certa. Nessun elemento, preso singolarmente, è sufficiente a confermare un modello preciso, e l’insieme lascia spazio a più interpretazioni. È uno di quei casi in cui l’osservazione collettiva si ferma davanti ai propri limiti, ed è forse anche questo il bello: un dettaglio che resta sospeso, non per mancanza di attenzione, ma per eccesso di cautela. Chissà se un giorno sarà lo stesso Alberto Angela, magari con una risposta semplice e disarmante, a chiarire definitivamente quale orologio stesse indossando in quell’occasione.
| Modello | Tipologia | Caratteristica distintiva |
|---|---|---|
| Seiko Prospex Solar PADI | Diver solare | Affidabilità e autonomia |
| Citizen Aqualand | Diver professionale | Sensore di profondità |
| Hamilton Khaki Field | Field watch | Carica manuale e sobrietà |
| Omega Seamaster 300 | Diver meccanico | Co-Axial Master Chronometer |
| Omega Speedmaster | Cronografo | Certificazione NASA |
FAQ – Domande sugli orologi di Alberto Angela
Alberto Angela ha un orologio ufficiale?
No, dalle osservazioni emerge l’uso di modelli diversi, scelti in base al contesto e non come simbolo fisso.
Qual è l’orologio più tecnico visto al suo polso?
Il Citizen Aqualand è il più orientato all’uso professionale, grazie al sensore di profondità e alle funzioni da immersione.
Perché lo Speedmaster è così significativo?
È il cronografo certificato dalla NASA e utilizzato in tutte le missioni di allunaggio, simbolo di rigore scientifico.
Sono scelte legate al lusso?
No, prevale un approccio funzionale e culturale, più legato allo strumento che allo status.