MIDO amplia la gamma Ocean Star 39 con una nuova lettura cromatica “blu abisso” che affianca all’effetto sfumato della prima versione una scelta più coesa: un diver svizzero compatto da 39 mm, impermeabile a 200 metri e venduto con doppio cinturino, che si inserisce nel dibattito attuale sui subacquei accessibili ma costruiti con sostanza meccanica reale.
Ocean Star 39 blu abisso: il subacqueo compatto MIDO da 200 metri sotto i 1.400 euro
Autore: Carmine Di Donato | Fonte: RecensioniOrologi.it | Pubblicato il:
Il MIDO Ocean Star 39 (referenza M026.907.11.041.01) è un orologio subacqueo da 39 mm impermeabile fino a 200 metri (20 bar), con quadrante blu a motivo “onde”, Calibro automatico MIDO 72 a base ETA con 72 ore di riserva di carica e spirale Nivachron™. Viene fornito con due cinturini intercambiabili (acciaio e gomma blu) e ha un prezzo consigliato di 1.320,00 €.

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La prima cosa che noto, mettendo a confronto questa referenza con il modello che ha inaugurato la linea nel 2024, è quanto sia cambiato il modo in cui MIDO ragiona sul quadrante. Due anni fa la casa di Le Locle aveva scelto la strada dell’effetto sfumato, con un degradé che scivolava dal nero al blu navy e una lunetta dal carattere quasi bicolore: una soluzione audace, che a qualcuno era piaciuta e a qualcun altro era sembrata più vicina al linguaggio di un GMT che a quello di un subacqueo puro. Con la M026.907.11.041.01 il discorso si fa diverso. Qui il marchio abbandona il gioco delle transizioni e abbraccia un’identità cromatica compatta e dichiarata, quel blu abisso che, secondo le parole della stessa MIDO, vuole catturare l’intensità dei mari del Sud. È una scelta che leggo come una maturazione: meno effetto-vetrina, più coerenza visiva. E in un diver da 39 millimetri, dove ogni dettaglio pesa sulle proporzioni, una tinta unica e profonda comunica un’idea di strumento serio più di quanto farebbe qualsiasi sfumatura. Vale la pena ricordare un dettaglio che spesso sfugge: nell’orologeria subacquea il colore non è mai puramente estetico, perché un quadrante a contrasto netto resta il primo alleato della leggibilità sott’acqua. Ed è proprio da qui, dal modo in cui questo segnatempo si fa leggere e indossare, che vale la pena partire.
| Nome modello | MIDO Ocean Star 39 |
| Referenza / Edizione | M026.907.11.041.01 – produzione di serie |
| Materiale cassa | Acciaio inossidabile satinato e lucido |
| Complicazione principale | Datario a ore 3 (funzioni HMSD) |
| Edizione (esemplari) | Non a tiratura limitata, doppio cinturino in dotazione |
| Prezzo | 1.320,00 € |
Cento anni di tenuta stagna e proporzioni pensate per l’uso quotidiano
Per capire perché questo segnatempo possa esibire senza timori la sua impermeabilità fino a 200 metri, conviene fare un passo indietro di quasi un secolo. La competenza di MIDO in materia di tenuta stagna non nasce con le ultime collezioni, ma risale agli anni Trenta, quando il marchio mise a punto un sistema battezzato Aquadura: una soluzione tanto ingegnosa quanto sorprendente per la sua epoca, basata su una guarnizione in sughero applicata alla corona, che sigillava il punto più vulnerabile della cassa contro le infiltrazioni d’acqua. È un dettaglio che racconta molto della filosofia della maison, perché allora la sfida dell’impermeabilità era tutt’altro che risolta e ogni produttore cercava la propria strada. Quella reputazione si consolidò al punto che negli anni Ottanta la pubblicità arrivò a definire questi orologi con formule come «King of Waterproof», a testimoniare quanto il tema fosse diventato centrale nell’identità del marchio. Trovo che questo lignaggio dia un peso diverso alla scheda tecnica che ho davanti: i 20 bar di tenuta dichiarati per l’Ocean Star 39 non sono un numero buttato lì per riempire una brochure, ma il punto d’arrivo di un percorso che MIDO ha trasformato in standard di collezione. Oggi ogni Ocean Star deve garantire come minimo quella soglia, e leggere questa continuità mi fa apprezzare ancora di più la scelta di compattare il tutto in una cassa così misurata. Perché una cosa è promettere prestazioni subacquee su un diver generoso e robusto; un’altra è ottenerle mantenendo proporzioni contenute.
