Rolex GMT-Master, la vera storia dell’orologio scelto al polso dei veri aviatori

Storia Orologio Rolex GMT-Master

Il primo Rolex GMT-Master, ovvero il 6542, che è poi anche il più ricercato sul mercato collezionistico odierno, possedeva alcune interessanti peculiarità costruttive. Intanto era più piccolo di 2 millimetri rispetto a tutti i modelli che lo seguirono: 38 millimetri di diametro e non i 40 dei suoi successori. Anche la carrure era decisamente sottile e, fra l’altro, del tutto priva delle spallette di protezione della corona. Oggi il modello Rolex GMT Master II è un’icona della casa svizzera.

MT-Master Ref.6542 del 1955, con quadrante “tropical”

Un raro GMT-Master Ref.6542 del 1955, con quadrante “tropical” e lunetta in bachelite. La meccanica
è un calibro 130.

Il quadrante, semplice e facilmente leggibile, sfruttava palesemente l’esperienza degli altri “tecnici” della Casa, con i grandi indici luminescenti al trizio, la scala esterna con grafica bianca oppure oro, il datario al 3, la lente di ingrandimento posta sul vetro in materiale plastico e le lancette Mercedes, con in più una a freccia per le 24 ore. Questo modello fu realizzato sia con la lunetta in metallo normale (simile a quella del Submariner, ma bidirezionale), con indici stampati, sia con una rara e interessante lunetta ricoperta da uno strato plastico, per la precisione bachelite, che lo rendeva più bello e luminoso. Grande è la differenza sul mercato dell’epoca, che ricerca maggiormente il bachelite, rarissimo e difficile da reperire in perfette condizioni. Nel 1960, fatte le dovute esperienze sul primo modello, arriva quello che diventerà, in pratica, la versione definitiva.

Stiamo parlando della referenza 1675, che si differenzia per alcune, sostanziali, particolarità costruttive ed estetiche. La cassa è più grande, e di conseguenza la lunetta risulta meglio leggibile (genericamente si notano delle forti somiglianze con il Submariner). Lo spessore della carrure aumenta leggermente, mentre ai lati della corona appaiono due alette di protezione per la stessa. Queste furono realizzate in due differenti tipologie: quella tradizionale, con una superficie verticale abbastanza estesa; oppure con l’estremità notevolmente più piccola e sottile. Questa seconda variante sembra più rara della prima e viene genericamente identificata con il nome di “cornino”. È pagata non solo di più, ma anche più volentieri dai collezionisti. Gli anni ‘60 sono importanti e interessanti per la Rolex stessa e vedono il GMT-Master più volte coinvolto nelle missioni spaziali statunitensi che si svolsero in quel periodo.

Rolx GMT-Master Ref.16753 occhio di tigre

Un GMT-Master Ref.16753, realizzato nel 1986, cassa in acciaio e oro, quadrante marrone.

Noi infatti sappiamo bene che la Nasa adottò come orologio ufficiale lo Speedmaster, ma in realtà basterà intraprendere la lettura del libro The Right Stuff di Tom Wolfe, dal quale Philip Kaufman ha tratto l’omonimo film, per comprendere come in realtà gli astronauti furono delle persone non facilmente assoggetabili a delle autorità costituite. Si trattava infatti il più delle volte di expiloti da combattimento, oppure di collaudatori (non era infrequente che un collaudatore negli anni ‘50 morisse in uno dei suoi voli, e quindi erano veramente necessari tanto coraggio e sicurezza nei propri limiti). Persone assolutamente al di sopra della media, dotate di grande carattere e decisione.

Difficile, se non impossibile, dare delle quotazioni certe per i GMT-Master di Rolex, in quanto il mercato cambia continuamente le sue richieste

Rolex GMT-MASTER ref.16700, anno 1996

Rolex GMT-MASTER ref.16700, anno 1996

Al loro polso, per lunga tradizione e per scelta a volte anche scaramantica, troveremo quasi sempre un Rolex, il preferito dai piloti sia americani che inglesi. Tra i tanti merita di essere ricordato il grande Chuck Yeager, divenuto celebre nel 1947, quando il 14 ottobre divenne il primo uomo a oltrepassare il muro del suono (mach 1). Al suo polso, non casualmente, un Rolex Oyster.

Un GMT-Master Ref.1675, realizzato nel 1964 con calibro 1560.

Un GMT-Master Ref.1675, realizzato nel 1964.
Al suo interno un calibro 1560.

La produzione del 1675 terminò nel 1979, per essere sostituito dal 16750, che a sua volta sarà in vendita fino al 1988. Arriverà quindi l’epoca del vetro zaffiro, e di conseguenza anche dell’odierno 16710, meglio conosciuto come GMT-Master II, caratterizzato dalla rimessa indipendente delle 24 ore (i fusi orari visualizzabili diventano allora ben tre). Ma questa è storia di oggi, che tutti conoscono fin troppo bene.

LA PAGELLA

  • Costruzione ◉◉◉◉◎
  • Movimento ◉◉◉◎◎
  • Prezzo ◉◉◉◉◉
  • Volore nel tempo ◉◉◉◉◉
  • Portabilità ◉◉◉◉◉
  • Riperibilità ◉◉◉◉◎

A dispetto di tutto e di tutti, i Rolex professionali sono stati, sono e rimar- ranno un ottimo investimento. Le richieste non solo non tendono a diminuire, al contrario aumentano all’aumentare degli appassionati (e sono sempre di più quelli asiatici) che si cimentano nella modellistica vintage d’élite. Di conseguenza, difficile pensare di riuscire a fare il colpo della vita con un GMT-Master, in quanto tutti i mercatini, gli antiquari, i rivenditori, le piccole o grandi botteghe, so- no già stati passati ampiamente al setaccio e quello che c’era di importante da acquistare è stato probabilmente tutto già acquistato. Rimane comunque un investimento interessante e sensato. L’unico consiglio da dare è quello di verificare bene che il pezzo che si acquista sia perfetto e coevo, con i seriali corretti e con la cassa, e soprattutto il quadrante, non rimaneggiati.

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