Veniamo al punto che, a mio avviso, rappresenta il vero argomento di vendita di questo modello: le dimensioni. Sul polso un subacqueo si gioca quasi tutto nel rapporto tra diametro, distanza tra le anse e spessore, ed è qui che l’Ocean Star 39 mostra il suo equilibrio. I 39 millimetri di cassa raccontano già una scelta precisa, lontana dal gigantismo che ha dominato a lungo questa categoria, ma è il dato delle anse a convincermi davvero: 46 millimetri da un’estremità all’altra. Si tratta di una misura contenuta, che permette all’orologio di appoggiarsi bene anche su polsi non particolarmente generosi e che evita quel fastidioso effetto-sbalzo in cui le corna sporgono oltre il bordo. A questo va aggiunto uno spessore che, sulla cassa “39” introdotta nel 2024, era stato misurato attorno ai 10,5 millimetri vetro e fondello compresi: un valore notevole per un diver impermeabile a 200 metri, considerando che molti concorrenti faticano a scendere sotto gli undici. La conseguenza pratica di questi numeri è che lo strumento scivola sotto il polsino di una camicia senza impuntarsi, cosa tutt’altro che scontata in un orologio nato per la profondità. Ed è esattamente questo che intendo quando parlo di versatilità: non lo slogan di marketing, ma la concreta possibilità di passare dalla muta alla giacca senza sentirsi mai fuori contesto. Un compagno quotidiano, prima ancora che un compagno d’immersione.
Onde sul quadrante e una stella marina che si scopre solo al rovescio
Se c’è un elemento che concentra l’anima di questo segnatempo, è la superficie che osserviamo sotto il vetro. MIDO ha lavorato il quadrante con un motivo a «onde» in rilievo che, nelle intenzioni dichiarate, richiama le tracce lasciate dalle correnti marine sulla sabbia: un effetto che cattura la luce in modo discreto, animando il fondo blu a seconda dell’angolazione senza mai trasformarsi in un esercizio chiassoso. È una texture che genera profondità, e qui colgo un punto interessante rispetto alla filosofia del diver classico. Molti puristi preferirebbero un fondo nero, piatto e opaco, l’essenza stessa dello strumento da immersione; la maison sceglie invece di dare carattere alla lettura, scommettendo sul fatto che la lavorazione non comprometta ciò che conta davvero sott’acqua. E su questo fronte le carte ci sono tutte: indici e lancette sono generosamente rivestiti di Super-LumiNova® bianco, mentre il vetro zaffiro porta un trattamento antiriflesso applicato su entrambi i lati, accorgimento che riduce i riverberi e mantiene il display pulito anche in piena luce.
La leggibilità notturna è affidata anche a un punto luminescente collocato a ore 12 sulla lunetta girevole unidirezionale, riferimento essenziale per misurare con precisione il tempo trascorso durante un’immersione. Completa il quadro un datario discreto a ore 3, che a qualcuno farà storcere il naso in nome della purezza simmetrica, ma che in un orologio pensato per accompagnare la giornata trovo del tutto sensato. Mi piace soprattutto come Mido abbia bilanciato due esigenze spesso in conflitto: dare personalità al quadrante e garantire che resti leggibile in ogni condizione. La differenza rispetto al degradé del 2024 è netta: là la teatralità del colore, qui la materia che lavora con la luce.
Girando idealmente l’orologio tra le mani, la costruzione conferma l’impressione di solidità che mi ero fatto leggendo la scheda tecnica. La cassa è realizzata in acciaio inossidabile lavorato con una doppia anima di finiture, satinata e lucida, una combinazione che serve a creare contrasti di luce lungo i fianchi e a evitare quell’effetto monotono che a volte penalizza i diver d’ingresso. La corona è del tipo a vite, scelta obbligata e rassicurante su un orologio che dichiara tenuta fino a 200 metri, perché è proprio quel meccanismo di avvitamento a blindare il punto di accesso al movimento contro l’acqua. Il dettaglio che però preferisco resta invisibile quando l’orologio è al polso, e si scopre solo capovolgendolo: il fondello è decorato con una stella marina in rilievo lucida, il segno d’identità che ricorre nella collezione Ocean Star e che richiama il patrimonio marittimo di MIDO. Accanto a essa, ogni esemplare porta inciso il proprio numero di serie, un tocco che aggiunge un piccolo senso di unicità a un orologio prodotto in serie. Apro qui una riflessione che vale per l’intera categoria: spesso si valuta un subacqueo solo da ciò che si vede frontalmente, mentre è proprio nel retro e nei meccanismi di sigillatura che si misura quanto un marchio prenda sul serio la propria vocazione acquatica. In questo caso le scelte costruttive raccontano coerenza, e l’attenzione riservata a un elemento decorativo che quasi nessuno noterà mi pare il segnale di una cura non superficiale.
Doppio cinturino e Calibro 72: dove versatilità e sostanza si incontrano
C’è un aspetto che trasforma il discorso sulla versatilità da promessa a fatto tangibile, ed è la dotazione con cui questo modello arriva nella sua confezione. MIDO lo fornisce con due cinturini intercambiabili, pensati per coprire due mondi diversi senza costringere a compromessi. Il primo è un bracciale in acciaio inossidabile satinato, impreziosito dalle smussature lucidate sulla maglia centrale, che alza il tono visivo dell’insieme e lo rende adatto anche a contesti più formali. La sua fibbia merita una nota a parte: è di tipo deployante e integra un’estensione per subacquei, ovvero un sistema che consente di allargare rapidamente la chiusura per indossare l’orologio sopra una muta e di registrare la calzata al polso con facilità. È un dettaglio che parla la lingua degli appassionati e che raramente si trova a questo livello di prezzo. Il secondo cinturino è in gomma blu, con fibbia ad ardiglione in acciaio, ed è la scelta più immediata per l’uso estivo o sportivo. A rendere tutto fluido interviene il sistema di sostituzione rapida sviluppato dalla maison, che permette di passare dall’acciaio alla gomma in pochi gesti, senza attrezzi e senza il rischio di graffiare le anse. Mi soffermo su questo punto perché, nella pratica quotidiana, la possibilità di cambiare look in trenta secondi cambia il modo in cui si vive un orologio: di fatto se ne possiedono due, uno più elegante e uno più disinvolto, condividendo la stessa cassa e la stessa meccanica. È una forma di versatilità che apprezzo molto, perché non resta sulla carta ma si traduce in un gesto che si compie davvero, magari prima di uscire di casa.
Arrivati al cuore pulsante dell’orologio, è qui che la fascia di prezzo viene messa davvero alla prova, ed è qui che a mio avviso la proposta diventa interessante. A muovere le lancette c’è il Calibro automatico MIDO 72, costruito sulla base ETA A31.111, una piattaforma che lo Swatch Group conosce a fondo e che garantisce una reperibilità di ricambi e un’affidabilità sulla lunga distanza difficili da eguagliare per i marchi indipendenti. I numeri parlano di un movimento da 21 rubini che oscilla a 25.200 alternanze orarie e che offre fino a 72 ore di riserva di carica: tradotto in pratica, significa poter posare l’orologio il venerdì sera e ritrovarlo ancora in funzione il lunedì mattina, senza doverlo rimettere all’ora. Vale la pena spiegare perché questo conti: un’autonomia così generosa rende l’orologio molto più comodo da gestire per chi alterna più segnatempo, perché riduce la necessità di rimetterlo in moto a ogni ripresa. Sul fronte della resistenza, il dettaglio che apprezzo di più è la presenza di una spirale in Nivachron™, una lega di nuova generazione che offre un’eccellente protezione contro i campi magnetici, nemici sempre più diffusi nella vita di tutti i giorni tra smartphone, tablet e chiusure magnetiche delle borse. A questo si aggiunge una taratura effettuata su quattro diverse posizioni, segno di una regolazione più accurata di quanto ci si aspetterebbe in questa fascia. MIDO ha poi voluto curare anche ciò che l’occhio non vede in un fondello chiuso: il movimento è decorato e la massa oscillante porta le tradizionali Côtes de Genève insieme al logo della maison. Un tocco di nobiltà che, pur restando nascosto, racconta la volontà di non trattare la meccanica come un semplice riempitivo.
Quanto costa e a chi parla davvero questo blu abisso
Tirando le somme, la domanda che conta è sempre la stessa: cosa si porta a casa chi sceglie questo segnatempo, e a quali condizioni. Il prezzo consigliato si attesta sui 1.320,00 euro, una cifra che va letta tenendo conto della dotazione completa con doppio cinturino, perché di fatto si acquista un orologio capace di trasformarsi in due (qui per il sito ufficiale). A questo livello mi pare difficile trovare un pacchetto altrettanto equilibrato: una cassa svizzera impermeabile a 200 metri, un movimento con 72 ore di autonomia e spirale antimagnetica, un quadrante lavorato con cura e finiture che non si limitano al minimo sindacale. Se penso al posizionamento, l’Ocean Star 39 si rivolge a chi cerca il primo subacqueo serio senza voler entrare nel territorio del lusso, oppure all’appassionato che desidera un compagno quotidiano robusto da affiancare a collezioni più impegnative. Rispetto al debutto del 2024, la sensazione è quella di una proposta più matura e risolta, dove la scelta del blu monocromatico affianca all’effetto degradé un’identità più netta e, a mio gusto, più convincente su uno strumento dalla vocazione marina. È un orologio che non promette più di quanto possa mantenere, e che anzi sulla carta offre qualcosa in più di ciò che il cartellino lascerebbe immaginare. In un mercato dove il rapporto tra prezzo e contenuti è spesso sbilanciato, questa referenza mi sembra una di quelle che premiano chi guarda alla sostanza prima che al nome inciso sul quadrante. E, per chi muove i primi passi verbo il mondo dei diver, rappresenta un punto di partenza difficile da rimpiazzare.
Scheda tecnica e dati principali
| Cassa | |
|---|---|
| Diametro | 39 mm |
| Spessore | circa 10,5 mm (rilevato sulla cassa “39”) |
| Distanza anse | 46 mm |
| Materiale e finiture | Acciaio inox satinato e lucido, corona a vite |
| Vetro | Zaffiro, antiriflesso su entrambi i lati |
| Lunetta | Girevole unidirezionale, anello in alluminio blu, indici argento, punto luminescente a ore 12 |
| Impermeabilità | 200 m (20 bar) |
| Fondello | Stella marina in rilievo lucida, numero di serie inciso |
| Quadrante | |
| Colore e motivo | Blu, motivo a «onde», datario a ore 3 |
| Luminescenza | Super-LumiNova® bianco su indici e lancette |
| Movimento | |
| Calibro | Automatico MIDO 72 (base ETA A31.111), 21 rubini, 25.200 A/h, 4 posizioni |
| Spirale e riserva | Nivachron™, fino a 72 ore di riserva di carica |
| Finiture movimento | Massa oscillante con Côtes de Genève e logo MIDO |
| Dotazione ed edizione | |
| Cinturini | Bracciale acciaio (fibbia deployante con estensione subacquei) + gomma blu, sistema di sostituzione rapida MIDO |
| Referenza e prezzo | M026.907.11.041.01 – 1.320,00 € |
FAQ – Domande frequenti
Quanto costa il MIDO Ocean Star 39?
Il prezzo consigliato è di 1.320,00 €. La cifra comprende la dotazione completa con due cinturini intercambiabili, in acciaio e in gomma blu.
Qual è la referenza di questo modello?
La referenza è M026.907.11.041.01, corrispondente alla versione con quadrante blu abisso a motivo «onde».
È un’edizione limitata?
No, non si tratta di una tiratura limitata numerata. È un modello di produzione di serie; ogni esemplare riporta comunque un numero di serie inciso sul fondello.
Fino a che profondità è impermeabile?
L’Ocean Star 39 è impermeabile fino a 200 metri, pari a 20 bar di pressione, in linea con lo standard storico della collezione.
Che movimento monta l’Ocean Star 39?
Il Calibro automatico MIDO 72, basato sull’ETA A31.111, con 72 ore di riserva di carica e spirale Nivachron™ resistente ai campi magnetici. È regolato su quattro posizioni.
Quali sono le dimensioni della cassa?
La cassa misura 39 mm di diametro con 46 mm tra le anse, per uno spessore rilevato attorno ai 10,5 mm sulla cassa “39”. Proporzioni studiate per un uso quotidiano e non solo subacqueo.
In cosa cambia rispetto al modello del 2024?
La versione del 2024 puntava su un effetto sfumato dal nero al blu navy e su una lunetta dal carattere quasi bicolore. Questa referenza propone invece un blu abisso monocromatico e coeso, con motivo a «onde», affiancandosi alla prima con un’identità visiva più netta.







